Dalla morte di Vindex alla conquista di Massilia
Lo sbarco in Sardegna
264 a.C. - i contrasti tra i Romani e i Cartaginesi per il predominio terrestre e navale dell'Europa Occidentale diventano insanabili,la guerra è inevitabile.Il Senato delibera la guerra contro i Punici.Il teatro di queste battaglie saranno le isole del Tirreno,in primis la Sicilia,invasa dagli Scipioni.Poi la Sardegna,dove la gens Iulia è incaricata di occupare Caralis.
Il giovane ma talentuoso comandante Amulius Iulius è incaricato di sbarcarvi. Non ha a disposizione molti uomini,Flavius non vuole distoglierne troppi dalla lotta contro i Galli,nè i Cartaginesi sembrano in grado di portare aiuto all'isola, impegnati negli aspri combattimenti contro gli Scipioni. Dopo appena 2 anni di assedio, nel 264 a.C., Amulius entra in Caralis,nasce una nuova provincia romana.
Caduta di Patavium e morte di Vindex
262 a.C. - Una nebbia sembrava coprire la vista di ciò che Vindex e la gente di Patavium temeva,ma il rumore scandito dei passi,gli ordini dei comandanti,il latrare dei mastini da guerra non lasciano dubbi:i Romani sono alle porte della città. E quando il sole comincia a salire in questa fredda giornata, i Galli sono coscienti di non avere alternativa: combattere o morire.
Ma Vindex tenta una trappola, le porte di Patavium sono aperte, con le warband galliche nei pressi ad incitare i Romani alla battaglia. Questi si avvicinano compatti, cominciano a lanciare frecce, i barbari cadono. E' un attimo,la cavalleria dei galli, che ha marciato tenendosi nascosta presso le mura piomba sulla sinistra dei Romani, la lotta è accanita, F.Iulius stesso si getta nella carica per mostrare la fermezza dei suoi uomini. I cavalieri barbari cadono l'uno dopo l'altro.
A quel punto la fanteria gallica deve rinchiudersi nella città e resistere, ma è troppo tardi, i Romani, scossi dalla sorpresa non riuscita li aggrediscono alle porte, penetrano nella città, rastrellano le strade. Vindex e la sua fedele guardia del corpo è nella piazza centrale, pronto a combattere fino alla morte. Un cerchio di hastati, triarii, equites gli si stringe sempre più intorno, fino all'urlo lacerante della carica finale. Vindex combatte valorosamente, è colpito ad una spalla, cade da cavallo, continua a combattere ma una lancia lo trafigge. E' la fine.
Pacificazione della Gallia Cisalpina
261 a.C. - Patavium è una città sviluppata, dotata di un porto e punto strategico per l'accesso ai Balcani e all'Europa centrale.
Intanto la flotta blocca il porto di Cartagine.
Nei pressi di Ariminum Quintus Iulius è costretto a prendere le armi contro dei ribelli, disperdendoli completamente. Ma al ritorno nella città di Ariminum viene colto da un malore,morirà dopo alcuni giorni.
Intanto il luogotenente di Flavius,Tiberius Gessius accorre alle Alpi occidentali, per bloccare ogni esercito dei Galli che valichi i freddi passi montani. Lannildut viene ripetutamente sconfitto dal brillante generale romano nel 257 e nel 256. Qui, sulle Langhe, viene circondato e ucciso. Intanto continuano le scorrerie di rivoltosi vicino Ariminum, Amulius Iulius, designato erede della fazione, viene qui richiamato, riuscendo a scacciarli nuovamente.
La presa di Massilia
255 a.C. - Il grosso dell'esercito di F.Iulius, dopo essersi riorganizzato e reinfoltito a Mediolanum, valica le Alpi. La fiorente città di Massilia infatti, è assediata dai Galli: essi vogliono impadronirsi di questo importante crocevia per tornare a minacciare la pianura Padana. In 2 battaglie ai piedi della Alpi, nei pressi di Massilia, F.Iulius manovrando l'abilissima cavalleria romana accerchia e distrugge prima l'esercito di lucco, poi quello di Sennianus inviatogli in soccorso tardivo. La città di Massilia, presa per fame diviene provincia Romana.
A questi successi si affiancano le notizie che nella recente guerra scoppiata contro le città greche una flotta romana attacca e saccheggia il porto di Sparta,costringedoli a richiedere una umiliante pace con pagamento di un tributo annuo di 300 denarii.
La popolarità di F.Iulius si accresce senza sosta, egli viene nominato Pretore e insignito del titolo di comandante di legione, il Senato tributa gli onori ad uno dei suoi più audaci e irresistibili generali.
CONTINUA...