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Cal e lun
Saturday, January 27, 2007 9:52 PM

"Se un altro io avesse potuto scrivere i miei racconti, non li avrei scritti. Li ho scritti per deporre. Il mio ruolo è quello del testimone. Di qui la solitudine che pesa su ognuna delle mie frasi, e su ognuno dei miei silenzi. Ogni libro è insieme il mio primo e il mio ultimo libro. E ogni storia racconta la vita e la lotta del primo e dell'ultimo ebreo che hanno conosciuto la loro solitudine. Non raccontare, o raccontare qualcos'altro, significherebbe tradirli, abbandonarli, e peggio: portare falsa testimonianza".

“Il nostro primo gesto di uomini liberi fu quello di gettarci sulle vettovaglie. Non pensavamo che a quello, né alla vendetta, né ai parenti: solo al pane.

E anche quando non avemmo più fame non ci fu nessuno che pensò alla vendetta. Il giorno dopo, qualche giovanotto corse a Weimar a raccogliere patate e vestiti, e qualche ragazza, ma di vendetta nessuna traccia.

Tre giorni dopo la liberazione di Buchenwald io caddi gravemente ammalato: un’intossicazione. Fui trasferito all’ospedale e passai due settimane fra la vita e la morte.

Un giorno riuscii ad alzarmi, dopo aver raccolto tutte le mie forze. Volevo vedermi nello specchio che era appeso al muro di fronte: non mi ero più visto dal ghetto.

Dal fondo dello specchio un cadavere mi contemplava.

Il suo sguardo nei miei occhi non mi lascia più.

(Elie Wiesel, La notte, Edizione Giuntina, Firenze 2001, p. 112)
Cal e lun
Saturday, January 27, 2007 10:06 PM
La notte
“Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.

Mai dimenticherò quel fumo.

Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.

Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.

Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.

Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.

Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai. […]

(Elie Wiesel, La notte, Edizione Giuntina, Firenze 2001, pp. 39-40
lun
Sunday, January 28, 2007 4:29 PM
Primo Levi

"Bisogna ricordare il Male nelle sue estreme efferatezze e conoscerlo bene anche quando si presente in forme apparentemente innocue. Quando si pensa che uno straniero, o un diverso da noi, è un Nemico si pongono le premesse di una catena al cui termine c'è un Lager, il campo di sterminio".

Primo Levi
Caleidos
Sunday, January 28, 2007 6:01 PM
5 piccole poesie per Sissel di Daniel Vogelmann
***

Cara sorellina,

tu sei stata uccisa

in un campo di concentramento

tanti anni fa.

Oggi io ti dedico

queste cinque piccole poesie.

***

Come non sperare

nell'immortalita' dell'anima?

Potrei incontrare finalmente

la mia sorellina Sissel,

volata in cielo prima che io nascessi

Mi verrebbe incontro sorridendo

e mi direbbe dolcemente:

"Ah, tu sei Daniel".


***

"Muor giovane colui ch'al ciel e' caro"

(Menandro e Leopardi)

Dovevi essere davvero cara a Dio

se ti ha voluto cosi' presto con se'.

Ma allora dimmi, tu che forse sai tutto:

noi non gli siamo cari?

***

Promettimi

che mi darai la mano

il giorno che arrivero' da te.

Perche', sai,

un po' di paura

mi e' rimasta...

***

Ora ti saluto, sorellina.

Aiutami a vivere, se puoi.

E anche a morire.

Come ti ho gia' detto,

spero d'incontrarti un giorno.

E immagino che saro' molto emozionato.


***
Sissel aveva 8 anni, viveva a Firenze. Insieme ai genitori fu arrestata dalla polizia fascista. Fu incarcerata a Milano e poi, con il treno partito il 30 Gennaio del 1944, fu portata ad Auschwitz.
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