=Vin=
Sunday, November 12, 2006 12:11 AM
Il Mistero di Cogne
Ho letto con attenzione la prima parte del libro della signora Franzoni pubblicato insieme ad un giornalista, pubblicata in anteprima dal settimanale GENTE ai primi di Novembre 2006, e devo dire che la lettura di questo primo documento mi ha lasciato letteralmente frastornato. La signora si dilunga sui primi momenti del ritrovamento di Samuele sotto le coperte, ferocemente colpito alla fronte da un oggetto contundente mai trovato, sulla sua angoscia nel momento in cui tocca una sostanza bianca, probabilmente la fuoriuscita dal cranio di materia cerebrale, sui concitati attimi delle telefonate alla guardia medica, sulle sue grida, sull’aiuto urlato dalla finestra verso una sua vicina, sul suo spasmodico tentativo di rintracciare la dottoressa Satragni, sugli attimi angoscianti dell’attesa dell’elicottero…..Non c’è che dire, a me la mamma di Cogne mi sembra abbastanza lucida e debbo dire, fino a prova contraria, totalmente innocente. Alla luce di questo documento vien da pensare: perché la Legge non ha mai indagato a fondo verso altri sbocchi investigativi?; perché si è concentrata unicamente sulla Franzoni? Un fatto o alcuni fatti sono certi: manca la confessione, manca l’arma del delitto, manca il movente, manca tutto….solo indizi inconsistenti e di nessun valore: gli zoccoli, il pigiama…..Ma non si condanna un’imputata solo su perizie fatte su indumenti indossati o meno dall’imputata, tanto meno su presunte perizie psichiatriche che del resto hanno dimostrato la totale sanità mentale dell’accusata. E allora? Chi ha ucciso il piccolo Samuele? Non è facile fare supposizioni, del resto l’autopsia non è stata chiara a questo proposito: si parla dell’uccisione avvenuta verso le 8:10, poi quest’orario è stato corretto e spostato più avanti quando la madre accompagna l’altro figlio all’autobus scolastico…in sostanza non si sa nulla di nulla. Intanto, nell’assenza assoluta di ogni prova provata, la Franzoni viene condannata in primo grado a trent’anni di galera e lasciata a piede libero, una decisione che fa a pugni con ogni razionalità giudiziaria: se fosse colpevole, perché la si lascia in libertà?; se è innocente, perché la si condanna? Da questi interrogativi non se ne esce facilmente. La perizia psichiatrica non dice proprio nulla: quand’anche fosse stata giudicata incapace di intendere e di volere, come si fa da questo risultato a passare all’imputazione? Tutti coloro che risultano malati di mente, sono forse colpevoli? Ma allora si dovrebbero arrestare milioni e milioni di persone che soffrono di problematiche psicologiche…..Ma lasciamo per un momento questo tipo di argomentazioni e andiamo al sodo: che significa la frase ripetuta dal nonno paterno poche settimane dopo l’omicidio del piccolo Samuele, allorché questi dichiara alla stampa che in questa vicenda entrano in gioco fattori misteriosi che non possono essere dati alla stampa?; e che vuol dire quell’oscura allusione fatta dalla difesa dell’accusata secondo la quale a Cogne ci sarebbe una persona di cui tutti avrebbero paura pure a pronunciarne il nome e che di conseguenza, aggiungo io, risulterebbe del tutto intoccabile? Chi è questa persona? La Legge ha indagato a fondo su questa pista? E i rumori sentiti dalla Franzoni di notte nel garage sottostante? E le impronte sulla maniglia dello stesso locale? Troppe cose non quadrano. A dire la verità, ogni qualvolta la televisione inquadra la cittadina di Cogne e la villetta del mistero, con tutt’intorno una scena di solitudine immensa e con una strada soprastante capace di facilitare una presunta fuga dell’assassino, non posso esimermi dal pensare che quella famiglia, come attesta la stessa Franzoni, viveva una situazione di disagio ambientale terribile, la signora si vedeva osservata, mal vista, invidiata perché evidentemente troppo legata alla famiglia, veniva giudicata troppo poco amalgamata col tessuto sociale di Cogne, lo stesso marito si dice avesse avuto qualche problema col Comune presso il quale svolgeva qualche funzione di carattere amministrativo, si parla di amici troppo interessati e fors’anche troppo invadenti alla vista di quella famigliola tranquilla che non dava fastidio a nessuno, si accenna al carattere troppo poco espansivo della mamma, al suo carattere solitario, alla sua persona poco incline a partecipare alla vita sociale di Cogne, tutte cose forse vere che del resto appaiono normalissime se si pensa che la signora Franzoni non è originaria di Cogne ma di un comune dell’Emilia Romagna presso il quale vive tuttora insieme alla famiglia paterna. Tutti possiamo capire cosa significa andare a vivere da straniero o da straniera in un posto lontano dove magari esiste un altro modo di interpretare la vita sociale e civile, possiamo immaginarci come veniva etichettata la “straniera”, superba, egoista, troppo presa dai suoi problemi per cercare un abboccamento amicale con i suoi compaesani acquisiti. Da qui alla diffamazione e alla calunnia il passo è molto breve. Si parla addirittura di amanti e di sette sataniche e chi più ne ha più ne metta. La difesa della Franzoni ha parlato spesso di conoscere chi è l’autore materiale del delitto, salvo poi non farne menzione alla Procura di Aosta, un altro atteggiamento che non fa altro che ingigantire il mistero, del resto i colpevoli dovrebbe trovarli la Procura e non la difesa, questa è la Legge. Alla luce di quanto precede, mi chiedo e chiedo alla Giustizia: e se non fosse la Franzoni?; quale altra pista investigativa si dovrebbe seguire? Il punto è proprio qui. La Legge ha indagato molto poco su piste alternative, si è concentrata unicamente sulla mamma e quindi il Processo si è arenato senza vie di uscita. E allora? Allora credo che siamo dinanzi ad un Segreto di Stato grande quanto una montagna, un Segreto talmente misterioso che non si ha il coraggio di portare a conoscenza dell’opinione pubblica, come del resto viene confermato dalle frasi del nonno paterno e della difesa poc’anzi riferite, un Segreto che ritengo rimarrà sempre tale perché non si vuol dire la Verità. Teniamo conto che nel nostro paese sono avvenuti negli ultimi tempi fatti talmente tenebrosi da far venire la pelle d’oca: la sparizione della bambina di Mazzara del Vallo, la sparizione dei due bambini di Gravina…..chi può smentire l’ipotesi che il piccolo Samuele stesse per diventare vittima di un’oscuro sequestro e che all’arrivo della mamma il colpevole, dopo aver colpito a morte il piccolo perché magari piangeva, se la sia data a gambe senza aver potuto portare in porto il suo proposito? Perché non si sono mai trovati i responsabili di questi delitti? Perché, pur in presenza di tecnologie avveniristiche che si avvalgono di intercettazioni telefoniche e di mezzi spaziali in grado di fotografare persino un ago in un pagliaio, non si è riusciti a cavare un ragno dal buco? Perché non si è mai trovato il responsabile del delitto avvenuto a Roma nella via Carlo Poma? Perché non si è mai saputo perché e dove è andata a finire Emanuela Orlandi, figlia di un funzionario del Vaticano? E la piccola Celentano, sparita moltissimi anni fa e di cui ormai si sono perse tutte le tracce? Perché i servizi segreti sono in grado di acciuffare pericolosi terroristi e non sono in grado invece di venire a capo di vicende all’apparenza tanto facili da risolvere? E’ logico, è sostenibile pensare che diverse persone scompaiano dalla faccia della Terra senza lasciare proprio alcun indizio della loro fuga forzata e imposta? E la trasmissione CHI L’HA VISTO? Quanti sono gli individui che dall’oggi al domani spariscono quasi senza un perché? Ormai decine e centinaia, una circostanza che dovrebbe turbare profondamente e che invece sembra lasciare nell’indifferenza l’opinione pubblica, sempre pronta a dare addosso alle famiglie senza chiedersi perché mai un padre o una madre dovrebbero fare del male ad un proprio congiunto. Sorge quindi una domanda angosciante e lancinante: esistono forse organizzazioni segrete dedite a certi rapimenti per fini certamente turpi e dei quali non si vuole parlare per non allarmare la società? E di quali organizzazioni si tratta? Non lo sapremo mai, ma che queste organizzazioni mostruose esistano dovrebbe apparire ormai pacifico. Indaghi la Legge su questa pista, non c’è tempo da perdere, ne va del futuro dei nostri figli…….
VINCENZO POMA
Sargon I
Sunday, November 12, 2006 9:10 PM
Cerca di moderarti un pò: non puoi ergerti a giudice supremo d'ogni fatto che accade in Italia, soprattutto non attaccare a vanvera senza avere uno straccio di prova in mano, basandoti sulle tue sensazioni "intellettuali", ricorda che il webmaster di questo sito (Marisa) è responsabile di tutto ciò che si scrive qui dentro di fronte alla legge.
La cautela nell'esposizione di certe teorie è doverosa specie se sono in corso indagini da parte delle procure competenti, per cui, gentilmente evita in futuro di farmi intervenire di nuovo visto che sono il moderatore di questa sezione.
Grazie per l'aiuto.
Enrico
=Vin=
Monday, November 13, 2006 2:10 PM
Il mistero di Cogne
Hai ragione Sargon, accetto il tuo consiglio alla moderazione, il mio intervento era volto tuttavia solo a far sorgere alcuni dubbi in merito a ciò che io definisco accanimento giudiziario. Io ovviamente non so se la signora Franzoni sia o meno colpevole (per me è innocente, ma è solo una mia opinione), ad ogni modo ritengo che le piste alternative dovrebbero essere meglio indagate, prima di arrivare ad una sentenza definitiva.....
Vincenzo Poma
Sargon I
Monday, November 13, 2006 3:50 PM
Ok Vincenzo, l'impotante è parlare sempre in senso generale, qualcuno potrebbe ovviamente fraintendere.
Ciao,
Enrico
Sargon I
Saturday, November 25, 2006 12:45 PM
Certamente bisogna riflettere molto su ciò che dice Vin anche in rapporto agli ultimi fatti, specialmente dopo che un giurista eccellente ed insigne quale è il Prof. Taormina ha rinunciato alla difesa dell'accusata in seguito alle sue dichiarazioni pubbliche.
[Modificato da Sargon I 25/11/2006 12.46]
[Modificato da Sargon I 25/11/2006 12.46]
DikeNemesi
Friday, May 06, 2011 3:20 PM
Mi permetto di riaprire la discussione, ferma dal 2006, in quanto la mia vita professionale si è svolta in ambienti di Giustizia.
Innanzitutto trovo positivo che qui, su un forum di un sito internet legato al mistero, si parli anche di questo, che ha per molti le caratteristiche di un mistero, quindi non ci trovo nulla di male.
Giudico, se mi è permesso, eccessiva la prima reazione del moderatore, perché non mi è parso che Vin, seppure lui abbia accettato l’invito alla moderazione, abbia fatto affermazioni tali da esporre a qualche rischio chi ricopre il ruolo di webmaster. Anzi, ha contribuito a far discutere di un argomento certamente complicato, come difficili e irrisolti sono ancora tanti casi di sparizioni, omicidi e di altro genere, che la magistratura unitamente al sistema giudiziario non hanno ancora saputo risolvere.
Per esperienza posso dire che in nessun caso la magistratura scarta a priori tutte le piste concentrandosi su un solo colpevole ed ostinandosi a volerlo condannare ad ogni costo.
Nemmeno di fronte ad una confessione o ad un atto palese ci si può esimere dal valutare altre opzioni di coinvolgimento o possibile colpevolezza.
Ad ogni modo, se vi fossero state pressioni esterne per salvaguardare qualcuno dall’essere coinvolto nel delitto, credo che, a distanza di anni, qualcuno l’avrebbe denunciato in qualche modo.
Nel caso di Cogne si è avuta una condanna a 30 anni di reclusione, ma non è stata disposta la carcerazione, poiché la difesa ha presentato appello entro il termine consentito ed inoltre per il giudice non sussisteva il pericolo di fuga della sig.ra Franzoni.
Riguardo alla perizia psichiatrica tengo a dire che questa non conta al fine della colpevolezza: un imputato può essere sottoposto a perizia psichiatrica e giudicato incapace di intendere e di volere, ma poi il processo può avere un esito di innocenza, non forzatamente di colpevolezza, e su questo dissento da Vin.
Per quanto riguarda invece presunte organizzazioni segrete a scopo di rapimento non sono in grado di dire nulla, e se non è la magistratura a far luce su questo, non credo saremmo in grado noi qui, io compresa.
Grazie e a presto,
DikeNemesi