AtomBomb
Thursday, June 02, 2011 5:20 PM
Fisco, in media gli italiani evadono il 13,5% del reddito
Dati 2010, non dichiarati 2.093 euro a contribuente
L'evasione media degli italiani si è attesta nel 2010 al 13,5% del reddito dichiarato, ossia non sono stati dichiarati al fisco 2.093 euro a contribuente. E' questa l'ultima stima dell'evasione fiscale. Ed è concentrata su lavoratori autonomi-imprenditori, che dichiarano il 56% in meno, e su proprietari di immobili dati in affitto, che invece dichiarano l'83% in meno. I pensionati versano il 7,7% in più.
Al centro il tax gap è di 2.936 euro, pari al 17,4%; al Nord di 2.532 euro, pari al 14,5%. Più basso al Sud: si attesta al 7,9%, pari a 950 euro di redditi Irpef evasi a testa.
E' quanto emerge dall'ultima stima sui redditi non dichiarati ai fini dell'Irpef contenuta nel rapporto finale del tavolo sulla riforma fiscale dedicato all'"economia non osservata"
Tra l'altro, l'economia sommersa in Italia vale da un minimo di 255 ad un massimo di 275 miliardi di euro ed è dovuta per il 37% a lavoro non regolare. Conferma le stime giaà diffuse dall'Istat sul sommerso nel 2008 il rapporto finale di uno dei gruppi di lavoro sulla riforma fiscale voluti dal ministero dell'Economia.
Il voluminoso rapporto parte infatti dall'economia in nero, spiegando che però i suoi valori non possono essere direttamente riferiti come evasione fiscale perché, a seconda dell'imposta, il "tax gap", cioé la differenza tra reddito e imponibili fiscali, tende a cambiare. I dati sul sommerso, riferiti al 2008, sono pero' la base di partenza per tutte le elaborazioni successive. In particolare viene calcolato che una quota del 55,6% del sommerso (153 miliardi) è riferibile alla "correzione del fatturato e dei costi intermedi", mentre il 37,2% (102 miliardi) al lavoro non regolare. Ci sono poi 19,6 miliardi indicati sotto la voce "riconciliazione stime offerta e domanda".
Dai dati emerge che la quota nascosta dovuta al lavoro irregolare è diminuita nel tempo: passando dal 39,5% del 2000 al 37,2% del 2008. La ripartizione del sommerso vede la quota maggiore di ''nero'' celarsi nel settore che assorbono 212,9 miliardi, contro i 9,2 miliardi dell'agricoltura e i 52,8 miliardi dell'industria. Ma, rispetto al ''valore aggiunto'' dei singoli settori, in agricoltura la quota di sommerso è pari al 32,8% del totale, mentre scende al 20,9% nei servizi e al 12,4% nell'industria.
Nel 2009, i lavoratori irregolari sono 2,966 milioni
In Italia, dati del 2009, sono 2 milioni e 966mila i lavoratori irregolari. E' la stima riportata dal rapporto finale stilato dal gruppo di lavoro della riforma fiscale dedicato all'''economia non osservata''. Il tasso di irregolarità, calcolato in rapporto al totale delle unità di lavoro, è pari al 12,2%. Il dato è in linea con gli anni immediatamente precedenti al 2009, in aumento rispetto al 2003 (2,811 milioni) e in calo rispetto al 2001 (3,280 milioni). Rispetto al dato del 2001, rileva il rapporto, ''alle riduzioni delle unità di lavoro non regolari si è accompagnata, nello stesso periodo, una crescita delle unità di lavoro regolari''. Hanno inciso anche le nuove tipologie contrattuali, come il lavoro interinale.
Scoundrel
Thursday, June 02, 2011 6:03 PM
purtroppo si potevano immaginare le categorie
AtomBomb
Thursday, June 02, 2011 6:31 PM
Re:
Scoundrel, 6/2/2011 6:03 PM:
purtroppo si potevano immaginare le categorie
Shhh! Altrimenti la marcegaglia organizza un'altra marcia del pianto, dove, indossando vestiti che per comprarli ci vuole un anno di stipendi di un lavoratore, si lamenteranno che le cose non vanno bene.
Poverini, loro vogliono il bene dell'Italia
Scoundrel
Thursday, June 02, 2011 6:45 PM
Re: Re:
AtomBomb, 02/06/2011 18.31:
Shhh! Altrimenti la marcegaglia organizza un'altra marcia del pianto, dove, indossando vestiti che per comprarli ci vuole un anno di stipendi di un lavoratore, si lamenteranno che le cose non vanno bene.
Poverini, loro vogliono il bene dell'Italia
mi aspetterei un minuto di solidarietà per gli imprenditori ingiustamente arrestati per le evasioni(se ci sono eh),come fatto per quelli ingiustamente condannati per la strage thyssen
AtomBomb
Thursday, June 02, 2011 7:02 PM
Re: Re: Re:
Scoundrel, 6/2/2011 6:45 PM:
mi aspetterei un minuto di solidarietà per gli imprenditori ingiustamente arrestati per le evasioni(se ci sono eh),come fatto per quelli ingiustamente condannati per la strage thyssen
un bell'applauso per queste vittime!
KaiserSp
Thursday, June 02, 2011 7:34 PM
purtroppo è tutto il sistema che incentiva l'evasione fiscale, soprattutto ad alti livelli
abbiamo la giustizia che è debole con i forti e forte con i deboli, scudi fiscali che permettono di far tornare capitali "sospetti" con spese minime ecc ecc ecc...
se poi l'evasore è un personaggio famoso, apriti cielo, lo si fa passare vittima di accanimento mediatico


indovinate chi tra questi è andato in galera...
The Real Deal
Thursday, June 02, 2011 7:35 PM
Dimentichi Rossi
AtomBomb
Friday, June 03, 2011 10:53 AM
Evasione e sommerso, in Italia 3 milioni di lavoratori irregolari
Analisi del presidente dell'Istat, Giovannini, per il tavolo tecnico sulla riforma fiscale: il sommerso vale 275 miliardi.
Roma, 3 giu. (Labitalia) - Il sommerso in Italia vale 275 miliardi e la maglia nera spetta all'agricoltura, dove il 32,8% del prodotto è in nero,. Seguono i servizi con il 21% e l'industria al 12,4%. Una componente rilevante del sommerso economico è rappresentata dai lavoratori non regolari che oggi in Italia sfiorano i 3 milioni di unità. E' quanto emerge dall'analisi sull'economia sommersa in Italia conntenuta nello studio del presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, svolto per il tavolo tecnico per la riforma fiscale. Per unità di lavoro regolari, spiega il rapporto, si intendono le prestazioni lavorative registrate e osservabili dalle istituzioni fiscali e contributive, nonché da quelle statistiche e amministrative. Mentre tra i non regolari rientrano le prestazioni lavorative che non rispettano le regole fiscali e contributive in vigore, quindi non osservabili. Sono escluse dalla stima - chiarisce ancora il rapporto Giovannini - tutte le diverse forme d'irregolarità parziale come il pagamento ridotto dei contributi, la retribuzione 'fuori busta 'o l'uso improprio di contratti di prestazione d'opera.
Tra il 2000 e il 2008 il valore aggiunto prodotto nel sommerso ha avuto un pesante incremento nel 2001, portando il sommerso a pesare fino al 19,7% del Pil. poi c'è stata una fase decrescente. La nuova inversione verso l'alto è giunta nel 2008: l'ipotesi massima è passata dal 17.2% nel 2007 (il valore niù basso nel periodo 2000-2008) al 17,5%, tornando di fatto ai livelli del 2006. Dallo studio emerge, poi, che una quota del 55,6% del sommerso (153 miliardi) è riferibile alla correzione del fatturato e dei costi intermedi, mentre il 37,2% (102 miliardi), al lavoro non regolare.
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Evasione fiscale, se il 13,5% vi sembra poco... guardate gli autonomi
Non tutti pero' evadono nella stessa misura. Al centro il tax gap e' di 2.936 euro, pari al 17,4%; al Nord di 2.532 euro, pari al 14,5%. Piu' basso al Sud: si attesta al 7,9%, pari a 950 euro di redditi Irpef evasi a testa. Gli autonomi evadono il 56,3 %.
L'evasione media degli italiani si e' attesta nel 2010 al 13,5% del reddito dichiarato.
In media non sono stati dichiarati al fisco 2.093 euro a contribuente.
E' questa l'ultima stima dell'evasione fiscale contenuta nel rapporto finale stilato da uno dei quattro gruppi di lavoro della riforma fiscale.
Non tutti pero' evadono nella stessa misura. Al centro il tax gap e' di 2.936 euro, pari al 17,4%; al Nord di 2.532 euro, pari al 14,5%. Piu' basso al Sud: si attesta al 7,9%, pari a 950 euro di redditi Irpef evasi a testa.
E' concentrata soprattutto su lavoratori autonomi-imprenditori e su proprietari di immobili dati in affitto l'evasione fiscale. E' quanto emerge dall'ultima stima sui redditi non dichiarati ai fini dell'Irpef contenuta nel rapporto finale del tavolo sulla riforma fiscale dedicato all"'economia non osservata".
Gli autonomi
In particolare, rispetto ad un tasso medio di evasione del 13,5%, gli autonomi-imprenditori dichiarano il 56,3% in meno, celando al fisco ben 15.222 euro a testa, e i rentier l'83,7%, pari al 17.824 euro pro-capite. I pensionati invece versano il 7,7% in piu'.
Il sommerso
L'economia sommersa in Italia vale da un minimo di 255 ad un massimo di 275 miliardi di euro ed e' dovuta per il 37% a lavoro non regolare. Conferma le stime gia' diffuse dall'Istat sul sommerso nel 2008 il rapporto finale di uno dei gruppi di lavoro sulla riforma fiscale voluti dal ministero dell'Economia.
Il voluminoso rapporto parte infatti dall'economia in nero, spiegando che pero' i suoi valori non possono essere direttamente riferiti come evasione fiscale perche', a seconda dell'imposta, il "tax gap", cioe' la differenza tra reddito e imponibili fiscali, tende a cambiare.
I dati sul sommerso, riferiti al 2008, sono pero' la base di partenza per tutte le elaborazioni successive. In particolare viene calcolato che una quota del 55,6% del sommerso (153 miliardi) e' riferibile alla "correzione del fatturato e dei costi intermedi", mentre il 37,2% (102 miliardi) al lavoro non regolare.
Ci sono poi 19,6 miliardi indicati sotto la voce "riconciliazione stime offerta e domanda". Dai dati emerge che la quota di sommersa dovuta al lavoro irregolare e' diminuita nel tempo: passando dal 39,5% del 2000 al 37,2% del 2008. La ripartizione del sommerso vede la quota maggiore di "nero" celarsi nel settore che assorbono 212,9 miliardi, contro i 9,2 miliardi dell'agricoltura e i 52,8 miliardi dell'industria. Ma, rispetto al "valore aggiunto" dei singoli settori, in agricoltura la quota di sommerso e' pari al 32,8% del totale, mentre scende al 20,9% nei servizi e al 12,4% nell'industria.
I lavoratori irregolari
In Italia, dati del 2009, sono 2 milioni e 966mila i lavoratori irregolari. E' la stima riportata dal rapporto finale stilato dal gruppo di lavoro della riforma fiscale dedicato all"'economia non osservata". Il tasso di irregolarita', calcolato in rapporto al totale delle unita' di lavoro, e' pari al 12,2%. Il dato e' in linea con gli anni immediatamente precedenti al 2009, in aumento rispetto al 2003 (2,811 milioni) e in calo rispetto al 2001 (3,280 milioni). Rispetto al dato del 2001, rileva il rapporto, "alle riduzioni delle unita' di lavoro non regolari si e' accompagnata, nello stesso periodo, una crescita delle unita' di lavoro regolari". Hanno inciso anche le nuove tipologie contrattuali, come il lavoro interinale.