Re: la teoria di Gibson
Etrusco, 25/09/2008 23.29:
GIBSON SENIOR E IL GIALLO SIRI - I DUBBI SU QUEL CONCLAVE DEL ’58…
Torna in auge, anche per dare spunto a un presunto giallo, il cardinale Giuseppe Siri (scomparso nell’89), arcivescovo di Genova per 40 anni, protagonista di quattro conclavi e campione del tradizionalismo. Molti allievi hanno fatto carriera: il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, il nuovo cerimoniere del Papa, Guido Marini, il teologo Gianni Baget Bozzo. Giulio Andreotti ne caldeggia la beatificazione.
Hutton Gibson, padre di Mel, regista di The Passion, rilancia la teoria del «complotto progressista»:
il 26 ottobre 1958 Siri sarebbe stato eletto papa dal conclave riunito dopo la morte di Pio XII e avrebbe scelto il nome di Gregorio XVII, ma sarebbe stato costretto a rinunciare per fare posto al futuro Giovanni XXIII.
Secondo Gibson e il suo movimento di «sedevacantisti», tutti i pontificati successivi, da Angelo Roncalli a Joseph Ratzinger, sarebbero dunque illegittimi, e così il Concilio Vaticano II. (Ignazio Ingrao)
sulla presunta elezione di Siri:
Siri eletto Papa?
Genova, 9 dicembre 1962. Il Cardinale Giuseppe Siri durante la messa per la canonizzazione di San Francesco Maria da Camporosso. Secondo un sacerdote vietnamita, padre Khoat,
Giuseppe Siri sarebbe stato legittimamente eletto papa il 26 ottobre del 1958 nel conclave successivo alla morte di Pio XII. Le tesi di Khoat si basano sul fatto che, durante il conclave del 1958,
la sera del 26 ottobre del fumo bianco si levò ininterrotamente per cinque minuti dal camino della Cappella Sistina, indicando che il nuovo papa era stato eletto, aveva accettato la nomina e aveva scelto il nome. Sempre secondo Khoat, Siri avrebbe assunto il nome di Gregorio XVII .
Quello stesso giorno, alle 18, la notizia venne annunciata con gioia dalla Radio Vaticana. Padre Pellegrino, speaker della Radio Vaticana, disse: "Il fumo è bianco, non c'è alcun dubbio. Il Papa è stato eletto". Fu ordinato alle guardie svizzere di uscire dalla caserma e di prendere posizione per l'imminente apparizione del Papa alla loggia delle benedizioni. Nonostante la folla in trepidante attesa in piazza San Pietro, la finestra della loggia centrale della basilica non si aprì. Il principe Sigismondo Chigi, maresciallo del conclave, telefonò allora al segretario del conclave, monsignor Santoro, che era all'interno, per chiedergli in che modo dovesse essere interpretata la fumata. Santoro diede ordine al principe di notificare che "il fumo era bianco". Padre Pellegrino, mezz'ora dopo, ai microfoni della radio commentò: "Non è possibile rimuovere l'impressione del fumo bianco in 300.000 persone, la causa dell'errore deve essere ricercata altrove".
Alcuni minuti dopo la fumata divenne nera. Secondo l'articolo era stata diffusa una nota proveniente dal conclave dove si confermava la fumata bianca e l'elezione del papa.
Secondo alcune indiscrezioni, Siri era stato eletto papa al quarto ballottaggio del 26 ottobre, primo giorno di conclave, elezione a cui seguì una violenta protesta da parte dei cardinali riformatori, che si alzarono in piedi minacciando di voler costituire una chiesa scismatica se l'elezione di Siri fosse stata annunciata pubblicamente. Siri, allora, avrebbe replicato: "Se non mi volete, eleggete un altro". Tale dichiarazione fu accolta come una volontà di abdicazione. Tuttavia, secondo il diritto canonico, l'abdicazione valida del pontefice deve essere un atto libero. Di conseguenza, le dimissioni forzate dovrebbero essere considerate nulle. La notizia dell'elevazione al papato di Siri, corredata da un'ampia documentazione, venne inserita in un dossier compilato dal Federal Bureau of Investigation il 10 aprile 1961, dossier rimasto segreto fino al 1994. Il primo a leggere quel dossier fu Paul Williams, ex consulente dell'FBI, che pubblicò un fascicolo intitolato "The Vatican Exposed", nel quale documentava di aver esaminato alcuni rapporti dell'FBI che confermavano la notizia secondo la quale l'intelligence USA era al corrente che Siri era stato eletto papa il 26 ottobre 1958 e che aveva assunto il nome di Gregorio XVII.
Secondo questo rapporto, Siri venne legittimamente eletto papa, accettò la nomina e scelse il nome, ma i cardinali dell'Europa dell'Est imposero a Siri di rinunciare al papato in quanto la sua elezione "avrebbe causato gravi disordini e l'assassinio di diversi vescovi dietro la Cortina di Ferro".
Nel 1987 la questione ebbe una certa eco sulla stampa dopo la comparsa di un articolo del giornalista Louis Hubert Remy. Dopo aver intervistato Siri a Genova, Remy pubblicò un lungo articolo intitolato: "Il Papa potrebbe essere il Cardinale Siri?". Nel 1990 il giornalista Malachi Martin parlò dell'elezione di Siri durante il conclave del 1958 nel suo libro "Keys of this Blood". Nell'edizione del settembre 2004 del notiziario "Inside the Vatican", padre Charles-Roux affermò che l'elezione di Angelo Roncalli il 28 ottobre 1958 fu irregolare per il fatto che il papa legittimo era Siri, eletto due giorni prima. Sempre secondo questo studio, Roncalli scelse appositamente l'inconsueto nome di un antipapa (Giovanni XXIII) allo scopo di indicare che qualcosa di irregolare era avvenuto nel conclave. Il 18 maggio 1985 padre Khoat e Louis Hubert Remy vennero ricevuti dal cardinale Siri a Genova.
Durante l'udienza, Remy domandò a Siri se era vero quanto si diceva circa la sua elezione a papa nel 1958. Secondo i presenti all'incontro, Siri "stette per lunghi attimi in silenzio, quindì alzò gli occhi al cielo con un senso di sofferenza e di dolore, unì le mani, e, pesando le parole con gravità, disse: Sono legato dal segreto. Questo segreto è orribile. Potrei scrivere libri sui diversi conclavi. Cose molto serie sono accadute in quelle occasioni. Ma non posso dire nulla. Questa teoria è sostenuta da alcuni sedevacantisti, ovvero da quei cattolici che non considerano valide le elezioni da Giovanni XXIII all'attuale pontefice Benedetto XVI. Nel libro di Benny Lay "Il Papa non eletto" è ricordato il fatto che Siri, sia nel conclave del 1958 che in quello del 1963, aveva ricevuto da parte del cardinale Ignace Gabriel I Tappouni l'offerta di candidarsi a pontefice, che Siri avrebbe rifiutato. Nei due conclavi del 1978 gli mancarono pochi voti per poter essere eletto. Nella sua ultima conversazione con Benny Lai, il 18 settembre 1988, Giuseppe Siri lasciò intendere la sua amarezza per ciò che la Chiesa era diventata dopo la morte di Pio XII. Lo fece indirettamente chiedendo perdono a Dio per non avere accettato la candidatura nei conclavi a cui aveva partecipato: "Ho fatto male perché avrei evitato di compiere certe azioni... Vorrei dire, ma ho timore a dirlo, certi errori. Quindi ho avuto un grande rimorso e ho chiesto perdono a Dio. Ho commesso un errore, e oggi lo capisco. Spero che Dio mi perdoni".
Da
Wikipedia