Recensione
[SM=x77433] Kata Kumbas" propone un fantasy decisamente insolito che attinge all'immaginario della nostra penisola, tra favole e leggende. Ci si barcamena tra epico e comico, come in certi poemi che hanno fatto la storia della letteratura, in certi romanzi di Calvino, nei film dedicati all'Armata Brancaleone. Il mondo in cui è ambientato il gioco si chiama Rarte: lì i personaggi si aggirano per l'antica terra di Laitia, le cui regioni portano nomi roboanti come Tempione, Brumia, Sbrudolezza Chimmeria, Regno di Ammalia. Gli appassionati di anagrammi vi avranno certo riconosciuto, pur con qualche licenza, la Terra, l'Italia, il Piemonte, l'Umbria, le Marche + Abruzzi + Molise, l'Emilia Romagna. I giocatori vi giungono varcando una Porta di Livello e si trasformano in personaggi dall'equipaggiamento bizzarro: la sorte può assegnare agli avventurieri uno spadone a due mani o un amuleto di rame, due maiali da combattimento o un pappagallo muto. Nelle loro avventure incontreranno poi le creature più bizzarre, come i basilischi e i fauni, i muniacelli e i vendramini. La prima edizione di "Kata Kumbas", in scatola, è stata pubblicata dalla Bero Toys nel 1984. Dopo una seconda edizione della Orion che ha avuto breve vita, nel 1988 è apparsa la terza edizione a cura della E.Elle. Quest'ultima ha anche pubblicato un'espansione con l'avventura "L'Isola della Peste", ambientata nell'equivalente di Rarte della nostra Isola Tiberina.