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marco---
Friday, September 28, 2007 11:23 AM
Le banche orienteranno i propri finanziamenti verso l'edilizia commerciale (meno rischiosa) prendendo le distanze da quella residenziale...
Fonte: Italia Oggi - 28/09/2007 - di Julia Giavi Langosco

Immobili, le banche cambiano rotta

Lontano dalle famiglie indebitate e dalle sabbie mobili dei bond strutturati legati all'edilizia residenziale.
I banchieri scappano verso gli orizzonti meno nebulosi del real estate, quelli a destinazione produttiva, centri commerciali, logistica, uffici.
Sui quali si possono magari anche costruire cartolarizzazioni di mutui, ma con livelli di rischio e prospettive di default molto minori rispetto ai mutui-casa finora prevalenti...


Se queste sono le linee guida per il futuro penso che assisteremo ad un vero e proprio crollo dell'edilizia residenziale.
Così come il denaro a pioggia (muti facili) ha rapidamente gonfiato la bolla inflazionando il mercato immobiliare residenziale ora le banche, sottraendo rapidamente finanziamenti da un settore in crisi conclamata, ne provocheranno una rapida contrazione.

Marco

(sylvestro)
Wednesday, March 09, 2011 7:18 PM
Unicredit: nel 2011 aumenteremo finanziamenti immobiliari

09/03/2011

- “Nel 2011 Unicredit aumenterà il finanziamento al settore immobiliare del 10-20%”.

Lo ha dichiarato Vittorio Ogliengo, Head of financing and advisory del gruppo Unicredit intervenendo al Mipim, il salone dell'immobiliare in corso a Cannes fino a venerdì, ripreso da Radiocor.

“Nei primi nove mesi del 2010 - ha aggiunto - abbiamo concesso nuovi finanziamenti per 5 miliardi di euro e, visto il buon andamento dell'ultima parte dell'anno, il consuntivo dell'anno si attesta fra i 6 e i 7 miliardi”.

La quota maggiore è andata ai mercati di Germania (2,7 miliardi) e Austria (2 miliardi) mentre l'Italia si e' fermata sotto il miliardo di euro.

[Ma quanto sotto? n.d.S.]

In Italia - ha spiegato Ogliengo - la situazione del real estate registra un calo o, comunque, una crescita meno forte che in altri Paesi”.

Un problema che continuerà anche nel 2011 quando Unicredit pensa di mantenere una politica di finanziamento cauta, “non dico una riduzione, ma comunque una crescita a 'single digit' rispetto al 2010”.
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