Giusto per rispettare la consuetudine

, mi ci sono imbattuta per caso. Titolo e immagine della cover contenevano due promesse per le quali valeva la pena cedere.

Acquistato al volo e iniziato a leggere appena seduta in treno. Ed è stato subito magia.

Più che mai gradita considerato il periodo non favorevolissimo, per me, per la lettura. Favola e allegoria insieme “Il segreto del bosco vecchio” di Dino Buzzati racconta di quel mondo incantato che è facile vedere quando si è bambini ma che capita di non saper più cogliere quando si diventa adulti, quando, per dirla alla Conrad, si è superati quella sottile linea d'ombra... E racconta di come andando avanti negli anni, nella vecchiaia, si possa inaridire dentro e magari perdere la capacità di ammettere di aver bisogno degli altri... si possa perdere la propria dignità di uomini. E poi c'è il bosco, con i suoi abitanti, visibili e no ;-), con le sue sonorità, le sue voci... con il suo incanto, a saperlo cogliere. Difficile provare simpatia per il colonnello Procolo ma nella sua meschinità c'è tanto dell'uomo, e in chiusura non ci si può che congedare da lui rendendogli onore. A fine lettura rimane un sapore dolce e amaro insieme che sa (che è) delle cose della Vita... e poco importa che sia il vento Matteo ad avercelo lasciato.