Monte Grappa Challenge 2011: giocare “in casa” un anno dopo …
Sabato 16 luglio 2011: mi sono iscritto alla MGC 2011 il 1° gennaio, praticamente appena è stato possibile farlo. Il ricordo e l’entusiasmo della MGC 2010 era ancora così vivo e forte che non ho voluto perdere tempo: stavo trascorrendo le vacanze di Natale in montagna con la mia famiglia e alla sera dall’albergo mi sono connesso ad internet e mi sono iscritto. Sapevo di non essere stato il primo, Nicola, sin dalla mattina, mi aveva mandato un SMS per attestare la sua iscrizione …
Poi è iniziata l’attesa. Vedi lo stato di forma che pian piano migliora. Vedi che, sotto i colpi degli allenamenti costanti, inizi a perdere peso … nonostante a tavola non mi tiri mai indietro. Passano le settimane, passano i mesi … ne parli a tutti della MGC. Quest’anno ci sono più amici del forum che partecipano … sarà una gran festa, ma il dubbio ti resta: ce la farò? La domanda non è esplicita, sottende, con una buona dose di scaramanzia, l’oggetto: i 5 versanti del Monte Grappa che costituiscono il percorso Extra-Strong della Monte Grappa Challenge. Roba da gente con la passione per la bici, ma anche con la passione per le salite e per la fatica. Impossibile rispondere. Molto meglio dire a sé stessi: pensa a divertirti, a far fatica … sicuro, ma anche a divertirti. E’ una giornata dedicata ai cicloturisti e deve rimanere tale.
E’ io l’ho presa esattamente così. La cosa più bella è stata di esser riuscito a coinvolgere anche Maria, mia moglie, in questa avventura. Complice l’assenza di mia figlia (in Inghilterra per una vacanza-studio), da qualche settimana avevo tentato con un timido “Ma perché non vieni anche tu?”, che si fermava contro il muro del “Ma poi cosa faccio tutto il giorno lì da sola?”. Questo fino alla sera di mercoledì 13 luglio, 13 come il mio pettorale alla MGC 2011, 13 come un vero portafortuna. Telefono a Ivan Contiero dicendogli “Senti, mia moglie verrebbe alla MGC, però vorrebbe dare una mano …”. “Venghi, venghi …” mi ha risposto Ivan ed è stata fatta. E’ stata la premessa di un fine settimana unico nel suo genere, che nessun altra circostanza avrebbe saputo regalare. Una MGC quella del 2011, dove alla passione sportiva si sono uniti ingredienti umani, di amicizia, di belle persone, di “spirito Vitale” come era scritto sul cartello dietro il banco a Cima Grappa …
Niente e nessuno riuscirà a cancellare dalla mia testa e dal mio cuore quello che la MGC 2011 mi ha saputo dare.

Ma facciamo 2 passi indietro …
Venerdì 15 luglio esco dal lavoro qualche minuto prima delle 13 … mi son preso il pomeriggio di permesso. Ho già ingurgitato un trancio di pizza e una macedonia di pesche. Corro a casa a Polpenazze del Garda e ci arrivo qualche minuto dopo mia moglie, anche lei rientrata dal lavoro. Mentre lei pranza, io carico la macchina: bici, valige e tutto l’occorrente. Verso le 14,15 partiamo, riuscendo ad anticipare il traffico di un fine settimana di metà luglio. Il viaggio va alla meraviglia. Un po’ più complicato trovare il Velodromo Mercante a Bassano del Grappa, ma alla fine ce la faccio e, dopo aver salutato Ivan, Sandra ed i loro familiari, recupero anche il “pacco no-gara” di Sergio, leggermente intruppato in autostrada dalle parti di Verona. Arriviamo al Dalla Mena ed entriamo in clima di relax pre-MGC. Poco dopo incontriamo Nicola, Claudio e Memo con le loro compagne, Mirko e la famiglia Casellato quasi al completo: Sergio, Paola e Flavio (un grande a dispetto dell’età).
A cena si chiacchiera piacevolmente … non solo di bici, non solo di MGC … arrivano anche i ragazzi dell’Extra Strong Team e l’atmosfera diventa ancora più eccitante e allegra. Quando ci salutiamo per andare a dormire, uno sguardo veloce all’orologio per stabilire che abbiamo pochissime ore di sonno davanti: la mia sveglia è puntata alle 3,40. In camera dormo, contrariamente al 2010 quando c’era un caldo umido e non riuscii a chiudere occhio, ma in un attimo arriva l’ora della sveglia. Mi lavo e scendo a far colazione, trovando solo Claudio che, già vestito con la divisa della MGC, è in disperata ricerca della sua bici … la mia è al sicuro sul balcone della camera … Facciamo una bella colazione: succo di frutta, yogurt, crostata con marmellata, fetta di torta della nonna, fette biscottate con marmellata, cappuccino e caffè. Arriva anche Sergio. Poi Nicola e Mirko, che confermano di voler scendere a Bassano in macchina. Risalgo in camere e torno giù alle 4,50 con il King … in ascensore … roba da ridere. Lo zainetto con i cambi ed il vestiario per coprirsi in caso di freddo o pioggia vola sulle spalle. Si accendono le luci. Alle 4:59:40 io e
Sergio diamo il 1° colpo di pedale alle nostre specialissime e felici come 2 bambini (forse un po’ cresciutelli …) ci avviamo dapprima verso Romano d’Ezzelino (un paio di km di discesa) e poi in direzione di Bassano del Grappa. Chiacchieriamo e godiamo delle prime luci del nuovo giorno, al punto che … non vediamo un cartello della MGC che indica di svoltare a sinistra … andiamo dritti e dopo qualche km ci troviamo su una tangenziale … faccio due calcoli e giungo alla conclusione (troppo, forse sarebbe meglio dire “ipotesi”) di essere andati oltre Bassano. Maledetto “13” … aveva ragione David … facciamo una manovra impossibile e scendiamo in una specie di zona industriale. Saranno le 5,15 … non c’è anima viva … e ora che facciamo ??? Fortunatamente, passa un’auto … mi ci sarei buttato sotto per fermarla. Una signora gentilissima ci fornisce le istruzioni per tornare a Bassano e raggiungere il Ponte degli Alpini. Beh, al primo errore abbiamo rimediato …
Ci sono già molti ragazzi. Saluto
David e
Jack (impossibile non riconoscerlo, sapendo della sua statura …). Poi troviamo
Nicola e
Claudio,
Massimo / Maxi78,
Graziano / GattoVe e
Andrea / Pala69. I primi gruppi iniziano a partire, dopo che
Ivan ci ha fatto chiaramente capire che abbiamo nelle nostre mani la riuscita dell’evento: gli organizzatori hanno fatto il massimo (e io dico ancor di più), ma ora tocca a noi fare le cose per bene. Noi aspettiamo di essere tutti pronti e ci avviamo più o meno alle 5,46 (stando al mio Polar). Dobbiamo uscire da Bassano del Grappa e … perdiamo subito Andrea che allunga e si porta avanti rispetto a tutti. Io e Mirko stiamo davanti e cerchiamo di portare il gruppo sotto la prima salita … rimpiango il 2010, quando questo sporco lavoro lo aveva fatto GVicario del forum … e si faceva pure fatica a stargli a ruota …
All’albergo “Da Romano” c’è il primo punto di controllo. A mettere i timbri c’è anche Lorenza la moglie di Graziano. Partiamo e ora non si scherza più: inizia il 1° versante del Monte Grappa, quello con il “salto della capra” … In salita, ognuno tiene il suo passo. E’ giusto così. La strada parte subito con una bella rasoiata, tanto per far capire chi comanda. Poi le pendenze diventano più regolari e si entra nel bosco, dove iniziano una serie di tornanti. Peccato che il fondo stradale sia umido e sporco di detriti per le piogge di ieri. Bisogna stare attenti … il rischio di foratura è dietro l’angolo. Poco prima del salto della capra mi ritrovo solo, Mirko sale con maggiore prudenza e poco dopo inizio a vedere là davanti Andrea, che però non riesco ad avvicinare. Supero il tratto più duro imponendomi di non usare un rapporto più agile del 34x28 (il 34x30 so che mi servirà più avanti) ed inizio la discesa nella bellissima Valle delle Mure, perdendo contatto da chi mi precede. Quel tratto del primo versante mi aveva affascinato anche lo scorso anno: dapprima è un tappeto erboso, un paradiso per le mucche … me ne rendo conto anche per i “regali” che trovo sulla strada, poi diventa più selvaggio e roccioso, con strapiombi che danno direttamente sulla pianura. In questo punto, già nel 2010 come adesso, penso a mio papà, che da lassù mi guarda e mi guida … Arrivo all’intersezione con la strada di Semonzo e raggiungo Andrea, ma visto che parla troppo … allungo e me ne vado a prendermi la Cima Grappa per la prima volta.
La cosa splendida è stata arrivare là e vedere Maria
con Raffaella (la moglie di David)
impegnate nel loro lavoro per la MGC: controllano la lista, timbrano il cartellino, hai ancora il fiatone ma loro ti chiedono “Confermi il prossimo versante?” … che ragazze … che entusiasmo … sì, la accendiamo. Mica posso dire di no subito proprio oggi che ... almeno un pochino … gioco in casa, giusto?
Arrivano Mirko e Andrea. Ci rifocilliamo assieme al ristoro paradisiaco della MGC e dopo una decina di minti si riparte, belli coperti per scendere verso Romano d’Ezzelino dalla Cadorna. Fa freddo, la strada è sporca e si rischia di scivolare … aggiungiamoci che non sono un discesista … beh, a Mirko bastano 3 curve per seminarmi e dopo altre 3 non lo vedo più. Andrea, invece, prudentemente mi sta dietro. La discesa è lunga, ma dopo Campo Solagna la temperatura migliora e nell’ultimo tratto tolgo la mantellina. Timbro al posto di controllo presso la gelateria Hottonia e ripartiamo. Meno di 2 km e svoltiamo a sinistra: inizia il 2° versante, quello di Semonzo. Forse il più bello. La strada è decisamente ben tenuta. Sale con una serie di tornanti e rispetto allo scorso anno, pur sudando di brutto, apprezzo l’assenza del caldo torrido. Prima di Campo Croce, un breve tratto per rifiatare, poi arrivano le pendenze più toste con Malga Camol. Lì aumento il ritmo e … saluto Andrea andando a riprendere Mirko poco prima dell’incrocio con il versante dell’Archeson. Mirko sale regolare, io tengo il mio ritmo e arriviamo a completare il 2° versante praticamente assieme.
A Cima Grappa l’accoglienza delle ragazze è la stessa: il cuore ha ancora i battiti alti, hai il fiatone che non riesci a parlare e loro senza alcuna pietà “Confermi il terzo versante?”. E se uno ci deve pensare un pochino, come fa? Scherzo, naturalmente … o forse no …
Comunque confermo. Faccio pausa al ristoro, dove tra un boccone e l’altro ritrovo Alessandro (dall’anno scorso). Ci salutiamo ed essendo pronti nello stesso momento, ripartiamo assieme per la discesa verso Caupo. Mirko non lo vedo più e, invece, dopo qualche km ci passa a velocità doppia: la sua abilità di discesista la si vede, eccome se la si vede. La discesa è lunghissima ed inizia già ad annidarsi nella testa il dubbio di come bisognerà soffrire quando si dovrà salire il versante di Caupo … dubbio … non è un dubbio, è una certezza. Ma altrettanto certa è la mostruosità del versante di Seren del Grappa. Quindi meglio pensare a questo per ora. Alle 11,50 siamo al punto di controllo di Caupo. Mirko si è già avviato verso Seren. Io ed Alessandro scambiamo due parole con il ragazzo incaricato di presidiare il passaggio dei ciclisti e poi ripartiamo. Entriamo nella Valle di Seren. Il fatto che la strada non inizi in salita, ma tende ad essere pianeggiante o addirittura in leggera discesa in brevi tratti non mi consola. Il ricordo è chiaro: dopo diventa durissima e in un modo o nell’altro si deve salire. Dopo 5-6 km, a Pian della Chiesa, raggiungiamo Mirko (che prende acqua alla fontana) e svoltiamo a sinistra, proseguendo ancora per un po’ con pendenze leggere, ma per poco … poi la strada, già stretta e con il fondo un po’ grezzo, si impenna. E’ il tratto duro del versante di Seren, quello dove mettere il piede a terra significa non ripartire se non spingendo la bici a mano, insomma lo spauracchio della MGC. Le canalette per lo scolo dell’acqua ci mettono la ciliegina sulla torta: hanno griglie larghe abbastanza per farci entrare la ruota e sono parallele al senso di marcia. O si prendono di traverso o si rischia di entrarci con una ruota … piantando le corna sull’asfalto … La catena vola sul 34x30 e la testa dà gli ordini a gambe e braccia di non mollare. Il primo tratto duro finisce con un tornante a destra, seguito dopo 30 metri da uno a sinistra. Sono più avanti e urlo ad Alessandro e ad altri due ragazzi che abbiamo raggiunto e superato “Dai che spiana”. So che non è vero, ma per qualche metro le pendenze mollano un po’ e se prima eri sopra il 20%, pedalare al 14% sembra di andare in pianura. Altre rasoiate … a tratti sotto il bosco la strada è verde di muschio e umidità … stando sui pedali la ruota posteriore scivola … porto il peso più indietro ed alterno le pedalate da seduto a quelle in piedi, pur preferendo quest’ultima posizione su pendenze di questo tipo. Alessandro è un MITO: sale con il 34x25 … il suo rapporto più leggero. Va bene che ha 15 anni in meno di me, ma io non ce l’avrei mai fatta …
Quando il bosco finisce c’è una curva a sinistra e lì spiana davvero, me lo ricordo … e come si fa a dimenticare, eh??? Dopo 500 metri troviamo un ragazzo che ci da una bottiglietta di acqua fresca: favolosa.
Dietro nessuno e allora proseguiamo affiancati, io e Alessandro. Lui parla spesso in veneto e io ogni tanto mi perdo qualche parola, ma ce la caviamo lo stesso. Arriviamo al Forcelletto e sappiamo bene che mancano ancora circa 9 km: un tratto di salita (durante il quale incrocio e saluto con grande calore Sergio, Massimo, Nicola e Claudio che stanno scendendo verso Capuro per farsi il Seren … che bello vederli transitare), uno breve per recuperare, un altro strappo e la discesa verso il bivio con il rifugio Bassano. Poi gli ultimi 2,4 km di salita che ci portano a Cima Grappa. Questo tratto di strada lo conosco a memoria, ho i miei punti di riferimento e riesco a gestirmi bene.
Arrivo a Cima Grappa e ad accogliermi trovo il sorriso splendente di Raffaella, Lorenza e Maria … ora sono in tre a chiedere “Confermi il quarto versante?“. Devo ricordarmi di chiedere a Ivan come ha fatto a convincerle ad essere così puntuali e precise nel “pizzicare” i ciclisti che all’arrivo in vetta sono più o meno un po’ tutti cotti. Deve aver promesso loro mari e monti o forse solo mari, visto che di monti qui ce n’è grande abbondanza …
Io e Alessandro ci buttiamo sul ristoro. La fame inizia a farsi sentire … infatti, sono le 13,55 circa ed ha ragione lo stomaco a brontolare. Anche questa volta circa 15 minuti di pausa mangereccia (durante la quale arriva anche Mirko) e poi, dopo essersi coperti per bene, io e Alessandro ripartiamo di nuovo verso Caupo.
Pochi metri di discesa ed incrocio anche Andrea che sta per arrivare al rifugio Bassano.
I 29 km di discesa verso Caupo sono la replica esatta della volta precedente. Quello che cambia è la consapevolezza di doverli risalire tutti quei km: sono tanti, anzi tantissimi. Sia nel 2010, che quest’anno ho trovato che il versante di Caupo, sotto il profilo psicologico, sia quello più duro. Io l’ho iniziato con 178 km nelle gambe e circa 5.000 metri di dislivello. Questo ha il suo peso certamente, ma la lunghezza della salita, esaltata dalla consapevolezza di quanto (per ben 2 volte) ci si è impiegato a percorrerlo in discesa, ne fa a mio avviso il versante più ostico. L’unico modo per superarlo indenne? Frazionarlo. Non pensarci. Ragionare come fossero più salite. La prima salita, nel mio caso, è lunga 8 km. Dopo so per certo che la strada concede un po’ di respiro. Quindi ragiono su una salita di 8 km, per altro con pendenze sempre intorno all’8-10%. Insomma, non proprio una passeggiata … Passa il 1° km, poi il 2°, poi il 3° … lentissimo, poi il 4° ed inizi a permetterti il lusso di pensare che ne hai fatto metà … insomma, un passo alla volta la salita finisce … ops, poi devi rimetterti in linea con la strada. Fai 2 conti: “Erano 29 … ne ho fatti 8 … ce ne sono ancora 21 … una mazzata”. E allora, pensi al Forcelletto che, più o meno, dista ancora 12 km, ma con un paio di contropendenze a salvarti la vita. Insomma, pedalata dopo pedalata il 4° versante l’ho fatto così … a fettine, tanto per soffrire di meno, anche se di fatica ne ho fatta tantissima. Arrivo al Forcelletto che Alessandro è leggermente staccato. Proseguo, tranquillo in modo da farlo rientrare. Siamo al bivio per la Cima Grappa e superiamo indenni anche gli ultimi 2,4 km. Sono le 17,14 quando entro nel piazzale della MGC e ad accogliermi ancora le 3 Grappine che oltre alla solita domanda, incaricano mia moglie di infierire con una domanda che è un’accusa “Ma quanto tempo ci hai messo? Pensavo facessi molto prima …”. Tentato omicidio o tentato suicidio: sono indeciso, boh … Fortunatamente ho troppa fame per rispondere ed intavolare una discussione tecnica con altimetrie alla mano, parlando di rapporti, frequenza di pedalata e VAM. Mi limito a confermare il 5° ed ultimo versante e mi dirigo fra i rappresentanti maschi dell’Extra Strong Team a godermi il ristoro. Arriva anche Nicola, un po’ provato dal Seren. Accenno a Claudio che il Caupo non è semplice, ma loro vogliono andare a prendersi il 4° versante. Chiacchiero con Sergio: lui con grande prudenza si accontenta di 3 e fa bene.
Mangio e in pochi minuti recupero energie fisiche e mentali. Mi copro e sto per partire, ma trovo la posteriore forata … avevo sentito un psssssss nell’arrivare nel piazzale. Va beh, meglio qui che da un’altra parte, ma nel frattempo, anche a causa del vento che si è alzato, sto gelando.
Graziano 
si accorge del mio momento di difficoltà, prende in mano la situazione e mi cambia la camera d’aria alla posteriore.
Grazie infinite. Alessandro nel frattempo è già ripartito. Gonfiamo, ma un po’ a causa delle tacchette che scivolano sul basamento della pompa, un po’ per il freddo avrò buttato dentro non più di 5 atmosfere. Parto e scendo verso Semonzo. Fa un freddo cane. Dopo il bivio con la Valle delle Mure, mi fermo. Faccio pipì e uso una bomboletta di CO2 per gonfiare un po’ meglio la ruota. Ne butto via metà, ma miglioro la situazione. Riparto, la ruota sembra ok, metto le mani in presa bassa e via a menare per arrivare giù il prima possibile.
Il ragazzo al punto di controllo della gelateria Hottonia a Romano d’Ezzelino mi dice che Alessandro è avanti di poco. Il timbro c’è. Mi tolgo manicotti e mantellina e riparto. 200 metri e svolta a destra alla rotonda: mancano solo 27 km di salita. Anche in questo caso non riesco a digerirla per intera e la spacco, solo che non ricordo bene dopo quanti km sia Campo Solagna: penso 8 o forse 10 o forse 12 … boh. Arrivo alla frazione Pragolin dopo circa 6 km: il cartello è una mazzata “Quota 555 mt”. Ancora 1.200 metri di dislivello. Non penso minimamente a rinunciare, ma so che è ancora dura. Alla frazione successiva, Costalunga, leggo “Quota 655 mt”. Vorrei protestare “Ma come è possibile: solo 100 mt?”. Poi mi convinco dell’esattezza dell’informazione. Campo Solagna è 1.020 … quindi ne mancano 370 circa e poi si dovrebbe respirare un po’, me lo ricordo.
Pedalo e pian piano salgo di quota. Rinuncio a controllare l’altimetro del Polar … sarebbe uno stillicidio … meglio pensare ad altro e nel frattempo pedalare. Finalmente arrivo a Campo Solagna. La strada svolta a destra e per qualche metro di scende … “Questi poi me li farà pagare con gli interessi” penso, ma intanto recupero soprattutto nella mia testa. Entro nel tratto parzialmente coperto dal bosco. Le pendenze sono oramai più facili. Non so bene dove, vedo il cartello “Coma Grappa – 13 km”: un mix di sensazioni … ne ho fatta metà … ce n’è ancora tanta di salita da fare … Sono a Ponte San Lorenzo. Il cartello dice 1.125 mt. Ne mancano sempre meno … Poi vado su d’inerzia ed inizio a contare i km. So che si lascia la Cadorna più o meno al cartello del km 27 e da lì 2,4 km separano da Cima Grappa. Supero la barriera psicologica dei -10. Da lì in avanti li conto uno ad uno. Ai -5 inizio a vedere Alessandro, ma è ancora distante. Un km prima del bivio lo raggiungo. Siamo entrambi stanchi, ma forse lui è più stanco di me. Parliamo poco. Condividiamo le ultime fatiche e le ultime energie che ci restano. Poi lui non tiene la mia ruota e al bivio ha una trentina di metri di distanza, che pian piano aumentano, come pian piano la Cima Grappa si avvicina per la quinta ed ultima volta di questa MGC 2011. Mancano 200 metri al bivio per Semonzo quando sento uno scroscio di applausi. Penso a qualche festa organizzata da David e invece c’è una gara podistica. Illusione, ma nel frattempo passo il bivio. Ora punto al Rifugio Bassano. Lo vedo. Ci passo di lato, ci giro attorno, ancora poche pedalate e sono al piazzale della MGC. FANTASTICO. Mi accolgono Graziano e David che, con una capacità fuori dal comune, riescono a chiedermi come sto e a farmi sorridere. Sto bene, ho sofferto certo, è stata durissima, ma sto bene. Mangio qualcosa. Arriva Alessandro e un suo amico ci scatta un paio di foto. Bellissimo. Mangio ancora.
Poi Ivan mi porta lo zainetto: gli avevo detto che era azzurro e invece è grigio chiaro. Ci ridiamo sopra. Mi copro con gambali, giubbino più pesante, manicotti, mantellina e guanti in cotone. Alle 20,50 riparto da Cima Grappa con Alessandro. Ho un freddo cane e non riesco a pensare di forzare la pedalata. Alessandro in discesa invece vola. Io preferisco la prudenza: luci accese e velocità moderata. I denti battono all’impazzata. La discesa è lunga, anzi no lunghissima: 27 km … come la salita. Ho freddo almeno fino a Campo Solagna. Mi tengo impegnato a gridare “Bravo !!!” ogni volta che incrocio un ciclista che sale. Il primo è Mirko, ancora all’inizio della discesa, poi tanti, tanti altri. Negli ultimi 15 km di discesa un paio di macchine mi aiutano con i fari: stanno dietro e fanno luce davanti a me, per migliorarmi la visibilità. Io ringrazio abbassando le mani e aumentando la velocità. Arrivo a Romano, svolto a destra per Bassano, non sbaglio al bivio successivo (come abbiamo fatto a non vedere il cartello questa mattina, boh …). 4 minuti ed entro al Velodromo. Sono le 21,57. E’ trascorso un bel po’ di tempo da questa mattina quando assieme a Sergio lasciavamo il Dalla Mena. Non c’è il giro d’onore in pista, ma chissenefrega. Invece c’è Sandra. Le do il cartellino. Lei controlla, timbra e mi stampa il diploma:
l’Extra-Strong alla MGC 2011 è mio.

Me lo sono guadagnato.
Chiacchiero per 10 minuti con Sandra, poi con Raffaella e Lorenza. Confermo l’accordo già preso con Maria per trovarci a pranzo l’indomani. Perfetto. Ricevo una telefonata da Maria. La linea è disturbata, ma capisco che se voglio mangiare devo andare. Volo con le ali ai piedi fino a Romano d’Ezzelino e, sorprendentemente, volo anche nel tratto in salita che conduce all’albergo Dalla Mena. La MGC ti dà una forza dentro che nessuno sa di avere:
è questo il segreto della ricetta magica della MGC.
Considerazioni finali: forse sarebbe meglio non dire più nulla, visto che ho già scritto molto, ma un pensiero alle Persone dell’Extra Strong Team lo voglio fare. Sono ragazzi e ragazze che danno il proprio tempo, il proprio impegno, la propria energia fisica e mentale per un progetto che condividono (il disavanzo del bilancio della MGC va in beneficenza ad una fondazione che si occupa di bambini). Quest’anno l’ho toccato con mano. Mia moglie Maria è tornata a casa fisicamente stanchissima, ma ancor di più felice di aver contribuito e di aver conosciuto persone così generose e pulite.
Ora, quando sono partito questa mattina per questa avventura della MGC 2011, non ero minimamente certo di quanti versanti avrei potuto conquistare. Ma onorare lo sforzo organizzativo di Ivan, Sandra e di tutti i ragazzi dell’Extra Strong Team mettendoci anch’io il massimo impegno fisico e mentale per cercare di completare il percorso è stato il minimo che ho potuto fare.
Questa è la MGC.
Solo per la cronaca e le statistiche, i dati del mio Polar:
Tempo: 14 h 45’ 35” (di pedalata effettiva, 17 h 23’ 44” tra partenza e arrivo in albergo, soste comprese)
Distanza: 287,6 km
Battiti: 127/174 bpm
Cadenza: 69/116 rpm
Velocità media: 19,3 km/h
Dislivello: 8.570 mt (25% la pendenza max, registrata sul versante di Seren del Grappa)
Calorie: 9.408 kcal (32 kcal al km)
Temperatura: min +12°C/media +21°C
Ciao e buone pedalate a tutti