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Full Version: Il mio punto di vista
iaia70
Monday, March 14, 2005 1:17 PM
Cari voi,
mi fa piacere talvolta tornare su questo forum dove tante volte ho confidato la mia paura e il mio sconforto.
Come state?
Devo dire che sono rimasta un pò dispiaciuta perchè spulciando qui e lì sul forum ho trovato una bellissima testimonianza sulla paura che svanisce quando si affronta la vita, da molti di questo forum considerata una delle tante cose che si dicono senza che porta da nessuna parte.
Non sono affatto d'accordo. So che vi potrò sembrare "dura" ma credo che non aiuti il crogiolarsi nel "Sono belle parole, ma la realtà è tutta un'altra"!
Ripeto, la realtà è un punto di vista e aspettare da qualcuno la ricetta miracolosa per uscir fuori dal panico è una cosa utopistica. Dal panico dobbiamo uscirne noi, lavorando su noi stessi. E' logico che uscirne richiede uno sforzo di volontà cosciente, un mutare schema mentale, e non è cosa da poco, richiede una mobilitazione continua di energie e il non perdere mai di vista l'obiettivo. Bisogna AGIRE per uscirne fuori. Ecco perchè quando se ne parla sembrano tutte stupide parole. L'azione richiede il forzarsi, il fare cose che non faresti, l'"Agire contra", quindi fare lo stesso le cose con paura, riprendere a vivere insomma, e imparare a LASCIARSI ANDARE. E' una grande lezione per noi che per nostra natura vogliamo controllare tutto, dal sintomo, alla presunta malattia, alla morte. La fiducia insomma è la prima cosa. Ricordate, per star bene bisogna cambiare schemi mentali, e per cambiare schemi mentali bisogna fare uno sforzo, agire "nonostante..", insomma alla fine il punto di vista dannoso è proprio quello del "nessuno mi può capire, come sto male io non sta nessuno". In questo modo in realtà noi perpetuamo la nostra sofferenza, sciegliamo di vedere il male e non il bene, insomma ci rifiutiamo di uscirne fuori. Male e bene in realtà stiamo tutti, la vita è una ruota oggi stai bene, domani male, star bene sempre è un'illusione se è legata a qualcosa di esterno a noi. Possiamo però decidere che il nostro stato d'animo non dipende dall'accadimento esterno, perchè dentro di noi c'è un centro calmo che ci fa vivere bene nell'attimo presente. Nel presente non c'è paura perchè non c'è aspettativa, il presente è l'attimo dilatato di un'eternità piena e consapevole. La differenza tra ci sta bene e chi sta male non è data dalle esperienze felici o dolorose più o meno simili per tutti, ma nel modo di affrontarle, cioè dal punto di vista. Chi sta bene, davanti a un'esperienza dolorosa dice: "E'un'esperienza e quindi mi arricchirà..vediamo cosa posso trarne per la mia evoluzione personale o fisica o spirituale"; chi sta male penserà: "Ecco l'ennesima riprova di quanto soffro o sono sfigato".
Capite quindi la forza di un punto di vista!!!!
Un bacio a tutti.
Iaia
Deny77
Monday, March 14, 2005 2:29 PM
Carissima Iaia,
credo che tu abbia ragione: noi non abbiamo più problemi degli altri... ognuno nella propria vita ha dei momenti negativi, la differenza sta nel come li affrontiamo!

Un esempio: qualche settimana fa ho saputo che una mia cugina di 23 anni, ha scoperto di avere un principio di SCLEROSI MULTIPLA. Mentre me lo raccontava, mi sono stupita di come riuscisse a reagire difronte a questa notizia... mi ha persino detto: "Pazienza, la vita va avanti comunque!"
Ho riflettutto molto su questa cosa e mi sono detta che se fosse accaduto a me, probabilmente sarei caduta in una depressione e in uno stato d'ansia "eterno".

Purtroppo, però, ognuno reagisce secondo il proprio carattere ed il proprio modo di essere... non siamo tutti uguali (per fortuna!).
Il proprio carattere si può modificare un po', si può cercare di essere più positivi, ma ci vuole tanta, tanta forza di volontà.

nadia04
Monday, March 14, 2005 3:18 PM
Come è vero quello che dici cara Iaia. Io lo so che i miei problemi non si risolvono con i medicinali, ma con la volontà. So anche che tutti noi abbiamo vissuto e vivremo nella vita esperienze dure e quello che mi dispiace è proprio la mia incapacità di affrontare le cose in maniera più positiva....ed anche più propositiva, senza piangermi addosso alla prima difficoltà od impanicarmi come una stupida per ogni sciocchezza.
Credo anche che comunque sia difficile modificare certi meccanismi che un po' dipendono dal nostro carattere, un po' da anni ed anni di cattiva gestione delle nostre emozioni. Io ci sto provando....forse non ho ancora portato a termine un percorso di conoscenza di me stessa che poi mi aiuti ad affrontare meglio le cose. Lampante è l'esempio di Deny....io andrei nel panico più totale...ci vado per delle sciocchezze figuriamoci per una cosa seria...In più ho il maledetto vizio di pensare a cose spiacevoli anche se non accadono..e qui entra in ballo la storia del controllo perenne su tutto che sembra accumunare molti di noi ansiosi e dappisti.

Un bacio

[Modificato da nadia04 14/03/2005 15.25]

ros.castiglioni
Monday, March 14, 2005 4:56 PM
anche io concordo appieno......
e sono straconvinta delle cose che ha scritto iaia : dipende dal modo con cui NOI affrontiamo qualsiasi cosa, bella o brutta.
Il "brutto" di noi e' che anche le cose belle le affrontiamo nel modo sbagliato. Le cose brutte ci portano a dire a noi stessi "quanto siamo sfigati!", le cose belle invece, le viviamo in un attimo e l'attimo dopo le abbiamo già messe da parte....
Dovremmo riuscire a "sentire" non solo i sintomi negativi che il nostro corpo ci manda, ma anche quelli positivi....che di solito snobbiamo.... o non ci accorgiamo neppure!!

Ma da tutti questi discorsi dunque....mi sembra che una cosa salta all'occhio : il pessimismo.
Mi sembra che ci manchi proprio la fiducia in noi stessi ma non solo! Anche la fiducia nel mondo!!! Negli altri!!
Diciamo sempre di dover cominciare danoi stessi, e aver fiducia in noi...ma io penso che in fondo fiducia e stima di noi stessi ce l'abbiamo, sappiamo di esser molto sensibili e maturi.
La paura ci blocca, ma ci blcca molto davanti al mondo, davanti agli altri e davanti alle cose da fare.
E affrontiamo il tutto con molto pessimismo.
Dovremmo DAVVERO scovare cio' che c'e' di buono in ogni giornata...in ogni azione che facciamo. O almeno...inziare da una azione al giorno!!! E scoprire il lato buono di questa cosa.....


daienna
Monday, March 14, 2005 6:01 PM
Boh dipende.Dipende se no non esisterebbe quella malattia chiamata depressione dove sbiadiscono le facoltà cognitive e la forza di volontà va a farsi fottere.
Non è la forza di volontà che conta ma la passione per i propri obiettivi.
Come si fa ad inculcare ad una persona la passione se la passione non c'è?Mi chiedo spesso come mi porro' davanti a futuri clienti-pazienti soggetti a depressione.Come si fa?

"Se fosse cosi' semplice non sarei ridotto cosi'"

[Modificato da daienna 14/03/2005 18.07]

topo.1
Monday, March 14, 2005 7:00 PM
Re:
[QUOTE][DIM]7pt[=DIM]Scritto da: iaia70 14/03/2005 13.17
Cari voi,
mi fa piacere talvolta tornare su questo forum dove tante volte ho confidato la mia paura e il mio sconforto.
Come state?
Devo dire che sono rimasta un pò dispiaciuta perchè spulciando qui e lì sul forum ho trovato una bellissima testimonianza sulla paura che svanisce quando si affronta la vita, da molti di questo forum considerata una delle tante cose che si dicono senza che porta da nessuna parte.
NON HO CAPITO NULLA DI QUESTE 9 RIGHE, MA AMMETTO DI ESSERE POCO INTELLIGENTE.
Non sono affatto d'accordo. So che vi potrò sembrare "dura" ma credo che non aiuti il crogiolarsi nel "Sono belle parole, ma la realtà è tutta un'altra"!
GIA', HAI RAGIONE, E' PROPRIO COSI'.
Ripeto, la realtà è un punto di vista e aspettare da qualcuno la ricetta miracolosa per uscir fuori dal panico è una cosa utopistica. Dal panico dobbiamo uscirne noi, lavorando su noi stessi. E' logico che uscirne richiede uno sforzo di volontà cosciente, un mutare schema mentale, e non è cosa da poco, richiede una mobilitazione continua di energie e il non perdere mai di vista l'obiettivo. Bisogna AGIRE per uscirne fuori. Ecco perchè quando se ne parla sembrano tutte stupide parole.
FORSE PER QUESTO BISOGNA "ESSERCI IL PIU' POSSIBILE, NON SOLO QUANDO ABBIAMO BISOGNO DEGLI ALTRI, ANZI, SOPRATTUTTO, QUANDO NON NE ABBIAMO BISOGNO!"
L'azione richiede il forzarsi, il fare cose che non faresti, l'"Agire contra", quindi fare lo stesso le cose con paura,
SEMBRA FACILE!
riprendere a vivere insomma, e imparare a LASCIARSI ANDARE. E' una grande lezione per noi che per nostra natura vogliamo controllare tutto, dal sintomo, alla presunta malattia, alla morte. La fiducia insomma è la prima cosa. Ricordate, per star bene bisogna cambiare schemi mentali, e per cambiare schemi mentali bisogna fare uno sforzo, agire "nonostante..", insomma alla fine il punto di vista dannoso è proprio quello del "nessuno mi può capire, come sto male io non sta nessuno".
E PER CHI NON CE LA FA DA SOLO? CHI ATTENDERE? A CHI CHIEDERE AIUTO? FORSE AL GRUPPO? MA DOVE E' IL GRUPPO? DOVE SEI TU?
In questo modo in realtà noi perpetuamo la nostra sofferenza, sciegliamo di vedere il male e non il bene, insomma ci rifiutiamo di uscirne fuori. Male e bene in realtà stiamo tutti, la vita è una ruota oggi stai bene, domani male, star bene sempre è un'illusione se è legata a qualcosa di esterno a noi. Possiamo però decidere che il nostro stato d'animo non dipende dall'accadimento esterno, perchè dentro di noi c'è un centro calmo che ci fa vivere bene nell'attimo presente. Nel presente non c'è paura perchè non c'è aspettativa, il presente è l'attimo dilatato di un'eternità piena e consapevole. La differenza tra ci sta bene e chi sta male non è data dalle esperienze felici o dolorose più o meno simili per tutti, ma nel modo di affrontarle, cioè dal punto di vista. Chi sta bene, davanti a un'esperienza dolorosa dice: "E'un'esperienza e quindi mi arricchirà..vediamo cosa posso trarne per la mia evoluzione personale o fisica o spirituale"; chi sta male penserà: "Ecco l'ennesima riprova di quanto soffro o sono sfigato".
Capite quindi la forza di un punto di vista!!!!
BRAVA! MA BISOGNA "PRATICARE"... TI VA DI ESSERCI? DI NON APPARIRE IMPROVVISAMENTE E SPARIRE POI PER MESI? PENSO ALLA PRATICA BUDDISTA, DI CUI TU, IMMAGINO, NON SEI A DIGIUNO...
FORZA... AIUTACI!
Un bacio a tutti.
Iaia
[/DIM][/QUOTE]
SONO QUA, ATTENDO!
TOPO
topo.1
Monday, March 14, 2005 7:03 PM
Re: Re:
[QUOTE][DIM]7pt[=DIM]Scritto da: topo.1 14/03/2005 19.00

SONO QUA, ATTENDO!
TOPO
[/DIM][/QUOTE]

NEL PRECEDENTE POST VANNO LETTE LE FRASI IN MAIUSCOLO... MA SI VEDONO POCO.
RISCRIVO:

Scritto da: iaia70 14/03/2005 13.17
Cari voi,
mi fa piacere talvolta tornare su questo forum dove tante volte ho confidato la mia paura e il mio sconforto.
Come state?
Devo dire che sono rimasta un pò dispiaciuta perchè spulciando qui e lì sul forum ho trovato una bellissima testimonianza sulla paura che svanisce quando si affronta la vita, da molti di questo forum considerata una delle tante cose che si dicono senza che porta da nessuna parte.

-NON HO CAPITO NULLA DI QUESTE 9 RIGHE, MA AMMETTO DI ESSERE POCO INTELLIGENTE.-

Non sono affatto d'accordo. So che vi potrò sembrare "dura" ma credo che non aiuti il crogiolarsi nel "Sono belle parole, ma la realtà è tutta un'altra"!

-GIA', HAI RAGIONE, E' PROPRIO COSI'.-

Ripeto, la realtà è un punto di vista e aspettare da qualcuno la ricetta miracolosa per uscir fuori dal panico è una cosa utopistica. Dal panico dobbiamo uscirne noi, lavorando su noi stessi. E' logico che uscirne richiede uno sforzo di volontà cosciente, un mutare schema mentale, e non è cosa da poco, richiede una mobilitazione continua di energie e il non perdere mai di vista l'obiettivo. Bisogna AGIRE per uscirne fuori. Ecco perchè quando se ne parla sembrano tutte stupide parole.

-FORSE PER QUESTO BISOGNA "ESSERCI IL PIU' POSSIBILE, NON SOLO QUANDO ABBIAMO BISOGNO DEGLI ALTRI, ANZI, SOPRATTUTTO, QUANDO NON NE ABBIAMO BISOGNO!"-

L'azione richiede il forzarsi, il fare cose che non faresti, l'"Agire contra", quindi fare lo stesso le cose con paura,

-SEMBRA FACILE!-

riprendere a vivere insomma, e imparare a LASCIARSI ANDARE. E' una grande lezione per noi che per nostra natura vogliamo controllare tutto, dal sintomo, alla presunta malattia, alla morte. La fiducia insomma è la prima cosa. Ricordate, per star bene bisogna cambiare schemi mentali, e per cambiare schemi mentali bisogna fare uno sforzo, agire "nonostante..", insomma alla fine il punto di vista dannoso è proprio quello del "nessuno mi può capire, come sto male io non sta nessuno".

-E PER CHI NON CE LA FA DA SOLO? CHI ATTENDERE? A CHI CHIEDERE AIUTO? FORSE AL GRUPPO? MA DOVE E' IL GRUPPO? DOVE SEI TU?-

In questo modo in realtà noi perpetuamo la nostra sofferenza, sciegliamo di vedere il male e non il bene, insomma ci rifiutiamo di uscirne fuori. Male e bene in realtà stiamo tutti, la vita è una ruota oggi stai bene, domani male, star bene sempre è un'illusione se è legata a qualcosa di esterno a noi. Possiamo però decidere che il nostro stato d'animo non dipende dall'accadimento esterno, perchè dentro di noi c'è un centro calmo che ci fa vivere bene nell'attimo presente. Nel presente non c'è paura perchè non c'è aspettativa, il presente è l'attimo dilatato di un'eternità piena e consapevole. La differenza tra ci sta bene e chi sta male non è data dalle esperienze felici o dolorose più o meno simili per tutti, ma nel modo di affrontarle, cioè dal punto di vista. Chi sta bene, davanti a un'esperienza dolorosa dice: "E'un'esperienza e quindi mi arricchirà..vediamo cosa posso trarne per la mia evoluzione personale o fisica o spirituale"; chi sta male penserà: "Ecco l'ennesima riprova di quanto soffro o sono sfigato".
Capite quindi la forza di un punto di vista!!!!

-BRAVA! MA BISOGNA "PRATICARE"... TI VA DI ESSERCI? DI NON APPARIRE IMPROVVISAMENTE E SPARIRE POI PER MESI? PENSO ALLA PRATICA BUDDISTA, DI CUI TU, IMMAGINO, NON SEI A DIGIUNO...
FORZA... AIUTACI!-

Un bacio a tutti.
Iaia

CIAO
TOPO


alessio982
Monday, March 14, 2005 8:41 PM
Anche tu daienna quando senti quella canzone l'associ a questo problema?? Idem...
daienna
Tuesday, March 15, 2005 11:24 AM
Ciao Alessio,si' è proprio cosi'.Poi mi succede anche che quando sono fuori casa e mi tremano le gambe di canticchiarmi mentalmente:"Si puo' far finta che non ci sia niente Anche quando ti tremano le gambe"e di sentirmi un poco piu' tranquilla..Il potere della musica

ciao
Presuming Ed
Tuesday, March 15, 2005 12:17 PM
Cara Iaia,
ho letto con molto piacere il tuo intervento, le tue parole sono di estremo conforto per me e per tutti quelli che vivono questa situazione. Anche io sto realizzando che per uscire dal meccanismo del panico bisogna cambiare prospettiva e in questo senso mi sto sforzando di andare avanti e di fare più cose possibili nonostante la paura. Sono in terapia da 1 anno, smontare e rimontare il mio vissuto mi ha permesso di ridurre notevolmente la sintomatologia del disturbo e di conoscermi meglio. Ho imparato che il sintomo è un messaggio che va ascoltato, decifrato e utilizzato per stare meglio.
Ti chiedo una cosa, rispondimi solo se ti va: è stato necessario per te modificare in parte l’impostazione della tua vita? Hai cambiato qualcosa a livello lavorativo, sentimentale o nei rapporti con gli altri?
Ti chiedo questo perché io sono ancora nella fase in cui non vorrei cambiare niente di me tranne il panico, ma ho l’impressione che se essere come sono mi ha portato ad avere delle crisi di paura qualcosa devo necessariamente modificare.

Continua a scrivere ogni tanto, leggerti mi da coraggio.
Grazie.

Eddie

iaia70
Tuesday, March 15, 2005 1:29 PM
a eddie e topo
Caro Eddie,
non è che ho cambiato le coordinate della mia vita, è che cercando di modificare me stessa sono anche piano piano cambiate le cose che mi stavano attorno.
Cerco di spiegarmi meglio. Non ho cambiato lavoro, non lavoravo prima, non lavoro ora, ma mentre prima vedevo questo come un limite, ora è uno dei miei punti di forza. Ho capito che per realizzare me stessa non ci vuole un obbligo o qualcuno che mi dica se son brava o meno, coltivo tanti interessi che mi piacciono e dove liberamente esprimo me stessa. Grazie al fatto di avere del tempo libero ho finalmente realizzato un piccolo sogno che avevo nel cassetto: scrivere. In più nella mia quotidianità vivo con gioia le piccole cose, mio figlio e i suoi progressi, cucinare, persino pulire il pavimento mentre ascolto Bach o Mozart diventa per me un momento di gioia e serenità. Secondo me se cambi il mondo esterno se per esempio cambi casa, lavoro o giro di amici ma non cambi te, in realtà tutto resta uguale, perchè gli altri e il mondo sono uno specchio che riflette fedelmente il tuo modo di essere e ti rimanda l'immagine perfetta di te. Quindi se stai male il tuo malessere te lo porti ovunque. Ho cambiato il mio modo di rapportarmi agli altri questo sì, uno perchè sono abbastanza serena due perchè tutte le volte che le persone mi feriscono o hanno atteggiamenti poco carini nei miei confronti, anzichè prendermela mi chiedo cosa cercano di insegnarmi, cosa mi stanno rimandando indietro di me. Ecco questo per me è stato fondamentale. Vedo le persone come messaggeri di qualcosa per me e quelli che mi fanno star male lo sono doppiamente perchè se provocano in me una reazione vuol dire che scoprono un mio punto debole col quale non sono ancora scesa a patti e che con tutta probabilità mi rifiuto di vedere.
Per quanto riguarda te, Topo, sì certo che mi fa piacere esserci e aiutarvi per quanto ne sia capace; ma non voglio risultare come quella che dà consigli o peggio risultare invadente, io porto solo la mia piccola esperienza.
Un abbraccio. Iaia

iaia70
Tuesday, March 15, 2005 1:51 PM
Dimenticavo..Vorrei passarvi un'informazione che per me è stata essenziale. Un medico una volta mi disse che esistono due tipi di cervello nell'uomo uno emotivo l'altro razionale. Il razionale pensa e desidera cose concrete, comprarsi una casa, sposarsi, avere quel lavoro etc. All'emotivo non interessa nulla di tutto ciò. Al cervello emotivo interessa una sola cosa: provare emozioni. E la cosa più interessante è che il cervello emotivo NON DISTINGUE tra emozione positiva e emozione negativa, per lui vanno bene tutte e due, l'importante è nutrirsi di emozioni. QUANDO NOI NON NUTRIAMO NEL PRESENTE IL CERVELLO EMOTIVO CON EMOZIONI POSITIVE LUI VA IN AUTOMATICO E "CREA" EMOZIONI ANCHE NEGATIVE (SE QUESTA è STATA LA NOSTRA ABITUDINE MENTALE IN GRAN PARTE DELLA NOSTRA VITA) PUR DI SENTIRSI VIVO.
Ecco da dove nasce il perpetuarsi della paura, del panico o delle ansie.
Quando io ho saputo questo, mi sono aiutata moltissimo a nutrire la mia parte emotiva di emozioni "buone" di cose che mi piacevano e per cui provavo interesse ed entusiasmo.
Ragazzi non vi lasciate depistare da "come vi vogliono gli altri" o dai ruoli che vi impongono e che credete di dover sostenere!
Pippolina
Tuesday, March 15, 2005 2:51 PM
grazie Iaia,
c'è molta consapevolezza in quello che scrivi, è stato piacevole leggerti.
Spero anch'io un giorno di poter riportare la mia esperienza a persone che ne avranno di bisogno.

Grazie ancora.

Presuming Ed
Monday, September 12, 2005 10:28 AM
Cara Iaia,
vorrei tanto sapere come ti vanno le cose, se la parentesi ansiosa della tua vita la consideri ormai un ricordo.
Speso rileggo le tue parole e devo dire che hanno il potere di infondermi coraggio e speranza.
Ti ricordo con affetto.

Eddie

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