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4everMJJ
Tuesday, November 02, 2010 8:58 PM
Non l'ho tradotto dallo svedese, se è questo che vi preoccupa
Ho trovato su un blog la traduzione in inglese di questa intervista di Kiki Chambers (più conosciuta con il cognome da nubile, Fournier) che ha lavorato a Neverland per ben 13 anni ed è stata anche testimone al processo di MJ del 2005. Ecco la traduzione in italiano:



Quando Michael Jackson è morto nel giugno dell'anno scorso aveva da tempo cessato di essere un essere umano fatto di carne e sangue agli occhi del mondo. Era diventato una creatura timida e fiabesca che si nascondeva nel suo ranch di Neverland e tutti si sentivano liberi di speculare su di lui e sulla sua vita.

Incontrare Kiki Chambers è perciò un risveglio. Lei lavava i suoi vestiti, puliva la sua casa e lo ha osservato da vicino mentre giocava con i suoi figli.

"Io non voglio che il mondo lo ricordi come un pazzo, perché lui non lo era. Voglio che la gente lo ricordi come un uomo che voleva rendere questo mondo migliore e come un padre, quel ruolo che è stato il più importante per lui", ha detto.

Lei, che ha osservato la superstar dall'interno, può anche testimoniare quanto la fama e la ricchezza possano essere dannosi. "Ho visto che prezzo si deve pagare quando il mondo ti venera. Noi dobbiamo adorare Dio, non le sue creazioni" ha detto.

Kiki Chambers ora vive in un piccolo paese nell'ovest della Svezia. C'è molta differenza con la calda California e la vita a Neverland, il ranch che Michael Jackson ha costruito nel cercare di ricreare la sua infanzia perduta.

Prende il suo portatile e ci mostra i video su YouTube da dentro la casa di Michael Jackson. Mostra il posto della cucina dove c'erano sempre le caramelle, le scale dove è caduta una volta. E poi gli altri video che mostrano le celebrità che venivano al ranch.

"Elizabeth Taylor era sempre molto carina quando veniva in visita. Altri non lo erano" ha detto.

Kiki Chambers ha lavorato a Neverland dal 1991 al 2003. Ha ottenuto il lavoro per caso.
"Ho conosciuto un uomo che lavorava per una società di costruzioni che ha lavorato a Neverland. Avevo l'abitudine di scherzare con lui, gli dicevo che se mai avessero avuto bisogno di una domestica dovevano chiamarmi. E l'hanno fatto".

Lei era una delle domestiche che lavoravano a tempo pieno al ranch. Quando è stata assunta le è stato detto di non guardare Michael Jackson negli occhi o di prendere l'iniziativa di parlare con lui. Kiki Chambers è una persona molto semplice e loquace, che ha dovuto sforzarsi per seguire queste regole. Aveva l'abitudine di fargli delle battute e una volta ha pensato di aver esagerato, ma mentre altri sono stati mandati via lei è sempre rimasta.

"Una volta mi ha chiesto perché nessuno parlava mai con lui. Ho dovuto dirgli che queste erano le regole che ci avevano dato, ma non capiva il perché, lui in realtà non aveva stabilito queste regole" ha detto.

Ricorda che i primi anni erano felici e gioiosi. A Michael Jackson piaceva giocare con i bambini che venivano a visitare Neverland.
"Amava ridere, era gioviale e felice", ha detto.

Ma nel 1993 Michael Jackson fu accusato di molestie sessuali su un ragazzo di nome Jordan Chandler.
"Dopo l'accusa, che sono sicura fosse falsa, cambiò. Non era più felice come prima" ha detto.

Col passare del tempo Kiki Chambers instaurò un rapporto di amicizia con Michael Jackson.
"Lui mi diceva che poteva sentire la mia risata per tutta la casa" ha detto.

Qualche volta a tarda notte si sedevano in una stanza per delle lunghe conversazioni. A volte le chiedeva consiglio perché c'erano così tante persone che volevano stargli vicino per avvalersi della sua fama.

"Mi chiedeva se poteva fidarsi ad esempio di una persona o di un'altra. Era difficile, non stava a me giudicare di quali persone dovesse circondarsi" ha detto.

Sempre più medici cominciarono a venire a Neverland. Gli prescrivevano vari tipi di medicinali. Kiki Chambers si rese conto che c'era qualcosa che non andava. Michael Jackson poteva comportarsi normalmente un momento ed essere completamente sotto l'effetto dei medicinali il momento successivo.

"Era difficile. Ero solo una domestica, ma quando diventava una mia responsabilità, come essere umano, fare qualcosa? Che cosa potevo fare? Chiedevo a Dio: Perché sono qui?"

Tutti coloro che hanno lavorato per Michael Jackson cercavano di mantenere questo segreto perché sapevano che tipo di scandalo avrebbe causato nei media. Per Kiki Chambers è stata una cosa difficile da fare.

"Una notte uno dei miei responsabili mi ha detto che avevano dato dei farmaci a Michael. Ma qualcosa era "sbagliato", lo si poteva capire solo guardandolo e avevo paura. Dopo questo episodio ho detto al mio superiore che se fosse accaduto di nuovo avrei chiamato il 911, non mi importava delle conseguenze. Perché sapevo che non avrei mai potuto vivere con la consapevolezza di non aver fatto nulla se fosse morto".

Essendo cristiana ha cercato di influenzare Michael Jackson in modo positivo. Gli ha dato dei libri cristiani e ha scritto dei versi della Bibbia sulla bacheca della cucina, sui quali lui ha fatto dei commenti di apprezzamento.

"Voglio che la gente sappia che Michael credeva in Dio, non c'è nessun dubbio su questo", ha detto.

Una volta, Michael Jackson e il suo staff sono andati in città per delle commissioni. Un amico cristiano di Kiki Chambers lavorava in un albergo vicino. Lei ha chiesto a Michael Jackson se voleva vederlo e lui ha detto di sì.

"Abbiamo iniziato a parlare e quando stavamo per andare via, il mio amico mi ha chiesto se potevamo pregare insieme. Abbiamo unito le nostre mani e il mio amico ha iniziato a parlare 'in lingue'. Nella mia mente ho detto a Dio, spero davvero che tu sappia cosa stai facendo. Mentre andavamo via c'era un altro gruppo che chiedeva in quale lingua pregasse. Michael ha spiegato, con grande naturalezza, che il mio amico parlava una lingua di preghiera e ha spiegato loro che cosa questo significhi” (se a qualcuno interessa approfondire l'argomento del pregare “in lingue” può trovare la spiegazione a questo link www.gotquestions.org/italiano/pregare-in-lingue.html . Da parte mia sono ogni volta più stupita della cultura infinita di quest'uomo, chiusa parentesi).

Quando il World Trade Center di New York è stato attaccato Michael Jackson era davvero scosso. Ha riunito tutto il personale all'esterno per tenersi per mano.
"E poi mi ha chiesto di pregare Dio. Ero stordita, ma lui ha continuato: Kiki Prega, fallo. Dentro di me ho chiesto a Dio di aiutarmi e adesso non mi ricordo nemmeno quello che ho pregato".

Nei primi anni 2000 il mondo di Michael Jackson ha iniziato a sgretolarsi sempre di più.
Un altro ragazzo, Gavin Arvizo, l'ha accusato di molestie sessuali. Kiki Chambers è pienamente convinta che MJ era innocente di tutte le accuse e crede invece che i genitori del ragazzo cercassero solo soldi.

"Quali genitori lasciano i figli per settimane a casa di qualcun altro? E' stato davvero irresponsabile. E i bambini erano viziati e manipolatori. Ci chiedevano sempre cosa c'era per cena e poi esigevano qualcos'altro solo per farci lavorare di più. Poi ci chiedevano gli alcolici minacciandoci di farci cacciare se non glieli davamo" ha detto .

Il circo mediatico che ne è derivato ha fatto cadere Michael Jackson in depressione.
"Lui si domandava perché la gente lo chiamava "Wacko Jacko", ne era molto turbato ed era davvero doloroso per lui ".

Kiki Chambers descrive Jackson come una persona molto complessa. Dice che era un uomo d'affari esperto, ma poteva letteralmente buttare via il denaro per i suoi presunti "amici". Era timido e riservato, ma una sorta di megalomania gli aveva fatto costruire delle statue di se stesso.

"Voleva così tanto amare ed essere amato" ha detto.

Ciò che riteneva la cosa più importante per lui erano i suoi tre figli. Kiki Chambers ha detto che era un buon padre, anche se lottava con la sua dipendenza dagli antidolorifici.
"Amava i suoi figli, ha sacrificato se stesso per loro. Non ha mai avuto privacy da bambino. Quindi era molto meticoloso sul come crescere i propri figli, per questo copriva i loro volti quando uscivano".

Nel 2003 Kiki Chambers ha lasciato Neverland. L'ultima volta che ha incontrato Michael Jackson è stata al processo del 2005 dove ha testimoniato.

"Michael mi ha chiesto come stavo e gli ho detto che stavo bene. Ma lo misero in guardia che non gli era permesso parlare con i testimoni".

Dopo non ha avuto più rapporti con lui, anche se aveva ancora degli amici nello staff. Nel frattempo, ha pregato per lui e ha sperato, ma lo scorso giugno è arrivata la chiamata che temeva di più.

"È ancora troppo doloroso parlarne e non sono ancora riuscita ad affrontare il lutto. Vedo il suo viso sui giornali e leggo così tante bugie su di lui. Non so come affrontare tutti i sentimenti che ho, ma io prego Dio e so che tutto è nelle sue mani adesso".


www.dagen.se/dagen/article.aspx?id=207288



Antonella-60
Tuesday, November 02, 2010 9:20 PM

Questa è una delle testimonianze più belle, più commoventi e più vere lette fin'ora.

Proprio l'altra sera rileggendo il libro della Jones nella parte relativa alla testimonianza di Kiki mi chiedevo che fine avesse fatto.

La sua fu una delle testimonianze "chiave" per l'assoluzione.

Ma mi chiedo, "chi" stabiliva le regole della casa ??
patrimj71
Tuesday, November 02, 2010 9:25 PM
Grazie Cristiana.

"Voleva così tanto amare ed essere amato" ha detto.



badgirl.
Tuesday, November 02, 2010 9:37 PM
Grazie Cri (com'è che non sai lo svedese?).


E' dolce il modo in cui ne parla Kiki, si capisce che gli voleva bene.

Questa intervista mi ha lasciato un sacco di sensazioni........e una immagine terribile per come ha raccontato l'episodio dell'eccesso di farmaci.

Anto (girl on the line)
Tuesday, November 02, 2010 11:37 PM
Re:
[POSTQUOTE][QUOTE:107326153=badgirl., 02/11/2010 21.37]

E' dolce il modo in cui ne parla Kiki, si capisce che gli voleva bene.

Questa intervista mi ha lasciato un sacco di sensazioni........[G]e una immagine terribile per come ha raccontato l'episodio dell'eccesso di farmaci.[/G]

[/QUOTE][/POSTQUOTE]


Mi sento di quotare in pieno il tuo pensiero,soprattutto la parte in grassetto...

Incredibile che alla servitù venisse raccomandato di non rivolgere la parola a Michael.Poverino,si sarà sentito un sacco di volte "giudicato" anche a casa sua...Insomma,se dopo un po' di tempo che con queste persone non si riesce a sciogliere il ghiaccio inizi a farti delle domande..
Nel complesso comunque una bellissima testimonianza,grazie Cri [SM=x47938]
sara$85
Wednesday, November 03, 2010 12:03 AM
grazie per la traduzione! davvero commovente!
badgirl.
Wednesday, November 03, 2010 9:16 AM
Re: Re:
Anto (girl on the line), 02/11/2010 23.37:




Incredibile che alla servitù venisse raccomandato di non rivolgere la parola a Michael.[SM=x47938]




Sai che questo fatto, di cui si domanda anche Antonella, l'avevo già letto in un altra intervista?
Questo giornalista raccontava che gli avevano fornito una lista di cose da "non fare" in presenza di MJ (ovviamente non quella di non parlargli in questo caso, ma un sacco di altre assurdità sì, però!). Infrangere anche solo una di queste voci sarebbe costato una penale. Raccontava che lui e i suoi collaboratori erano super preoccupati per questa intervista......con questi presupposti, te credo!
Ma poi, naturalmente, quando lo incontrarono si resero conto che era tutt'altro tipo di persona.......se non l'esatto contrario!! E ne rimasero molto colpiti.

E la faccenda di non guardarlo negli occhi (e anche di non toccarlo, mi pare) la raccontarono anche Morandi e Ramazzotti reduci da quell'unico incontro con MJ, sul quale poi, ci hanno marciato (e forse anche ricamato!) per anni!!
BEAT IT 81
Wednesday, November 03, 2010 10:41 AM
Mamma che malinconia che mi ha lasciato questa intervista.....Dalle parole che dice si sente che Kiki gli voleva bene, anche di come parla dell'episodio di eccesso di farmaci, posso solo immaginere lo spavento e la preoccupazione. Xò, mi chiedo anch'io, chi dettava le regole in casa? Possibile che MJ nn fosse libero in casa sua? Davvero, questa cosa mi rattrista sempre di più, xè mi fa sempre più capire che razza di gentaglia lo circondava. Davvero molto bello anche l'episodio della preghiera "in lingue", quest'uomo aveva davvero una cultura pazzesca!!!! Davvero una bellissima intervista, probabilmente una delle migliori che ho letto fin'ora. Grazie ancora Cirstiana.
mimma58
Wednesday, November 03, 2010 11:17 AM
Grazie Cristiana.Bellissima intervista,ma che mi rattrista tanto.Da quello che racconta Kiki,si capisce che gli voleva bene.Ma la vita di Michael non era facile neanche ia casa sua?Che tristezza!
migi.mj
Wednesday, November 03, 2010 12:43 PM
Grazie Cristiana.
Mi sono commossa molto a leggere questa testimonianza. Ancora, per l'ennesima volta, traspare la profonda solitudine di Michael.
Anto (girl on the line)
Wednesday, November 03, 2010 12:51 PM
Re: Re: Re:
[POSTQUOTE][QUOTE:107332921=badgirl., 03/11/2010 9.16]


Sai che questo fatto, di cui si domanda anche Antonella, l'avevo già letto in un altra intervista?
Questo giornalista raccontava che gli avevano fornito una lista di cose da "non fare" in presenza di MJ (ovviamente non quella di non parlargli in questo caso, ma un sacco di altre assurdità sì, però!). Infrangere anche solo una di queste voci sarebbe costato una penale. Raccontava che lui e i suoi collaboratori erano super preoccupati per questa intervista......con questi presupposti, te credo!
Ma poi, naturalmente, quando lo incontrarono si resero conto che era tutt'altro tipo di persona.......se non l'esatto contrario!! E ne rimasero molto colpiti.

E la faccenda di non guardarlo negli occhi (e anche di non toccarlo, mi pare) la raccontarono anche Morandi e Ramazzotti reduci da quell'unico incontro con MJ, sul quale poi, ci hanno marciato (e forse anche ricamato!) per anni!! [/QUOTE][/POSTQUOTE]

Si si,ricordo perfettamente anche io di quell' intervista,infatti rimasi già di sasso all'epoca.Ma vedo che era proprio un'usanza dello staff "intimorire" qualsiasi persona si avvicinasse a Michael.Che amarezza...

P.S:Morandi e Ramazzotti altrochè se ci hanno ricamato sopra la faccenda!!

meryna81
Wednesday, November 03, 2010 1:08 PM
Io lessi da qualche parte che una delle tante regole da seguire per il personale era non rivolgersi mai direttamente a Michael! Se c'era un problema, se qualcuno aveva bisogno di qualche informazione sul lavoro da svolgere doveva chiedere al proprio superiore che a sua volta aveva un altro superiore. Erano pochissimi quelli che rispondevano direttamennte a Michael. Se non ricordo male sono 4 o 5 persone e a Neverland lavorarano decine e decine di persone.
FLY67.
Wednesday, November 03, 2010 2:15 PM
Sul libro della Jones c'è scritto "sali' conrovoglia sul banco dei testimoni.Quando guardò la superstar,Michael si rifiutò di riconoscerla "
invece in questo articolo dice:
"Michael mi ha chiesto come stavo e gli ho detto che stavo bene. Ma lo misero in guardia che non gli era permesso parlare con i testimoni".
Non ho capito se si tratta di una deduzione della Jones.
E' stata comunque una testimonianza importante al processo, ma
non ricordo dove,forse sul libro del rabino, a proposito di chi l'avesse tradito mi sembra che anche lei fece o disse qualcosa che a Mike non piacque e lui disse incredulo " no,non la mia Kiki!"

Bell'articolo grazie Cri. [SM=x47938]
tagea
Wednesday, November 03, 2010 3:00 PM
Grazie Cri per questa commovente testimonianza!
FLY67.
Wednesday, November 03, 2010 3:38 PM
Re: Re:
[QUOTE:107329432=Anto (girl on the line), 02/11/2010 23.37

Incredibile che alla servitù venisse raccomandato di non rivolgere la parola a Michael.Poverino,si sarà sentito un sacco di volte "giudicato" anche a casa sua...Insomma,se dopo un po' di tempo che con queste persone non si riesce a sciogliere il ghiaccio inizi a farti delle domande..
Nel complesso comunque una bellissima testimonianza,grazie Cri [SM=x47938]




Anche la moglie di Pavarotti era convinta di queste cose, e si raccomandò con Luciano di non guardarlo negli occhi e di non darle pacche sulle spalle come era solito fare,ma quando lo incontrarono in casa sua Luciano disse a sua moglie in dialetto mantovano "cosa mi hai raccontato"
Antonella-60
Wednesday, November 03, 2010 4:17 PM
Re:
FLY67., 03/11/2010 14.15:

Sul libro della Jones c'è scritto "sali' conrovoglia sul banco dei testimoni.Quando guardò la superstar,Michael si rifiutò di riconoscerla "
invece in questo articolo dice:
"Michael mi ha chiesto come stavo e gli ho detto che stavo bene. Ma lo misero in guardia che non gli era permesso parlare con i testimoni".
Non ho capito se si tratta di una deduzione della Jones.
E' stata comunque una testimonianza importante al processo, ma
non ricordo dove,forse sul libro del rabino, a proposito di chi l'avesse tradito mi sembra che anche lei fece o disse qualcosa che a Mike non piacque e lui disse incredulo " no,non la mia Kiki!"

Bell'articolo grazie Cri. [SM=x47938]




Fly ricordi in parte; è sul Taraborrelli che viene riferito qualcosa del genere. La Taylor, al tempo delle prime accuse e prima che Mike si sottoponesse a disintossicazione, mise in guardia MJ dalla gente che lo circondava e Mike le disse "No, non la mia Viki" capendo fischi per fiaschi in quanto intontito dai farmaci. La Taylor si riferiva ovviamente ai vari avvocati ed allo stesso Pellicano che stavano seguendo la vicenda.

Spesso anch'io faccio pasticci nel ricordare particolari avendo già letto tutto il leggibile.

Per tornare al discorso "regole della casa" in effetti diverse fonti indicano queste regole strampalate, sulle quali parecchi, come ha detto l'ottima Anto hanno ricamato.
Sempre secondo la Jones era Jesus Salas colui che gestiva in toto l'andamento della vita a Neverland.
Io non crederò mai che fosse stato Mike a dettare le regole semmai chi gli stava accanto probabilmente "elaborava" delle regole sulla base dell'esperienza maturata.

Faccio un esempio per essere più chiara: poniamo il caso che un bel giorno Mike si incavola perchè il suo interlocutore, a lui introdotto da altri, lo ha magari guardato con sfida o con arroganza !!
A questo punto conoscendo il caratterino "spigoloso" del nostro non è difficile ipotizzare un bel ca----tone al responsabile dell'incontro.

Beh....comunque sia alla fine era un ragazzo adorabile
4everMJJ
Wednesday, November 03, 2010 4:38 PM
Re: Re:
Antonella-60, 03/11/2010 16.17:




Fly ricordi in parte; è sul Taraborrelli che viene riferito qualcosa del genere. La Taylor, al tempo delle prime accuse e prima che Mike si sottoponesse a disintossicazione, mise in guardia MJ dalla gente che lo circondava e Mike le disse "No, non la mia Viki" capendo fischi per fiaschi in quanto intontito dai farmaci. La Taylor si riferiva ovviamente ai vari avvocati ed allo stesso Pellicano che stavano seguendo la vicenda.

Spesso anch'io faccio pasticci nel ricordare particolari avendo già letto tutto il leggibile.

Per tornare al discorso "regole della casa" in effetti diverse fonti indicano queste regole strampalate, sulle quali parecchi, come ha detto l'ottima Anto hanno ricamato.
Sempre secondo la Jones era Jesus Salas colui che gestiva in toto l'andamento della vita a Neverland.
Io non crederò mai che fosse stato Mike a dettare le regole semmai chi gli stava accanto probabilmente "elaborava" delle regole sulla base dell'esperienza maturata.

Faccio un esempio per essere più chiara: poniamo il caso che un bel giorno Mike si incavola perchè il suo interlocutore, a lui introdotto da altri, lo ha magari guardato con sfida o con arroganza !!
A questo punto conoscendo il caratterino "spigoloso" del nostro non è difficile ipotizzare un bel ca----tone al responsabile dell'incontro.

Beh....comunque sia alla fine era un ragazzo adorabile



Quotone sulla tua analisi [SM=x47932] [SM=x47932]

Ti correggo solo riguardo alla citazione del Taraborrelli: non riguardava Kiki Fournier, ma Blanca Francia, che sappiamo poi come si è comportata con MJ....

“Tu hai bisogno di venire fuori e iniziare a far fuori queste persone” disse Liz “Ci sono bugiardi dappertutto e devono essere smascherati per quello che sono... tutti questi maggiordomi e governanti e cameriere. So che è difficile trovare collaboratori validi, Michael” gli disse girandosi verso di lui “ma dove hai trovato queste persone? Guarda come si sono rivoltati contro di te”. Michael stava seduto fissandola con la bocca aperta. “La mia cameriera si è rivoltata contro di me?” disse “Non la mia dolce Blanca?” chiese, stupito (si riferiva alla sua cameriera Blanca Francia).

Antonella-60
Wednesday, November 03, 2010 4:43 PM
Re: Re: Re:
4everMJJ, 03/11/2010 16.38:



Quotone sulla tua analisi [SM=x47932] [SM=x47932]

Ti correggo solo riguardo alla citazione del Taraborrelli: non riguardava Kiki Fournier, ma Blanca Francia, che sappiamo poi come si è comportata con MJ....

“Tu hai bisogno di venire fuori e iniziare a far fuori queste persone” disse Liz “Ci sono bugiardi dappertutto e devono essere smascherati per quello che sono... tutti questi maggiordomi e governanti e cameriere. So che è difficile trovare collaboratori validi, Michael” gli disse girandosi verso di lui “ma dove hai trovato queste persone? Guarda come si sono rivoltati contro di te”. Michael stava seduto fissandola con la bocca aperta. “La mia cameriera si è rivoltata contro di me?” disse “Non la mia dolce Blanca?” chiese, stupito (si riferiva alla sua cameriera Blanca Francia).





...oddio hai visto ??? mi sono confusa ....beh...l'età c'è

Ma allora c'è o no una frase che si riferisce a Kiki ?
Fly .... perdonami.

Comunque grazie Cri io la vedo così !!!
FLY67.
Wednesday, November 03, 2010 4:54 PM
Re: Re: Re: Re:
Antonella-60, 03/11/2010 16.43:




...oddio hai visto ??? mi sono confusa ....beh...l'età c'è

Ma allora c'è o no una frase che si riferisce a Kiki ?
Fly .... perdonami.

Comunque grazie Cri io la vedo così !!!




Antonella-60 quoto tutto ciò che hai scritto!


Ho dato in prestito il libro del rabbino,quindi non posso controllare
se ho sbagliato scusatemi!



badgirl.
Wednesday, November 03, 2010 5:23 PM
Antonella-60


Niente male la tua analisi.........se devo dire la verità, però, io avevo pensato di peggio!! Cioè avevo pensato di peggio solo per quanto riguarda i rapporti di lavoro esterni alla casa, a dire il vero, non quelli con il personale.

Ero arrivata a pensare che certe regole se le fossero inventate di sana pianta sempre per il fatto di alimentare intorno a lui leggende metropolitane di ogni tipo (ricordo anche esigenze di temperature particolari all'interno dei camerini), che poi ovviamente si rivelavano tutte cavolate colossali......però intanto qualcuno ci ricamava su.
(Miss Piggy)
Thursday, November 04, 2010 12:27 PM
Sì, la testimonianza è molto toccante, condivido le vostre analisi, ma io non riesco a capire perchè MJ, se veramente era infastidito dal fatto che la maggior parte dei sottoposti non gli rivolgesse la parola, non abbia cercato di risolvere la cosa.
Ovviamente non poteva seguire in prima persona la gestione della tenuta e chiaramente doveva delegare altri, ma da qui ad impedire addirittura il contatto visivo con lui ce ne corre.
Per me è talmente incredibile che questa modalità sia continuata per anni, che mi viene da pensare che forse in fondo stava bene anche a lui. Oppure Michael era da sempre in balia di pazzi che in questo modo pensavano di aumentarne l'aura misteriosa, mentre agli occhi del mondo ne aumentavano solo l'indecifrabilità.
Sappiamo che c'era un turnover notevole tra i dipendenti di Neverland ma, se avesse davvero voluto, avrebbe potuto stabilire regole più normali,e non solo dopo anni e anni di dipendenza al suo servizio, come nel caso di Kiki.
ValentinaMJ
Thursday, November 04, 2010 5:02 PM
Re:
(Miss Piggy), 04/11/2010 12.27:

che mi viene da pensare che forse in fondo stava bene anche a lui. Oppure Michael era da sempre in balia di pazzi che in questo modo pensavano di aumentarne l'aura misteriosa, mentre agli occhi del mondo ne aumentavano solo l'indecifrabilità.



Ma lo stesso Michael, come è anche riportato nel libro del rabbino, creava queste situazioni per far aumentare l'aura di mistero e ambiguità quindi la cosa è plausibile.


(Miss Piggy)
Thursday, November 04, 2010 5:49 PM
Re: Re:
ValentinaMJ, 04/11/2010 17.02:



Ma lo stesso Michael, come è anche riportato nel libro del rabbino, creava queste situazioni per far aumentare l'aura di mistero e ambiguità quindi la cosa è plausibile.






eh...appunto. Quindi secondo te era una sceneggiata quella che ha fatto con Kiki quando ha detto di non saperne niente? Non ci farebbe una gran bella figura, Michelino nostro. Rimango dell'idea che, in fondo, per un motivo o per l'altro, la cosa non lo infastidisse poi molto, altrimenti avrebbe trovato il modo di risolverla.
peter66.
Thursday, November 18, 2010 4:59 PM
comunque non guardarlo negli occhi è impossibile!
mo.vir
Monday, November 29, 2010 5:48 PM
"Io non voglio che il mondo lo ricordi come un pazzo, perché lui non lo era. Voglio che la gente lo ricordi come un uomo che voleva rendere questo mondo migliore e come un padre, quel ruolo che è stato il più importante per lui"

Bella frase, contenuta in una bella testimonianza.
brurob53
Tuesday, November 30, 2010 5:10 PM
Però che non amasse farsi guardare negli occhi mi sembra lo dica proprio lui nelle telefonate con Glenda.Ricordo male? Pare perchè gli occhi sono lo specchio dell'anima.
ladythriller
Tuesday, November 30, 2010 5:17 PM
Re:
brurob53, 30/11/2010 17.10:

Però che non amasse farsi guardare negli occhi mi sembra lo dica proprio lui nelle telefonate con Glenda.Ricordo male? Pare perchè gli occhi sono lo specchio dell'anima.


Non ricordi male. Nella telefonata a Glenda dice: "quando permetti a qualcuno di guardarti negli occhi, gli pemetti di entrare nella tua anima" e poi confessa che neanche nella cover di Bad quelli sono i suoi occhi ma sono stati realizzati con l'aerografo (sono cioè una sorta di disegno). Ricorda pure che ai Grammy del 1984 quando si tolse gli occhiali e disse: "questo è per le ragazze in galleria" provò un grande disagio. Lo capisco benissimo, sono una di quelle persone che indossa gli occhiali da sole per lo stesso motivo.


meryna81
Tuesday, November 30, 2010 5:34 PM
Sì pero', secondo me, ci sono situazioni e situazioni. A molti di noi, gente normale, capita di indossare gli occhiali da sole non tanto per necessità o moda ma perchè ci sentiano più protetti..sono sicura che per Michael fosse così, anzi...viveva costantemente sotto l'occhio inflessibile dei media, ovunque andasse c'erano centinaia e centinaia di fans che volevano toccarlo, abbracciarlo, guardarlo..immagino che la cosa non fosse il massimo per la sua sicurezza (quindi potrei capire certe disposizioni date dal suo staff), nè per lui...


Quando si trovava nell'intimità della sua casa - pero' - credo che le cose avrebbero dovuto essere diverse...come cavolo fai a non avere un rapporto di estrema confidenza con le persone a tuo sevizio? Non dico con tutte ma, non so, almeno con quelle che gli preparavano il pranzo, gli rifacevano il letto e gli lavavano la biancheria...cioè..

Lungi da me fare paragoni improponibili ma noi a casa abbiamo delle persone che aiutano mamma con i lavori domestici e c'è una grande confidenza tra noi...io giro tranquillamnete in piagiama, parliamo di tutto anche quando loro girano per casa (litighiamo pure ), a volte mentre dormo la mattina entrano in camera...
Se loro non mi guardassero negli occhi la cosa mi risulterebbe alquanto strana e mi farebbe sentire male...

Una cosa sono le misure precauzionali (diciamo così) che Michael adottava quando era in giro, un'altra la vita in casa sua...
ladythriller
Tuesday, November 30, 2010 5:43 PM
Sì ma c'è una bella differenza tra noi, gente comune e personalità come Michael. Anche facendo entrare in casa dei domestici, con questi si può facilmente instaurare un rapporto di amicizia. IL caso di MJ mi sembra diverso.
Fermo restando che anche i nostri cari stessi a volte possono sembrarci degli estanei e non vogliamo far sapere tutto di noi, soprattutto i nostri sentimenti.
Quella che noi chiamiamo "casa" per Michael erano 3000 acri di terreno e una villa con parecchie stanze, rintanarsi per lui deve essere stato molto difficile. Ed erano sempre persone capaci di vendersi ai tabloid o anche solo di raccontare ogni singolo starnuto di Michael a chiunque. poi quando sei un personaggio pubblico,quando tutti ti possono vedere, toccare e sanno tutto di te, fai di tutto per limitare questa sensazione di essere in vetrina, almeno in casa tua.
meryna81
Tuesday, November 30, 2010 5:58 PM
Già! Sempre più convinta che la vita di Michael fosse una "non vita", affascinante per molti versi ma non adatta a nessun essere umano.
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