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proRatzinger
Sunday, November 11, 2007 4:53 PM
Apro questa discussione con l'intento, forse troppo utopico, di raschiare la patina leggendaria, di pregiudizi e di menzogna, che è calata sull'Inquisizione dal post-illuminismo e continua tutt'oggi perchè ce la fanno studiare così, perchè il libri di testo ed i mass-media attaccano la Chiesa da sempre dietro un comportamento laicista ed oscurantista. Meno male che ho trovato il sito www.bluedragon.it, nella sezione Medioevo storico, nell'articolo "La Santa Inquisizione". Con questo sito concordo pienamente per quanto riguarda la Santa Inquisizione che fu di due tipi: quella spagnola, che era quella crudele, alle dipendenze dei sovrani spagnoli e non del papa; e quella medioevale, alle dipendenze del papa, dava perlopiù pene spirituali, quali pellegrinaggi e digiuni. Per imbavagliare la Chiesa le si rinfaccia l'Inquisizione che pur avendo sbagliato non è affatto della crudeltà che le è stata appiccicata nella modernità.
Bestion.
Monday, November 12, 2007 3:40 PM
Re:
proRatzinger, 11/11/2007 16.53:

Apro questa discussione con l'intento, forse troppo utopico, di raschiare la patina leggendaria, di pregiudizi e di menzogna, che è calata sull'Inquisizione dal post-illuminismo e continua tutt'oggi perchè ce la fanno studiare così, perchè il libri di testo ed i mass-media attaccano la Chiesa da sempre dietro un comportamento laicista ed oscurantista.

Meno male che ho trovato il sito www.bluedragon.it, nella sezione Medioevo storico, nell'articolo "La Santa Inquisizione". Con questo sito concordo pienamente per quanto riguarda la Santa Inquisizione che fu di due tipi: quella spagnola, che era quella crudele, alle dipendenze dei sovrani spagnoli e non del papa; e quella medioevale, alle dipendenze del papa, dava perlopiù pene spirituali, quali pellegrinaggi e digiuni. Per imbavagliare la Chiesa le si rinfaccia l'Inquisizione che pur avendo sbagliato non è affatto della crudeltà che le è stata appiccicata nella modernità.




Ottima proposta!


Tuttavia ho ripreso il link perché dal tuo non si entra





Sheed
Wednesday, November 21, 2007 2:09 AM
Re:
proRatzinger, 11/11/2007 16.53:

Apro questa discussione con l'intento, forse troppo utopico, di raschiare la patina leggendaria, di pregiudizi e di menzogna, che è calata sull'Inquisizione dal post-illuminismo e continua tutt'oggi perchè ce la fanno studiare così, perchè il libri di testo ed i mass-media attaccano la Chiesa da sempre dietro un comportamento laicista ed oscurantista. Meno male che ho trovato il sito www.bluedragon.it, nella sezione Medioevo storico, nell'articolo "La Santa Inquisizione". Con questo sito concordo pienamente per quanto riguarda la Santa Inquisizione che fu di due tipi: quella spagnola, che era quella crudele, alle dipendenze dei sovrani spagnoli e non del papa; e quella medioevale, alle dipendenze del papa, dava perlopiù pene spirituali, quali pellegrinaggi e digiuni. Per imbavagliare la Chiesa le si rinfaccia l'Inquisizione che pur avendo sbagliato non è affatto della crudeltà che le è stata appiccicata nella modernità.



menomale che tra tutti i siti falsi e oscurantisti hai trovato quello che ha la verità in tasca...
proRatzinger
Wednesday, November 21, 2007 6:13 PM
Di certo è uno tra quelli più equidistanti dalle posizioni sempre più mirate ad attaccare ed imbavagliare la Chiesa cattolica, come fanno i libri di storia, sempre più laicisti, che manipolano la storia come vogliono senza essere obiettivi e oggettivi. Bè, sì, Sheed, per dirla con te, per me questo vuol dire avere la verità in tasca, tutta la verità nella sua completezza, non parzialmente come i libri di storia e le leggende metropolitane anticlericali cercano di far credere oggi.
Bestion.
Thursday, November 22, 2007 8:54 PM
Re:
proRatzinger, 21/11/2007 18.13:

Di certo è uno tra quelli più equidistanti dalle posizioni sempre più mirate ad attaccare ed imbavagliare la Chiesa cattolica, come fanno i libri di storia, sempre più laicisti, che manipolano la storia come vogliono senza essere obiettivi e oggettivi. Bè, sì, Sheed, per dirla con te, per me questo vuol dire avere la verità in tasca, tutta la verità nella sua completezza, non parzialmente come i libri di storia e le leggende metropolitane anticlericali cercano di far credere oggi.










Leargalad
Friday, November 23, 2007 8:14 PM
Si,spesso si tende ad esagerare il numero delle vittime dei Roghi di streghe in europa ( non otto milioni ma quattrocento mila) ma è comunque un azione più che sbagliata l'inquisizione che va contro la libertà d'ogni uomo e ne viola i diritti fondamentali.
Sheed
Friday, November 23, 2007 8:50 PM
peraltro:

Parliamo ora dell’argomento più duro e imbarazzante, la “leggenda nera” dell’Inquisizione.
Al giorno d’oggi si considerano gli inquisitori come dei torturatori e poco vale la consapevolezza del fatto che la tortura apparteneva a pieno titolo alla prassi giuridica del diritto romano e che i tribunali laici continuarono ad impiegarla abitualmente fino al 1700.



ma bene...diamo l'esempio...
Bestion.
Saturday, November 24, 2007 12:15 PM
Aprite, quindi, anche voi atei i vostri armadi con gli oltre 100 milioni di morti che avete ben rinchiusi.
Ghergon
Saturday, November 24, 2007 12:25 PM
Le crudeltà della chiesa sono pura invenzione.
Perchè mai nessuno dice da dove vengono queste storiacce?
Perchè si corre a chiedere scusa e a calare le braghe prima di comprendere e di ricordare che la Chiesa è sotto attacco dai tempi di Lutero e che queste falsità diffuse ad arte da almeno cent'anni ne sono la conseguenza?

Perchè non ci si accorge e non si dice in giro che queste invenzioni arrivarono tutte da aree protestanti a fine ottocento inizi novecento per crescere a dismisura in ambiente letterario e cinematografico e per poi diventare arma definitiva di ricatto dei MEDIA nei confronti della Chiesa Cattolica?

Perchè si tace? Per non offendere chi ci vuole male?



Bestion.
Saturday, November 24, 2007 12:47 PM
Aprite, quindi, anche voi atei i vostri armadi con gli oltre 100 milioni di morti che avete ben rinchiusi.
Ghergon, 24/11/2007 12.25:

Le crudeltà della chiesa sono pura invenzione.
Perchè mai nessuno dice da dove vengono queste storiacce?
Perchè si corre a chiedere scusa e a calare le braghe prima di comprendere e di ricordare che la Chiesa è sotto attacco dai tempi di Lutero e che queste falsità diffuse ad arte da almeno cent'anni ne sono la conseguenza?

Perchè non ci si accorge e non si dice in giro che queste invenzioni arrivarono tutte da aree protestanti a fine ottocento inizi novecento per crescere a dismisura in ambiente letterario e cinematografico e per poi diventare arma definitiva di ricatto dei MEDIA nei confronti della Chiesa Cattolica?

Perchè si tace? Per non offendere chi ci vuole male?








Concordo perfettamente sugli attacchi violenti verso Santa Madre Chiesa Cattolica, specie da parte degli occulti poteri mediatici gestiti dal peggiore laicismo neoilluminista, materialista ed ateo – il buffone satana sferza molto bene i suoi colpi di coda in vista della sua sconfitta ed eterna dannazione.

Ad ogni modo, non va dimenticato il coraggioso j’accuse di GPII.




proRatzinger
Saturday, November 24, 2007 3:02 PM
Ma quali morti?! L'Inquisizione dipendente dal pontefice dava al massimo pene spirituali, ancora non si vuole capire. L'Inquisizione creatasi per riunire la Spagna sotto la corona, quella, per intenderci, di Tommaso de Torquemada, fu quella che inflisse a priori pene di morte!!!! Smettiamola di attaccare la Chiesa, aprite gli occhi, Sheed, aprili bene, e smettila di attaccare la Chiesa rinfacciando morti che la Chiesa sulla coscienza non ha!!! Invece di affermare cose insensate e infamanti verso la Chiesa e il Papa, dovresti ben riconoscere che ci furono due Inquisizioni, con due dipendenze, due modi di agire differenti, con colpe differenti,... NON FACCIAMO DI TUTTA L'ERBA UN FASCIO!!!! Troppa cultura laicista ed oscurantista affolla la tua mente,...
rosa22253
Sunday, November 25, 2007 12:06 AM
Nel sito tedesco dei domenicani si legge questa dichiarazione (che ho tradotto in italiano):

Dominicani e inquisizione

Nel maggio 2000 il capitolo provinciale quadriennale della provinca dominicana Teutonia ha emesso la seguente dichiarazione:

Durante l'inquisizione, dei dominicani tedeschi non vi erano solamente coinvolti, ma vi parteciparono attivamente e in modo significativo. Storicamente accertati sono la cooperazione all'inquisizione vescovile e all'inquisizione romana.


A prescindere dai motivi storici talvolta comprensibili della cooperazione, riconosciamo oggi le conseguenze devastanti di questo agire dei nostri confratelli. Lo consideriamo un capitolo buio e opprimente della nostra storia.

Questo vale allo stesso modo per il coinvolgimento accertato del dominicano tedesco Heinrich Institoris alla persecuzione delle streghe. Con il suo libro "Malleus Maleficarum" (Il martello delle streghe) ha contribuito alla prassi disprezzante della vita umana quale è la persecuzione delle streghe, la sosteneva e la promulgava.

La tortura, la mutilazione e l'uccisione ha portato infinito dolore a innumerevoli persone; dei dominicani tedeschi, insieme ad altri, ne hanno creato i presupposti. Non possiamo tornare indietro e cambiare il destino di queste persone che sono stati dimenticati e rimasti senza nome. Una riabilitazione non è possibile. Ci rimane l'obbligo di ricordare.

Sappiamo che lo spirito dell'inquisizione e della persecuzione delle streghe - la discriminazione, l'esclusione e l'eliminazione di chi ha concetti differenti - è ancora vivo in modo latente e aperto nella Chiesa e nella società, tra cristiani e non-cristiani. E' il dovere di noi dominicani combattere questa inclinazione, è il nostro tributo alle vittime dell'inquisizione e della persecuzione delle streghe
impegnarci perché vengano globalmente rispettati i diritti di tutti gli uomini.

Il capitolo provinciale esorta tutti i fratelli della provincia di fare tema della nostra partecipazione all'inquisizione e alla persecuzione delle streghe nelle prediche e nelle annunciazioni.

----------------------------------------------

Per quale ragione i dominicani avrebbero fatto amenda se questi loro confratelli fossero stati degli agnellini innocenti e l'inquisizione con torture, mutilazioni e uccisioni da parte degli uomini della Chiesa solo leggende nere? Per quale ragione Papa GPII avrebbe fatto il "mea culpa" per la Chiesa se questi crimini non fossero stati commessi? Solo per fare il piacere a chi promulga questa "infamia"?

Difendere la Chiesa non vuol dire chiudere gli occhi davanti alle atrocità e gli errori comessi da vari suoi membri. Amare la Chiesa non vuol dire negare i suoi lati oscuri e lo sporco che vi si è accumulato, ma far entrare la luce e fare pulizia. E poi bisogna impegnarsi perché certe cose non possano più accadere, ne dentro ne fuori dalla Chiesa.

Riporto un breve testo da Wikipedia (che cito perché più facile con il copia-incolla):

La bolla Ad extirpanda, emessa il 15 maggio 1252 ad opera di papa Innocenzo IV, diede per la prima volta all'inquisitore la possibilità di avvalersi di un vero e proprio corpo di polizia e con la sua promulgazione lasciò all'inquisitore libera competenza e territorialità, nonché la scelta degli strumenti a disposizione per estorcere la confessione eretica, fra cui la tortura.
proRatzinger
Sunday, November 25, 2007 9:43 AM
Non chiudo gli occhi di fronte alle atrocità, ma la tortura nell'Inquisizione medievale era usata pochissime volte, per quanto dica Wikipedia. Hanno fatto pubblica ammenda perchè andava fatta, in quanto l'Inquisizione non è mai stata un agnellino ma arrivare a dire che ha ucciso migliaia di persone, quella dipendente dal papa, per imbavagliare la Chiesa è troppo. Certo il mea culpa è stato fatto anche per la tortura, cosa che non nego. Andava fatto anche per quelle persone, infinatamente distanti dal numero detto da alcuni, poche, che però sono comunque persone. Anche sull'utilizzo della tortura sono d'accordo con te rosa. Ma non dobbiamo confondere queste due Inquisizioni, che continuamente vengono mischiate, e rinfacciate alla Chiesa: questo NON E' GIUSTO!!!
Leargalad
Sunday, November 25, 2007 8:02 PM
il rapporto fra cultura laica e cultura cattolica ha fatto notevoli passi in avanti e commissioni miste di laici e cattolici si sono confrontate in anni recenti su questioni delicatissime (come il caso Galilei) tentando di superare ogni pregiudiziale ideologica.

Eppure ancora oggi non è infrequente sentire affermazioni non propriamente precise sotto il profilo storico come, ad es., che Giordano Bruno non sia stato condannato a morte dall'Inquisizione, in quanto sotto il profilo strettamente giuridico i tribunali dell'Inquisizione non avrebbero mai avuto il potere di eseguire condanne. Ma se è vero che l'Inquisizione non aveva il potere di eseguire una condanna a morte, è altrettanto vero che poteva pronunciare la relativa condanna e se un Tribunale ecclesiastico riconosceva l'eresia dell'imputato e lo consegnava al «braccio secolare» - anche se costui avesse abiurato (anzi, in tal caso avrebbe egli stesso riconosciuto il suo «errore») - il malcapitato era sicuro di andare incontro alla morte, stante il fatto che l'eresia era ad un tempo un peccato ed un reato.

L'Inquisizione fu perciò certamente responsabile della morte di migliaia di persone nel corso dei secoli e ancora oggi è sinonimo di strumento di coercizione del pensiero in tutte le sue forme proprio perché le vittime dei suoi tribunali avevano l'unica colpa di essere dei diversi.

Eppure, vi è chi sostiene [citazione necessaria] che durante i secoli della sua attività si sia affermato un principio fondamentale per la nostra civiltà giuridica, quello per cui la giustizia non deve servire ad esercitare la vendetta dello Stato contro il crimine, ma deve tendere al recupero del reo (magari utilizzando pene alternative al carcere): il nesso consisterebbe nel fatto che lo spirito dell'Inquisizione all'origine non era punitivo, ma tendeva ad ottenere la conversione.

Anche qualora si volesse accogliere questa tesi, resta fuori dubbio che - per altro verso - ci sono voluti secoli (e forse non ne siamo ancora del tutto fuori) per rimuovere la filosofia di fondo che presiedeva al giudizio inquisitorio: la pretesa di giudicare l'opinione, l'idea, la credenza di un uomo (l'inquisitore metteva sotto processo l'anima dell'inquisito).

Prof. Alexander Heindenbuff Presidente consulta storica europea.

Sheed
Sunday, November 25, 2007 8:25 PM
Re:
Leargalad, 25/11/2007 20.02:

il nesso consisterebbe nel fatto che lo spirito dell'Inquisizione all'origine non era punitivo, ma tendeva ad ottenere la conversione.


della serie non ti punisco, basta che tu faccia ciò che ti dico.
santoddio, che diamine cambia?
è a monte il problema..ed è lo stesso anche oggi.cambiano i mezzi e i modi..
elyna.luna
Monday, November 26, 2007 2:18 PM
beh c'è da dire che se in alcuni casi la chiesa non ebbe colpa sulle torture in altre c'era del tutto dentro..
ci sono libri scritti da personaggi di fede che dicono che era giusto punire i pagani per ciò che commettevano..
Papi che hanno chiuso gli occhi solo perchè le persone praticavano culti nati con la nascita dell'uomo.. che controsenso!
proRatzinger
Monday, November 26, 2007 6:43 PM
Un pò di storia, da Acquaviva 2000, Francesco Pappalardo, "Una voce grida" n°9 marzo 1999
l. Le origini

Opinione comune è che il tribunale dell'Inquisizione sia stato lo strumento ordinario utilizzato dalla Chiesa Cattolica per combattere l'eresia. In realtà, garantire l'ortodossia è compito anzitutto dell'episcopato, cui spetta non solo insegnare le verità della fede, ma anche difenderle contro quanti le insidiano; inoltre, soltanto entro certi limiti è corretto parlare di un tribunale inquisitoriale. Infine, occorre specificare che lo stesso nome spetta sia all'istituzione sorta nel secolo XIII, la cosiddetta Inquisizione medioevale, sia all'Inquisizione spagnola, creata da Papa Sisto IV (1471-1484), nel 1478, su sollecitazione della regina Isabella di Castiglia (1451-1504) e di re Ferdinando d'Aragona (1452-1516), sia alla Congregazione della sacra romana e universale Inquisizione, istituita da Papa Paolo III (1534-1549) nel 1542.

L'Inquisizione nasce verso la fine del Medioevo propriamente detto come risposta della Chiesa agli eccessi di movimenti ereticali, che non si limitavano a propugnare deviazioni di contenuto esclusivamente teologico - contrastati fino ad allora sul piano dottrinale e solo con mezzi spirituali -, ma insidiavano mortalmente la società civile. La ferma riprovazione dei civili contro le vessazioni degli eretici costringe le autorità ecclesiastiche a intervenire, anzitutto per controllare e per frenare una reazione nata dal popolo e gestita, non sempre con il necessario discernimento, dai tribunali laici, che si illudevano di risolvere il problema inviando con disinvoltura gli eretici al rogo.

Oggi è difficile immaginare il profondo malessere suscitato nella Cristianità dalla diffusione del catarismo, che, sotto il fascino esercitato dall'apparente austerità dì vita dei suoi proseliti, nascondeva un'ideologia sovversiva. Il pericolo era rappresentato soprattutto dalla condanna del mondo materiale, che implicava il divieto assoluto di procreare e, come culmine della perfezione, il suicidio rituale, e dal rifiuto di prestare giuramento, che comportava il dissolvimento del legame feudale, uno dei capisaldi della società medievale. Dunque, considerata l'omogeneità religiosa della società del tempo, l'eresia costituiva un attentato non solo all'ortodossia ma anche all'ordine sociale e politico. Lo storico protestante Henry Charles Lea (18251909), pur poco benevolo nei confronti dell'Inquisizione, scrive che, in quei tempi:

"[ ... ] la causa dell'ortodossia non era altro che la causa della civiltà e del progresso".

L'autorità temporale e quella spirituale, dopo aver agito a lungo separatamente - la prima con i suoi tribunali, l'impiccagione e il rogo, la seconda con la scomunica e le censure ecclesiastiche - finiscono per unire i loro sforzi in un'azione comune contro l'eresia. L'Inquisizione medioevale, dunque, è definita dallo storico francese Jean-Baptiste Guiraud (1866-1953), come:

"[ ... ] un sistema di misure repressive, le une di ordine spirituale, le altre di ordine temporale, emanate simultaneamente dall'autorità ecclesiastica e dal potere civile per la difesa dell'ortodossia religiosa e dell'ordine sociale, ugualmente minacciati delle dottrine teologiche e sociali dell'eresia".

Le tappe attraverso cui prende corpo il nuovo organismo sono la costituzione Ad abolendam di Papa Lucio III (1181-1185), del 1184, che obbliga tutti i vescovi a visitare due volte l'anno le loro diocesi alla ricerca, inquisitio, degli eretici; l'istituzione della cosiddetta Inquisizione "legatina" da parte di Papa Innocenzo III (1198-1216), che invia i monaci dell'ordine cistercense a predicare nei paesi più colpiti e a disputare pubblicamente con gli eretici, la costituzione Excommunicamus di Papa Gregorio IX (1227-1247), del 1231, con cui sono nominati i primi inquisitori permanenti, scelti in preferenza fra i domenicani e i francescani.

La qualità costitutiva del nuovo organismo non era nella natura del delitto o in quella della pena e neppure nella procedura, ma nella figura del giudice delegato in materia ecclesiastica criminale. Non si provvede, pertanto, all'istituzione di un tribunale speciale per una determinata categoria di reati o di rei - in questo senso, per tutto il Medioevo, un tribunale dell'Inquisizione non è mai esistito -, ma alla nomina di un giudice straordinario, la cui competenza si affianca a quella del giudice ordinario, il vescovo. Va ricordato, infine, che gli inquisitori erano competenti a giudicare solo i battezzati e che, dunque, gli ebrei e i musulmani non ricadevano sotto la loro giurisdizione.

2. La procedura

L'Inquisizione, grazie alla prescrizione, sempre rispettata, di mettere per iscritto le fasi della procedura, le deposizioni e le testimonianze, è una delle prime istituzioni del passato su cui è disponibile una quantità di dati tale da rendere impossibile ogni travisamento storico, sia relativamente all'organizzazione sia alla prassi adottata. Infatti, gli studiosi che negli ultimi anni hanno cominciato a esplorare l'imponente documentazione archivistica, si sono trovati, con stupore, al cospetto di tribunali dotati di regole eque e di procedure non arbitrarie, di corti giudiziarie pronte a sconsigliare l'uso della tortura o a scoraggiare denunce infondate e delazioni, di organismi molto più miti e indulgenti dei tribunali civili del tempo. Inoltre, sebbene certa propaganda insista sul carattere ideologico e totalitario dell'Inquisizione, è sempre più evidente l'abisso esistente fra i metodi propri di questa istituzione e i sistemi di controllo delle persone e di manipolazione delle coscienze messi in atto negli Stati moderni.

E' falsa è l'immagine dell'inquisitore feroce e ignorante: gli inquisitori erano, in genere, persone dotte, oneste e di costumi irreprensibili, poco inclini a decidere in fretta e arbitrariamente la sorte dell'imputato, volti invece ad accordare il perdono al reo e a farlo rientrare in seno alla Chiesa. L'Inquisizione del secolo XIV inventa la giuria, consilium che consente all'imputato di essere giudicato da un collegio numeroso, e altri istituti in favore del condannato, come la semilibertà, la licenza per buona condotta e gli sconti di pena. Falsa è anche l'affermazione secondo cui si faceva un uso generalizzato e indiscriminato della tortura, cui gli inquisitori del secolo XIV, a differenza dei giudici civili, ricorrevano raramente e nel rispetto di regole molto severe. L'immaginario secondo cui i tribunali inquisitoriali erano teatro di raffinatissime scene di crudeltà, di modi ingegnosi di infliggere l'agonia e di un'insistenza criminale nell'estorcere le confessioni, è l'esito della propaganda degli scrittori a sensazione, che hanno sfruttato la credulità di molti. Falsa, infine, è l'immagine dell'Inquisizione come tribunale sanguinario. Infatti, lo spoglio statistico delle sentenze, da cui si ricava la bassa percentuale delle condanne, soprattutto di quelle alla pena capitale, ha ormai dimostrato l'infondatezza di questa tesi. L'Inquisizione perseguiva lo scopo di correggere e di riavvicinare l'eretico alla fede; a questo scopo gli inquisitori imponevano penitenze di ordine spirituale, che davano al reo la possibilità di emendarsi, attenuavano le pene più gravi quando ravvisavano in lui indizi di ravvedimento e abbandonavano al braccio secolare, cioè alla morte, i recidivi che, essendo tornati ai loro errori, facevano perdere ogni fiducia nella loro conversione e nella loro sincerità. La pena capitale non trovava esecuzione rigorosa presso l'Inquisizione e la sentenza era spesso modificata, in netto contrasto con l'immancabile esecuzione del colpevole da parte dei tribunali secolari e con la crudeltà degli organismi inquisitoriali nei paesi protestanti. Dall'esame degli archivi risulta, per esempio, che nella seconda metà del secolo XIII gli inquisitori di Tolosa pronunciarono condanne a morte nella misura dell'1% delle sentenze emesse. Inoltre, gli studiosi hanno completato lo spoglio dei processi inquisitoriali di Bernard Gui (?-1331) - il domenicano calunniato nel romanzo Il nome della rosa, di Umberto Eco, del 1980, e nel film omonimo del regista Jean Jacques Annaud, del 1986 - constatando che su novecentotrenta imputati solo quarantadue furono rimessi al braccio secolare, mentre centotrentanove vennero assolti e gli altri condannati a pene minori, spesso di straordinaria mitezza.

Raggiunti i suoi scopi con la distruzione dell'eresia, l'Inquisizione medievale declina ovunque lentamente e, sottoposta sempre più al controllo del potere secolare, scompare da sola, in epoche diverse. La svolta più significativa è compiuta dalla monarchia francese, che sottrae gradualmente agli inquisitori la competenza in materia d'eresia e l'affida ai tribunali reali e al parlamento; durante il grande scisma d'Occidente, anche la facoltà teologica dell'università di Parigi rivendica l'esame e il giudizio sui delitti di eresia. Così, l'Inquisizione in Francia diventa una sigla di cui si appropria il potere politico e su cui la Chiesa non ha più potestà. I tribunali che processano i templari nel 1307 e santa Giovanna d'Arco (1412-1431) non rappresentano più la vera Inquisizione, ma sono espressione del potere "laico".

3. L'Inquisizione romana

Nel secolo XVI, di fronte al pericolo rappresentato dalle nuove eresie di Martin Lutero (1483-1546) e di Giovanni Calvino (1509-1564), che devastavano le più fiorenti comunità cristiane d'Europa, la Chiesa Cattolica deve intervenire ancora una volta con energia, dopo aver sperimentato invano un atteggiamento conciliante. Il 21 luglio 1542, con la bolla Licet ab initio, Papa Paolo III (1534-1549) riorganizza il sistema inquisitoriale medioevale e istituisce la Congregazione della sacra romana e universale Inquisizione o Sant'Uffizio. In sostanza, l'autorità dell'Inquisizione romana è limitata agli Stati della penisola italiana, dove ha costituito un bastione invalicabile contro ogni deviazione dottrinale e ha difeso il patrimonio spirituale del popolo italiano, contribuendo alla vittoria della Contro-Riforma sull'Umanesimo, sul Rinascimento e sulla Pseudo-Riforma protestante.

La storia di questa istituzione non è stata ancora studiata in modo adeguato. Infatti, il carattere anticattolico dell'unificazione dell'Italia ha ridato fiato alla polemica illuminista e alla propaganda protestante, che dipingevano questo organismo come simbolo dell'oscurantismo, conferendo un carattere ideologico alla ricostruzione storica. Uno studio rigoroso delle fonti documentarie avrebbe contribuito non poco a sfatare i luoghi comuni sull'Inquisizione romana. Lo storico Luigi Firpo, esponente di rilievo della cultura laicista, uno dei pochi studiosi che ha avuto accesso anche ai documenti riservati del Sant'Uffizio, intervistato dallo scrittore Vittorio Messori, si è espresso così:

"Sono sicuro che l'apertura di quell'archivio, sinora assai limitata anche per esigenze organizzative, gioverebbe molto all'immagine della Chiesa [ ... ]. Aprendo a tutti gli studiosi quelle carte, cadrebbero altri pezzi dell'abusiva leggenda nera che circonda l'Inquisizione".

Riorganizzata da Papa san Pio X (1903-1914) con la costituzione Sapienti consilio, del 29 giugno 1908, la vecchia Inquisizione è stata riformata da Papa Paolo VI (1963-1978) con il motu proprio Integrae servandae, del 7 dicembre 1965, che ne ha anche mutato il nome in Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede. La riforma ha modificato le procedure del Sant'Ufficio, ma ne ha confermato il compito primario:

"tutelare la dottrina riguardante la fede e i costumi di tutto il mondo cattolico" (n. 29), soprattutto mediante la promozione della sana dottrina.


Note

Per approfondire: vedi un'introduzione, in Leo Moulin (1906-1996), L'Inquisizione sotto inquisizione, trad. it., a cura dell'Assoc i azione Culturale ICARO, Cagliari 1992; i risultati della rinnovata ricerca storica - poco noti al di fuori della cerchia degli addetti ai lavori -, in Brian van Hove S.J., Oltre il mito dell'Inquisizione, in La Civiltà Cattolica, anno 143, n. 3419, 5-12-1992, pp. 458-467; e n. 3420, 19-12-1992, pp. 578-588; vedi pure la voce Inquisition, scritta da Jean-Baptiste Guiraud per il Dictionnaire apologétique de la foi catholique, edito fra il 1911 e il 1913, trad. it. con il titolo Elogio della Inquisizione, Leonardo, Milano 1994, a cura di Rino Cammilleri, con un invito alla lettura di Vittorio Messori e con preziose Integrazioni bibliogrqflche, redatte da Marco Invernizzi e da Oscar Sanguinetti, rassegna ragionata e aggiornata delle correnti storiografiche sul tema; e una sintesi nel mio Lo "scandalo dell'Inquisizione". Tra realtà storica e leggenda storiograjica, AA. VV., Processi alla Chiesa. Mistificazione e apologia, a cura di Franco Cardini, 3a ed., Piemme, Casale Monferrato (Alessandria) 1995, pp. 353-371.


Approfondite, approfondite,...
Sheed
Monday, November 26, 2007 6:58 PM
e, dato che a lorsignori piace citare a caso la bibbia quando fa comodo...

Levitico 24,17
Chi farà qualche lesione al suo prossimo, sia trattato con egual misura, piaga per piaga, occhio per occhio, dente per dente.

com'è che era? porgi l'altra guancia? bene ma non benissimo...
Sheed
Monday, November 26, 2007 6:58 PM
e, dato che a lorsignori piace citare a caso la bibbia quando fa comodo...

Levitico 24,17
Chi farà qualche lesione al suo prossimo, sia trattato con egual misura, piaga per piaga, occhio per occhio, dente per dente.

com'è che era? porgi l'altra guancia? bene ma non benissimo...
rosa22253
Monday, November 26, 2007 10:20 PM
Re:
Sheed, 26.11.2007 18:58:

e, dato che a lorsignori piace citare a caso la bibbia quando fa comodo...

Levitico 24,17
Chi farà qualche lesione al suo prossimo, sia trattato con egual misura, piaga per piaga, occhio per occhio, dente per dente.

com'è che era? porgi l'altra guancia? bene ma non benissimo...



Fai confusione con il vechio e il nuovo testamento. Forse, prima di dire qualcosa, dovresti leggere un po' la bibbia per avere una base. Stai citando a casaccio, mi pare. Poi c'è ancora differenza tra le religioni cristiane.
Non si può giudicare ciò che si conosce solo per sentito dire.


rosa22253
Monday, November 26, 2007 10:27 PM
di Mons. Pier Giacomo Grampa
vescovo di Lugano

Tre patologie
Vorrei illustrare, brevemente, tre patologie, cioè malattie, tra le più rischiose e dannose per il Cristianesimo, di cui parlava in una sua intervista di qualche anno fa il priore di Bose, Enzo Bianchi.

La prima patologia è quella della cristianità, così come si è andata configurando da Costantino in poi, quando la fede cristiana è divenuta religione di Stato e lo spazio cristiano è venuto a coincidere con lo spazio dell’impero romano. Questa deviazione ha impedito al cristianesimo di essere ciò che sarebbe dovuto essere, ossia la via dei poveri, dei credenti, di quelli che il Signore chiamava alla fede. E invece è diventata una cultura, una civiltà. Il regime di cristianità è giunto al termine nel secolo appena trascorso, anche se qua e là ancora resiste, ed è stato una vera piaga per la vita cristiana autentica.

La seconda patologia è iniziata quando i cristiani si sono forgiati un nemico. Dopo i primi tre secoli in cui erano stati loro, i cristiani, a essere perseguitati, con l’insorgere della cristianità hanno cominciato a cercare il nemico fuori di sé: l’ebreo, innanzitutto, per cui l’antigiudaismo cristiano ha avuto la sua epifania nel IV secolo e poi è continuato fino alle più recenti persecuzioni; quindi è toccato all’eretico; e appena è entrato nel loro orizzonte il saraceno, l’arabo, il musulmano, allora il grande nemico è diventato l’Islam, fino alla battaglia di Lepanto, quindi per quasi un millennio. Il cristianesimo si è abituato a“vivere col nemico”; e se uno per tanti secoli vive e si misura con il nemico, quando questo viene meno, deve darsi degli altri elementi per misurare la propria saldezza. Oggi, noi siamo proprio in questa situazione; l’ultimo dei grandi nemici del cristianesimo, il comunismo, è venuto meno, ma la tentazione di molti cristiani è di ricrearsene subito un altro, ed è quello che succede qua e là con l’Islam. C’è da domandarsi se la lettura del priore di Bose non sia unilaterale e quindi ingiusta, come se non ci fossero responsabilità precise da parte dei nemici del Cristianesimo.

La terza di queste patologie è quella di aver servito la verità anche facendo ricorso alla violenza. La volontà di far primeggiare la verità cristiana ha portato fino all’uso della violenza. Penso alle persecuzioni, alle torture, all’inquisizione, ma anche - all’interno della chiesa stessa - al fatto di non aver tenuto conto degli elementi essenziali che fanno di un uomo una persona che vive in libertà e dignità la sua vicenda umana. C’è stato, in nome della verità, il misconoscimento di una serie di elementi che hanno pesato sul popolo di Dio, sui poveri credenti della grande Chiesa.

Queste tre deviazioni oggi le conosciamo bene anche se, essendo venuta meno la cristianità, fanno più fatica a imporsi, ma restano tuttora delle grandi tentazioni.

In realtà l’unica vera minaccia alla fede è l’idolatria, che è sempre il vero pericolo e la più diffusa deviazione per i credenti. Si parla di idolatria quando un credente aliena se stesso in nome di un idolo che si è costruito: il denaro, il potere, il successo, l’ideologia, il partito, perché gli idoli sono sempre gli stessi, di epoca in epoca, di cultura in cultura. E occorre riconoscere che ogni idolatria è prima di tutto un peccato contro l’uomo, perché è sempre una forma di alienazione e tocca tutti gli uomini, sia religiosi che non religiosi, nelle culture più diverse. Per questo tutti, credenti e non credenti, devono combattere contro ogni idolatria.
Leargalad
Thursday, November 29, 2007 12:50 PM
il negazionismo è una brutta bestia.
Bestion.
Thursday, November 29, 2007 6:02 PM
concordo
elyna.luna
Saturday, December 01, 2007 6:21 PM
eh sono d'accordo pure io.
proRatzinger
Sunday, December 02, 2007 10:00 AM
Qui non si nega niente, si ridimensiona e chiarisce ma soprattutto si sfata.
elyna.luna
Sunday, December 02, 2007 11:54 AM
Re:
proRatzinger, 02/12/2007 10.00:

Qui non si nega niente, si ridimensiona e chiarisce ma soprattutto si sfata.




si sfatano cose provate storicamente..
proRatzinger
Sunday, December 02, 2007 12:41 PM
Certo: si sfata l'esagerazione nel numero di vittime dell'Inquisizione medioevale (non spagnola) che vengono propagandate da libri di storia che attaccano la Chiesa. Elyna.luna rifugiati nel tuo mondo storico laicista!!!
elyna.luna
Sunday, December 02, 2007 12:45 PM
Re:
proRatzinger, 02/12/2007 12.41:

Certo: si sfata l'esagerazione nel numero di vittime dell'Inquisizione medioevale (non spagnola) che vengono propagandate da libri di storia che attaccano la Chiesa. Elyna.luna rifugiati nel tuo mondo storico laicista!!!




rimango dell'idea che per essere cristiani siete poco pazienti...

ci sono prove scritte.. e oltretutto anche scritti storici accettati dalla chiesa..

cmq rimane il fatto che come tutti i cristiani volete trovare delle scusanti.. quando invece sarebbe più facile ammettere come ha fatto woityla..

cmq che ne sai che io voglia rifugiarmi nel mio mondo laico.. magari a me il mondo laico non va bene.. magari io credo in qualcosa..
Bestion.
Sunday, December 02, 2007 3:23 PM
Re:
proRatzinger, 02/12/2007 12.41:

Certo: si sfata l'esagerazione nel numero di vittime dell'Inquisizione medioevale (non spagnola) che vengono propagandate da libri di storia che attaccano la Chiesa.



Quoto e aggiungo:

I signori laicisti di provenienza illuminista atea, dovrebbero avere un po’ di più coraggio ad aprire i loro ben serrati armadi e fare almeno un decimo, rispetto al famoso j’accuse di GPII, di mea culpa sui più di 100 milioni di morti assassinati – in un solo trentennio - col mezzo delle loro nefaste ideologie atee marxiste eccetera.
Ciò, a rispetto della Storia, anziché puntare il dito soltanto su Santa romana Chiesa Cattolica, di cui i signori aristocratici degli Stati sovrani hanno approfittato per depredare e conquistare in terra straniera con la scusa delle crociate e dell’evangelizzazione missionaria nelle Americhe con gli abusi dei conquistadores spagnoli eccetera.








elyna.luna
Sunday, December 02, 2007 4:03 PM
io credo che nessuno metta in dubbio che anche atei e altri abbiano provocato morti... tutti hanno provocato morti.. non se ne salva nessuno... ne papi.. ne credenti.. ne politici.. ne uomini atei.. nessuno...
L'ipocrisia sta nel fatto però.. che molti personaggi.. non sto parlando solo dell'inquisizione in questo momento.. ma molti personaggio che hanno ucciso.. si siano definiti cattolici o cristiani... ma non c'era un comandamento che diceva : NON UCCIDERE?
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