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Caleidos
Sunday, November 12, 2006 10:55 AM
***


La mia casa ha le pareti bianche e azzurre, azzurre come il cielo.
Il tempo sembra essersi fermato.
Non ho ancora capito quanto mi fa bene stare lì da solo.
Mi sembra, a volte, di sentire i miei fantasmi camminarmi a fianco, respirarmi intorno, ascoltare i miei pensieri. Mi ritrovo, inconsapevole, a parlare con loro senza litigare stavolta.
Discutiamo piano, sottovoce, tutte le cose che non abbiamo capito nella nostra vita.
Non ci son più, tra di noi, le grida e i pugni nell’aria che lanciavamo, cercando invano di colpire in faccia il destino. Li ritrovo fra le parole che tengo appese alle pareti, come se le mie poesie fossero dei visi incorniciati, degli attimi fermati nel tempo, degli attimi rubati alla vita che, solo così, ho potuto conservare per sempre nel cuore; un modo per dire alla vita: “Di tutto ciò che mi hai preso conservo ancora qualcosa”.
Io non ho paura di dormire da solo, nella mia casa. Adesso non più. Adesso siamo diventati amici io ed i fantasmi. Niente battaglie, niente trabocchetti e notti insonni.
Ogni tanto qualcuno ci prova ancora a fregarmi; si nasconde dietro una porta, dietro una pianta e perché no, dietro uno dei miei quadri e poi, all’improvviso, mi fa bbuuum…per farmi ancora paura.
E’ un attimo, ci guardiamo negli occhi, il tempo di capire se vuole scherzare o se torna a fare sul serio e poi… mi metto a sorridere io per primo. Mi avvicino, lo carezzo e gli dico: buono, stà buonino, vieni qua abbracciami… e lui se ne torna calmo e tranquillo.
Me l’ha insegnato una mia amica come si fa. Mi ha spiegato che esistono le persone sane e quelle malate. A volte quelle sane son peggiori, ma per la gente almeno son normali.
Quelle malate non sono altro che degli eterni bambini e, come i bambini, vanno compresi, accontentati ed amati. Vanno coccolati con parole dolci e con carezze. Nonostante ciò ogni tanto si ribellano, diventano cattivi, forse perché vorrebbero sempre tutti accanto, pronti ad ogni loro desiderio e allora, in quel caso, basta una sgridata decisa, di raro un ceffone, soltanto se non se ne può fare a meno e loro si calmano. E’ come se fossero rimasti legati agli odori antichi del seno della madre, che ritrovano nelle coccole e nelle attenzioni, a volte gli succede di averne più bisogno e si ribellano.
Così sono i fantasmi. Sono dei giocherelloni impertinenti, rimasti legati al loro passato. Non vanno via perché non possono. Sono anime vaganti in cerca di una carezza, di un sorriso. Hanno bisogno della pace che non hanno avuto in terra per sentirsi in pace. Hanno bisogno delle carezze che ricevevano per sentirsi amati. Hanno bisogno di essere guardati con gli occhi dell’amore, non con quelli della paura. Hanno bisogno di essere accolti, non di essere cacciati. Poveri fantasmi.Tutti ne abbiamo qualcuno che gira intorno, non abbiatene paura.
Io adesso gli voglio bene,a tutti. Li ricordo ad uno ad uno. Gli sorrido, gli parlo e di qualcuno, ne sento ancora il profumo. Chissà se magari anch’io domani divento un fantasma.
Chissà se i miei amici, i miei amori, quando li andrò a ricercare mi manderanno via. Chissà se riuscirò a fargli capire che non devono avere paura di me, come non ne hanno avuta in vita.
Chissà se riuscirò a fargli capire che se li andrò a trovare, sarà perché mi sentirò solo, sperduto nell’immensità del cielo, dove gli angeli volano alti e non hanno tempo per fermarsi a parlare con i fantasmi. Dove i fantasmi, sono troppo impegnati ad inseguire i ricordi per potere giocare tra loro, come fanno i bambini. Chissà se riuscirò, domani, se divento un fantasma,a trovare qualcuno che mi sappia voler bene…


Armando
R.Daneel Olivaw
Wednesday, November 15, 2006 10:56 PM
certi fantasmi non ti lasciano mai..
ABISSI D’ACCIAIO








Caleidos
Saturday, November 18, 2006 2:11 PM
Questi fantasmi...

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E' sempre suggestiva la presenza di un fantasma in un racconto. "Per fantasma, intendiamo quell'entità, quell'essenza "vitale" che sopravvive al corpo dopo la morte e, quindi, continua a "vivere" ma come relegato in una dimensione parallela alla nostra. Solo in certi rari casi, quando le soglie di queste due dimensioni si sfiorano ci è possibile vederli ed entrare in contatto con loro."
Il nostro autore invece questo contatto lo avverte presente nella sua vita, il fantasma e' una sorta di memoria aggiuntiva, si materializza nel bisogno di affetto, nel ricercatore tutto proteso nel trovare ciò che la vita gli ha negato. Così l'immaginario diventa l'ideale interlocutore, l'amico che ti fa compagnia e che gioca con te come un bimbo e che come chiunque al mondo ha bisogno di affetto, amore e comprensione.


Caleidos

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