Hal.9000
Tuesday, April 17, 2012 11:52 PM
Al forum di Albano

Valerio Gigante

ADISTA n° 14 del 14 aprile

36621. ALBANO LAZIALE (RM)-ADISTA. (dall’inviato) Concretamente, i lavori del Forum di Albano (v. notizia precedente) si sono articolati attraverso due laboratori interpersonali per uomini e donne (il venerdì), due workshop di discussione tematici (il sabato), momenti di preghiera comunitaria, uno stand librario e un incontro-dibattito, svoltosi il sabato mattina, che è stato senz’altro il momento clou della tre giorni. A tenere un’ampia e appassionata relazione, come ampio ed appassionato è stato il dibattito che è seguito, era infatti Vito Mancuso, teologo, docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano, editorialista del quotidiano la Repubblica, autore di numerosi libri, tra cui Io e Dio, una guida dei perplessi (Garzanti, 2011). Era la prima volta che Mancuso si confrontava sul complesso tema dell’omosessualità. Ha confessato di aver inizialmente fatto alcune resistenze ad accettare l’invito degli organizzatori del Forum. Non per mancanza di attenzione verso l’argomento, ma per “difetto di competenza”. Poi, spinto dal desiderio di incontrare una realtà così vivace ed in fermento, ha deciso di accettare. E la sua è stata una relazione appassionata, non tanto e non solo per i contenuti, quanto per l’atteggiamento di disponibilità e di ascolto, di apertura e di condivisione che Mancuso ha mostrato, intrattenendosi a lungo a discutere i passaggi del suo intervento e rispondere alle domande ed alle sollecitazioni poste dall’assemblea. Ad ascoltarlo, anche padre Michele Grieco, superiore provinciale dei padri somaschi e responsabile della casa di Albano, che per la seconda volta hanno ospitato il Forum.

Mancuso è partito dall’analisi delle due obiezioni che spesso vengono mosse contro l’omosessualità dalla Chiesa cattolica: quella in nome della “natura” e quella in nome della Bibbia. «La prima è preminente in ambito cattolico. La seconda in ambito protestante».

Alla prima il teologo ha risposto partendo dal significato profondo del termine primavera e dalla sua connessione con il termine verità: «In latino primavera si dice ver, genitivo veris, ver/veris; è la medesima radice da cui viene l’aggettivo verus-vera-verum, da cui viene l’avverbio vere e il sostantivo veritas/veritatis. Questa stretta connessione primordiale tra verità e primavera fa comprendere che verità è ciò che fa fiorire la vita, ciò che consente alla vita di passare dal gelo dell’inverno al tepore primaverile da cui sorge la vita. Verità=vita, verità=logica della vita, verità=primavera». Per questa ragione, «la “legge naturale” non è tale nel senso di quella che i greci chiamavano nomos (norma), piuttosto nel senso di logos (logica). Perché il nomos è una legge che ti imprigiona, che ti incatena alla necessità naturale, il logos è una legge dinamica, che ti pone all’interno della processualità della vita e che ti trasforma, che fa scoppiare dentro di te la primavera, facendo cioè fiorire i legami, che sono la dimensione costitutiva dell’essere». Perché in definitiva, spiega Mancuso, «la vita non è solo bios, vita biologica; è soprattutto noùs, intelletto e spirito; e quindi libertà»: infatti, «se è vero che siamo “determinati” dalla nostra biologia, non lo siamo al punto tale da esserne anche “necessitati”». E poi, ha aggiunto «l’omosessualità c’è sempre stata e sempre ci sarà negli esseri viventi». «Esiste una fisiologia, ma esiste anche una variante rispetto a tale fisiologia». E non si può non tenerne conto.

Diverso il discorso per le basi bibliche della condanna dell’omosessualità. Mancuso cita diversi passi che condannano esplicitamente, e senza appello, la pratica omosessuale. Ne cita però anche altri che consentono la schiavitù (Lv 25,44), vietano di toccare una donna con le mestruazioni (Lv 15,19-24), considerano un abominio mangiare crostacei (Lv 11,10), dettano regole vincolanti per il taglio dei capelli (Lv 19,27), impediscono di piantare più specie di ortaggi nello stesso campo (Lv 19,19). Ma se per quelle contenute nell’Antico Testamento si può agevolmente concludere che si tratti di disposizioni superate dalla predicazione di Gesù, cosa dire – si chiede Mancuso – dei passi del Nuovo Testamento, specie quelli di s. Paolo, in cui inequivocabile resta la condanna della pratica omosessuale? «Il punto – spiega – è che occorre superare la lettera della Scrittura. È lo stesso San Paolo che dice: “La lettera uccide, ma lo Spirito vivifica” (2Cor 3,6) – e che questa lettera biblica abbia ucciso e purtroppo continui ad uccidere a volte non solo moralmente ma anche fisicamente è un dato di fatto. La Bibbia non “è” la parola di Dio, la Bibbia “contiene” la parola di Dio». Così, «nella misura in cui tu ti poni di fronte alla Scrittura e fai scaturire da questa Scrittura, da alcuni passi – non da tutti perché alcuni sono irrecuperabili – ma da alcuni passi fai fiorire questa logica/logos della vita che fiorisce e che vuole relazioni armoniose, che vuole l’amore, allora tu fai sì che dalla Scrittura scaturisca la parola di Dio, da intendersi come relazione, relazione armoniosa».

http://www.adistaonline.it/

Articolo specifico

Non so se ridere o piangere, ditemi un po' voi...
Giandujotta.50
Wednesday, April 18, 2012 8:11 AM
eheh! tutti insieme appassionatamente!

ah!così "la bibbia non è la parola di Dio ma contiene la parola di Dio"
basta leggere solo le parole che ci somigliano, quelle in cui ci riconosciamo?


kirinu_94
Sunday, April 22, 2012 6:56 PM

Non so se ridere o piangere, ditemi un po' voi...



Io non riderei, né piangerei!
Non sarebbe più costruttivo analizzare la sua posizione e vedere se regge (e se sì, perché regge) o se non regge affatto (e vedere perché non regge)?

Anche Giandujotta.50 dice:

"eheh! tutti insieme appassionatamente!

ah!così "la bibbia non è la parola di Dio ma contiene la parola di Dio"
"

Perché non chiedersi cosa abbia portato Mancuso a fare questa riflessione?
Quando frequentavo le adunanze, spesso e volentieri, si sentivano commenti del tipo: "Le persone dovrebbero analizzare le nostre credenze senza pregiudizi di ogni sorta". Perché non fare la stessa cosa?

Ora voi mi direte: "Ma questo argomento è stato ampiamente trattato sul forum!"? Vero, verissimo. Se non altro, è altresì vero che commenti del genere non delineano che una certa "chiusura" (senza offesa, ovviamente), perché sembrano un modo facile e semplice di scartare le cose! Un po' come quei "detrattori" che col dente avvenelato, dicono leggendo un vostro articolo: "Non so se ridere o piangere!"
Perché non prendono seriamente in considerazione quel che dite, e spiegano le ragioni che li spingono a non condividere certe cose? Sarebbe sicuramente più costruttivo.
Aquila-58
Sunday, April 22, 2012 10:45 PM
Re: Al forum di Albano
Hal.9000, 17/04/2012 23.52:


«Il punto – spiega – è che occorre superare la lettera della Scrittura. È lo stesso San Paolo che dice: “La lettera uccide, ma lo Spirito vivifica” (2Cor 3,6) – e che questa lettera biblica abbia ucciso e purtroppo continui ad uccidere a volte non solo moralmente ma anche fisicamente è un dato di fatto.



Mah, mi pare una lettura sballata, vorrà scusarmi Mancuso.
Nel passo paolino si parla dei cristiani come ministri di un nuovo patto, non di un codice scritto (la Legge) ma di spirito....banalmente perchè Cristo stesso ha convalidato il nuovo patto per cui Paolo potè scrivere che i corinti erano una lettera di Cristo scritta con lo spirito di Dio su cuori (2 Cor. 3:3, confronta Geremia 31:31-34).
Ma questo non significa che si debba "superare la lettera della Scrittura", altrimenti suonerebbe falso ciò che dice lo stesso Paolo in 2 Tim. 3:16-17.
Ricordo che Pietro parifica le lettere paoline al resto delle Scritture (2 Pt. 3:16).....


barnabino
Sunday, April 22, 2012 10:51 PM
Concordo con Kirinu che per quanto un argomento possa sembraci lontano dalla nostra sensibilità va comunque analizzato, altrimenti come dice saggiamente Gianduiotta potremmo trovarci a leggere solo le parole che ci somigliano, quelle in cui ci riconosciamo.

Shalom
(Gladio)
Saturday, May 19, 2012 7:00 PM
Comunque MANCUSO ,NONOSTANTE SIAMO SU POSIZIONI DIVERSE HA TUTTO ILMIO RISPETTO è UNA PERSONA PER BENE.
dispensa.
Monday, May 21, 2012 9:01 PM
Re:
kirinu_94, 22/04/2012 18.56:


Non so se ridere o piangere, ditemi un po' voi...



Io non riderei, né piangerei!
Non sarebbe più costruttivo analizzare la sua posizione e vedere se regge (e se sì, perché regge) o se non regge affatto (e vedere perché non regge)?

Anche Giandujotta.50 dice:

"eheh! tutti insieme appassionatamente!

ah!così "la bibbia non è la parola di Dio ma contiene la parola di Dio"
"

Perché non chiedersi cosa abbia portato Mancuso a fare questa riflessione?
Quando frequentavo le adunanze, spesso e volentieri, si sentivano commenti del tipo: "Le persone dovrebbero analizzare le nostre credenze senza pregiudizi di ogni sorta". Perché non fare la stessa cosa?

Ora voi mi direte: "Ma questo argomento è stato ampiamente trattato sul forum!"? Vero, verissimo. Se non altro, è altresì vero che commenti del genere non delineano che una certa "chiusura" (senza offesa, ovviamente), perché sembrano un modo facile e semplice di scartare le cose! Un po' come quei "detrattori" che col dente avvenelato, dicono leggendo un vostro articolo: "Non so se ridere o piangere!"
Perché non prendono seriamente in considerazione quel che dite, e spiegano le ragioni che li spingono a non condividere certe cose? Sarebbe sicuramente più costruttivo.




Commento in modo impersonale , cioè senza rivolgermi a nessuno di specifico, anche se ho preso spunto dal commento su riportato



E lo stesso discorso che fa un certo tipo di scienziato, cioè dare un volto nuovo alla natura, generato creato dalla sua intelligenza sconfinata infallibile e incorruttibile.

E lo stesso discorso che voleva fare l'angelo ribelle, cioè dare alla natura divina altre regole, magari di tipo trinitario con ciò volendo intendere un modo di relazionarsi con il proprio sè e quindi il proprio prossimo, al di là del valore della caratterizzazione della personalità ritenendo essenzialmente più importante e sacro e quindi esaltato su tutto e tutti come Dio , l'aspetto oggettivo fine a se stesso della vita dell'io, e che pertanto di conseguenza, la specificità dell'io unico e distinto da tutti ( come lo può essere l'impronta del nostro pollice) sarebbe solo una immagine mentale presa a prestito, e finalizzata ai sensi materiali o immateriali.

viceversa la sacralità dell'io professata dalla morale divina la si osserva attraverso l'impronta che Dio ha voluto dare di sè a sua immagine nella coppia umana come espressione del Suo Io e relativa sua unicità e sacralità; e che per tal motivo Egli contempla il divenire una sola carne di due entità complementari, chiamandole : " Uomo" Genesi 5:2; perciò vietando di fatto l'inserimento di altre entità che vengano a possedere e caratterizzare l'unicità dell'uomo, del suo sè o io cosciente, ritenendo questo , una Sua espressione figliale perchè in realtà, per natura, è una Sua estensione a sua immagine maschio e femmina; con cui voleva relazionarsi.

cosa a cui l'uomo può opporsi dandogli altro valore, "anche se tutto è lecito ma non tutto è vantaggioso"; e che è l'atteggiamento di chi nella sua avidità sconfina come fornicatore in un modo illecito di relazionarsi con se stesso e quindi con l'altro; volendo possedere l'io di un altro,rinnegando e mettendo a morte la precedente sua unicità interiore di maschio e femmina , unita da Dio, come verità morale e psichica e carnale di essere UNO a sua immagine; questo per aver voluto fuoriuscire dalla coppia, dal suo significato originale, avendo con ciò generato espressioni di amore simbolicamente figurabili come di tipo trinitario, , ma che è vivibile pure in tanti altri ambiti , da quelli politici a quelli religiosi, ciò rappresentando l'estensione del proprio sè non rispettando l'identità spirituale e la sua unicità come conferita per natura secondo l'ordine morale e esistenziale voluto dal Creatore.

Infatti Fornicare come adulteri, significa propriamente il separare l'aspetto biologico dell'anima, cioè separare la carne, quindi separare il proprio sè o io individuale ossia scinderlo per unirsi a un altro sè, cosa che se Dio ha tollerato in passato, in realtà lo considera contro natura come posto in origine in modo naturale alla Genesi.

in parole povere non puoi considerare te stesso e quindi tua moglie principalmente come un organo di ricambio, perchè l'altra è malata, è diventata brutta, con le rughe. Poichè questo esprime che il tuo modo di relazionarti è di tipo strumentalizzante, avendo ridotto la tua parte complementare a un idolo di amorevole interesse, = egoista .

E in ciò non sei diverso da chi stabilisce una relazione amorevole con un idolo di gesso .

Quindi separare e unire, aggiungere, al di fuori di questa unicità " UNO"; carnale e morale psichica, è una inevitabile espressione di idolatria .



In conclusione ripensando ai " Dittatori di Sodoma"...se esiste quindi il sodomita nella carne, esiste pure quello a livello psichico o religioso.


Pertanto proprio come è contronatura che un uomo possieda un altro uomo conferendogli un valore, uno scopo, un significato che non ha, sia nel corpo che nello spirito ; con ciò facendone oggetto di desiderio e amore,e quindi stabilendo una relazione di amore illecita e innaturale; così pure è innaturale che la tua anima venga a possedere psichicamente l’anima di un altro, la moglie di un altro, avendone già una; tale da fare del suo corpo come fosse una ulteriore estensione del proprio corpo.



Nel caso omosessuale non vi è una vera unione come complemento, piuttosto equivarrebbe a vivere la propria mascolinità in modo schizoide; poiché è come se in uno stesso corpo o essenza maschile si manifestassero due diversi tipi di personalità maschile, e che quindi nel caratterizzare la personalità della coppia, per eludere l’inevitabile antagonismo con cui si dovrebbe colorare il carattere maschile dell’ Unico uomo che dovrebbero rappresentare, Genesi 5:2; per tal scopo ciascuno a turno si presta,( nello spirito certamente, non so se pure nel corpo); a riceverla la mascolinità nel proprio vaso fisico o mentale; disonorando e umiliando e magari annullando la propria , questo vissuto come spirito di sacrificio avendo sacrificato il proprio valore individuale e relativo significato del proprio io psichico, sull’altare delle oggettive passioni fisiche e razionali = idolo= oggetto di amore o devozione.

E questo in spirito avviene anche all’interno di una organizzazione religiosa, Isaia 1:10 ; Rivelazione11:8 ;“dittatori di Sodoma ”; parando i propri fondelli cerebrali.

Poiché Il dittatore è quello che vuole fondere in modo oggettivo la sua anima con quella del popolo, considerandolo come una sua estensione corporea senza vita propria; e quindi senza una anima propria, ma che gli genera lui, sovrapponendosi al loro io, come avviene nel caso dell'omos.; stabilendo così una relazione immorale, perché oggettiva, creando l’idolo umano del possesso.

Cioè La statua collettiva gigante di nabucodonosor, politica e religiosa a cui ci si inginocchia pure nel caso offrendogli in sacrifico la propria vita.

saluti
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