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Pegasus@
Saturday, December 27, 2008 2:28 PM
Invendute 55 mila nuove case: a Reggio Emilia situazione molto grave
E alla fine i nodi vengono al pettine , le NTN sono crollate e cresce esponenzialmente l'invenduto , l'inevitabile conseguenza è che i prezzi nel 2009 sono destinati a crollare.

"In Emilia Romagna ci sono 55 MILA Nuove Case appena Costruite e pronte per essere abitate. Peccato che NESSUNO le stia comprando sia perche è venuta meno la fiducia nel mattone sia perche con ogni probabilità si è costrutito troppo."


"A Reggio Emilia "situazione molto grave" è la Maglia Nera in regione dove resta senza acquirente 1 Immobile su 3."







Pega
Vedi anche:
Il 'mattone' in crisi nera: domanda crollata del 20-30% in Emilia-Romagna
Mercato Immobiliare a Ravenna e Provincia
Reggio Emilia : Allarme Edilizia , Restano Invendute oltre 5000 Abitazioni
Rimini e provincia
marco---
Wednesday, December 31, 2008 11:46 AM
Ottimo articolo, realistico, finalmente qualcuno inizia ad ammettere che l'invenduto esiste.
Altro link: Invendute 55mila nuove case (Fonte: Il Sole 24 Ore Centro Nord - di Daniele Guido Gessa - 24/12/2008)

Marco
stelafe
Wednesday, December 31, 2008 3:58 PM
marco---
Wednesday, December 31, 2008 5:03 PM
Fonte: romagnaoggi.it - 25/11/2008
Ringraziando Stelafe per la segnalazione dell'articolo

Il mattone non 'tira' più: 70mila alloggi invenduti in Emilia-Romagna

La frenata dell'economia nel 2008 ha provocato un crollo della compravendita di immobili. In Emilia-Romagna, ad oggi, si contano circa 70.000 alloggi non venduti. Un dato eclatante e indicativo anche di come in questi anni si sia costruito ben oltre il bisogno, di come l'offerta abbia superato la domanda. Un numero che mette in discussione anche il piano della Regione di costruire 3000 nuovi alloggi, ma non è dello stesso avviso l'assessore regionale Luigi Gilli.

Gilli conferma che "c'è un consumo del territorio dovuto
all'edificazione", ma che i 70.000 edifici non venduti non possono essere destinati tutti ad un uso residenziale, e se lo sono, comunque non soddisfano i requisiti del tipo di domanda. "Si tratta, infatti- precisa Gilli- soprattutto di edifici destinati ad opere pubbliche o ad attività commerciali". I 3.000 alloggi sono dunque necessari per andare incontro ad un'esigenza abitativa delle famiglie.

A tal proposito basta ricordare alcuni dati significativi: "Per gli alloggi abbiamo domande da parte di 56.000 famiglie (c'è un aumento di circa 4.000 famiglie ogni anno, ed e' un dato preoccupante). Abbiamo stanziato 150 milioni di euro per il fondo sociale per l'affitto. Bisogna osservare che, in Emilia-Romagna, nel giro di uno o due anni, i pignoramenti di alloggi hanno raggiunto il 16%".
dgambera
Wednesday, December 31, 2008 5:20 PM
Re:
stelafe, 31/12/2008 15.58:





Vedo che i numeri crescono in fretta.
marco---
Friday, November 20, 2009 11:29 AM
Reggio Emilia - aggiornamento
Le agenzie: "Le vendite sono calate del 70% rispetto al 2007 settemila alloggi vuoti ancora sul mercato" (Fonte: il Resto del Carlino Reggio - 20/11/2009)



Marco
labottegadelfuturo
Friday, November 20, 2009 11:33 AM
Re: Reggio Emilia - aggiornamento
marco---, 20/11/2009 11.29:




fatemi capire.In meno di un anno ne hanno smaltito 63.000 ?
Allora la situazione non è grave come dicono...perchè si allarmano?
...oppure ci stanno dicendo una marea di str...amberie?

(sylvestro)
Friday, November 20, 2009 11:42 AM
Re: Re: Reggio Emilia - aggiornamento
labottegadelfuturo, 20/11/2009 11.33:



fatemi capire.In meno di un anno ne hanno smaltito 63.000 ?
Allora la situazione non è grave come dicono...perchè si allarmano?
...oppure ci stanno dicendo una marea di str...amberie?





Confondi la situazione di Reggio Emilia con L'Emilia Romagna
kemar71
Friday, November 20, 2009 12:04 PM
Re: Re: Re: Reggio Emilia - aggiornamento
(sylvestro), 20/11/2009 11.42:




Confondi la situazione di Reggio Emilia con L'Emilia Romagna




labottegadelfuturo
Friday, November 20, 2009 1:12 PM
Re: Re: Re: Reggio Emilia - aggiornamento
(sylvestro), 20/11/2009 11.42:




Confondi la situazione di Reggio Emilia con L'Emilia Romagna




ops :P
(sylvestro)
Monday, December 07, 2009 8:12 PM

La nuova faccia di Reggio

La nuova faccia di Reggio
di Carlo Vanni

Ugo Ferrari

Il settore dell'edilizia è da sempre, nel nostro Paese, volano dell'economia del territorio nel momento in cui c'è crescita, e forse il primo a risentire delle contrazioni del mercato finanziario ed economico in tempi di vacche magre. I problemi generalizzati legati alla profonda crisi finanziaria globale degli ultimi tempi, si vanno sommando a quelli di un settore che, di fronte alle importanti trasformazioni del tessuto sociale e demografico che stiamo vivendo, non ha mostrato al momento di sapersi trasformare con sufficiente rapidità per adattarsi al nuovo corso delle cose. Ora, le molte criticità della situazione sono sotto gli occhi di tutti: logiche urbanistiche che, pensate in anni di sviluppo differente, ora appaiono superate, disordinate e ridondanti; come conseguenza, aumenta l'invenduto, e in forza di ciò, in mancanza di profitto, vanno di pari passo la perdita di posti di lavoro e l'accentuarsi di logiche che vanno dall'illegale al criminoso, per mantenere aperti ed attivi i cantieri a costi altrimenti impossibili. E' un problema estremamente complesso, sul quale abbiamo intervistato l'Assessore all'Urbanistica Ugo Ferrari, secondo il cui punto di vista l'edilizia non sta ancora uscendo dal tunnel.

"A Reggio si è vissuto in modo più accentuato che altrove la concomitanza della crisi ciclica locale e la pesantissima crisi globale. Dalla metà degli anni 90 sino al 2005 - 2006 si è registrata una espansione edilizia e un investimento delle famiglie reggiane sulla casa senza precedenti né analogie con le città vicine. Questo avrà ripercussioni ancora per un po' anche perché, c'è da smaltire l'invenduto e sbloccare i canali del credito anche e soprattutto in questo settore. Il Comune incassò, nel 2004, circa 28 milioni di oneri legati all'edilizia e nel 2008 18,9 mln e nel 2009 stanno calando ancora."

Pessimismo per il futuro, quindi?
"Realismo. Usciremo da questa crisi molto diversi da come ci siamo entrati. Non ritroveremo le attuali 13.500 imprese presenti in provincia, di cui 10.000 individuali. Stiamo assistendo ad una selezione silenziosa e dolorosa; lavoratori senza ammortizzatori sociali e artigiani che dispongono di scarsi capitali familiari e aziendali. Nel I° semestre 2009 in provincia il saldo fra imprese cessate e iscritte segna un meno 350 circa. E' indicativo anche il calo di fatturato degli studi professionali e delle agenzie immobiliari. Il futuro in questo settore, si giocherà nella capacità di proporre e governare operazioni complesse di riqualificazione e di rigenerazione di parti di città e del patrimonio edilizio esistente. Risparmio idrico ed energetico - antisismica, fonti rinnovabili, nuovi materiali ecologici, case intelligenti e flessibili, abbattimento della barriere architettoniche e buona architettura sono le scommesse del futuro. Su questo si spera riparta la voglia di investimento delle famiglie e delle imprese, favorito anche ad importanti contributi, dal costo crescente delle bollette e dalle ripercussioni ambientali dovute ad un patrimonio edile obsoleto".

Ma quali sono le azioni anticrisi a sostegno di questa prospettiva, le proposte concrete?
"Favorire il recupero e l'ammodernamento dell'esistente aumentando del 10% le volumetrie per chi risparmia energia e acqua ed utilizza fonti rinnovabili. Gli edifici esistenti non tutelati possono, seguendo alcuni criteri, essere aumentati del 10% o del 20% . Dunque, centralità del progetto e capacità di risolvere problemi di marginalità urbana favorendo più forti relazioni, coesione sociale e sostenibilità ambientale. Investimenti come nel recente passato sul potenziamento di edilizia residenziale sociale ma anche un pacchetto puntuale anticrisi, che presenteremo presto con l'Assessore Grasselli, su azioni puntuali di incentivi e sgravi fiscali concentrati in questa fase. Ma la scommessa vera sta nella capacità del sistema di imprese di corrispondere meglio ad una domanda di abitare che sta cambiando.". Però, il settore, ormai è cosa di dominio pubblico, è stretto nella morsa delle logiche dell'illegalità e della criminalità organizzata. Il caporalato, il lavoro nero, il riciclaggio di materiale da costruzione illecito e di denaro sporco, le infiltrazioni mafiose..."
Su questo terreno credo la crisi favorirà un selezione, un cambiamento. Perché pur non sottovalutando il problema, la nostra comunità ha molti anticorpi e Reggio viene considerata dalla mafia come una "terra ostile".

Nel concreto, però, che misure si stanno mettendo in atto, specie nelle procedure di appalto per ridurre questo fenomeno?
"L'Amministrazione comunale da anni non trascura alcuno strumento che possa ostacolare il nascere, lo svilupparsi e l'insediamento di forme di criminalità organizzata. Il Comune applica fin dal 2005 il Protocollo provinciale d'intesa sottoscritto con le organizzazioni sindacali e imprenditoriali di categoria, per contrastare il lavoro nero e l'evasione contributiva nell'esecuzione dei lavori pubblici; nel 2007 ha aderito anche al Protocollo d'intesa per la regolarità delle assunzioni e per la sicurezza nei cantieri, predisposto dalla Prefettura di Reggio Emilia insieme a Provincia, Comuni, CCIIA ed Organizzazioni Sindacali di Categoria. I Servizi comunali preposti, infine, adottano le procedure consentite dalle norme per effettuare tutti gli accertamenti possibili a carico delle ditte, ad es. in merito alla richiesta del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) o in materia antimafia, che prevede norme molto rigorose di competenza prefettizia; operano poi in sinergia con Enti quali: INPS, INAIL, AUSL e Direzione Provinciale del Lavoro."

E venendo a questioni più specifiche? La polemica con Becchi, presidente di Legambiente, che ha accusato il PSC di essere poco rispettoso del verde? L'area Reggiane, le posizioni dell'Amministrazione Comunale per il quadrante di città costituito dall'Area Nord?

"Ho ricordato più volte che di suo il PSC incrementa l'urbanizzazione solo dello 0,8% del territorio comunale e dimezza il trend di alloggi costruiti negli anni passati. Si contiene la dispersione urbana, non si aggiunge nulla sull'asse della Via Emilia, si inverte la tendenza alla costruzione di case, villaggi e fabbriche in territorio agricolo... Ho richiamato l'attenzione di Becchi sulle considerazioni finali contenute nella valutazione dell'Università di Venezia, che dà un giudizio largamente positivo, pur permanendo naturalmente ambiti di miglioramento nelle fasi attuative.
Circa l'Area Reggiane, l'elaborazione del progetto urbano ha subito una battuta di arresto a seguito delle note vicende del cambio di proprietà del gruppo Fantuzzi-Reggiane. Tuttavia il Masterplan, ampiamente condiviso, sta già dando i primi frutti: l'Accordo di Programma per la collocazione del Tecnopolo, il blocco 18 è stato aperto al pubblico, lo studio di riqualificazione di Piazzale Europa, i lavori al Centro internazionale dell'infanzia, il recupero del grande archivio storico delle Reggiane. Quindi si va avanti, coerenti sulla strada tracciata, che presuppone un progetto di grande respiro, fortemente relazionato con la città e i suoi bisogni. E, per quanto riguarda le polemiche sull'Area Nord, stiamo parlando di un contesto che ha pochi eguali in Italia e in Europa. E' la grande porta di accesso alla città del XXI secolo - uno dei simboli di Reggio che meglio può raccordarsi con le grandi reti e flussi internazionali creando le condizioni per un più avanzato posizionamento competitivo di Reggio. Il PSC, che deve guardare avanti 15/20 anni, propone una svolta: il passaggio dai "retini" disomogenei attuali alla progettazione unitaria dell'intero ambito; immaginando da un lato la sua relazione con l'area vasta dall'altro, con le 6 polarità di eccellenza che costituiscono una rete e non episodi isolati. In questo contesto Reggio deve giocare le sue carte migliori. Abbiamo visto cosa accade in Europa nei territori dove arriva una nuova stazione dell'Alta Velocità: o si crea una nuova piccola città, o si genera integrazione con quella esistente rafforzandola con funzioni di scala almeno regionali. Noi perseguiamo questo secondo modello, con funzioni per il tempo libero, per il buon vivere, sedi di grandi imprese pubbliche e private, servizi pubblici integrati con una nuova generazione di centri per il commercio in grado di intercettare una domanda che sta cambiando. Questo richiede però a tutti, un cambio di scala, rispetto a come siamo abituati a discutere. Il futuro di Reggio va immaginato oltre la crisi, le paure, le attuali dinamiche economiche e sociali che non si ripresenteranno uguali a se stesse".
marco---
Monday, December 07, 2009 10:57 PM
Re:
(sylvestro), 12/7/2009 8:12 PM:


La nuova faccia di Reggio

La nuova faccia di Reggio
di Carlo Vanni

Ugo Ferrari

...Il Comune incassò, nel 2004, circa 28 milioni di oneri legati all'edilizia e nel 2008 18,9 mln e nel 2009 stanno calando ancora."

Pessimismo per il futuro, quindi?
"Realismo. Usciremo da questa crisi molto diversi da come ci siamo entrati...

Un crollo vero e proprio degli oneri, in sostanza il confronto 2009-2004 potrebbe indicare quasi un dimezzamento delle attività di costruzione.

Marco
marco---
Tuesday, December 15, 2009 2:42 PM
Case, quotazioni in calo del 6,2% nella prima metà del 2009 (Fonte: ilgiornaledireggio.it - 15/12/2009)

REGGIO EMILIA (15 dicembre 2009) - Nei primi sei mesi del 2009, le quotazioni delle abitazioni di Reggio Emilia sono diminuite del 6,2%. Lo rivela il rapporto dell'ufficio studi Tecnocasa. Nella prima parte dell'anno è stato positivo l'andamento del mercato immobiliare nelle zone di Regina Pacis, Baragalla, Orologio e Canalina. Sono drasticamente diminuiti gli acquisti da parte di immigrati che in passato rappresentavano una fetta importante del mercato. Alcuni di essi vendono o perché in difficoltà col pagamento del mutuo o perché avendo perso il lavoro rientrano nel loro paese d'origine. Sul mercato si immettono solo immobili il cui valore è in linea con il mercato attuale. La tiplogia più apprezzata è il trilocale.
Le zone più richieste sono Regina Pacis ed Orologio, che hanno il vantaggio di essere vicino al centro. Nella prima, per un buon usato si spendono cifre medie di 1300 euro al mq. La zona di Orologio vede quotazioni medie dell'usato di 1500 euro al mq. Più popolare l'offerta abitativa di Canalina, che offre prevalentemente soluzioni ex Iacp. Più residenziale il mercato immobiliare di Baragalla che offre soluzioni a schiera, singole ed abbinate destinate più che altro ad un target medio alto.
Tecnocasa segnala poi una domanda in crescita per le maisonette con giardino che si trovano nei comuni dell'hinterland della città sia a Sud verso la collina (S. Bartolomeo, S. Rigo) che a Nord. Positivo il mercato delle locazioni che al momento vede protagonisti soprattutto stranieri che non riescono ad accedere al mercato della compravendita. Nella prima parte dell'anno sono tornati ad acquistare gli investitori e le coppie giovani che hanno entrambi un lavoro stabile incentivati dalla diminuzione dei prezzi degli immobili.
Nuove costruzioni, piccoli complessi condominiali, hanno interessato i quartieri di Buco del Signore, Due Maestà e via Settembrini. Mentre a Fogliano prevalgono le nuove costruzioni come maisonette e soluzioni bifamiliari. La prima può registrare prezzi medi di 250ila euro mentre le seconde possono oscillare da 360 a 380mila euro. Buco del Signore è un quartiere di cui si apprezza in particolare la vicinanza al centro e la presenza di aree verdi. Le soluzioni medio usate si vendono a prezzi medi di 1600 euro al mq.
Nei primi mesi del 2009 nei quartieri di Pieve Modolena, San Prospero e Villa Verde si registra una contrazione delle quotazioni ma anche una diminuzione della domanda. In questi primi mesi dell’anno le compravendite hanno interessato in particolare le soluzioni usate e che hanno subito notevoli contrazioni dei prezzi. I prezzi del nuovo sono in media di 1900 euro al mq. L’usato riguarda soprattutto le abitazioni in edilizia convenzionata valutate mediamente intorno a 1.200 euro al mq. Sono presenti anche delle tipologie indipendenti e a schiera che hanno prezzi minimi rispettivamente di 400mila e 300-350mila euro.


Marco
stelafe
Monday, January 11, 2010 9:59 AM
Mattone. Prime prove di ripartenza

Dice ad esempio Mario Breglia, presidente di Scenari immobiliari: «A livello nazionale ci sono circa 250 mila case nuove o in corso di costruzione non ancora vendute.


rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/PDF/2010/2010-01-11/201001111465...
marco---
Thursday, January 14, 2010 10:16 PM
Ringraziando Pegasus@ per la segnalazione dell'articolo.
La bolla immobiliare quindi esiste per davvero anche in Italia?

Marco
Bolla immobiliare: a Reggio i prezzi più scontati della regione (Fonte: Giornale di Reggio - di Alessandro Bettelli - 09/01/2010)



PEGGIO di noi nessuno. La bolla immobiliare si è abbattuta pesantemente sulla nostra città, tant’è che proprio Reggio risulta essere (secondo l’indagine dell’ufficio studi Tecnocasa) il capoluogo emiliano-romagnolo dove, nel primo semestre 2009. i prezzi al metro quadrato delle abitazioni sono diminuiti maggiormente. Per la precisione, il calo medio delle quotazioni è stato del 6,2%. Una bella botta, considerando l’attuale tasso di inflazione e, soprattutto, raffrontando il dato reggiano con quello delle altre province della regione: Modena (- 5,9%), Ferrara (-3,5%), 1 Bologna (-3,4%), Rimini (- 2,7%), Parma (-0,9%), Forlì (-0,6%). Solo a Piacenza le quotazioni sono rimaste invariate rispetto al semestre precedente...
(sylvestro)
Wednesday, January 27, 2010 11:18 AM
marco---
Tuesday, February 16, 2010 8:46 PM
Edilizia, in Emilia Romagna si compra e vende poco (Fonte: romagnaoggi.it - 16/02/2010)

Si compra e si vende poco in tutta l'Emilia-Romagna, ma il calo piu' vistoso nelle compravendite immobiliari si registra senza dubbio a Reggio Emilia, che paga anche la maggiore difficolta' delle famiglie nell'accedere a mutui, mentre i cittadini riminesi sembrano trovarsi di fronte a banche piu' clementi. I dati sono contenuti nel rapporto congiunturale sull'industria delle costruzioni in Emilia-Romagna, presentato martedì mattina nella sede di Unioncamere di Bologna.

Tali segnalano la crisi di un settore che varia pero' nel territorio regionale. A Reggio Emilia il mercato immobiliare registra addirittura un -50,8% delle compravendite nel 2009 (su una media regionale che si ferma a -19,5%). Forli'-Cesena, al contrario, registra la contrazione piu' bassa: -7,7%, seguita dalla provincia di Bologna, -9,2%. Sempre con riferimento all'area urbana di Bologna, poi, c'e' da rilevare che i prezzi delle abitazioni continuano a calare, -5,6% nel secondo semestre 2009, ma a tassi piu' contenuti rispetto alla flessione registrata nella prima parte dell'anno, -7,3%.

A rendere difficile l'acquisto di nuove case e' certamente anche la riduzione dei mutui concessi dalle banche, -7,5% nel primo semestre 2009 in regione. L'analisi provincia per provincia mostra pero' come il calo di mutui per acquisto di abitazioni sia attribuibile ai dati rilevati a Reggio Emilia (-27,4%), Ferrara (- 15,6%), Ravenna (-11,6%), Bologna (-10,2%)e Modena (-6,7%). Il flusso dei mutui procede e cresce invece in primo luogo a Rimini (+21,2%), ma anche a Forli', a Parma e a Piacenza.

E se i costruttori, in un quadro di crisi generalizzata del settore, non possono contare sulla salute del mercato degli immobili ad uso abitativo, non stanno bene nemmeno gli investimenti pubblici. Le spese delle amministrazioni comunali per l'acquisizione di beni immobili (capitolo che comprende acquisto, realizzazione e manutenzione straordinaria di immobili e infrastrutture) hanno registrato, in Emilia-Romagna, un vistoso calo nel quadriennio 2005-2009, pari a -46,6%.

In particolare, gli investimenti programmati si sono ridotti notevolmente nella provincia di Bologna, -77,2%, seguita da Forli'-Cesena e Modena, -42,5%. Parma e' invece la provincia in cui si sono ridotti meno gli investimenti, -12,3%. In un quadro di numeri negativi, per trovare un andamento positivo bisogna guardare alle richieste per usufruire delle agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie: in Emilia-Romagna, infatti, tra gennaio e novembre 2009, le richieste sono arrivate a quota 63.184, segnando cosi' un +12,1% rispetto al 2008.

La crescita nell'uso dello strumento agevolativo per le ristrutturazioni, generalizzata in tutte le province emiliano-romagnole, ha registrato un picco a Parma, +22,9%, seguita da Piacenza, +21,4%. La crescita inferiore riguarda invece Reggio Emilia, che si ferma al 7,6%, dove oltre a un mercato fermo nelle compravendite, dunque, si ristruttura anche poco. E' comunque la provincia di Bologna quella dove, in assoluto, si continua a ristrutturare di piu': sotto le due torri, infatti, si concentra il 34,8% del totale delle richieste nella regione.
(sylvestro)
Wednesday, February 17, 2010 12:30 PM
Crisi del settore edile: Ferrara e le sabbie mobili della Regione

Presentato il Rapporto congiunturale sull'industria delle costruzioni in Emilia-Romagna

mercoledì, 17 febbraio 2010, 0:02

Alzi la mano chi, girando per Ferrara, la sua provincia ed anche il Basso Polesine – Occhiobello terra di “emigranti” ferraresi e la nuova zona residenziale in particolare – non vede appesi a destra e a manca cartelli di case nuove (ed anche l’usato non fa eccezione) in vendita. Cartelloni che, a memoria, sono lì da un bel pezzo.
O chi, cercando case nuove sui portali immobiliari o sui giornali free che si trovano nei bar e nei centri commerciali, non vedono mese dopo mese calare i prezzi di nuove proposte che rimangono invendute.
L’immobilismo del mercato immobiliare è cosa che si protrae ormai da tempo, ed è confermato e supportato dai dati presentati presso la sede di Unioncamere a Bologna ieri mattina.
La conclusione del Rapporto congiunturale sull’industria delle costruzioni in Emilia-Romagna vede nel calo dell’accesso ai mutui la causa preponderante che porta inevitabilmente dietro di sé l’invendibilità del mattone.
In Emilia Romagna la tendenza generale è che si compri e si venda poco in ambito immobiliare, anche se non mancano province che fortunatamente per l’economia globale fanno eccezione.
Il calo medio in Emilia Romagna del mercato immobiliare si attesta sul -19,5%, ma fa pensare il -50,8% registrato a Reggio Emilia. Se quello reggiano è il dato più negativo, il dato più positivo (in senso relativo visto il segno meno davanti) è quello registrato nella provincia di Forlì-Cesena (-7,7%). L’intero sistema immobiliare regionale viaggia quindi tra questi due estremi.
Si diceva dei mutui. E qui entra in gioco la questione relativa al nostro territorio. Se la media emiliano romagnola nel primo semestre del 2009 vedeva i mutui calati del 7,5%, Ferrara si è distinta in negativo con il 15,6% di deficit rispetto alla rilevazione precedente.
Anche in questo ambito svetta Reggio Emilia (-27,4%), Ferrara risulta seconda, poi Ravenna (-11,6%), Bologna (-10,2%) e Modena (-6,7%).
Ma si anticipava che esistono anche delle province con trend opposto: i mutui erogati in crescita a Rimini (+21,2%), Forlì, Parma e a Piacenza.

La crisi è fatta anche di molte altre componenti. L’arrancare del settore edile oltre che risentire dell’immobilismo degli immobili destinati a privati, non può compensare buttandosi sul settore pubblico: nel quadriennio 2005-2009 le spese delle amministrazioni comunali per l’acquisizione di beni immobili hanno fatto segnare in Emilia Romagna Emilia-Romagna un dimezzamento (-46,6%).

Ma l’allarme rosso non ricade solo nelle compravendite. Le difficoltà incontrate dal settore edile ricadono a catena sull’occupazione: non meraviglia ma preoccupa il calo del 6,1% degli occupati dal quarto trimestre del 2009 al terzo del 2009: il settore in questo lasso ha salutato circa 10.200 occupati.
marco---
Friday, March 12, 2010 1:30 PM
Edilizia, è sboom a Piacenza (Fonte: La Cronaca - di Gianluca Croce - 12/03/2010)



Marco
laplace77
Friday, March 12, 2010 1:52 PM
glasnost virus...
...non e' che in emilia gira un virus di questo tipo?

...tutti questi dati sulla crisi del mattone, comuni che prendono 4 stelle sulla revisione dei conti avendo adottato il "modello Civicum di Rendiconto basato sulle best practice internazionali"...



magari fosse...



(sylvestro)
Friday, March 12, 2010 5:58 PM
Re:
marco---, 12/03/2010 13.30:


...
Edilizia, è sboom a Piacenza
...
Marco




... e cosi' abbiamo completato il puzzle emiliano ; ormai sono circondato da invenduto

(sylvestro)
Tuesday, November 23, 2010 8:27 AM
Casa, 50 mila alloggi invenduti in Emilia



"... solo nella pianura bolognese verranno costruite nei prossimi anni piu' di 60 mila case ..."

" ... Al ritmo attuale di compravendite [...] ci vorranno circa 25 anni per "assorbire" questa cospicua mole di edifici ..."
dgambera
Tuesday, November 23, 2010 9:30 AM
Re:
(sylvestro), 11/23/2010 8:27 AM:

Casa, 50 mila alloggi invenduti in Emilia



"... solo nella pianura bolognese verranno costruite nei prossimi anni piu' di 60 mila case ..."

" ... Al ritmo attuale di compravendite [...] ci vorranno circa 25 anni per "assorbire" questa cospicua mole di edifici ..."




In Italia stanno creando una bolla immobiliare
serafin.
Tuesday, November 23, 2010 9:30 AM
Mutui, Tecnocasa: in Emilia Romagna +22% nel secondo trimestre 2010



Il mercato dei prestiti per l’acquisto delle abitazioni destinato a famiglie consumatrici in Emilia Romagna fa segnare nel secondo trimestre 2010 +22% rispetto allo stesso trimestre del 2009 i volumi erogati sono però influenzati dal mercato dei mutui di sostituzione. Il dato, emerso dalle rilevazioni di Tecnocasa, è superiore all’andamento dell’area nord orientale (+12%).
Nel secondo trimestre 2010 sono stati erogati in Emilia Romagna 1.759 milioni di Euro, 322 milioni di euro in più rispetto lo stesso trimestre del 2009 (10,9% dei volumi in Italia), un ammontare che pone la regione al terzo posto per volumi erogati. Analizzando il primo semestre 2010 emerge un aumento 21% (rispetto al primo semestre 2009), superiore alla variazione della macroarea nord orientale (+18%).

L’importo medio del mutuo è pari a 134.000 Euro (132.000 euro nel primo semestre 2010) superiore all’importo medio italiano pari a circa 125.000 euro (124.000 euro nel semestre).

A livello provinciale si registra una situazione disomogenea. Le province con un calo delle erogazioni sono: Modena (-6%); Parma (-13%); Piacenza (-14%) e Reggio Emilia (-7%).


Di segno positivo: Forlì Cesena (+5%); Ravenna (+15%) e Rimini (+30%).

La provincia di Ferrara registra la variazione maggiore evidenziata nel secondo trimestre 2010, +299%
con una differenza positiva di circa 235 milioni in piu’, che colloca la provincia in 11� posizione.

Di segno positivo anche Bologna (+22%), la variazione riporta la provincia al 4� posto per volumi erogati in Italia (488 milioni di Euro, 4,6% dei volumi erogati in Italia.



......


www.sassuolo2000.it/2010/11/22/mutui-tecnocasa-in-emilia-romagna-22-nel-secondo-trimest...

I Romagnoli cianno li soldi no Emiliani siamo più poverelli


quelli di Parma poi con un - 13 % cianno le pezze ar c...o

(sylvestro)
Tuesday, November 23, 2010 9:32 AM
Re: Re:
dgambera, 23/11/2010 9.30:




In Italia stanno creando una bolla immobiliare




Si, corriamo il rischio
(sylvestro)
Tuesday, November 23, 2010 9:38 AM
Re:
serafin., 23/11/2010 9.30:


...
I Romagnoli cianno li soldi no Emiliani siamo più poverelli


quelli di Parma poi con un - 13 % cianno le pezze ar c...o





Quindi, chi vole lu prestitu cia' li soldi e chi nun lo vole e' poverellu?

serafin.
Tuesday, November 23, 2010 9:45 AM
Re: Re:
(sylvestro), 23/11/2010 9.38:




Quindi, chi vole lu prestitu cia' li soldi e chi nun lo vole e' poverellu?











dovete chiedere prestiti per comprare casa capito che è un ottimo iunvestimento
e non venite a raccontare che avete tutti li soldi per comprare in contanti che non ci crede nessuno ....



marco---
Friday, December 17, 2010 8:52 PM
Settore immobiliare nuovamente in frenata (Fonte: Il Resto del Carlino - 17/12/2010)

marco---
Wednesday, December 22, 2010 9:14 PM
Calano i prezzi delle case, Modena tra le città più appetibili (Fonte: ilrestodelcarlino.it - 22/12/2010)

La riduzione dei costi ha interessato un po' in tutta la regione, ma le zone più convenienti in cui vivere sono Rimini e Modena e Forlì

Modena, 22 dicembre 2010. In Emilia-Romagna i prezzi delle case, nei primi sei mesi del 2010, tendono a calare. In particolare, a Rimini scendono del 6,9%, a Modena del 6,7%, a Forlì del 4,1%, a Reggio Emilia del 4,9%. Bologna città ha messo a segno una contrazione dei valori immobiliari dell’1,6% e la provincia di Bologna segnala una diminuzione del 2,1%.

A Ferrara, Parma e Piacenza, invece, i prezzi sono stabili. Mentre nell’analisi non ci sono dati su Ravenna. Questo il quadro offerto dall’indagine di Tecnocasa, il cui Osservatorio immobiliare dal 1993 effettua un’indagine sulle case italiane. Per l’edizione 2010 la raccolta dei dati ha interessato 5.459 zone in totale per un totale di oltre 54.237 dati.

A Modena il calo dei prezzi è circa del 6,7% e risente della crisi di alcuni settori industriali come quello delle ceramiche e della maglieria. Le banche mantengono un atteggiamento prudente e i tempi di vendita si allungano. Nel Centro storico si trovano case d’epoca con un prezzo medio (dopo la ristrutturazione) di 4mila euro al metroquadro, mentre “l’usato” si vende a 2mila euro, pure se le case più care sono in piazza Grande e in via Emilia, dove si arriva a 5.000-5.500 euro al metroquadro. C’è crescita della domanda di affitto da parte delle famiglie che non riescono ad acquistare e da parte degli studenti universitari, per canoni che vanno dai 450 ai 500 euro al mese

Uno scivolone dei prezzi, invece, si è verificato a Reggio Emilia con -4,9% nei sei mesi del 2010. Lievi ribassi si sono registrati nelle aree di Regina Pacis, Baragalla, Orologio e Canalina, anche perche’ gli acquirenti preferiscono acquistare case usate perche’ piu’ economiche. Le aree piu’ apprezzate sono Regina Pacis ed Orologio che sono vicine al centro: per l’acquisto di un buon usato si spendono cifre medie di 1.200 euro al metroquadro. A Baragalla, invece, acquistare una villa di recente costruzione costa tra 1.500 e 1.900 euro al metroquadro.

Sempre a Reggio, le domande di affitto crescono, un bilocale costa sui 450 euro al mese, un trilocale circa 550.
Infine Rimini, la citta’ che ha visto la maggiore discesa dei prezzi di tutta la regione. Qui, dopo lo spostamento del Tribunale in zona Lagomaggio, il Centro storico ha dovuto fronteggiare un surplus di offerta di uffici un tempo utilizzati da avvocati e professionisti. Frequenti i cambi di destinazione d’uso per rispondere alla crescente domanda di immobili in affitto per gli studenti universitari. Il canone per una camera singola per studenti e’ compreso tra 250 e i 300 euro al mese.

Nel Centro storico prevalgono gli edifici risalenti agli anni ‘60 e ‘70, con pochi palazzi dal 1600 in poi. Le quotazioni dell’usato oscillano tra 2.300 e 3.000 euro al metro quadro, per il ristrutturato si va tra 3.500 e 4.300 euro al metroquadro. I prezzi sono in ribasso anche nelle aree di Covignano, Marecchiese, Dario Campana e Vecchia Fiera, tendenza determinata sia dalle difficolta’ di accesso al credito, sia dalla abbondante offerta sul mercato di immobili nuovi e usati.
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Wednesday, January 05, 2011 3:09 PM
Rimini, quotazioni immobiliari in calo (Fonte: casa.guidone.it - 05/01/2011)

Il mercato immobiliare a Rimini nei primi sei mesi del 2010 ha fatto segnare un calo delle quotazioni delle case del 6.9%. Da segnalare un avanzo d’offerta di uffici del centro storico della città, rimasti adesso inutilizzati a seguito dello spostamento del Tribunale in zona Lagomaggio. Molti di questi immobili hanno subito il cambio di destinazione d’uso.

Questo per rispondere alla crescente domanda di immobili in locazione da parte di studenti universitari, dopo l’imponente decentramento di numerose facoltà dell’Università di Bologna. L’affitto di una camera singola per studenti a Rimini costa tra i 250 e i 300 euro. Per ciò che riguarda le quotazioni degli immobili, nel centro storico gli appartamenti più antichi oscillano tra 2.300 euro e 3.000 euro al metro quadro, mentre si arriva fino ai 4.300 al mq per immobili ben ristrutturati.
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