Re:
Scritto da: Franz rex 10/12/2004 11.33
Liceo scientifico, laurea in fisica, diploma di conservatorio più qualche corso di perfezionamento.
Piuttosto, la cosa interessante sarebbe sapere se i nostri percorsi di studio, a scuola o altrove, li abbiamo compiuti con piacere oppure no… Se vi siamo stati in qualche modo costretti, se per strada abbiamo scoperto di aver fatto una scelta sbagliata, se avremmo voluto fare altro... Se abbiamo studiato per conto nostro (e magari più proficuamente) qualcosa che la scuola non è stata capace di darci...
Per quanto mi riguarda posso affermare che l’aver fatto tutto sommato ciò che mi piaceva è stato vantaggioso: impegno e fatica (sempre necessari, se mancano si fa poco) “pesano” molto meno.
Non a caso, come diceva Leonardo da Vinci:
“Sì come il mangiar sanza appetito nuoce alla salute, così lo studiar controvoglia guasta la memoria e non ritien cosa che la pigli”. [Modificato da Franz rex 10/12/2004 11.34]
Dunque, precisiamo:
Al termine delle scuole medie, avevo una predilezione per le materie letterarie, (a tanto mi "convinse" una pessima insegnante di matematica delle suole medie inf.), quindi tra le varie opportunità, scelsi il liceo classico, ove la matematica era praticamente quasi inesistente!

(mio padre avrebbe preferito un diploma cosiddetto "finito".......)
Al termine del liceo, mi iscrissi alla facoltà di "giurisprudenza" sia perchè mi piaceva, sia perchè il mio padre-padrone avrebbe preferito una facoltà più "femminile"....(secondo lui le facoltà più adatte ad una donna, erano quelle che avrebbero dato sbocchi nell'insegnamento).
Appare abbastanza chiaro il rapporto di eterno conflitto-sfida con mio padre......
Il corso di perfezionamento è venuto molto tempo dopo. Pur non essendo obbligata a farlo, mi occorreva per lavoro. E comunque, la materia mi interessava, quindi lo frequentai con impegno e con grande sacrificio

(avevo già famiglia, e lavoro, il corso prevedeva una frequenza obbligatoria, per 4 ore due volte a settimana, di pomeriggio, a Salerno.......)