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g
Friday, March 06, 2009 5:10 PM

Il latino di La Russa

(6 marzo 2009)

Il ministro della Difesa, ospite a Omnibus La7, non resiste al gusto della citazione. Ma fa uno strafalcione
La Russa, che è anche avvocato, ha ricordato un proverbio famoso nell'ambiente del diritto: "C'è un vecchio detto tra noi avvocati che dice Tot capitae tot sententiae". Il problema è che la parola "capitae", da "caput, capitis" (testa), non esiste. La citazione corretta è "Tot capita (o quot capita) tot sententiae". Un peccato veniale, certo

vid Rep


g
Friday, March 06, 2009 5:10 PM
sperminator
Friday, March 06, 2009 5:48 PM
mai avventurarsi in cose molto piu' complicate di noi ...
g
Friday, May 01, 2009 12:06 PM
Compagno La Russa

April 21st, 2009 at 11:57AM
2 Comments

Il ministro Ignazio La Russa, intervenuto ieri sera in una trasmissione sportiva su Rai2, ha detto che i cori razzisti contro Ballottelli sono vergognosi. "Usare questo strumento per danneggiare un avversario fa schifo" ha dichiarato inorridito l'avvocato La Russa. Conoscendo le sue posizione non sempre così aperte, delle due l'una: o è impazzito o è interista.

grazia

Grazia Rongo


sperminator
Friday, May 01, 2009 12:14 PM
Re:
g, 01/05/2009 12.06:

Compagno La Russa

April 21st, 2009 at 11:57AM
2 Comments

Il ministro Ignazio La Russa, intervenuto ieri sera in una trasmissione sportiva su Rai2, ha detto che i cori razzisti contro Ballottelli sono vergognosi. "Usare questo strumento per danneggiare un avversario fa schifo" ha dichiarato inorridito l'avvocato La Russa. Conoscendo le sue posizione non sempre così aperte, delle due l'una: o è impazzito o è interista.

grazia

Grazia Rongo






la seconda che hai detto
g
Sunday, May 17, 2009 5:19 PM
Le dichiarazioni a margine di una riunione del Ppe a Trieste
Sulle richieste di asilo:
"Potranno essere vagliate direttamente a bordo delle navi"
Frattini "Vertice Ue su migranti"
La Russa: "Unhcr criminale"




Il ministro degli Esteri
Franco Frattini

Il ministro della Difesa al termine
di un incontro a Tripoli:
"Da Libia garanzia sui respinti
Nessuno rimpatriato contro la sua volontà.
Nessuna coercizione da parte delle navi della Marina"

TRIESTE - Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha auspicato che "il tema dell'immigrazione e in particolare della politica comune europea sulla questione siano inseriti nel prossimo Consiglio europeo di giugno". Polemiche invece del ministro della Difesa, Ignazio la Russa, che dopo le richieste fatte ieri dall'Unhcr ha detto che l'Alto commissariato Onu per i rifugiati "non conta un fico secco". Poi in serata, dopo un incontro a Tripoli con il ministro degli Esteri libico, Mousa Coosa, ha aggiustato il tiro e ha difeso gli uomini della Marina: assolvono "esclusivamente azione umanitaria, nessuna coercizione" da parte loro nei confronti di chi tenta la traversata.

"Una voce sola". "Il problema dell'immigrazione è grave - ha aggiunto Frattini - non possiamo ricordarcelo solo quando viene estate. E' necessario che l'Unione Europea parli con una sola voce su tre aspetti: la difesa e la promozione dei diritti della persona umana, le grandi libertà e la democrazia fuori e dentro i propri confini".

Richieste di asilo. Frattini sostiene anche che "le richieste di asilo da parte degli immigrati che vengono recuperati in mare potrebbero essere vagliate direttamente a bordo delle navi. Purtroppo - ha detto il ministro a margine della riunione straordinaria del gruppo Ppe del Comitato delle Regioni - A livello europeo non c'è una lista di Paesi sicuri, per cui ognuno si comporta in modo diverso".

Crisi. Sulla crisi finanziaria attualmente in corso in Europa, Frattini ha proposto la creazione di un istituto di vigilanza europeo perché "in questa fase non hanno molto senso le vigilanze nazionali. Se ogni Banca centrale nazionale ha i propri sistemi di controlli, che cosa deve fare la Bce? Noi siamo per una politica che accresca il tasso d'Europa nella vita di tutti i giorni e nelle politiche dei Paesi membri".

Opposizione. Infine una stoccata all'opposizione: "La sinistra perde perché fa opposizione al Paese e non a Berlusconi. In Italia, come del resto d'Europa, terrorizza le imprese e i cittadini-consumatori - ha aggiunto Frattini - Non fa proposte alternative di fronte alla crisi economica internazionale, ma terrorizza. In pratica, fa opposizione ai cittadini con proposte solo demagogiche. Per questo sarà sconfitta alle prossime elezioni europee''.

"L'Unhcr? Criminale e disumano". Sul tema immigrazione è intervenuto anche La Russa, polemizzando nei confronti dell'Alto Commissariato per i Rifugiati dell'Onu. "E' un'organizzazione che non conta un fico secco - ha detto il ministro della Difesa da un Pdl point di Milano - l'atteggiamento di questo organismo è disumano e criminale". Sui respingimenti: "La legge che li consente è sempre la Bossi-Fini, ma è Berlusconi in prima persona che è riuscito a fare quello che nessuno era riuscito a fare".

La Russa: "Da Libia garanzie su respinti". In serata dopo un incontro a Tripoli con il ministro degli Esteri libico, Mousa Coosa, il ministro La Russa è tornato sull'argomento riferendo di aver chiesto garanzie sul trattamento degli immigrati riaccompagnati in Libia dopo essere stati intercettati in acque internazionali. "Ho insistito per avere notizie - ha detto La Russa - sulle condizioni umanitarie in cui si vengono a trovare coloro che noi abbiamo riaccompagnato in Libia. Ho avuto risposte esaurienti". "Nessuno è stato rimpatriato contro la sua volontà", ha detto ancora. "Non c'è stata alcuna azione di rimpatrio coatto nei confronti di nessuno".

La Russa: "Libia chiede tavolo Ue-Ua". La Libia auspica un tavolo di lavoro tra Unione europea e Unione africana per affrontare il problema del controllo dei flussi migratori e ha chiesto all'Italia di farsi promotrice di questa iniziativa. "Il ministro degli Esteri libico - ha spiegato La Russa - ha chiesto un tavolo di lavoro tra Ue e Ua e mi ha chiesto di aiutarlo a sviluppare questo rapporto, che deve essere paritetico sul problema dei flussi migratori. E io - ha detto La Russa - credo che abbia perfettamente ragione".

La Russa: "Nessuna coercizione da navi militari". Infine, tornando sulla polemica con l'Unhcr, il ministro della Difesa ha precisato che le navi della Marina militare impegnate nel controllo dei flussi migratori assolvono "esclusivamente azione umanitaria, nessuna coercizione", ribadendo l'attività di sostegno e di aiuto che le forze armate, e la Marina in particolare, danno ai "disperati che tentano la traversata" del Canale di Sicilia. "Che succede se i clandestini si rifiutano di salire a bordo della nave militare che intende soccorrerli?" si chiede La Russa. "La risposta è che se non vogliono, noi non possiamo costringerli". La Marina militare, ha concluso, "sta agendo solo in funzione umanitaria, c'è solo un'azione di aiuto agli immigrati ed è per questo che mi arrabbio quando i nostri marinai vengono tacciati da questi organismi internazionali come se facessero chissà che cosa".

(16 maggio 2009)




g
Sunday, May 17, 2009 5:20 PM
IL COMMENTO
La guerra dichiarata
al nemico migrante

di EUGENIO SCALFARI

Il tema dei migranti domina su tutti gli altri l'attenzione degli italiani e delle istituzioni che li rappresentano. Se ne occupa il Parlamento, ne legifera il governo con decreti e voti di fiducia, ne discutono le forze politiche e i "media". La Chiesa si è mobilitata in forze e il presidente della Repubblica è anche lui intervenuto per condannare tentazioni di xenofobia e una retorica che si fa un vanto di chiudere la porta in faccia ad un popolo di disperati che dall'Africa e dall'Oriente tenta di raggiungere l'Europa, il continente del benessere e della gioia (così lo vedono), dei lustrini e della vita facile. Insomma Bengodi.

Questo tema infiamma la campagna elettorale in corso ancor più (ed è tutto dire) del conflitto che oppone Berlusconi a sua moglie e che al di là degli aspetti privati mette in causa la credibilità del presidente del Consiglio e la sua reticenza di fronte a questioni delicatissime e tuttora rimaste senza risposta.

La discussione sui barconi affollati di poveretti "senza arte né parte" secondo la definizione elegante del presidente del Consiglio, investe i problemi della sicurezza, del lavoro, della guerra tra poveri, della criminalità organizzata, ma anche l'etica, la solidarietà, la lotta contro le discriminazioni. Insomma un viluppo di problemi che non è semplice districare ma che incide direttamente sulla sensibilità e sulle legittime paure degli italiani, una volta tanto definibili come indigeni di fronte all'ondata di stranieri che si riversa sui nostri confini marittimi e terrestri.

In questo clima, il governo risponde brutalmente alle critiche dell'Onu, e il ministro La Russa arriva a definire l'Unhcr un'organizzazione "disumana e criminale". D'altronde la Lega e la destra hanno fatto di questo tema il cavallo di battaglia della campagna elettorale di un anno fa, hanno scommesso sulla paura e l'hanno enfatizzata come più potevano. Dovevano dunque pagare il debito contratto con i loro elettori alla vigilia di un altro appuntamento con le urne. Di qui il "respingimento" dei barconi in alto mare, che ha tutte le caratteristiche di uno spot pubblicitario accolto con soddisfazione da una vasta platea di italiani intimoriti e incattiviti dall'arrivo dei barbari, invasori delle nostre terre e della nostra tranquillità.

C'è un punto di equilibrio tra queste due opposte rappresentazioni della realtà? C'è una soluzione che salvaguardi valori e interessi che sembrano inconciliabili?

* * *

Se trionfasse la ragionevolezza sull'emotività non sarebbe difficile trovare quel punto di equilibrio, ma sono molti gli ostacoli che vi si frappongono.

Il primo ostacolo sta nell'interesse politico della Lega e del partito che si è dato il nome (quanto mai incongruo) di Popolo della libertà. Questo interesse mira a mantenere alto il livello di emotività di un'ampia parte del paese e se possibile ad alzarlo sempre di più. Bisogna distrarre l'opinione pubblica da altri temi incombenti e non favorevoli al governo: la crisi economica, la distruzione crescente di posti di lavoro, la perdita di competitività del sistema-Italia, il terremoto d'Abruzzo e i disagi che ne derivano e che sono ancora lontani dall'essere soddisfatti, la cicatrice tutt'altro che rimarginata della credibilità pubblico-privata del premier.

Bisogna trovare un nemico esterno sul quale concentrare la rabbia della gente ed eccolo pronto, quel nemico: è il popolo dei barconi. Le guerre servono a indicare un bersaglio infiammando l'opinione pubblica patriottarda e questa è una guerra. A questo serve il "respingimento", a questo servono le ronde, a questo serve aver istituito il nuovo reato di immigrazione clandestina.

In realtà il 90 per cento del popolo dei migranti entra in Italia e in Europa dai confini dell'Est europeo, l'immigrazione dal mare non supera un decimo dei flussi d'ingresso, ma respingere i barconi con la marina da guerra è molto più teatrale, fa scena, slega gli istinti xenofobi di chi assiste allo spettacolo dal proprio tinello guardando la televisione.

Si dice: quella gente "senza arte né parte" è ingaggiata dalla mafia, trasportata dalla mafia, e da essa controllata; viene da noi per delinquere, ricondurli da dove sono partiti è dunque un nostro diritto, anzi un dovere verso noi stessi e verso la Comunità europea. Ma manca la prova che i migranti dei barconi siano collusi con la mafia. Vengono dai luoghi più disparati, dal Sudan, dall'Eritrea, dall'Etiopia, dalla Nigeria, dal Maghreb, dall'Africa equatoriale. Hanno attraversato boscaglie, foreste, deserti. Inseguono un sogno e affrontano la morte e le sevizie per mesi e mesi. Collusi con la mafia? Trasportati dalla mafia degli scafisti, questo sì. E poi carne da macello di tutte le violenze. E per finire anche con la nostra.

Non è respingendo i barconi che la nostra sicurezza migliorerà. Non è con le ronde. Non è con la vessazione e con le denuncie.

Bossi ha detto: io parlo con la gente e la gente vuole questo. è vero, Bossi parla con la gente e trova consensi. Ma si vorrebbe sapere qual è la gente con la quale parla il leader della Lega.

Certo, l'emotività contro il nemico migrante si estende. è un buon segno? Non direi. è un "trend" verso il peggio. I leader politici che avessero il senso della responsabilità dovrebbero scoraggiarlo. Se invece ne godono, se si fregano le mani e alzano le dita a V come simbolo di vittoria e come fa il nostro ministro dell'Interno compiono un pessimo servizio verso l'interesse nazionale. Giorgio Napolitano, quando manifesta preoccupazione per la retorica sull'immigrazione parla proprio di questa irresponsabilità. Sarà un caso, ma il Capo dello Stato riscuote fra l'80 e il 90 per cento di consenso nazionale. Con chi parlano Bossi, Maroni, Calderoli?

* * *

Quel "trend" irresponsabile e così irresponsabilmente alimentato lambisce anche persone insospettabili. Mi hanno molto stupito e preoccupato alcune recenti dichiarazioni del sindaco di Torino, uno dei leader del Partito democratico. Ha detto che respingere i barconi non viola il diritto internazionale ed ha ragione. Ha aggiunto che il "respingimento" è autorizzato dall'Unione europea e fu adottato nel 1997 da Prodi e D'Alema per bloccare il flusso migratorio dall'Albania. Ha ragione anche su questo punto ma con una piccola differenza: in Albania c'erano anche la polizia e i militari italiani, i centri di raccolta erano sotto il nostro costante controllo e non sono paragonabili con quanto accade nell'inferno dei centri di raccolta libici.

Ma c'è un punto che più mi incuriosisce nelle parole di Chiamparino. Il sindaco di Torino propone di concentrare gli sbarchi verso due porti da indicare dell'Italia meridionale. Sbarchi settimanali, autorizzati a trasportare i migranti regolari o regolarizzabili. Che cosa significa regolari o regolarizzabili? Vuole dire quelli chiamati da un datore di lavoro italiano? Quelli non hanno bisogno di imbarcarsi sui barconi degli scafisti, possono prendere navi di linea e arrivare dove vogliono. Di chi sta parando Chiamparino? Qualche spiegazione sarebbe necessaria. Chi è chiamato non è clandestino. Chi è clandestino non è regolarizzabile e viene respinto in alto mare. Esiste una terza categoria "chiampariniana"? Ed anche "maroniana" e persino "berlusconiana" che noi non conosciamo? è una nostra lacuna informativa. Allora per favore colmatela.

Ho letto che Maroni sta per riproporre il tema delle badanti. Pare ci siano molte badanti clandestine. La polizia le scoverà e saranno rapidamente rimpatriate.

Chiamparino è d'accordo? Spiegatevi perché le vostre parole e le vostre proposte sono molto confuse.

* * *

Da qualche giorno i giornali fanno anche il nome di Piero Fassino tra coloro che dissentirebbero dal segretario del Pd sul tema dell'immigrazione. Fassino è persona che dice sì oppure no con grande chiarezza; non ha in mente altro che l'interesse pubblico e non quelli di partito e di bassa politica. Perciò gli ho chiesto direttamente quale sia la sua posizione in proposito.

Mi ha detto: 1) il "respingimento" è consentito dall'Unione europea. 2) Fu sperimentato con successo per stroncare il traffico di persone in provenienza dall'Albania. 3) L'Albania era sotto controllo della Nato e in particolare dell'Italia. 4) La situazione con la Libia è completamente diversa. 5) I centri di raccolta libici dovrebbero esser messi sotto controllo internazionale; riportare il popolo dei barconi in quei centri significa riconsegnarli ad un sistema di vessazioni crudeli. 6) Il governo italiano dovrebbe chiedere a quello libico un diritto di ispezione dei centri e condizionare a quel diritto l'erogazione delle risorse finanziarie che l'Italia ha promesso alla Libia.

Infine Fassino ha aperto un altro capitolo che a me pare di grande importanza: qual è la politica del governo italiano verso gli immigrati regolari che da anni vivono e lavorano nel nostro paese? è una politica di accoglienza e di integrazione o invece è il suo contrario?

* * *

Quella politica in realtà è un altro ostacolo enorme che si frappone al raggiungimento d'un equilibrio sull'intera questione dell'immigrazione e della sicurezza.

Gli immigrati regolari sono oggi 4 milioni di persone ai quali vanno aggiunti i cittadini europei provenienti dall'Est (romeni, polacchi, ungheresi eccetera).

Le previsioni sui flussi e sulla demografia ci dicono che tra dieci anni gli immigrati "regolari" saranno il 10 per cento dei residenti in Italia. Nel 2020 saranno il 15. Più o meno in tutta Europa sarà quello (e anche più) il livello degli immigrati e figli di immigrati. L'Italia, come già la Francia e la Gran Bretagna, sarà un paese multietnico, multiculturale, multireligioso. Non è un'opinione, è un fatto ed esiste già ora.

Ha ragione Fassino di porre il problema: qual è la nostra politica per gestire questo fenomeno? Del resto anche Fini la pensa allo stesso modo e pone le stesse domande.

Il premier ha già risposto: l'Italia non è un paese multietnico, il governo non vuole che lo diventi e non lo diventerà. Infatti le leggi in corso di approvazione ed il modo con le quali sono già preventivamente fin da ora gestite va nella direzione voluta da Berlusconi, Maroni e naturalmente Bossi.

Il risultato sarà questo: l'estensione della cittadinanza sarà sempre più lenta e contrastata; l'accoglienza istituzionale incerta e insoddisfacente; i rapporti tra le comunità di immigrati e i cittadini italiani saranno di diffidenza e non di integrazione, specie nelle zone di più intensa presenza cioè nel centro nord, la parte più ricca e produttiva del paese.

Questa situazione è quanto di peggio ci si prepara.

Non serve a nulla inseguire su questo terreno leghisti e berluscones. A questa deriva bisogna opporsi, tutelando la sicurezza, non soffiando sulla paura, denunciando il mancato rispetto dei diritti civili nei paesi di provenienza a cominciare dalla Libia. Infine coinvolgendo l'Unione europea in una politica europea dell'immigrazione. Si può fare, però sembra un sogno ad occhi aperti.

(17 maggio 2009)

Rep


sperminator
Sunday, May 17, 2009 5:22 PM
altra grandissima figura in giro per il mondo ...
g
Sunday, May 17, 2009 5:23 PM
L'organismo dell'Onu per i rifugiati
ribatte all'attacco del ministro La Russa
Ferrero: "Boldrini mai stata iscritta al Prc" L'Arci:
"Il governo ha perso la testa"
Lo stupore dell'Alto commissariato
"Dal ministro accuse infondate"




La Portavoce dell'Unhcr in Italia,
Laura Boldrini

"Non dev'essere piaciuta la fermezza
nella condanna dei respingimenti"

di VLADIMIRO POLCHI
ROMA - Oltre seimila impiegati, 50 milioni di rifugiati assistiti, 278 uffici in 111 paesi, due premi Nobel per la Pace (nel 1954 e nel 1981). Eccola la carta d'identità dell'Unhcr: una delle principali agenzie umanitarie del mondo. La stessa che il ministro Ignazio La Russa ha liquidato ieri come "uno degli organismi che non contano un fico secco".

L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati è presente in Italia fin dal 1953. L'ufficio di Roma partecipa alla procedura di determinazione dello status di rifugiato. Dal 2006, l'ufficio italiano ha ampliato le proprie competenze diventando rappresentate, oltre che per l'Italia, anche per Cipro, Grecia, Malta, Portogallo, San Marino e Santa Sede. Il portavoce in Italia è Laura Boldrini: marchigiana, laureata in legge, giornalista pubblicista, dal '98 in forza all'Unhcr, dopo aver lavorato prima alla Fao e poi al World Food Programme. Una donna "disumana o criminale", stando alle parole del ministro della Difesa. L'attacco è a sorpresa. La Boldrini preferisce non replicare: "Non ho nulla da dire, nulla da commentare", ripete a quanti la chiamano. Ma nel quartiere generale del Commissariato non si nasconde lo stupore per le accuse considerate infondate e pretestuose. Il colpo sferrato a freddo da La Russa fa male. Soprattutto perché inatteso. Basta pensare che in queste stesse ore al Viminale si sta pensando all'apertura di un tavolo tecnico tra Italia, Libia, Unione europea e Unhcr sulla questione dei respingimenti in mare. La Boldrini è poi nota per le sue posizioni moderate e talvolta fin troppo diplomatiche. Neppure era presente all'incontro di venerdì scorso tra ministro dell'Interno e delegato per l'Italia dell'Unhcr, Laurens Jolles.

E allora come si spiega l'attacco? Al governo non deve essere piaciuta la fermezza dell'organismo Onu nel condannare la sua politica dei respingimenti. Piena solidarietà alla Boldrini arriva dal Consiglio italiano per i rifugiati. "Sono allibito - afferma Christopher Hein, direttore del Cir - la Boldrini è sempre stata molto attenta nelle sue dichiarazioni. Attaccarla, in quanto portavoce, significa attaccare l'Unhcr, l'organismo più grande della Nazioni Unite, rispettato in tutto il mondo civile". E ancora: "Il governo deve aver perso la testa - sbotta Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell'Arci - e far passare Laura Boldrini come un'estremista è un paradosso. Noi infatti abbiamo spesso criticato l'Unhcr perché troppo rigido e restrittivo nei parametri di riconoscimento dei rifugiati e di concessione dell'asilo".

Anche la comunità di Sant'Egidio si muove a difesa dell'Unhcr: "Con i rifugiati fanno un ottimo lavoro - spiega Paolo Ciani, uno dei responsabili immigrazione della comunità - per questo resta incomprensibile l'attacco di un ministro". Non è tutto. Per La Russa, la Boldrini sarebbe una nota esponente di Rifondazione Comunista. "La Boldrini non è iscritta al nostro partito, né mai lo è stata - replica Paolo Ferrero, segretario Prc - ormai il governo si sta avvitando in una situazione sempre più razzista e fascistoide, non accettando alcuna critica che gli viene rivolta in nome di valori di civiltà".

(17 maggio 2009)

Rep


g
Sunday, May 17, 2009 5:27 PM
Il ministro attenua i toni dopo la polemica
con il rappresentante italiano dell'organismo Onu
Le sue parole: "Disumana", "criminale" ed
"esponente di Rifondazione comunista"
Attacco all'Unhcr, La Russa dispiaciuto
"Ma ieri ho detto quello che penso"




Il ministro della Difesa,
Ignazio La Russa

"Non ho nulla contro la Boldrini
e si è sentita offesa me ne dispiace
però considero più umana l'azione di nostri marinai".
Gasparri: "Ce ne freghiamo"

TRIPOLI - "Io non ho niente contro la signora Boldrini, non la conosco, non mi permetterei di offendere e se si è sentita offesa me ne dispiace". All'indomani delle polemiche con l'Alto Commissariato Onu per i rifugiati, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, attenua i toni e si dice pronto ad un colloquio chiarificatore con la portavoce dell'organismo internazionale. Ma a rialzare la voce ci pensa Maurizio Gasparri: "Ce ne freghiamo", rincara il capogruppo Pdl al Senato.

La Russa. Dopo aver parlato di organizzazione che "non conta un fico secco", e di comportamenti "disumani o criminali" della rappresentante italiana Laura Boldrini, La Russa torna a difendere le scelte dell'esecutivo e il lavoro che svolgono i marinai italiani nel riaccompagnare nei porti libici i migranti che vengono intercettati in acque extracomunitarie: "Continuo a dire - afferma infatti il ministro, parlando da Tripoli a margine dei lavori dell'Iniziativa 5+5 - che considero più umana l'azione che stanno svolgendo meritoriamente i nostri marinai nel riaccompagnare, come vuole la legge del mare, nel porto più vicino i migranti che vengono intercettati in acque extraterritoriali, piuttosto che sottoporli ad un lungo viaggio, ad una lunga permanenza nei nostri centri di identificazione ed espulsione per poi espellerli".

"Parole forti, ma lo continuo a pensare". "Non ho capito - aggiunge il titolare della Difesa - come si potesse immaginare un'azione non umanitaria da parte dei nostri marinai che stanno solo obbedendo alla legge del mare, senza porre in essere alcune azione coercitiva. Non mi è piaciuto e l'ho detto, forse con parole forti, ma lo continuo a pensare".

A chi gli chiedeva se fosse disposto ad un chiarimento con la portavoce dell'Unhcr La Russa ha risposto: "Non mi sottraggo mai ai momenti di colloquio e di confronto. E peraltro - ha concluso, facendo riferimento alle sue affermazioni di ieri a Milano - è sempre difficile tramutare in dichiarazioni quello che si dice in un comizio".

Gasparri. "Ieri ero con La Russa quando ha
risposto alle accuse che ci vengono fatte dall'Unhcr e condivido pienamente le sue parole. Non si capisce a che titolo parli questa signora Boldrini e, per dirla con La Russa, ce ne freghiamo", ribatte Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato. "Noi non accettiamo lezioni di democrazia da nessuno - aggiunge Gasparri - L'Italia è una grande democrazia e i respingimenti avvengono in linea a norme di diritto internazionale".

Casini. "Che il ministro della Difesa dichiari guerra all'Onu non mi sembra un'idea geniale", dice il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. "La Russa ogni tanto si dovrebbe ricordare che è ministro della Difesa e prima di parlare dovrebbe pensarci non una ma dieci volte, proprio per il ruolo istituzionale che ha".

(17 maggio 2009)

Rep


g
Sunday, May 17, 2009 5:36 PM
Re:
sperminator, 17/05/2009 17.22:

altra grandissima figura in giro per il mondo ...



Da vantarsene


g
Friday, May 29, 2009 12:46 AM
Anarchico aggredisce La Russa
Senatore del Pdl lo prende a pugni




L'aggressore fermato dalle
forze dell'ordine

Contestazione contro il ministro della Difesa Ignazio La Russa, a Genova per la campagna elettorale. Il ministro stava visitando il centro storico quando un uomo, un cittadino spagnolo, gli si è avvicinato e ha cercato di aggredirlo. L'uomo è stato subito fermato dalla polizia. Nel tentativo di difendere il ministro dall'aggressione il senatore Giorgio Bornacin ha sferrato un pugno all'aggressore, mentre gli uomini della scorta lo mettevano in un angolo contro la vetrina di un negozio.

GUARDA La sequenza del fermo

La Russa era arrivato poco prima davanti alla Commenda di Prè, dove lo aspettavano il presidente del municipio Centro Est Aldo Siri, il parroco padre Maurizio e alcuni esponenti del partito. Il ministro ha visitato alcuni negozi di via Prè, fermandosi a dialogare con i commercianti, molti dei quali stranieri. Poco dopo l'aggressione da parte dello spagnolo.

Nel marsupio dell'uomo i carabinieri hanno poi trovato due cacciaviti e un tronchese. L'aggressore è stato accompagnato in caserma per l'identificazione: si tratta di un anarchico spagnolo, S.J.A. sulla trentina, da anni residente in Italia, pluripregiudicato. L'uomo fu arrestato in passato per fatti analoghi a Bologna.

"Nel corso del giro ci avevano avvertito che c'era uno scalmanato - ha commentato il senatore Bornacin - per questo volevo che finisse presto. E ora mi chiedo se ci sia venuto da solo o se lo abbiano mandato. Siamo in un'Italia dove un ministro della Repubblica viene aggredito in un centro storico. Questo non era avvenuto neanche negli anni più pesanti".

Il ministro La Russa ha minimizzato l'episodio e già in via Prè aveva esortato gli uomini della scorta a non fare del male al contestatore.
(28 maggio 2009)

rep GE


g
Friday, April 02, 2010 7:28 PM
La Russa a Ferrara perde le staffe con un cronista della Nuova



Vivace battibecco tra il ministro Ignazio La Russa,
a Ferrara nel tour elettorale per le regionali,
e un cronista della Nuova, innescato dal numero
dei reali partecipanti della manifestazione a piazza San Giovanni.
Alla domanda sui numeri presunti gonfiati della manifestazione di Roma
il ministro ha perso le staffe

FERRARA - Tante scuse dopo un vivace battibecco con un cronista della Nuova, innescato dal numero dei reali partecipanti della manifestazione a piazza San Giovanni: protagonista il ministro Ignazio La Russa oggi a Ferrara nel tour elettorale per le regionali, accompagnato dal senatore Alberto Balboni, che alla domanda sui numeri presunti «gonfiati» della manifestazione di Roma del Pdl ha perso le staffe, battendo i pugni sul tavolo, e ha battibeccato col cronista che lo incalzava, interrompedolo e senza fargli terminare l'articolata risposta, tanto da far sbottare il ministro stesso, alzando i decibel.

La Russa stava obiettando che sui numeri gonfiati, i primi maestri erano la Cgil e il vecchio Pci, e la sinistra, tanto che alla manifestazione di 10 giorni fa a Roma, del centro-sinistra e del popolo viola, erano stati dichiarate 250 mila persone, mentre ve ne erano solo 25 mila.

Mentre La Russa spiegava questo concetto, spiegano i testimoni, veniva interrotto e incalzato dal cronista e ciò ha fatto innervosire il ministro. «Si è trattato di uno scatto di nervi subito rientrato» spiegava il senatore Balboni a battibecco concluso. «Nessun battibecco, nessuno è stato offeso semmai si è trattato a mio avviso di un richiamo al proprio ruolo, da politico a giornalista».

La tensione in aula si è alzata però grazie al contributo indiretto del pubblico in sala quando alla domanda di La Russa «lei per quale giornale scrive?», e alla risposta, la Nuova Ferrara, e visto che il ministro non conosce il quotidiano locale, dal pubblico hanno spiegato «è più a sinistra dell'Unità!». Per cui la Russa continuava a battibeccare contro i «comunisti», mentre il cronista cercava di avere risposte sulla non necessità di gonfiare i numeri.

Al termine dell'incontro, il cronista è stato avvicinato dal ministro che gli ha chiesto formalmente scusa per aver perso il controllo: sono gli scherzi dello stress della campagna elettorale.
(22 marzo 2010)

Nuova Ferrara


g
Friday, April 02, 2010 7:31 PM
Re:
g, 02/04/2010 19.28:

La Russa a Ferrara perde le staffe con un cronista della Nuova



Vivace battibecco tra il ministro Ignazio La Russa,
a Ferrara nel tour elettorale per le regionali,
e un cronista della Nuova, innescato dal numero
dei reali partecipanti della manifestazione a piazza San Giovanni.
Alla domanda sui numeri presunti gonfiati della manifestazione di Roma
il ministro ha perso le staffe



XII

È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.


Stà 1 pò calmino,camerata


sperminator
Friday, April 02, 2010 11:14 PM
minkia hanno vinto le elezioni e stanno incazzati, pensa se le avessero perse ...
g
Thursday, April 15, 2010 1:03 PM
Ha capito la gravità del sequestro dei 3 medici di Emergency ed ha fatto 1 comunicaz a Karzai:"6 in debito e ci devi rispettare"

C'ha messo 1 pò di giorni,ma ha capito
Braaavooooo
g
Saturday, April 17, 2010 12:04 AM
Pensavo alla figura meskina di ieri da Santoro
sperminator
Saturday, April 17, 2010 8:08 AM
Re:
g, 17/04/2010 0.04:

Pensavo alla figura meskina di ieri da Santoro




il bello e' che si crede un genio
g
Saturday, April 17, 2010 10:28 AM
Re: Re:
sperminator, 17/04/2010 8.08:




il bello e' che si crede un genio

Il bello è ke Giovedì ha capito ke Gino è + intelligente di lui,ma soprattutto gli brucia ke lo è anke Concita ke è femmina e x giunta anke bella


sperminator
Saturday, April 17, 2010 10:43 AM
Re: Re: Re:
g, 17/04/2010 10.28:

Il bello è ke Giovedì ha capito ke Gino è + intelligente di lui,ma soprattutto gli brucia ke lo è anke Concita ke è femmina e x giunta anke bella






infatti, per loro l' equazione e' donna = oggetto sessuale inferiore, se poi la donna e' bella e' doppiamente ogetto sessuale e doppiamente inferiore
g
Saturday, April 17, 2010 10:46 AM
Re: Re: Re: Re:
sperminator, 17/04/2010 10.43:




infatti, per loro l' equazione e' donna = oggetto sessuale inferiore, se poi la donna e' bella e' doppiamente ogetto sessuale e doppiamente inferiore

E qst rende la constatazia di avantieri ulteriormente autoinfamante


sperminator
Saturday, April 17, 2010 11:07 AM
Re: Re: Re: Re: Re:
g, 17/04/2010 10.46:

E qst rende la constatazia di avantieri ulteriormente autoinfamante






secondo me michele l' ha fatto apposta
g
Saturday, April 17, 2010 2:10 PM
Re: Re: Re: Re: Re: Re:
sperminator, 17/04/2010 11.07:




secondo me michele l' ha fatto apposta

Nn credo ke sia stato lui,e nn c'era menco bisogno di Concy e Gino,bastava Lucifero


sperminator
Saturday, April 17, 2010 2:24 PM
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re:
g, 17/04/2010 14.10:

Nn credo ke sia stato lui,e nn c'era menco bisogno di Concy e Gino,bastava Lucifero






e' vero che si sputtana da solo, pero' ...
g
Saturday, April 17, 2010 5:05 PM
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re:
sperminator, 17/04/2010 14.24:




e' vero che si sputtana da solo, pero' ...

Ammetterai ke vederlo umiliato come avantieri o deriso in faccia dalla Finokkiaro 1 paio di mesi fà è 1 soddisfazia


sperminator
Saturday, April 17, 2010 6:38 PM
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re:
g, 17/04/2010 17.05:

Ammetterai ke vederlo umiliato come avantieri o deriso in faccia dalla Finokkiaro 1 paio di mesi fà è 1 soddisfazia






appunto .. e in queste soddisfazia ci intravedo lo zampino di michele ...
g
Saturday, April 17, 2010 8:48 PM
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re:
sperminator, 17/04/2010 18.38:




appunto .. e in queste soddisfazia ci intravedo lo zampino di michele ...

La Finokkiaro era da Floris e Gino e Concita nn hanno bisogno di sollecitazioni x prendersi delle soddisfazioni



g
Friday, May 07, 2010 12:42 AM


g
Monday, May 17, 2010 1:27 AM

La biblioteca
di 'Gnazio La Russa

"Le biblioteche dei politici". A cura di Stefano Pisani. Voce di Simone Salis.
Fonte: l'Unità

vid l'U

Ki mi spiega?





g
Wednesday, May 19, 2010 1:42 AM
La gaffe di La Russa

di Gianluca Barca
Al Ministro Ignazio La Russa non è piaciuto l’impegno del Siena domenica contro l’Inter. Anzi, lo ha definito “una vergogna”. Nello sport, come in politica, evidentemente, a quelli come lui piace “vincere facile”. Non importa come. La sua partita ideale deve essere quella che fu disputata il 21 novembre del 1973 allo Stadio Nacional di Santiago tra il Cile e l’Unione Sovietica, match di qualificazione ai Mondiali del 1974. Un incontro che l’Urss rifiutò di giocare nell’impianto dove fino a poche ore prima il regime di Pinochet aveva torturato e fucilato i dissidenti. E così, davanti alle tribune affollate di tifosi, il Cile si schierò nella formazione titolare contro…nessuno e il capitano Francisco Valdes, del Colo Colo, segnò il più triste e patetico gol della storia del football mondiale.

Fu una tragica parodia dello sport, così come nel 1956 ne fu parodia la sfida rugbistica disputata a Auckland, in Nuova Zelanda, tra gli Springboks e i New Zealand Maori, i nativi del Sud del Pacifico ai quali il Ministro neozelandese Ernest Corbett chiese di non battere il Sudafrica dell’apartheid “per il bene del rugby e delle relazioni fra i due paesi”. Tra i fischi del pubblico i Maori vennero sconfitti 37-0. Da noi Pinochet non c’è ancora. Per l’apartheid ci stiamo attrezzando. La parodia del calcio, Siena permettendo, spesso e volentieri ce l’abbiamo già. Unita a quella della politica offre un risultato straordinario: il ministro Ignazio La Russa.
18 maggio 2010

l'U


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