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Guerriero della Chiara
Tuesday, October 26, 2004 5:01 PM
VEGEZIO
EPITOMA REI MILITARIS
L’ARTE DELLA GUERRA ROMANA

Vegezio visse tra la fine del 300 e l’inizio del 400 d.C..
Con l’Epitoma Rei Militaris ( compendio militare ) Vegezio vuole rispondere alla grave crisi militare attraversata dall’Impero Romano ed evidenziatasi tragicamente con la sconfitta di Adrianopoli del 378 d.C. (peraltro mai citata dall’autore).
Tale battaglia fu combattuta vicino ad Adrianopoli (oggi Edirne) nell'attuale Turchia europea, fra Visigoti ed alleati contro l'esercito dell'imperatore Valente, che vi perì insieme a ventimila soldati. La disfatta delle legioni romane sancì la superiorità delle tecniche di combattimento a cavallo dei popoli germanici. Nel 382, Teodosio I si accordò con i vincitori, che accettarono di difendere i confini dell'impero in cambio di un sussidio annuale.

VEGEZIO
EPITOMA REI MILITARIS
L’ARTE DELLA GUERRA ROMANA


I ROMANI HANNO VINTO TUTTI I POPOLI UNICAMENTE GRAZIE ALL’ESERCIZIO DELLE ARMI:
In ogni battaglia non tanto il gran numero ed il coraggio inesperto sono soliti procurare la vittoria quanto l’affinamento tecnico e l’esercizio.
Occorre selezionare in modo accorto le reclute, insegnare loro le “leggi” delle armi, fortificarle con le esercitazioni. Prevedere nella pratica sul campo tutto quello che potrebbe accadere sul campo di battaglia. Punire severamente i codardi. Negli scontri bellici un piccolo numero di soldati ben esercitati sconfiggerà un grande gruppo di uomini non addestrati.

LE RECLUTE DEVONO ESSERE ACCORTAMENTE ISTRUITE NEL LANCIO DELLE FRECCE:
Il vantaggio che gli arcieri recano in battaglia è dimostrato dalla Battaglia di Capua, 211 a. C., quando Appio Claudio Pulcro sconfisse Annibale grazie alla formazione e preparazione di un corpo di arcieri.

QUALI ARMI E’ OPPORTUNO UTILIZZARE:
Dall’esempio di Goti, Alani ed Unni si rivela il progresso della cavalleria.
La fanteria dev’essere dotata di corazze ed elmi.
Coloro che in battaglia si espongono ai colpi senza protezione non pensino alla contesa ma alla fuga.
Può esistere un corpo di fanteria “leggero”, ma esso deve essere esiguo, velocissimo ed addestratissimo. Esso può essere disposto ai lati per dare inizio al combattimento, pronto se necessario a ritirarsi dietro la fila di fanti “pesanti”
Necessariamente tuttavia acquisisce maggior coraggio nello scontro colui che, poiché ha capo e petto protetti, non teme il colpo.

I SOLDATI DEVONO MANTENERE NELLO SCHIERAMENTO LE FILE E LE DISTANZE:
In battaglia nulla arreca maggior vantaggio del fatto che i soldati mantengano nello schieramento la propria posizione di modo che le file non risultino ammassate o rade.
Ammassati perdono spazio per lo scontro e sono l’uno d’impedimento all’altro.
Sparpagliati e distanziati offriranno al nemico lo spazio per l’assalto.
Tuttavia è inevitabile che la linea possa vacillare in alcuni punti, nel qual caso la salvezza dipenderà dalla rapidità di manovra con cui in tali punti verranno schierate truppe tenute in riserva allo scopo, o truppe non impegnate perché hanno prevalso sui diretti avversari.

COME SI SCHIERANO LE LEGIONI. INGAGGIATA LA BATTAGLIA LE TRUPPE PESANTI FORMANO COME UN MURO:
Un muro di fanti “pesanti” preceduto da truppe leggere e da tiro, con cavalleria ai lati.
Le truppe leggere e da tiro ingaggiano e provocano il nemico. Quando questo attacca le truppe leggere si ritirano dietro la fila di fanti pesanti.
La fila di fanti pesanti, allineata e compatta come un muro ora avanza ad ingaggiare il combattimento o attende compatta l’urto.
Se il nemico va in fuga, i fanti pesanti si ricompongano immediatamente in linea e si fermino, lasciando l’inseguimento alle truppe leggere.
Massima attenzione si presti se si decide di cambiare la posizione delle truppe nel momento in cui si sferra o si subisce l’attacco, immediatamente infatti si creerebbe una dannosissima tumultuosa confusione. Occorre quindi che l’esercito si presenti al momento cruciale dello scontro già ordinatamente schierato.

ANCORA SULL’ESECITAZIONE DEI SOLDATI:
La velocità, l’abilità nell’attacco e nella difesa si acquistano con l’esercitazione.
Ma quel che conta di più è che i soldati imparino a mantenere le file, a manovrare ed a seguire le proprie insegne pur nel grande scompiglio della battaglia.
Si ricordi che in guerra l’esercitazione e la manovra giovano più della forza.

QUALI CONSIDERAZIONI SI DEVONO FARE PER COMPRENDERE COME CONDURRE LA BATTAGLIA:
Informazioni: il Generale attento, sobrio e prudente conosce in dettaglio le proprie forze e quelle nemiche. E’ di vitale importanza che il generale conosca nel dettaglio il tipo, il valore ed il numero delle truppe proprie ed avversarie, e la loro posizione.
Alle estremità della linea di fanti schiera truppe fortissime, perché è qui che più spesso viene lanciato l’attacco decisivo.
Il Generale attento conosce sempre il terreno dove combatte e cercherà sempre, ove possibile, di schierare su un terreno sopraelevato.

SULLE RISERVE DA DISPORRE DIETRO LO SCHIERAMENTO:
Il Generale accorto dispone di truppe di riserva, tenute pronte ad aiutare i fianchi o il centro, dove il nemico sferri un attacco più violento.

COME SI PUO’ OPPORRE RESISTENZA AGLI ELEFANTI IN BATTAGLIA:
Gli elefanti in battaglia gettano nel panico uomini e cavalli a causa della grandezza del loro corpo, dell’orrore del loro barrito e della loro forma strana. Fu il re Pirro il primo ad utilizzarli contro le truppe romane in Lucania (280 a.C.).
Gli antichi contro gli elefanti utilizzavano soprattutto i velites, giovani armati alla leggera, dal fisico scattante, in grado di scagliare dai cavalli le armi alla perfezione. Essi sui cavalli in corsa uccidevano le bestie utilizzando lance enormi e frecce più grandi; dopo, crescendo in essi il coraggio, un gran numero di soldati, raggruppatosi, lanciava giavellotti contro gli animali e li feriva a morte. Vi si aggiungeva anche questo stratagemma: i frombolieri lanciando sassi facevano cadere gli Indiani alla guida degli elefanti e li uccidevano, nessun metodo migliore di questo è stato escogitato. Inoltre, all’approssimarsi delle bestie i soldati facevano loro largo, come se avessero sbaragliato l’esercito. Quando giungevano al centro dello schieramento, venivano catturate insieme alle guide senza ferite ed illese da squadroni armati che le circondavano in ogni punto.

REGOLE GENERALI DELLA GUERRA:

1 In guerra colui che più a lungo e meglio avrà addestrato i soldati incorrerà in minori pericoli.

2 Mai condurre in battaglia i soldati se prima non hai avuto prova del loro valore.

3 Saper cogliere il momento opportuno in guerra normalmente reca maggior giovamento del coraggio.

4 E’ meglio tenere dietro allo schieramento più truppe di riserva che spargere i soldati qua e là.

5 Difficilmente viene sconfitto colui che è in grado di fare una stima esatta delle truppe sue e di quelle nemiche.

6 Giova più il coraggio di un gran numero di soldati.

7 Spesso il luogo giova più del coraggio.

8 Le azioni di sorpresa atterriscono il nemico, quelle consuete no.

9 Chi si dà all’inseguimento con le proprie truppe sparse ed in modo disordinato, vuol regalare la vittoria, già ottenuta, al nemico.

10 Chi è superiore nel numero e nel coraggio disponga il fronte dell’esercito a rettangolo, che è il primo schema.

11 Chi non si considera all’altezza del nemico, prema con la sua ala destra l’ala sinistra del nemico, che è il secondo schema.

12 Chi sa di possedere una fortissima ala sinistra, irrompa nell’ala destra nemica, che è il terzo schema.

13 Chi dispone di un esercito ben addestrato, deve attaccare battaglia contemporaneamente con entrambe le ali, che è il quarto schema.

14 Chi sa di avere un numero minore di soldati e più deboli, deve avere da un lato o una montagna o una città o il mare o un fiume o un qualche altro sostegno.

Ave.

Folgore Guerriero della Chiara

compra il libro

[Modificato da Guerriero della Chiara 27/10/2004 9.34]

Gen.Alexandro
Wednesday, October 27, 2004 10:47 AM
complimenti
anche se ancora non ti si vede on.line ...la tua presenza nel forum è d'aiuto a tutti
Guerriero della Chiara
Wednesday, October 27, 2004 12:26 PM
grazie
Grazie Alexandros, presto spero di far giungere il mio esercito sul campo di battaglia!
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