Re: Re:
[QUOTE][DIM]7pt[=DIM]Scritto da: topo.1 14/03/2005 19.00
SONO QUA, ATTENDO!
TOPO
[/DIM][/QUOTE]
NEL PRECEDENTE POST VANNO LETTE LE FRASI IN MAIUSCOLO... MA SI VEDONO POCO.
RISCRIVO:
Scritto da: iaia70 14/03/2005 13.17
Cari voi,
mi fa piacere talvolta tornare su questo forum dove tante volte ho confidato la mia paura e il mio sconforto.
Come state?
Devo dire che sono rimasta un pò dispiaciuta perchè spulciando qui e lì sul forum ho trovato una bellissima testimonianza sulla paura che svanisce quando si affronta la vita, da molti di questo forum considerata una delle tante cose che si dicono senza che porta da nessuna parte.
-NON HO CAPITO NULLA DI QUESTE 9 RIGHE, MA AMMETTO DI ESSERE POCO INTELLIGENTE.-
Non sono affatto d'accordo. So che vi potrò sembrare "dura" ma credo che non aiuti il crogiolarsi nel "Sono belle parole, ma la realtà è tutta un'altra"!
-GIA', HAI RAGIONE, E' PROPRIO COSI'.-
Ripeto, la realtà è un punto di vista e aspettare da qualcuno la ricetta miracolosa per uscir fuori dal panico è una cosa utopistica. Dal panico dobbiamo uscirne noi, lavorando su noi stessi. E' logico che uscirne richiede uno sforzo di volontà cosciente, un mutare schema mentale, e non è cosa da poco, richiede una mobilitazione continua di energie e il non perdere mai di vista l'obiettivo. Bisogna AGIRE per uscirne fuori. Ecco perchè quando se ne parla sembrano tutte stupide parole.
-FORSE PER QUESTO BISOGNA "ESSERCI IL PIU' POSSIBILE, NON SOLO QUANDO ABBIAMO BISOGNO DEGLI ALTRI, ANZI, SOPRATTUTTO, QUANDO NON NE ABBIAMO BISOGNO!"-
L'azione richiede il forzarsi, il fare cose che non faresti, l'"Agire contra", quindi fare lo stesso le cose con paura,
-SEMBRA FACILE!-
riprendere a vivere insomma, e imparare a LASCIARSI ANDARE. E' una grande lezione per noi che per nostra natura vogliamo controllare tutto, dal sintomo, alla presunta malattia, alla morte. La fiducia insomma è la prima cosa. Ricordate, per star bene bisogna cambiare schemi mentali, e per cambiare schemi mentali bisogna fare uno sforzo, agire "nonostante..", insomma alla fine il punto di vista dannoso è proprio quello del "nessuno mi può capire, come sto male io non sta nessuno".
-E PER CHI NON CE LA FA DA SOLO? CHI ATTENDERE? A CHI CHIEDERE AIUTO? FORSE AL GRUPPO? MA DOVE E' IL GRUPPO? DOVE SEI TU?-
In questo modo in realtà noi perpetuamo la nostra sofferenza, sciegliamo di vedere il male e non il bene, insomma ci rifiutiamo di uscirne fuori. Male e bene in realtà stiamo tutti, la vita è una ruota oggi stai bene, domani male, star bene sempre è un'illusione se è legata a qualcosa di esterno a noi. Possiamo però decidere che il nostro stato d'animo non dipende dall'accadimento esterno, perchè dentro di noi c'è un centro calmo che ci fa vivere bene nell'attimo presente. Nel presente non c'è paura perchè non c'è aspettativa, il presente è l'attimo dilatato di un'eternità piena e consapevole. La differenza tra ci sta bene e chi sta male non è data dalle esperienze felici o dolorose più o meno simili per tutti, ma nel modo di affrontarle, cioè dal punto di vista. Chi sta bene, davanti a un'esperienza dolorosa dice: "E'un'esperienza e quindi mi arricchirà..vediamo cosa posso trarne per la mia evoluzione personale o fisica o spirituale"; chi sta male penserà: "Ecco l'ennesima riprova di quanto soffro o sono sfigato".
Capite quindi la forza di un punto di vista!!!!
-BRAVA! MA BISOGNA "PRATICARE"... TI VA DI ESSERCI? DI NON APPARIRE IMPROVVISAMENTE E SPARIRE POI PER MESI? PENSO ALLA PRATICA BUDDISTA, DI CUI TU, IMMAGINO, NON SEI A DIGIUNO...
FORZA... AIUTACI!-
Un bacio a tutti.
Iaia
CIAO
TOPO