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-Emiliano-
Monday, July 18, 2011 8:59 PM
Re:
mauro 72, 18/07/2011 20.19:

Anche se quelle altimetrie mi spaventano un po'.


Ci credo che ti spaventano: tu le hai già guardate e sommate tutte e cinque!...
(non solo: girano voci che tu e CpC abbiate chiesto in Provincia di asfaltare anche un sesto versante!... ).

Emiliano
Maxi_78
Monday, July 18, 2011 9:30 PM
Re: Re:
-Emiliano-, 18/07/2011 20.59:


Ci credo che ti spaventano: tu le hai già guardate e sommate tutte e cinque!...
(non solo: girano voci che tu e CpC abbiate chiesto in Provincia di asfaltare anche un sesto versante!... ).

Emiliano



Va bene, ci sto per il sesto versante.
Propongo però di allungare il tempo limite a una settimana!
CiclistaperCaso@
Tuesday, July 19, 2011 8:15 AM
Re:
mauro 72, 18/07/2011 16.59:

Grande Nico!!!

A leggere queste cose ci chiediamo cosa ci siamo persi.
Sono preoccupato poerchè se Vale legge il tuo resoconto mi costringe a farla il prossimo anno.




E sarebbe l'ora ... anche perchè, da come andate forte, potreste fare prima l'Extra Strong e poi, dopo una bella doccia, dare una mano ai posti di controllo o recuperare quelli che vanno in cerca di birra e patatine in montagna quando è già buio

C'è il rischio che questa cosa l'anno prossimo si diffonda a macchia d'olio

Ciao

Giorgio
SuperIannellus
Tuesday, July 19, 2011 8:42 AM

Gli ho sempre detto che pedalare con un obiettivo finale non è la stessa cosa che pedalare senza.
E credo che quest'anno se lo sia gustato per questo mille volte di più.
L'obiettivo te lo poni tu, lo scegli, lo coltivi tutto l'anno. Ma quando è fissato è fissato. Che sia Gf o no.


D'accordissimo. Avere un obiettivo cambia le cose. Ma questo non è legato a un evento organizzato. Le tirate a tutta me le faccio pure io, ma sempre quando sono da solo.


E uan Gf la puoi fare anche solo per il gusto di finirla. Così ho fatto più di una volta. E non mi sono perso un'emzione che sia una.
Voi pensate solo a quelli che sgomitano in prima fila. E vi perdete i restanti 10 mila. La vera anima delle Gf.
Questa qui per intenderci.



D'accordo in parte. Qui parli dell'interpretazione che danno le persone ad un evento, non della natura dell'evento. E purtroppo non sono solo in prima fila quelli che sgomitano.

Ma per quanto mi riguarda chiudo questa discussione, chiedendo scusa per l'invasione, che deve tornare a Nicko, il suo legittimo proprietario.

Grande Nicola!
CiclistaperCaso@
Tuesday, July 19, 2011 8:46 AM

NICOLA sei un MITO !!!

Ho stampato il tuo racconto (definirlo post mi parrebbe riduttivo) e traspare di tutte quelle sensazioni che ho cercato più volte di trasmettere a chi volevo convincere sull'opportunità di partecipare alla MGC.

Anche ai miei soci che vanno molto più forte di me (soprattutto in salita), ma che asserivano di non avere fondo a sufficienza, ho sempre detto "Ragazzi, non importa il numero di versanti. E' lo Spirito della MGC che conta ... la passione ... la voglia di soffrire per una conquista che è solo tua,. personale, intima ...".

Già lo Spirito della MGC, un termine con il quale ho definito questo evento quando nel 2010 l'ho affrontato per la prima volta.

Beh, Nicola, al di là (forse) di quel pizzico di incoscienza che ti ha spinto ad osare l'happy hour grappino , devo dire che lo Spirito della MGC lo hai vissuto pienamente e nel migliore dei modi !!!

Sei stato GRANDE non solo per l'impresa sportiva, ma soprattutto per come hai interpretato la tua giornata alla MGC.

Ti ricordi quando al giro dei 5 colli bergamaschi mi facevi domande su domande circa la MGC??? Ecco, se avessi potuto comandare il futuro allora, per te avrei voluto esattamente quello che sei riuscito a fare.

Non aggiungo altro ... rischierei di intasare il forum.

Un abbraccio.

Giorgio
GattoVe
Tuesday, July 19, 2011 9:02 AM
VERSOSELLA


Comunque molto bello il racconto.
Scusa la provocazione: ma benvenuto nel mondo delle prove organizzate. Che siano granfondo, o challenge, o randonnèe, la sostanza è che nessun allenamento o uscita con amici è mai bella come una di queste.

Sulle Gf, prima di giudicare, al solito ti inviterei a provarne una. Maratona su tutte.
Ma so che è altrettanto inutile.
---------------------------------------------

Credo tu sia completamente fuori strada.
Tu vivi in un tuo mondo fatto di sogni e cose(secondo te )sensazionali,ti crei dei personaggi,usi dei termini da fumetto.
Ora sei qui ad osannare le granfondo:ma se ricordo chiaramente che qualche anno fa hai riempito pagine di post dicendo che non erano per te,che non sapevi se ce la facevi o no,e tutti a dirti di provare.
Adesso addirittura scrivi che una gf è migliore di un'uscita con amici..ma con che amici esci?Ne hai o vivi in questo tuo mondo fatto di sogni..ti vedo,quando sei nelle gf ti senti uno che fa parte di qualcosa di grande e che rende grande anche te.Per carità,giusto,ma dopo tutto deve finire là!
La MGC è tutta un'altra cosa,non è per te,almeno fino a quando non torni sulla terra.
Graziano.
CiclistaperCaso@
Tuesday, July 19, 2011 9:23 AM

Io ho poca esperienza, ma qualche GF l'ho fatta ... almeno fino al 2008.

In quell'anno, diverse cose brutte hanno rappresentato la classica goccia che fa traboccare il vaso e mi son detto "Basta. Basta, perchè non hai nulla da condividere con questo mondo".

Nemmeno io ho mai fatto la Maratona dles Dolomites, ma ho partecipato all'ultimo Sella Ronda Bike Day lo scorso 3 luglio che ho trovato una splendida manifestazione, con (mi hanno detto un paio di giorni dopo) circa 18.000 partecipanti. Tutti con il sorriso, nessuno incavolato, tutti disponibili a parlare.

Alle GF a cui ho partecipato, invece, ho visto e sentito di tutto: l'agonismo esasperato porta ad eccessi che cambiano la faccia ad eventi sportivi che dovrebbero essere e rimanere destinati ai cicloamatori.
Si va dagli imbrogli (sui percorsi tagliati, sui pettorali, sui partecipanti - parte un ragazzo e dopo le salite cede il pettorale ad una ragazza che ne era la titolare effettiva che, ovviamente, va a piazzarsi nella sua categoria), alla maleducazione (parolacce, bestemmie - al di là del fatto che uno sia o meno credente, spinte in griglia per 2 centimetri) e altro ancora ...

Il paragone di un evento sportivo e di passione per la bicicletta e per le salite come la MGC con qualsiasi GF non lo si può nemmeno nemmeno ipotizzare: stiamo parlando di "cose" con un DNA troppo diverso per consentire, sia pur con le debite distanze, un qualche confronto.

Io alla MGC ci sono venuto nel 2010 e ho trovato degli amici.
Ci sono tornato nel 2011 (aspettavo questo momento dal luglio dello scorso anno), portandoci mia moglie e anche lei hai trovato degli amici, ragazzi e ragazze con i quali abbiamo condiviso 2 giorni interi non solo di bici.

Grazie MGC.

Giorgio
patavium82
Tuesday, July 19, 2011 9:24 AM
Credo che l'intervento di Giacomo / versosella non fosse "contro" nulla. Tanto meno contro lo spirito della MGC. Era, mi pare di capire, in generale a favore di qualcosa che si può definire "evento". Non credo ci sia nulla di male nel sentirsi particolarmente bene (ciascuno definisca il "bene" come meglio crede) nel pedalare all'interno di un contesto in cui ci sono altre centinaia o migliaia di pedalatori. Non saranno tutti uguali, questi pedalatori, e ci mancherebbe, ma qualcosa da condividere con qualcuno c'è sempre.
MirkoBL
Tuesday, July 19, 2011 9:32 AM
Stiamo entrando in una diatriba che esula un po' dal titolo del topic.
Dico anch'io la mia, poi basta.
LA MGC è unica, è una sfida con sé stessi, un po' randonnée, un po' GF, un po' uscita personale con amici.
A me non dispiacciono le Gran Fondo, ma ne faccio una o due all'anno perché i soldi sono quelli che sono e non mi va di spenderli tutti per la bici. Le sfrutto per visitare posti nuovi, per mettermi alla prova con gli altri (anche perché quando vado da solo difficilmente vado al massimo per tutto il tragitto), per allenare l'occhio (quando corri con 3000 persone devi stare molto più attento).
Mi piacciono le randonnée perché c'è meno esasperazione e perché hanno ancora il fascino dell'avventura.
E poi mi piace girare tranquillamente per i fatti miei o con alcuni amici.
Le uniche manifestazioni che non amo sono le gare in circuito, lì si va troppo forte per i miei gusti (escludo la 24 Ore di Feltre perché, come la MGC, per me è un mondo a parte grazie al contorno).
SuperIannellus
Tuesday, July 19, 2011 9:46 AM
Re:
patavium82, 19/07/2011 09.24:

Credo che l'intervento di Giacomo / versosella non fosse "contro" nulla. Tanto meno contro lo spirito della MGC. Era, mi pare di capire, in generale a favore di qualcosa che si può definire "evento". Non credo ci sia nulla di male nel sentirsi particolarmente bene (ciascuno definisca il "bene" come meglio crede) nel pedalare all'interno di un contesto in cui ci sono altre centinaia o migliaia di pedalatori. Non saranno tutti uguali, questi pedalatori, e ci mancherebbe, ma qualcosa da condividere con qualcuno c'è sempre.




Giusto. Libertà di vivere la bicicletta come si vuole, nel rispetto degli altri.
GattoVe
Tuesday, July 19, 2011 9:55 AM
Dico questo poi chiudo con il discorso.
Patavium:
Se tu leggi Versosella dice che una GF e meglio di qualsiasi uscita con amici..ma su che basi? Sue personali,chiaramente.Mi sembra un pò distorta la cosa.Io non vedo l'ora che venga Sabato per uscire con gli amici,non so tu.
Poi ogniuno è libero di fare ciò che vuole,anch'io ne ho fatte di gf,non ho mai guardato il tempo,anche a me è piaciuto far parte di questo mondo,ma con i giusti limiti,senza entrare nell'esaltazione.
Mi sembra che la MGC sia il giusto posto per "lavare"le scorie dell'agonismo,per confrontarsi solo con le proprie capacità,la vedo una cosa più intima.

Non voglio fare polemica con nessuno,sono solo modi di pensare diversi,l'importante è non essere chiusi pensando che solo quello che pensiamo noi sia giusto.
MirkoBL
Tuesday, July 19, 2011 10:05 AM
È fatta!
È il mio post n. 2.000, quindi lo voglio dedicare al resoconto della MGC.

Voglio innanzitutto ringraziare tutto l'Extra-Strong Team per la solita eccellente organizzazione, nelle persone di Ivan e famiglia, Devid, Graziano, Fabio - sempre prodighi di belle parole al ristoro ed ai punti di controllo - e Jack, che ci incitava lungo le salite, lui comodo comodo in moto .
In albergo venerdì sera rivedo con piacere Giorgio e conosco Sergio, Nicola, Claudio e le rispettive famiglie, con cui ho trascorso una piacevole serata.

La partenza dal Ponte degli Alpini ha un qualcosa di fascinoso, ci siamo solo noi e qualche abitante locale che un po' ci incita e un po' ci guarda con fare perplesso.
Parto nel "gruppo forum", perché siamo praticamente tutti assieme e così posso conoscere anche Pala69 e mi sembra pure Maxi (ma non ne sono mica sicuro ).
Sulla prima salita resto avanti con Cpc, ma poi capisco che lui ha un altro passo (non ne avevo dubbi, così segno un altro che va più forte di me ) e lo lascio andare avanti, per poi raggiungerlo in Valle delle Mure, quando ha rallentato un po' per risparmiare. Il salto della Capra è andato abbastanza bene, sono in perfetta tabella di marcia rispetto allo scorso anno.
Veloce ristoro, discesa a Romano d'Ezzelino e poi Semonzo, per quella che a mio parere rimane la salita più bella tra tutte quelle che portano al Grappa: lunga, dura, ma mai estrema, però ti stronca perché non molla mai. Resto da solo, salgo col mio passo, soffro un po' il tratto di Baita Camol, ma anche la seconda è conquistata.
Di nuovo giù, questa volta a Caupo, con la sua eterna discesa, e poi comincia lo spuracchio Seren. CpC e Alessandro, che ho passato in discesa, mi sorpassano a loro volta, io me la prendo con molta calma. Per curiosità controllo la temperatura: 25-26-27°C, altro che i 41° del 2010! La giornata è ideale, solo in cima c'è una nuvola che stazione e rende freddini i primi km delle discese.
So che il malefico capitello è posto su uno slargo sulla sinistra, ed infatti ben presto arriva: troppo presto, infatti non è il capitello e il punto più duro deve ancora arrivare . Mi ero illuso di essere andato troppo forte . Quest'anno raggiungo i 5,2 km/h, quindi batto il record dello scorso anno; se salgo seduto la ruota anteriore si impenna, quando prova a zigzagare (per quello che si può fare con la carreggiata così stretta) rischio di rovesciarmi su un lato, perciò è tutto un gioco di precario equilibrio sulla bici. Il capitello arriva ed a causa delle eresie che noi ciclisti abbiamo tirato è aperto in due e la Madonna è fuggita .
Prima delle Bocchette raggiungo Giampaolo e Andrea, due ragazzi padovani, e con loro faccio gruppetto fino in cima.
Loro punterebbero ai 5 versanti, ma decidono di affrontarne uno alla volta.
Ho pareggiato il 2010, perciò giù per la quarta volta, ancora Caupo, che dovrà essere affrontato anche in salita. Salita che non sopporto, lunga, eterna, coi primi 8 km impegnativi sui quali saliamo con molta calma, poi alterna tratti di recupero a fastidiose rampe. Ma anche questa volta siamo su, non va neanche tanto male, tranne il sedere che non ne può più e un leggero dolore al ginocchio.
Ormai siamo in ballo e balliamo: decidiamo di affrontare anche il quinto versante: sono e 18, abbiamo 5 ore di tempo, ce la faremmo anche a costo di fermarci ogni km. Anzi, l'idea sarebbe di dividere la salita in 3 parti, con 2 soste per birra ai bar che si incontrano lungo la strada.
Comincia a piovigginare e la rogna è il dover affrontare la discesa più tecnica (la prima parte verso Semonzo) con l'asfalto umido, ma per fortuna dura poco e in pianura c'è ancora un pallido sole.
Inizia il versante classico. Qui, purtroppo, Andrea va in crisi; Giampaolo mi dice di proseguire da solo, perché lui lo aspetta, ma io deciso di rimanere con loro, perché in 3 si fatica meno che da soli o in due e poi perché arrivare alle 20:30, alle 21 o alle 22 non mi cambierebbe la vita.
Invece, forse perché l'odore dell'impresa è sempre più vicino, come per incanto spariscono tutti i miei dolori.
Saliamo pianissimo, 7-8 km/h, poi, dopo Campo Solagna, Andrea si riprende e nell'ultimo tratto riusciamo a fare una velocità decente.
È fatta! Alle 21 siamo in cima, grandi feste e immensa soddisfazione.
Ci prepariamo all'ultima discesa ben bardati, facendo un gruppo di 5 persone.
Qui succede il fattaccio: dopo aver passato indenne per 4 volte la griglia sotto il rifugio, questa volta, forse a causa dello scuro o perché ci sono entrato troppo diretto, la ruota anteriore perde l'appoggio e faccio una bella capriola, cadendo prima sul finaco destro e poi di schiena. Per fortuna zainetto e casco fanno il loro dovere (quindi mettetelo sempre!). Ho dolore al polso e al fianco destri, qualche traccia di sangue, ma non dovrebbe esserci niente di rotto, e anche se ci fosse qualcosa di rotto io al velodromo arriverò ad ogni costo. La bicicletta ha un comando piegato, ma frena e cambia, quindi mi metto in coda e scendo seguendo le luci dei miei compagni, anche se pieno di tensione. Le sconnessioni dell'asfalto, difficili da vedere, mi danno fastidio al polso, ma finalmente arrivo al velodromo, pregustandomi il giro di pista.
Peccato che, a causa della pioggia, sia stato chiuso. Che delusione! Questa è pubblicità ingannevole!
Ma la delusione dura poco, mitigata dalla soddisfazione per aver concluso un'impresa, tra gli abbracci con gli altri compagni d'avventura.
C'è anche il pasta party finale con pasta fatta in casa: cosa pretendere di più?

Adesso che ho completato i 5 versanti, ho la scusa per non tornarci più e per non vedere mai più in vita mia il malefico capitello delle Calade.


I dati raccolti dal mio HAC4Pro:

Partenza ore 5. 37', arrivo ore 22. 13 '37", per un totale di 16. 36' 37", delle quali 14. 45' 20" di pedalata effettiva.
Km percorsi 272,82.
Dislivello affrontato: 8194 m.
Media: 18.49 km/h.
Vedo23
Tuesday, July 19, 2011 10:15 AM
Fantastici!!!
Molto belli i racconti, grazie per averli condivisi con noi!

Chissà, spero che nel 2012 riesca a non avere impegni e, finalmente, a partecipare!

Giorgio
Crazy Rider
Tuesday, July 19, 2011 10:18 AM
È un piacere leggervi: mi sembra davvero di poterlo fare anch'io ma le pendenze... con un 27x34 forse? Non ho sbagliato: moltiplica 27, pignone 34!
MirkoBL
Tuesday, July 19, 2011 10:20 AM
Pala mi ha detto che aveva il 34x32 e al capitello girava a 32 rpm.
Pensa io col 34x28...
Crazy Rider
Tuesday, July 19, 2011 10:23 AM
Re:
MirkoBL, 19/07/2011 10.20:

Pala mi ha detto che aveva il 34x32 e al capitello girava a 32 rpm.



34x32... ma sempre gambe, fiato, allenamento, sacrificio, fatica... bellissimo.
Ah! Forse è per le cinque grappe che sei caduto? Alcol test niente?
MirkoBL
Tuesday, July 19, 2011 10:26 AM
Re: Re:
Crazy Rider, 19/07/2011 10.23:


Ah! Forse è per le cinque grappe che sei caduto? Alcol test niente?







No, è stato perché non mi sono fermato per la birra sull'ultima salita.
versosella
Tuesday, July 19, 2011 10:42 AM
Re:
patavium82, 19/07/2011 09.24:

Credo che l'intervento di Giacomo / versosella non fosse "contro" nulla. Tanto meno contro lo spirito della MGC. Era, mi pare di capire, in generale a favore di qualcosa che si può definire "evento". Non credo ci sia nulla di male nel sentirsi particolarmente bene (ciascuno definisca il "bene" come meglio crede) nel pedalare all'interno di un contesto in cui ci sono altre centinaia o migliaia di pedalatori. Non saranno tutti uguali, questi pedalatori, e ci mancherebbe, ma qualcosa da condividere con qualcuno c'è sempre.



Esattamente. Non aggiungerei altro alle parole del buon patavium.

Io non ho mai inteso dire che "Una gf è meglio di qulunque uscita con gli amici".
Ho detto che un evento organizzato, preparato magari per tutto l'anno a suon di allenamenti, fatto con altre persone che non si conoscocono, ecc. ecc. è un'altra cosa rispetto a un singolo allenamento fatto con gli amici.

Sono uscito tante volte con Nico, e la nostra compagnia. Uscite anche bellissime. Ma quando sono alla Maratona e mi volto a vedere il serpentone che sale sul Pordoi, o quando la sera prima della Novecolli esco a fare due passi per scaricare la tensione e vedo alberghi pieni di ciclisti che discutono, parlano, preparano le loro bici per l'indomani, credo che non sia esattamente la stessa emozione che mi dà un'uscita in Brianza con gli amici. O anche altrove.

Ho fatto tante salite anche da solo, che mi hanno emozionato molto. Ma quando partecipi a un "evento" le sensazioni sono diverse. Non l'hai organizzato tu, è indipendente da te. Non è rimandabile. E' come una finale di una partita di calcio.

Quello che volevo dire a nico, che ogni volta mi fa una capa tanta contro le Gf, era solo: ora , forse hai capito quando ti dicevo che è bello avere un obiettivo. E che le uscite finalizzate a uno scopo hanno un altro sapore.

Io scelgo le gf, non per agonismo. Quello ce l'ho con me stesso: quest'anno ho fatto -27 minuti alla Maratona rispetto al 2010. E ne sono stato strafelice. Ma non altro. E quelli che sgomitano a una gf, ci sono, ma sono, assicuro, la minoranza. E dopo 5 km non l vedi più. ALmeno se vai alla mia velocità. E trovare le strade chiuse al traffico, presidiate, i ristori, altre persone che sono lì come te quel giorno sono emozioni che rivendico con orgogio.
MI sembra invece che qui in molti di voi, siate molto prevenuti contro l'agonismo. In maniera un po' talebana.
La bici è anche agonismo, come ogni sport. E' innegabile. Non foss'altro che contro se stessi. Dite di no? E allora com'è che Nico quando a valcava ha fatto 58', mi ha chiamato 3 volte per dirmi che aveva battuto il mio tempo?
Siamo tutti agonisti, ognuno a modo suo, ma lo siamo. E' un falso moralismo quello di chi dice di non esserlo e condanna quello degli altri.
La bici da corsa, non è solo "escursione" o cicloturismo con gli amici per far quattro chiacchiere. E' qualcosa di più.

E detto tra noi, se la bici si riducesse alle uscite domenicali tutto l'anno tanto per, senza obiettivi, senza un naturale sbocco finale, che sia una Maratona come un MGC, non la concepirei.
E' come - mi si passi la metafora - fare l'amore interrompendo il coito. La Maratona, o la Novecolli, o la MGC (non c'è differenza, siate onestii: le emozioni sono le stesse, traboccano dalle parole di nico, sono le stesse che ho provato anche io e che mille volte ho cercato di fargli capire, ma lui rifiutava) sono l'orgasmo finale.

Tutto qui.

Ora scomunicatemi pure.

PS: i "fumetti" non li ho mai letti, e il mio blog è qualcosa che mi permette di scrivere de elaborare le mie emozioni. Qualcuno qui, non ricordo chi, sembra darmi del "pazzo" per quello che scrivo. Sinceramente, non mi interessa. Non è obbligato a leggere.







NicKo67
Tuesday, July 19, 2011 11:06 AM
Heilà mi assento per lavorare.......
...e mi scoppia la diatriba GF vs MGC!!!
Basta dai,almeno quì godiamoci la MGC. Poi che ognuno tragga godimento dalla bici come meglio crede, lasciandosi guidare sempre dalla sensazioni che ritiene lo spingano verso quello che per lui è più congeniale. Come ho fatto io con la MGC azzecando in pieno le mie esigenze e ottendo in cambio molto più di quanto avevo trovato sulla carta....ops, sullo schermo!
Ora lasciate che sia io a fare i complimenti a tutti i partecipanti. TUTTI! Forumisti e non. Da chi a fatto 2 fino a chi ne ha fatti 5.

Qualche risposta...

SuperIannellus, 18/07/2011 18.12:


Facendo tesoro di questo, non controlleremo più la strada, ma passeremo di osteria in osteria in tutta la regione!



Bhè dopo quello che ha detto Mirko mi sà proprio che ci stà un giro delle osterie.

MirkoBL, 19/07/2011 10.05:

con 2 soste per birra ai bar che si incontrano lungo la strada..




CiclistaperCaso@, 19/07/2011 08.46:


NICOLA sei un MITO !!!



Beh, Nicola, al di là (forse) di quel pizzico di incoscienza che ti ha spinto ad osare l'happy hour grappino , devo dire che lo Spirito della MGC lo hai vissuto pienamente e nel migliore dei modi !!!




Bhè si lo ammetto è stato da incoscienti bere una birra.....da solo! in compagnia è meglio!!
L'anno prossimo farò il possibile per stare a ruota di Mirko Anche se lui dice che non la farà....MHà!!!

Un ringraziamento personale, a lato, lo faccio proprio a te, che, oltre alle cose lette, sei stato il portavoce della scorsa edizione insieme a Simone. Anche se lui in tempi recentissimi mi ha confermato tutto quello che da te avevo sentito. E dato la certezza che andavo verso la cosa giusta.
E ovviamente complimenti anche a te per il bis! Ma l'anno prossimo mettiti già il cuore in pace...non mi scappi!!!
Mi alzo prima per la colazione

ps: Mi spiace non aver riconosciuto Fabio!! Ma era per caso l'uomo dei timbri giù a Caupo verso le 18????


Ciao Nicola!!!






CiclistaperCaso@
Tuesday, July 19, 2011 11:09 AM
Monte Grappa Challenge 2011: giocare “in casa” un anno dopo …

Sabato 16 luglio 2011: mi sono iscritto alla MGC 2011 il 1° gennaio, praticamente appena è stato possibile farlo. Il ricordo e l’entusiasmo della MGC 2010 era ancora così vivo e forte che non ho voluto perdere tempo: stavo trascorrendo le vacanze di Natale in montagna con la mia famiglia e alla sera dall’albergo mi sono connesso ad internet e mi sono iscritto. Sapevo di non essere stato il primo, Nicola, sin dalla mattina, mi aveva mandato un SMS per attestare la sua iscrizione …
Poi è iniziata l’attesa. Vedi lo stato di forma che pian piano migliora. Vedi che, sotto i colpi degli allenamenti costanti, inizi a perdere peso … nonostante a tavola non mi tiri mai indietro. Passano le settimane, passano i mesi … ne parli a tutti della MGC. Quest’anno ci sono più amici del forum che partecipano … sarà una gran festa, ma il dubbio ti resta: ce la farò? La domanda non è esplicita, sottende, con una buona dose di scaramanzia, l’oggetto: i 5 versanti del Monte Grappa che costituiscono il percorso Extra-Strong della Monte Grappa Challenge. Roba da gente con la passione per la bici, ma anche con la passione per le salite e per la fatica. Impossibile rispondere. Molto meglio dire a sé stessi: pensa a divertirti, a far fatica … sicuro, ma anche a divertirti. E’ una giornata dedicata ai cicloturisti e deve rimanere tale.

E’ io l’ho presa esattamente così. La cosa più bella è stata di esser riuscito a coinvolgere anche Maria, mia moglie, in questa avventura. Complice l’assenza di mia figlia (in Inghilterra per una vacanza-studio), da qualche settimana avevo tentato con un timido “Ma perché non vieni anche tu?”, che si fermava contro il muro del “Ma poi cosa faccio tutto il giorno lì da sola?”. Questo fino alla sera di mercoledì 13 luglio, 13 come il mio pettorale alla MGC 2011, 13 come un vero portafortuna. Telefono a Ivan Contiero dicendogli “Senti, mia moglie verrebbe alla MGC, però vorrebbe dare una mano …”. “Venghi, venghi …” mi ha risposto Ivan ed è stata fatta. E’ stata la premessa di un fine settimana unico nel suo genere, che nessun altra circostanza avrebbe saputo regalare. Una MGC quella del 2011, dove alla passione sportiva si sono uniti ingredienti umani, di amicizia, di belle persone, di “spirito Vitale” come era scritto sul cartello dietro il banco a Cima Grappa …
Niente e nessuno riuscirà a cancellare dalla mia testa e dal mio cuore quello che la MGC 2011 mi ha saputo dare. Ma facciamo 2 passi indietro …

Venerdì 15 luglio esco dal lavoro qualche minuto prima delle 13 … mi son preso il pomeriggio di permesso. Ho già ingurgitato un trancio di pizza e una macedonia di pesche. Corro a casa a Polpenazze del Garda e ci arrivo qualche minuto dopo mia moglie, anche lei rientrata dal lavoro. Mentre lei pranza, io carico la macchina: bici, valige e tutto l’occorrente. Verso le 14,15 partiamo, riuscendo ad anticipare il traffico di un fine settimana di metà luglio. Il viaggio va alla meraviglia. Un po’ più complicato trovare il Velodromo Mercante a Bassano del Grappa, ma alla fine ce la faccio e, dopo aver salutato Ivan, Sandra ed i loro familiari, recupero anche il “pacco no-gara” di Sergio, leggermente intruppato in autostrada dalle parti di Verona. Arriviamo al Dalla Mena ed entriamo in clima di relax pre-MGC. Poco dopo incontriamo Nicola, Claudio e Memo con le loro compagne, Mirko e la famiglia Casellato quasi al completo: Sergio, Paola e Flavio (un grande a dispetto dell’età).
A cena si chiacchiera piacevolmente … non solo di bici, non solo di MGC … arrivano anche i ragazzi dell’Extra Strong Team e l’atmosfera diventa ancora più eccitante e allegra. Quando ci salutiamo per andare a dormire, uno sguardo veloce all’orologio per stabilire che abbiamo pochissime ore di sonno davanti: la mia sveglia è puntata alle 3,40. In camera dormo, contrariamente al 2010 quando c’era un caldo umido e non riuscii a chiudere occhio, ma in un attimo arriva l’ora della sveglia. Mi lavo e scendo a far colazione, trovando solo Claudio che, già vestito con la divisa della MGC, è in disperata ricerca della sua bici … la mia è al sicuro sul balcone della camera … Facciamo una bella colazione: succo di frutta, yogurt, crostata con marmellata, fetta di torta della nonna, fette biscottate con marmellata, cappuccino e caffè. Arriva anche Sergio. Poi Nicola e Mirko, che confermano di voler scendere a Bassano in macchina. Risalgo in camere e torno giù alle 4,50 con il King … in ascensore … roba da ridere. Lo zainetto con i cambi ed il vestiario per coprirsi in caso di freddo o pioggia vola sulle spalle. Si accendono le luci. Alle 4:59:40 io e Sergio diamo il 1° colpo di pedale alle nostre specialissime e felici come 2 bambini (forse un po’ cresciutelli …) ci avviamo dapprima verso Romano d’Ezzelino (un paio di km di discesa) e poi in direzione di Bassano del Grappa. Chiacchieriamo e godiamo delle prime luci del nuovo giorno, al punto che … non vediamo un cartello della MGC che indica di svoltare a sinistra … andiamo dritti e dopo qualche km ci troviamo su una tangenziale … faccio due calcoli e giungo alla conclusione (troppo, forse sarebbe meglio dire “ipotesi”) di essere andati oltre Bassano. Maledetto “13” … aveva ragione David … facciamo una manovra impossibile e scendiamo in una specie di zona industriale. Saranno le 5,15 … non c’è anima viva … e ora che facciamo ??? Fortunatamente, passa un’auto … mi ci sarei buttato sotto per fermarla. Una signora gentilissima ci fornisce le istruzioni per tornare a Bassano e raggiungere il Ponte degli Alpini. Beh, al primo errore abbiamo rimediato …

Ci sono già molti ragazzi. Saluto David e Jack (impossibile non riconoscerlo, sapendo della sua statura …). Poi troviamo Nicola e Claudio, Massimo / Maxi78, Graziano / GattoVe e Andrea / Pala69. I primi gruppi iniziano a partire, dopo che Ivan ci ha fatto chiaramente capire che abbiamo nelle nostre mani la riuscita dell’evento: gli organizzatori hanno fatto il massimo (e io dico ancor di più), ma ora tocca a noi fare le cose per bene. Noi aspettiamo di essere tutti pronti e ci avviamo più o meno alle 5,46 (stando al mio Polar). Dobbiamo uscire da Bassano del Grappa e … perdiamo subito Andrea che allunga e si porta avanti rispetto a tutti. Io e Mirko stiamo davanti e cerchiamo di portare il gruppo sotto la prima salita … rimpiango il 2010, quando questo sporco lavoro lo aveva fatto GVicario del forum … e si faceva pure fatica a stargli a ruota …

All’albergo “Da Romano” c’è il primo punto di controllo. A mettere i timbri c’è anche Lorenza la moglie di Graziano. Partiamo e ora non si scherza più: inizia il 1° versante del Monte Grappa, quello con il “salto della capra” … In salita, ognuno tiene il suo passo. E’ giusto così. La strada parte subito con una bella rasoiata, tanto per far capire chi comanda. Poi le pendenze diventano più regolari e si entra nel bosco, dove iniziano una serie di tornanti. Peccato che il fondo stradale sia umido e sporco di detriti per le piogge di ieri. Bisogna stare attenti … il rischio di foratura è dietro l’angolo. Poco prima del salto della capra mi ritrovo solo, Mirko sale con maggiore prudenza e poco dopo inizio a vedere là davanti Andrea, che però non riesco ad avvicinare. Supero il tratto più duro imponendomi di non usare un rapporto più agile del 34x28 (il 34x30 so che mi servirà più avanti) ed inizio la discesa nella bellissima Valle delle Mure, perdendo contatto da chi mi precede. Quel tratto del primo versante mi aveva affascinato anche lo scorso anno: dapprima è un tappeto erboso, un paradiso per le mucche … me ne rendo conto anche per i “regali” che trovo sulla strada, poi diventa più selvaggio e roccioso, con strapiombi che danno direttamente sulla pianura. In questo punto, già nel 2010 come adesso, penso a mio papà, che da lassù mi guarda e mi guida … Arrivo all’intersezione con la strada di Semonzo e raggiungo Andrea, ma visto che parla troppo … allungo e me ne vado a prendermi la Cima Grappa per la prima volta. La cosa splendida è stata arrivare là e vedere Maria con Raffaella (la moglie di David) impegnate nel loro lavoro per la MGC: controllano la lista, timbrano il cartellino, hai ancora il fiatone ma loro ti chiedono “Confermi il prossimo versante?” … che ragazze … che entusiasmo … sì, la accendiamo. Mica posso dire di no subito proprio oggi che ... almeno un pochino … gioco in casa, giusto?

Arrivano Mirko e Andrea. Ci rifocilliamo assieme al ristoro paradisiaco della MGC e dopo una decina di minti si riparte, belli coperti per scendere verso Romano d’Ezzelino dalla Cadorna. Fa freddo, la strada è sporca e si rischia di scivolare … aggiungiamoci che non sono un discesista … beh, a Mirko bastano 3 curve per seminarmi e dopo altre 3 non lo vedo più. Andrea, invece, prudentemente mi sta dietro. La discesa è lunga, ma dopo Campo Solagna la temperatura migliora e nell’ultimo tratto tolgo la mantellina. Timbro al posto di controllo presso la gelateria Hottonia e ripartiamo. Meno di 2 km e svoltiamo a sinistra: inizia il 2° versante, quello di Semonzo. Forse il più bello. La strada è decisamente ben tenuta. Sale con una serie di tornanti e rispetto allo scorso anno, pur sudando di brutto, apprezzo l’assenza del caldo torrido. Prima di Campo Croce, un breve tratto per rifiatare, poi arrivano le pendenze più toste con Malga Camol. Lì aumento il ritmo e … saluto Andrea andando a riprendere Mirko poco prima dell’incrocio con il versante dell’Archeson. Mirko sale regolare, io tengo il mio ritmo e arriviamo a completare il 2° versante praticamente assieme.
A Cima Grappa l’accoglienza delle ragazze è la stessa: il cuore ha ancora i battiti alti, hai il fiatone che non riesci a parlare e loro senza alcuna pietà “Confermi il terzo versante?”. E se uno ci deve pensare un pochino, come fa? Scherzo, naturalmente … o forse no …
Comunque confermo. Faccio pausa al ristoro, dove tra un boccone e l’altro ritrovo Alessandro (dall’anno scorso). Ci salutiamo ed essendo pronti nello stesso momento, ripartiamo assieme per la discesa verso Caupo. Mirko non lo vedo più e, invece, dopo qualche km ci passa a velocità doppia: la sua abilità di discesista la si vede, eccome se la si vede. La discesa è lunghissima ed inizia già ad annidarsi nella testa il dubbio di come bisognerà soffrire quando si dovrà salire il versante di Caupo … dubbio … non è un dubbio, è una certezza. Ma altrettanto certa è la mostruosità del versante di Seren del Grappa. Quindi meglio pensare a questo per ora. Alle 11,50 siamo al punto di controllo di Caupo. Mirko si è già avviato verso Seren. Io ed Alessandro scambiamo due parole con il ragazzo incaricato di presidiare il passaggio dei ciclisti e poi ripartiamo. Entriamo nella Valle di Seren. Il fatto che la strada non inizi in salita, ma tende ad essere pianeggiante o addirittura in leggera discesa in brevi tratti non mi consola. Il ricordo è chiaro: dopo diventa durissima e in un modo o nell’altro si deve salire. Dopo 5-6 km, a Pian della Chiesa, raggiungiamo Mirko (che prende acqua alla fontana) e svoltiamo a sinistra, proseguendo ancora per un po’ con pendenze leggere, ma per poco … poi la strada, già stretta e con il fondo un po’ grezzo, si impenna. E’ il tratto duro del versante di Seren, quello dove mettere il piede a terra significa non ripartire se non spingendo la bici a mano, insomma lo spauracchio della MGC. Le canalette per lo scolo dell’acqua ci mettono la ciliegina sulla torta: hanno griglie larghe abbastanza per farci entrare la ruota e sono parallele al senso di marcia. O si prendono di traverso o si rischia di entrarci con una ruota … piantando le corna sull’asfalto … La catena vola sul 34x30 e la testa dà gli ordini a gambe e braccia di non mollare. Il primo tratto duro finisce con un tornante a destra, seguito dopo 30 metri da uno a sinistra. Sono più avanti e urlo ad Alessandro e ad altri due ragazzi che abbiamo raggiunto e superato “Dai che spiana”. So che non è vero, ma per qualche metro le pendenze mollano un po’ e se prima eri sopra il 20%, pedalare al 14% sembra di andare in pianura. Altre rasoiate … a tratti sotto il bosco la strada è verde di muschio e umidità … stando sui pedali la ruota posteriore scivola … porto il peso più indietro ed alterno le pedalate da seduto a quelle in piedi, pur preferendo quest’ultima posizione su pendenze di questo tipo. Alessandro è un MITO: sale con il 34x25 … il suo rapporto più leggero. Va bene che ha 15 anni in meno di me, ma io non ce l’avrei mai fatta …
Quando il bosco finisce c’è una curva a sinistra e lì spiana davvero, me lo ricordo … e come si fa a dimenticare, eh??? Dopo 500 metri troviamo un ragazzo che ci da una bottiglietta di acqua fresca: favolosa.
Dietro nessuno e allora proseguiamo affiancati, io e Alessandro. Lui parla spesso in veneto e io ogni tanto mi perdo qualche parola, ma ce la caviamo lo stesso. Arriviamo al Forcelletto e sappiamo bene che mancano ancora circa 9 km: un tratto di salita (durante il quale incrocio e saluto con grande calore Sergio, Massimo, Nicola e Claudio che stanno scendendo verso Capuro per farsi il Seren … che bello vederli transitare), uno breve per recuperare, un altro strappo e la discesa verso il bivio con il rifugio Bassano. Poi gli ultimi 2,4 km di salita che ci portano a Cima Grappa. Questo tratto di strada lo conosco a memoria, ho i miei punti di riferimento e riesco a gestirmi bene.
Arrivo a Cima Grappa e ad accogliermi trovo il sorriso splendente di Raffaella, Lorenza e Maria … ora sono in tre a chiedere “Confermi il quarto versante?“. Devo ricordarmi di chiedere a Ivan come ha fatto a convincerle ad essere così puntuali e precise nel “pizzicare” i ciclisti che all’arrivo in vetta sono più o meno un po’ tutti cotti. Deve aver promesso loro mari e monti o forse solo mari, visto che di monti qui ce n’è grande abbondanza …

Io e Alessandro ci buttiamo sul ristoro. La fame inizia a farsi sentire … infatti, sono le 13,55 circa ed ha ragione lo stomaco a brontolare. Anche questa volta circa 15 minuti di pausa mangereccia (durante la quale arriva anche Mirko) e poi, dopo essersi coperti per bene, io e Alessandro ripartiamo di nuovo verso Caupo.
Pochi metri di discesa ed incrocio anche Andrea che sta per arrivare al rifugio Bassano.
I 29 km di discesa verso Caupo sono la replica esatta della volta precedente. Quello che cambia è la consapevolezza di doverli risalire tutti quei km: sono tanti, anzi tantissimi. Sia nel 2010, che quest’anno ho trovato che il versante di Caupo, sotto il profilo psicologico, sia quello più duro. Io l’ho iniziato con 178 km nelle gambe e circa 5.000 metri di dislivello. Questo ha il suo peso certamente, ma la lunghezza della salita, esaltata dalla consapevolezza di quanto (per ben 2 volte) ci si è impiegato a percorrerlo in discesa, ne fa a mio avviso il versante più ostico. L’unico modo per superarlo indenne? Frazionarlo. Non pensarci. Ragionare come fossero più salite. La prima salita, nel mio caso, è lunga 8 km. Dopo so per certo che la strada concede un po’ di respiro. Quindi ragiono su una salita di 8 km, per altro con pendenze sempre intorno all’8-10%. Insomma, non proprio una passeggiata … Passa il 1° km, poi il 2°, poi il 3° … lentissimo, poi il 4° ed inizi a permetterti il lusso di pensare che ne hai fatto metà … insomma, un passo alla volta la salita finisce … ops, poi devi rimetterti in linea con la strada. Fai 2 conti: “Erano 29 … ne ho fatti 8 … ce ne sono ancora 21 … una mazzata”. E allora, pensi al Forcelletto che, più o meno, dista ancora 12 km, ma con un paio di contropendenze a salvarti la vita. Insomma, pedalata dopo pedalata il 4° versante l’ho fatto così … a fettine, tanto per soffrire di meno, anche se di fatica ne ho fatta tantissima. Arrivo al Forcelletto che Alessandro è leggermente staccato. Proseguo, tranquillo in modo da farlo rientrare. Siamo al bivio per la Cima Grappa e superiamo indenni anche gli ultimi 2,4 km. Sono le 17,14 quando entro nel piazzale della MGC e ad accogliermi ancora le 3 Grappine che oltre alla solita domanda, incaricano mia moglie di infierire con una domanda che è un’accusa “Ma quanto tempo ci hai messo? Pensavo facessi molto prima …”. Tentato omicidio o tentato suicidio: sono indeciso, boh … Fortunatamente ho troppa fame per rispondere ed intavolare una discussione tecnica con altimetrie alla mano, parlando di rapporti, frequenza di pedalata e VAM. Mi limito a confermare il 5° ed ultimo versante e mi dirigo fra i rappresentanti maschi dell’Extra Strong Team a godermi il ristoro. Arriva anche Nicola, un po’ provato dal Seren. Accenno a Claudio che il Caupo non è semplice, ma loro vogliono andare a prendersi il 4° versante. Chiacchiero con Sergio: lui con grande prudenza si accontenta di 3 e fa bene.

Mangio e in pochi minuti recupero energie fisiche e mentali. Mi copro e sto per partire, ma trovo la posteriore forata … avevo sentito un psssssss nell’arrivare nel piazzale. Va beh, meglio qui che da un’altra parte, ma nel frattempo, anche a causa del vento che si è alzato, sto gelando. Graziano si accorge del mio momento di difficoltà, prende in mano la situazione e mi cambia la camera d’aria alla posteriore. Grazie infinite. Alessandro nel frattempo è già ripartito. Gonfiamo, ma un po’ a causa delle tacchette che scivolano sul basamento della pompa, un po’ per il freddo avrò buttato dentro non più di 5 atmosfere. Parto e scendo verso Semonzo. Fa un freddo cane. Dopo il bivio con la Valle delle Mure, mi fermo. Faccio pipì e uso una bomboletta di CO2 per gonfiare un po’ meglio la ruota. Ne butto via metà, ma miglioro la situazione. Riparto, la ruota sembra ok, metto le mani in presa bassa e via a menare per arrivare giù il prima possibile.

Il ragazzo al punto di controllo della gelateria Hottonia a Romano d’Ezzelino mi dice che Alessandro è avanti di poco. Il timbro c’è. Mi tolgo manicotti e mantellina e riparto. 200 metri e svolta a destra alla rotonda: mancano solo 27 km di salita. Anche in questo caso non riesco a digerirla per intera e la spacco, solo che non ricordo bene dopo quanti km sia Campo Solagna: penso 8 o forse 10 o forse 12 … boh. Arrivo alla frazione Pragolin dopo circa 6 km: il cartello è una mazzata “Quota 555 mt”. Ancora 1.200 metri di dislivello. Non penso minimamente a rinunciare, ma so che è ancora dura. Alla frazione successiva, Costalunga, leggo “Quota 655 mt”. Vorrei protestare “Ma come è possibile: solo 100 mt?”. Poi mi convinco dell’esattezza dell’informazione. Campo Solagna è 1.020 … quindi ne mancano 370 circa e poi si dovrebbe respirare un po’, me lo ricordo.
Pedalo e pian piano salgo di quota. Rinuncio a controllare l’altimetro del Polar … sarebbe uno stillicidio … meglio pensare ad altro e nel frattempo pedalare. Finalmente arrivo a Campo Solagna. La strada svolta a destra e per qualche metro di scende … “Questi poi me li farà pagare con gli interessi” penso, ma intanto recupero soprattutto nella mia testa. Entro nel tratto parzialmente coperto dal bosco. Le pendenze sono oramai più facili. Non so bene dove, vedo il cartello “Coma Grappa – 13 km”: un mix di sensazioni … ne ho fatta metà … ce n’è ancora tanta di salita da fare … Sono a Ponte San Lorenzo. Il cartello dice 1.125 mt. Ne mancano sempre meno … Poi vado su d’inerzia ed inizio a contare i km. So che si lascia la Cadorna più o meno al cartello del km 27 e da lì 2,4 km separano da Cima Grappa. Supero la barriera psicologica dei -10. Da lì in avanti li conto uno ad uno. Ai -5 inizio a vedere Alessandro, ma è ancora distante. Un km prima del bivio lo raggiungo. Siamo entrambi stanchi, ma forse lui è più stanco di me. Parliamo poco. Condividiamo le ultime fatiche e le ultime energie che ci restano. Poi lui non tiene la mia ruota e al bivio ha una trentina di metri di distanza, che pian piano aumentano, come pian piano la Cima Grappa si avvicina per la quinta ed ultima volta di questa MGC 2011. Mancano 200 metri al bivio per Semonzo quando sento uno scroscio di applausi. Penso a qualche festa organizzata da David e invece c’è una gara podistica. Illusione, ma nel frattempo passo il bivio. Ora punto al Rifugio Bassano. Lo vedo. Ci passo di lato, ci giro attorno, ancora poche pedalate e sono al piazzale della MGC. FANTASTICO. Mi accolgono Graziano e David che, con una capacità fuori dal comune, riescono a chiedermi come sto e a farmi sorridere. Sto bene, ho sofferto certo, è stata durissima, ma sto bene. Mangio qualcosa. Arriva Alessandro e un suo amico ci scatta un paio di foto. Bellissimo. Mangio ancora.

Poi Ivan mi porta lo zainetto: gli avevo detto che era azzurro e invece è grigio chiaro. Ci ridiamo sopra. Mi copro con gambali, giubbino più pesante, manicotti, mantellina e guanti in cotone. Alle 20,50 riparto da Cima Grappa con Alessandro. Ho un freddo cane e non riesco a pensare di forzare la pedalata. Alessandro in discesa invece vola. Io preferisco la prudenza: luci accese e velocità moderata. I denti battono all’impazzata. La discesa è lunga, anzi no lunghissima: 27 km … come la salita. Ho freddo almeno fino a Campo Solagna. Mi tengo impegnato a gridare “Bravo !!!” ogni volta che incrocio un ciclista che sale. Il primo è Mirko, ancora all’inizio della discesa, poi tanti, tanti altri. Negli ultimi 15 km di discesa un paio di macchine mi aiutano con i fari: stanno dietro e fanno luce davanti a me, per migliorarmi la visibilità. Io ringrazio abbassando le mani e aumentando la velocità. Arrivo a Romano, svolto a destra per Bassano, non sbaglio al bivio successivo (come abbiamo fatto a non vedere il cartello questa mattina, boh …). 4 minuti ed entro al Velodromo. Sono le 21,57. E’ trascorso un bel po’ di tempo da questa mattina quando assieme a Sergio lasciavamo il Dalla Mena. Non c’è il giro d’onore in pista, ma chissenefrega. Invece c’è Sandra. Le do il cartellino. Lei controlla, timbra e mi stampa il diploma: l’Extra-Strong alla MGC 2011 è mio. Me lo sono guadagnato.

Chiacchiero per 10 minuti con Sandra, poi con Raffaella e Lorenza. Confermo l’accordo già preso con Maria per trovarci a pranzo l’indomani. Perfetto. Ricevo una telefonata da Maria. La linea è disturbata, ma capisco che se voglio mangiare devo andare. Volo con le ali ai piedi fino a Romano d’Ezzelino e, sorprendentemente, volo anche nel tratto in salita che conduce all’albergo Dalla Mena. La MGC ti dà una forza dentro che nessuno sa di avere: è questo il segreto della ricetta magica della MGC.

Considerazioni finali: forse sarebbe meglio non dire più nulla, visto che ho già scritto molto, ma un pensiero alle Persone dell’Extra Strong Team lo voglio fare. Sono ragazzi e ragazze che danno il proprio tempo, il proprio impegno, la propria energia fisica e mentale per un progetto che condividono (il disavanzo del bilancio della MGC va in beneficenza ad una fondazione che si occupa di bambini). Quest’anno l’ho toccato con mano. Mia moglie Maria è tornata a casa fisicamente stanchissima, ma ancor di più felice di aver contribuito e di aver conosciuto persone così generose e pulite.
Ora, quando sono partito questa mattina per questa avventura della MGC 2011, non ero minimamente certo di quanti versanti avrei potuto conquistare. Ma onorare lo sforzo organizzativo di Ivan, Sandra e di tutti i ragazzi dell’Extra Strong Team mettendoci anch’io il massimo impegno fisico e mentale per cercare di completare il percorso è stato il minimo che ho potuto fare.
Questa è la MGC.

Solo per la cronaca e le statistiche, i dati del mio Polar:

Tempo: 14 h 45’ 35” (di pedalata effettiva, 17 h 23’ 44” tra partenza e arrivo in albergo, soste comprese)
Distanza: 287,6 km
Battiti: 127/174 bpm
Cadenza: 69/116 rpm
Velocità media: 19,3 km/h
Dislivello: 8.570 mt (25% la pendenza max, registrata sul versante di Seren del Grappa)
Calorie: 9.408 kcal (32 kcal al km)
Temperatura: min +12°C/media +21°C

Ciao e buone pedalate a tutti
NicKo67
Tuesday, July 19, 2011 11:16 AM
Re: Monte Grappa Challenge 2011: giocare “in casa” un anno dopo …
CiclistaperCaso@, 19/07/2011 11.09:


Sabato 16 luglio 2011:



Ma ti sembra l'ora di scrivere tutta stà roba!
Già ero in ritardo,non ho resistito, e mi son letto quello di Mirko.
Stampo pure io e stasera leggo con calma al lavoro. Nelle soste....certo!


MirkoBL
Tuesday, July 19, 2011 11:20 AM
Re: Heilà mi assento per lavorare.......
NicKo67, 19/07/2011 11.06:



ps: Mi spiace non aver riconosciuto Fabio!! Ma era per caso l'uomo dei timbri giù a Caupo verso le 18????





Sì, quello con la barba.
pala69
Tuesday, July 19, 2011 11:29 AM
Re:
MirkoBL, 19/07/2011 10.20:

Pala mi ha detto che aveva il 34x32 e al capitello girava a 32 rpm.
Pensa io col 34x28...



Avevo il 30x32 (tripla), ma al capitello spingevo la bici a 1 passo al secondo e velocità minima 4,1km/h (benedette scarpe da mtb).


MirkoBL
Tuesday, July 19, 2011 11:35 AM
Re: Re:
pala69, 19/07/2011 11.29:



Avevo il 30x32 (tripla), ma al capitello spingevo la bici a 1 passo al secondo e velocità minima 4,1km/h (benedette scarpe da mtb).






Ecco, ero talmente cotto che ho capito male il rapporto.
-Emiliano-
Tuesday, July 19, 2011 11:36 AM
Re: Re:
pala69, 19/07/2011 11.29:

...ma al capitello spingevo la bici a 1 passo al secondo...




Un buon ritmo: Fignon sulla Valcava non seppe far di meglio (cito la Valcava così a NicKo67 gli brillano gli occhi ).
Rinnovo i complimenti a tutti: per le imprese ed i relativi racconti.

Emiliano
ceemo
Tuesday, July 19, 2011 11:45 AM
Re: Monte Grappa Challenge 2011: giocare “in casa” un anno dopo …
CiclistaperCaso@, 19/07/2011 11.09:

Non so bene dove, vedo il cartello “Coma Grappa – 13 km”:




Questa frase rende bene l'idea di quanto fossi cotto!!!!

Complimentissimi oltre che per l'impresa per le emozioni che trasmetti!
CiclistaperCaso@
Tuesday, July 19, 2011 12:17 PM
Re: Re: Monte Grappa Challenge 2011: giocare “in casa” un anno dopo …
ceemo, 19/07/2011 11.45:




Questa frase rende bene l'idea di quanto fossi cotto!!!!

Complimentissimi oltre che per l'impresa per le emozioni che trasmetti!




Osservazione azzeccatissima e assolutamente pertinente, Michele. Ero cotto bollito !!!
Sono sicuro che sia in un tratto di strada dove spiana ... o appena dopo Campo Solagna o più realisticamente a Ponte San Lorenzo.

L'ho visto anche domenica mattina (sono salito in automobile con mia moglie per visitare il Sacrario ed il museo della I Guerra), ma non ricordo il punto preciso lo stesso. In quel caso non ero cotto, bensì pervaso di emozioni nel raccontare a mia moglie cosa provavo solo poche ore prima ...

... e così dovrò tornare alla MGC anche l'anno prossimo

Ciao

Giorgio
NicKo67
Tuesday, July 19, 2011 12:35 PM
Precisazione......
versosella, 19/07/2011 10.42:



Sono uscito tante volte con Nico, e la nostra compagnia. Uscite anche bellissime. Ma quando sono alla Maratona e mi volto a vedere il serpentone che sale sul Pordoi



Quando sono alla MGC, mi volto, e vedo che sono l'ultimo sul 4° versante al buio...che emozione!

versosella, 19/07/2011 10.42:


E' come una finale di una partita di calcio.


E già mi sale la bile al paragone...

versosella, 19/07/2011 10.42:



L'agonismo....quello ce l'ho con me stesso...alla maratona.



PREGO???.......vorresti farmi credere che il pitone è fuori da ciò...valà Và!!

versosella, 19/07/2011 10.42:


MI sembra invece che qui in molti di voi, siate molto prevenuti contro l'agonismo. In maniera un po' talebana.



CONFERMO!!...almeno per me.

versosella, 19/07/2011 10.42:



La bici è anche agonismo. Non foss'altro che contro se stessi.



APPUNTO!...almeno per me! Sono uno scalatore, ed scalando che mi misuro. Ed alla MGC che ho potuto cercare e superare i miei limiti.
E non è finita


versosella, 19/07/2011 10.42:


Dite di no? E allora com'è che Nico quando a valcava ha fatto 58', mi ha chiamato 3 volte per dirmi che aveva battuto il mio tempo?


1- Nico ci ha messo 59'
2- Nico quel giorno ha battuto il suo di record, e ti ha chiamato per quello. Non è proprio nel mio stile chiamare qualcuno per dire "vado più forte di te".
3-Ed anche lì è stato l'ultimo di 5. Anche se su chi ha migliorato in 7gg di 15 min. stenderei e un velo. E pietoso pure!!!!

versosella, 19/07/2011 10.42:



Siamo tutti agonisti, ognuno a modo suo...
E detto tra noi, se la bici si riducesse alle uscite domenicali tutto l'anno tanto per, senza obiettivi, senza un naturale sbocco finale, che sia una Maratona come un MGC, non la concepirei.


Io già non concepisco che citi SOLO due manifastazioni,seppur differenti, come sbocco finale di una stagione. Vista così Emiliano sarebbe uno senza sbocchi???
Per me è già uno sbocco finale un giro sulla bergamasca, o intorno al san Marco, da 200km x quasi 5000mt con la minaccia di pioggia,mancata nel primo, presa nel secondo sotto forma di diluvio a 2000mt, in solitaria. E sapendo che gl'altri hanno avuto paura del meteo, dei km , dei dsl ,nonostante sarebbero stati in gruppo la dice ben lunga su dove arriva l'agonismo di alcuni.
Il mio agonismo non può essere limitato, solo, al chi mena le gambe più veloci e non può essere condizionato da trasferte con iscrizioni dai costi stratosferici (anticipate dalla truffa delle preiscrizioni a perdere a 2€) solo per aver la strada chiusa (ho scelto questo sport conscio che si pratica sulla strada) o un pacco gara con dentro dei "regali" che, in parte, ti sei già pagato profumatamente. E nemmeno saprai se ti possono piacere.
E ancora rabbrividisco all'idea che ci son andato vicino quest'anno.
E sia ben chiaro che, ovviamente, non stò snobbando le Dolomiti che sono uno dei miei obbietti da sempre. Ma i costi li decido io!

versosella, 19/07/2011 10.42:


La Maratona, o la Novecolli, o la MGC non c'è differenza, siate onestii



Il resto nel cono di quelli che si limitano alle sensazione ed evitano ciò che non gli ispira.Quindi non mi esprimo sulle differenze. Ma sentendo parlare al ristoro della MGC un vecio di gf ha detto: "quì sei un ciclista" e la gente che non viene quì è perchè,o, non vuole fare su e giù dalla stessa montagna o perchè ha paura dei numeri che deve dimostrare.


NicKo67
Tuesday, July 19, 2011 12:37 PM
Re: Re: Re:
-Emiliano-, 19/07/2011 11.36:




Un buon ritmo: Fignon sulla Valcava non seppe far di meglio (cito la Valcava così a NicKo67 gli brillano gli occhi ).
Rinnovo i complimenti a tutti: per le imprese ed i relativi racconti.

Emiliano



A NicKo brilleranno le luci prima o poi sulla Valcava. Chiamiamoli danni collaterali da MGC


mauro 72
Tuesday, July 19, 2011 1:42 PM
Ragazzi, siete stati grandissimi.
Più leggo i resoconti e più mi chiedo cosa mi sono perso.
Complimenti a tutti, e un rimprovero a Nico: ti semrba un atteggiamento da atleta, fermarti a bere la birra dopo 6000m di dislivello?
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