da parte di Alberto Ricci
Con questa lettera volevo ringraziarvi tutti ma proprio tutti per quello che avete fatto per me, per come vi siete presi cura di me, per non avermi mai fatto sentire da solo.
Grazie a tutti quelli che hanno scritto sul forum, a tutti quelli che mi hanno telefonato, a tutti quelli che mi sono venuti a trovare all'ospedale, a quelli che so avrebbero voluto venire ma non ce l'hanno fatta e a quelli che sono venuti ma sono stati rimbalzati dalla caposala (vedi Pennellone!).
Mettere il nome di tutti sarebbe lungo ed un po’ stucchevole.Un ringraziamento pubblico particolare però lo devo comunque fare al grande Stefano Cicinelli che tanto si è per me prodigato, a Bombyno
che mi ha recuperato “la macchina infernale” a buon prezzo, a Walter ed a Francesco. Ultimo ma non ultimo al Dott Valentini. Sicuramente il suo interessamento ha fatto si che chi mi ha riassemblato lo abbia fatto con un occhio di riguardo in più.
Io ho avuto la fortuna di vestire i colori gialloneri dei Giaguari di Torino per tanti anni. Ai più giovani questo nome non dice niente ma chi è un po’ più vecchietto sa chi e cosa sono i Giaguari. Quando mi sono trasferito a Roma, lassù ho lasciato una “famiglia” e tutta una serie di vere amicizie di profonde emozioni e ricordi indelebili che credevo di non poter più ritrovare. Invece in questa vostra, nostra squadra dei Grizzlies molte di quelle cose le ho ritrovate e riprovate e anche se dovrò starle lontano per un po’ so che anche qui ho una mia piccola “famiglia” romana. Quando si gioca a football per davvero, si entra a far parte di una elite da cui non si può più uscire, quando si è giocatori di football per davvero lo si resta sempre per tutta la vita, non è una moda, è un modo di essere, è uno scintillio negli occhi. Questo me lo disse una sera a cena Roberto Cecchi un mio grande compagno di squadra prima e grande maestro sul campo come allenatore poi. In molti di voi ho ritrovato questo scintillio.
Grazie di tutto questo.
Il “Torinese”
Ps: Anche se chi la ha commessa continua a negare, è evidente come si evince dai filmati che io all’ospedale ci sono finito per una entrataccia stupida e fallosa delle cui gravi conseguenze probabilmente neanche il giocatore dei Felix si è reso conto al momento. Spero che questo gli serva di lezione e che non rovini più le gambe a nessun altro. Io, per ovvi motivi di stazza ridotta, ho placcato basso o “sgabellato” molte volte ma in tanti anni non ho mai fatto male a nessuno. Sarà stata fortuna, o forse tecnica e cavalleria? Quando si scende in campo di là c’è un Avversario, NON un Nemico e questo fa la sua bella differenza. Nelle prossime partite andate in campo sereni e divertitevi, portatemi con voi nel casco, ma non cercate di vendicare il torto che ho subito. Ormai è fatta, niente mi darà un ginocchio nuovo. Si vince con i punti segnati sul tabellone e basta. Non c’è nessun onore nel fare male all’avversario e nel mandarlo all’ospedale. Il football è uno sport per persone intelligenti e di carattere. Chi vuol fare a pugni o ama le risse da strada scelga un'altra via. Buon campionato! E forza Grizzlies!