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Sargon I
Sunday, December 31, 2006 11:01 AM
Siamo nel diciassettesimo secolo, nella prima metà per la precisione e la biblioteca vaticana riceve da unambasciatore polacco (tale Jerzy Ossolinski) un prezioso codice donato al Papa Urbano VIII.
Si tratta di un manoscritto particolare in greco, proveniente da Mosca, esattamente dal Cremlino (cioè detenuto dal potere laico), su Costantino e la sua Donazione (Constantianae donationis diploma)che i polacchi sostengono d'aver portato a Varsavia dopo il ritiro dalle terre russe.
E fin qui non v'è nulla di così misterioso..., notiamo che il dono fu fatto nel 1633 ed i polacchi andarono via da mosaca nel 1612.
Fatto sta che il cardinal San Giorgio all'inizio del secolo (1601) aveva avuto precise assicurazioni che l'unico a possedere i preziosi manoscritti greci e quindi bizantini era il Patriarca di Mosca, cioè il potere religioso.
Da allora decine di studiosi europei e russi (compresi quelli del regime comunista che ne hanno fatto un'icona particolare) hanno cerxato di dipanare la matassa, assai complicata per uno che abbia la visione cristiana occidentale.
Perchè il codice era nelle mani dei polacchi, quidni del potere laico, quando la sacralità della chiesa ortodossa impediva ad chiunque (imperatori compresi) d'impossessarsi di testi sacri ?
Uno dei tantissimi incendi della città di Mosca poteva essere la causa del passaggio dei codici tra i due poteri ?
Sargon I
Saturday, January 06, 2007 6:50 PM
In realtà a sparire fu tutta la vastissima biblioteca dei Principi di Mosca e non solo ovviamente i testi portati al Pontefice in Roma.
Tutto questo accadde inspiegabilmente a cavallo con ogni probabilità tra il la fine del XVI secolo e l'inizio del XVII, cioè ampiamente dopo la morte di Ivan IV, lo Tsar terribile, in realtà un gran mecenate dal punto di vista culturale che fece raccogliere durante il suo regno numerose collezioni delle opere e dei manoscritti più importanti della storia Umana, non ultimi quelli bizantini a cui la Russia s'ispirava come erede imperiale.
La sparizione poteva essere quindi considerata come ipotesi anche come un oltraggio alla sua figura successivamente alla dipartita, ma sembra obiettivamente un criterio di valutazione un pò troppo ottimistico.
Sargon I
Friday, January 12, 2007 5:47 PM

Dai resoconti scritti intorno al 1580 la Biblioteca personale di Ivan IV conteneva centinaia tra manoscritti, libri all'indice per eresia, bauli d'antichi libri latini, volumi provenienti dagli altopin asiatici, tartari probabilmente, perfino una maestosa Cosmgrafia, appena trent'anni più tardi ne furono ritrovati solamente una cinquantina, la razzia o la sistematica distuzione era già stata pesantemente effettuata: i polacchi presero certamente un buon numero di volumi che poi regalarono a vari corte europee e soprattutto al Papato,di certo non fecero scempio alcuno.
Un'altra ipotesi è quella che in relatà i volumi non furono mai sottratti e giacerebbero sotto le fondamenta del nuovo Cremlino, considerato che già gli incaricati delle cantine nei secoli XVII e XVIII avevano intravisto tra le colonne che impedivano l'accesso a chiunque dei bauli che avrebbero potuto contenere i preziosi manoscritti: da quel momento nessuno più è ruscito ad individuare nulla.
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