8 giugno 2006
Interni di famiglie bohémienne a Brooklyn
di Federica Giovannelli
Famiglie estese, famiglie nucleari e famiglie monogenitoriali.
Famiglie patriarcali e matriarcali, separate e disfunzionali, ricostituite e di fatto. Gli “schermi” familiari hanno costantemente funzionato da lente d’ingrandimento attraverso cui guardare alle trasformazioni che hanno interessato e continuano ad interessare la società americana.
Già nel 1915 “Nascita di una nazione” (D.W. Griffith) riconosceva nella famiglia il nucleo fondativo e ordinatore di un popolo e della sua terra. È stata poi la volta di classici del genere come “L’orgoglio degli Amberson” (Orson Welles, 1942) e “A casa dopo l’uragano (Vincente Minnelli, 1960), di melodrammi materni strappalacrime negli anni trenta e quaranta e di melodrammi familiari negli anni cinquanta.
“Il calamaro e la balena”, terzo lungometraggio indipendente del regista brooklynese Noah Baumbach, si inserisce coraggiosamente ed efficacemente nel solco della tradizione e con un budget di soli un milione e mezzo di dollari ed una definita impronta autoriale si guadagna due tra i principali premi dell’edizione 2005 del Sundance (miglior regia e Waldo Salt screenwriting).
Autore anche della sceneggiatura, Baumbach scava nella propria autobiografia e più va sul personale e recupera brandelli della sua vita interiore, più sembra evocare scenari noti che ognuno di noi, però, ha vissuto a suo modo. Due genitori che divorziano, due fratelli che fanno fatica ad accettare la separazione e si collocano su fronti opposti, due ragazzini alle prese con le difficoltà e i problemi dell’adolescenza, una donna che si reinventa e comincia a fiorire e un uomo di successo che inizia invece a vacillare. Il tutto calato in un contesto intellettuale borghese che non è mai piatto e incolore e in cui lo humour e il pathos si avvicendano e si mescolano.
Park Slope, Brooklyn, 1986. La prima sequenza si svolge su un campo da tennis che vede contrapposti Bernard Berkman (Jeff Daniels) e suo figlio sedicenne Walt (Jesse Eisenberg) e Joan Berkman (Laura Linney) e il dodicenne Frank (Owen Kline). “Io e mamma contro te e papà”, dice Frank, una frase e una corrispondente disposizione all’interno del quadro che racchiudono il senso e la struttura di una narrazione che a partire da ora si muoverà tra case diverse, tra alleanze diverse, tra modi diversi ma altrettanto traumatici di affrontare la perdita e sceglierà quale punto di vista privilegiato quello di Walt.
Walt che imita Bernard - professore universitario e scrittore snob, ampolloso e narcisista -, fingendo di aver letto libri e visto film che ha sentito nominare da lui e spacciandosi per l’autore di “Hey You” dei Pink Floyd solo per guadagnarsi la stima e l’amore di suo padre. Frank, al contrario, non perde occasione per adoperare un linguaggio osceno e volgare e per spalmare orgogliosamente il prodotto delle sue frequenti masturbazioni sugli armadietti di scuola. Frank che ama teneramente sua madre - scrittrice in via di affermazione - e ammira il giovane fidanzato di lei, un professore di tennis (Ivan/William Baldwin) disponibile e simpatico che è tutto fuorché cerebrale.
Girato in 16 millimetri per garantire alle immagini un aspetto più vissuto e incentrato su una grammatica filmica costruita sui primi piani, sul campo-controcampo e sulla centralità degli interni domestici, “Il calamaro e la balena” si sviluppa come un racconto d’apprendistato in cui i genitori si scoprono fallibili e imperfetti e i figli si danno da fare come meglio possono per diventare adulti.
Ed è nel corso di questo processo di formazione dell’identità che Walt deve distaccarsi da suo padre per trovare a fatica se stesso e ritrovare infine, finalmente, sua madre. Adesso che è “cresciuto”, la lotta tra il calamaro e la balena, avvinghiati per sempre in una delle sale del “Museum of Natural History” di New York, non fa più paura.
Titolo originale: “The Squid and the Whale”; Regia e Sceneggiatura: Noah Baumbach; Fotografia: Robert D. Yeoman; Montaggio: Tim Streeto; Scenografia: Jennifer Dehghan; Costumi: Amy Westcott; Produzione: American Empirical Pictures, Peter Newman/Interal Productions, Original Media, Seven Hill Pictures, ALP, Ambush Entertainment, Destination Films, Inter/AL. Inc., Squid and Whale Inc.; Distribuzione: Sony Pictures; Interpreti: Jeff Daniels, Laura Linney, Jesse Eisenberg, Owen Kline,William Baldwin, Anna Paquin; Origine: USA; Anno: 2005; durata: 81’.
da:
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[Modificato da vanni-merlin 11/06/2006 14.40]