Re:
kirinu_94, 22/04/2012 18.56:
Non so se ridere o piangere, ditemi un po' voi...
Io non riderei, né piangerei!
Non sarebbe più
costruttivo analizzare la sua posizione e vedere se regge (e se sì,
perché regge) o se non regge affatto (e vedere
perché non regge)?
Anche Giandujotta.50 dice:
"
eheh! tutti insieme appassionatamente!
ah!così "la bibbia non è la parola di Dio ma contiene la parola di Dio" "
Perché non chiedersi cosa abbia portato Mancuso a fare questa riflessione?
Quando frequentavo le adunanze, spesso e volentieri, si sentivano commenti del tipo: "Le persone dovrebbero analizzare le nostre credenze senza pregiudizi di ogni sorta". Perché non fare la stessa cosa?
Ora voi mi direte: "Ma questo argomento è stato ampiamente trattato sul forum!"? Vero, verissimo. Se non altro, è altresì vero che commenti del genere non delineano che una certa "chiusura" (senza offesa, ovviamente), perché sembrano un modo facile e semplice di scartare le cose! Un po' come quei "detrattori" che col dente avvenelato, dicono leggendo un vostro articolo: "Non so se ridere o piangere!"
Perché non prendono
seriamente in considerazione quel che dite, e spiegano le ragioni che li spingono a non condividere certe cose? Sarebbe sicuramente più
costruttivo.
Commento in modo impersonale , cioè senza rivolgermi a nessuno di specifico, anche se ho preso spunto dal commento su riportato
E lo stesso discorso che fa un certo tipo di scienziato, cioè dare un volto nuovo alla natura, generato creato dalla sua intelligenza sconfinata infallibile e incorruttibile.
E lo stesso discorso che voleva fare l'angelo ribelle, cioè dare alla natura divina altre regole, magari di tipo trinitario con ciò volendo intendere un modo di relazionarsi con il proprio sè e quindi il proprio prossimo, al di là del valore della caratterizzazione della personalità ritenendo essenzialmente più importante e sacro e quindi esaltato su tutto e tutti come Dio , l'aspetto oggettivo fine a se stesso della vita dell'io, e che pertanto di conseguenza, la specificità dell'io unico e distinto da tutti ( come lo può essere l'impronta del nostro pollice) sarebbe solo una immagine mentale presa a prestito, e finalizzata ai sensi materiali o immateriali.
viceversa la sacralità dell'io professata dalla morale divina la si osserva attraverso l'impronta che Dio ha voluto dare di sè a sua immagine nella coppia umana come espressione del Suo Io e relativa sua unicità e sacralità; e che per tal motivo Egli contempla il divenire una sola carne di due entità complementari, chiamandole : " Uomo" Genesi 5:2; perciò vietando di fatto l'inserimento di altre entità che vengano a possedere e caratterizzare l'unicità dell'uomo, del suo sè o io cosciente, ritenendo questo , una Sua espressione figliale perchè in realtà, per natura, è una Sua estensione a sua immagine maschio e femmina; con cui voleva relazionarsi.
cosa a cui l'uomo può opporsi dandogli altro valore, "anche se tutto è lecito ma non tutto è vantaggioso"; e che è l'atteggiamento di chi nella sua avidità sconfina come fornicatore in un modo illecito di relazionarsi con se stesso e quindi con l'altro; volendo possedere l'io di un altro,rinnegando e mettendo a morte la precedente sua unicità interiore di maschio e femmina , unita da Dio, come verità morale e psichica e carnale di essere UNO a sua immagine; questo per aver voluto fuoriuscire dalla coppia, dal suo significato originale, avendo con ciò generato espressioni di amore simbolicamente figurabili come di tipo trinitario, , ma che è vivibile pure in tanti altri ambiti , da quelli politici a quelli religiosi, ciò rappresentando l'estensione del proprio sè non rispettando l'identità spirituale e la sua unicità come conferita per natura secondo l'ordine morale e esistenziale voluto dal Creatore.
Infatti Fornicare come adulteri, significa propriamente il separare l'aspetto biologico dell'anima, cioè separare la carne, quindi separare il proprio sè o io individuale ossia scinderlo per unirsi a un altro sè, cosa che se Dio ha tollerato in passato, in realtà lo considera contro natura come posto in origine in modo naturale alla Genesi.
in parole povere non puoi considerare te stesso e quindi tua moglie principalmente come un organo di ricambio, perchè l'altra è malata, è diventata brutta, con le rughe. Poichè questo esprime che il tuo modo di relazionarti è di tipo strumentalizzante, avendo ridotto la tua parte complementare a un idolo di amorevole interesse, = egoista .
E in ciò non sei diverso da chi stabilisce una relazione amorevole con un idolo di gesso .
Quindi separare e unire, aggiungere, al di fuori di questa
unicità " UNO"; carnale e morale psichica, è una inevitabile espressione di idolatria .
In conclusione ripensando ai " Dittatori di Sodoma"...se esiste quindi il sodomita nella carne, esiste pure quello a livello psichico o religioso.
Pertanto proprio come è contronatura che un uomo possieda un altro uomo conferendogli un valore, uno scopo, un significato che non ha, sia nel corpo che nello spirito ; con ciò facendone oggetto di desiderio e amore,e quindi stabilendo una relazione di amore illecita e innaturale; così pure è innaturale che la tua anima venga a possedere psichicamente l’anima di un altro, la moglie di un altro, avendone già una; tale da fare del suo corpo come fosse una ulteriore estensione del proprio corpo.
Nel caso omosessuale non vi è una vera unione come complemento, piuttosto equivarrebbe a vivere la propria mascolinità in modo schizoide; poiché è come se in uno stesso corpo o essenza maschile si manifestassero due diversi tipi di personalità maschile, e che quindi nel caratterizzare la personalità della coppia, per eludere l’inevitabile antagonismo con cui si dovrebbe colorare il carattere maschile dell’ Unico uomo che dovrebbero rappresentare, Genesi 5:2; per tal scopo ciascuno a turno si presta,( nello spirito certamente, non so se pure nel corpo); a riceverla la mascolinità nel proprio vaso fisico o mentale; disonorando e umiliando e magari annullando la propria , questo vissuto come spirito di sacrificio avendo sacrificato il proprio valore individuale e relativo significato del proprio io psichico, sull’altare delle oggettive passioni fisiche e razionali = idolo= oggetto di amore o devozione.
E questo in spirito avviene anche all’interno di una organizzazione religiosa, Isaia 1:10 ; Rivelazione11:8 ;“dittatori di Sodoma ”; parando i propri fondelli cerebrali.
Poiché Il dittatore è quello che vuole fondere in modo oggettivo la sua anima con quella del popolo, considerandolo come una sua estensione corporea senza vita propria; e quindi senza una anima propria, ma che gli genera lui, sovrapponendosi al loro io, come avviene nel caso dell'omos.; stabilendo così una relazione immorale, perché oggettiva, creando l’idolo umano del possesso.
Cioè La statua collettiva gigante di nabucodonosor, politica e religiosa a cui ci si inginocchia pure nel caso offrendogli in sacrifico la propria vita.
saluti