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Senseye
Sunday, December 13, 2009 1:49 AM
Ciao ragazzi!
Questa sera, in una pineta sabbiosa in prossimità del mare, ho trovato queste lumachine che stavano al riparo dal freddo svernando sotto alcune pietre nel substrato composto da sabbia e aghi di pino secchi. Premetto di non avere alcuna esperienza nel campo di questi invertebrati. Sapete dirmi di che specie si tratta?
Se possono interessare a qualcuno, contattatemi tramite FFZ.



Whereis
Monday, December 14, 2009 12:31 AM
Re:
Senseye, 13/12/2009 1.49:


Se possono interessare a qualcuno, contattatemi tramite FFZ.



Chao,
permettimi di essere sincera con te.
Non condivido affatto questa tendenza a raccogliere insetti, o altri invertebrati che siano, per poi farli identificare e cercare di piazzarli. Non è un mercatino questa sezione, e comunque, nonostante io ritenga fondamentale lo scambio di specie e informazioni tra noi allevatori, non mi sento di promuovere, o almeno mi sento in dovere di limitare/"regolamentare", una "caccia" poco ragionata al nostrano.

Detto ciò si tratta di Pomatias sp. , elegans direi. Ma aspetto una conferma.
Senseye
Monday, December 14, 2009 11:57 AM
Immaginavo che avrei dato fastidio a qualcuno, ammetto di avere sbagliato e sapevo già di sgarrare, questa specie mi ha incuriosito perché era la prima volta che la vedevo e mi è sembrata interessante per via del guscio particolare e per la sua forma "carina" e ho fatto in modo di mettere un appunto in caso qualcuno la volesse allevare, solo per una questione di rapidità, chiedo venia. Detto questo mi pento e non sarà un atteggiamento che ripeterò...

Per quanto riguarda la regolamentazione della caccia posso assicurarti che ogni volta che prelevo degli esemplari in natura lo faccio in quantità proporzionalmente ristrette e contenute...
La pineta è la più grande della Sardegna, è immensa, io mi sono limitato a prendere questi esemplari che stavano sotto tre pietre...

Sembra proprio Pomatias elegans, grazie dell'aiuto
Whereis
Monday, December 14, 2009 4:04 PM
Sono felice tu abbia compreso.

Che si tratti di Pomatias comunque è indubbio, ma ci sono riserve per quanto riguarda la specie, Piergy ritiene possa trattarsi di sulcatus, assente nella penisola ma presente nelle isole, e di morfologia leggermenta diversa da elegans per alcuni elementi (l'attaccatura dell'apertura, lo sviluppo e i solchi della conchiglia ad esempio).
Senseye
Monday, December 14, 2009 4:46 PM
La somiglianza della conchiglia nelle due specie, per occhi inesperti, è sorprendentemente notevole. Nella Checklist Italiana sono segnalate proprio queste due, credevo che il campo di identificazione della specie di questo genere fosse molto più ampio... Quindi questa mi sembra una buona notizia... Quali sono questi elementi morfologici che mi possono aiutare a differenziarle? Di cosa si nutrono?
Whereis
Monday, December 14, 2009 7:04 PM
Le puoi nutrire con comuni vegetali (anche selvatici), rarifica la frutta, e fornisci un apporto di calcio che sia ottimale, sembra ne necessitino in alti livelli.
Come avrai notato sono molluschi particolari in quanto oltre ad essere prosobranchi adattatisi alla vita terricola, presentano un opercolo calcareo che gli è utile per sopravvivere a lunghi periodi di siccità, si ritrovano prevalentemente in ambienti xerofili, litorali e con terreni calcarei.
Ho tenuto per un certo periodo solo la specie elegans, e non ho una conoscenza approfondita a riguardo di questo genere, ma proverò a darti le informazioni che ho sperando che altre persone, molto più valide di me, possano dare il loro contributo.
Le differenze principali riguardano:
- dimensioni: maggiori in sulcatus (ufficializzati 16-20 mm x 12-15 mm) che in elegans (uff. 13-16 mm x 9 - 11,5 mm).
N.B.=Alcuni tuoi esemplari sembrano essere ancora giovani, quindi tienine conto
- apertura: credo di non sbagliare nel dire che è più vicina al guscio in elegans,mentre nella seconda specie lo sviluppo dell'ultima spira è solitamente maggiore e la distacca più nettamente
- solchi della conchiglia: più marcati in sulcatus
- sviluppo " ": elegans appare più tozza e "schiacciata" verticalmente, rispetto ad una conchiglia più sviluppata in lunghezza di sulcatus (si parla di millimetri)
- colore: gamma non vasta, ma al suo interno molto variabile e non attendibile come elemento di identificazione, se non per il fatto che le bande sul guscio in sulcatus sembra non assumano mai la forma di "macchie"

Il fatto è che c'è una grande variabilità anche l'interno della stessa specie. Con immagini dalla rete, a questo proposito un piccolo confronto:







Spero che Piergy, e Fabrizio, carissimo amico e grandissimo conoscitore di mlluschi nostrani, diano il loro contributo.
Saluti

PiErGy.
Monday, December 14, 2009 7:17 PM
Al post esaustivo di Linda, aggiungo che è cosa buona e giusta fornire alle specie di questo genere uno strato piuttosto spesso (almeno 5cm) di terriccio (sicuramente meglio usare quello del luogo di cattura degli esemplari) perché tendono a scavare davvero molto... Ho tenuto sia P. elegans che P. sulcatus, quest'ultima specie mi è sembrata piuttosto difficile da stabulare ed allevare, gli esemplari hanno risposto male alla cattività e sono rimasti quiescenti e apatici per tempi lunghissimi, senza riprodursi.

Viceversa sono riuscito a riprodurre P. elegans... Sono piuttosto convinto sia una specie vivipara, in quanto nel contenitore "spuntavano" di tanto in tanto degli esemplari giovani piuttosto grandicelli in numero esiguo e non ho mai visto una deposizione o delle uova.

Se intendi allevarle, ti auguro vivamente ti vada meglio di come è andata a me...

Edit: se non sbaglio - non conosco le fonti ufficiali per la nomenclatura malacologica - la specie Pomatias sulcatus è ora inserita nel genere Tudorella (Tudorella sulcata).
fabrizioL
Monday, December 14, 2009 10:40 PM
Ben ritrovati Linda e Piergy!

Esatto, ora le sulcatus sono nel genere Tudorella, con una sola altra specie endemica delle Baleari...

In questa specie esiste un dimorfismo, la femmina ha (pare) il penultimo giro più "slargato", ma credo si possa capire solo dall0osservazione di un gruppo...

-Interessantissimi un paio di esemplari, comunque, che hanno l'ultimo giro di diametro nettamente maggiore del penultimo!

(Sto cercando di definire matematicamente in modo univoco, una formula che rappresenti il "tipo", e la "deviazione" dallo stesso... utile anche per selezioni, e per seguire le allometrie che ne possono derivare)

Non ho esperienza con sulcatus, purtroppo... anche se raccomando di tentare, con pochi esemplari non c'è danno, e c'è opportunità di riprodurli!

(P S ho letto che sono ovipare, e le uova sono calcaree e abbastanza grossette... forse schiudono presto, perciò non la hai mai viste... lo leggevo riguardo a un confronto con le marine/anfibie Littorinidae, loro molto affini (antenate?), che però depongono uova "natanti" a zattera, mentre una specie almeno è vivipara

-Ho idea che siano più adattate a zone calcareo-aride, che non le elegans, che vivono spesso anche nel sottobosco semi umido, tra foglie marce ecc... Perciò, l'ideale sarebbe un vaso-terrario all'aperto, come quelli che sto attualmente sperimentando per alcune specie similmente difficili.
Ci sopravvivono -e sembra si siano anche riprodotte, da giugno! - delle difficili Marmorana, chiocciole da pietra calcarea che invece mi morivano puntualmente in pochissimi giorni se allevate "al chiuso", in plastica...
mondogasteropodi.forumfree.it/?t=43129050

(Le tue Piergy se ben ricordo venivano dalla Sicilia?)

-E' bene sempre tener conto del reale habitat di origine, per ricostruirne uno analogo; ad es, di elegans ce ne sono popolazioni di rupe calcarea (Carso, Gargano ecc ecc), e di sicuro non prospererebbero come tengo le mie elegans attuali, raccolte in sottobosco ombroso tra foglie marce...

-Apprezzano molto carote a fettine e funghi di vario genere,.. e mi accorsi che sono attratte anche da muffa, che cresceva su cracker da me messi all'interno

Tienici informati,e auguri!!!
ciao
PiErGy.
Tuesday, December 15, 2009 10:14 PM
Sì, provenivano dalla Sicilia...

Informazioni molto interessanti, thanks.
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