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pala69
Wednesday, May 19, 2010 12:10 PM
Sono chiamate comunemente Piccole Dolomiti le montagne appartenenti ai gruppi Carega, Sengio Alto e Pasubio. Il nome deriva da fatto che pur essendo di quota piuttosto modesta (cima Carega 2235m) per conformazione e tipo di roccia assomigliano alle vere Dolomiti. Si trovano tutte al confine tra la provincia di Vicenza e quella di Trento.
Le piccole Dolomiti sono molto interessanti dal punto di vista alpinistico per le alte pareti rocciose, anche se la qualità della roccia spesso non è delle migliori.
Anche dal punto di vista ciclistico le tre grandi salite inserite in questo anello hanno poco da invidiare alle più famose (ma anche troppo frequentate da auto e moto) salite dolomitiche.


Martedì 18/05/2010
Prima parte: Alta Lessinia

Dopo aver tardato di circa 15min a causa di lavori in corso sull'autostrada del Brennero parto poco prima delle 7 dal parcheggio di Rovereto sud. All'inizio devo percorrere 13km di pianura lungo la val d'Adige in direzione sud per raggiungere il paese di Sdruzzinà dal quale inizia la salita al passo Fittanze. Solitamente a quest'ora il vento in valle spira da nord a sud, quindi prevedevo di averlo a favore per tutto il tratto. Questa mattina, invece, viene da Ovest e me lo ritrovo laterale con alcune raffiche che richiedono molta attenzione. Fortunatamente la giornata inizia con un "azzurro Emiliano".
Arrivato a Sdruzzinà si presentano i tornanti della strada del passo Fittanze.


Dopo un primo Km tranquillo c'è una rampa di 600m che se non arriva al 20% ci manca poco. Poi inizia un lungo tratto a tornati (visibile nella foto) che con pendenza ragionevole (9-10%) fa guadagnare rapidamente quota. Su questo tratto ho subito la sensazione di non essere al pieno della forma. Tenendo conto della lunghezza del percorso che dovrò affontare, non posso assolutamente permettermi di forzare e sono spesso costretto ad utilizzare i rapporti 30/27 e 30/30 (ho la tripla con 53-42-30).

Salendo si amplia la vista aerea della val d'Adige


Dopo questo tratto un breve falsopiano introduce ai micidiali 2km centrali dove la pendenza non scende mai sotto il 15% e forse arriva a toccare anche il 20%. Qui arrivo ad utilizzare l'ultimo rapporto disponibile, il 30/32. Nonostante la velocità sia ridotta al minimo per restare in piedi (7Km/h) l'altimetro mi fornisce spesso dei picchi di VAM di 1300-1400m/h. Su questo tratto è veramente difficile risparmiare le gambe. Poi la strada comincia a spianare e dopo 2Km di falsopiano raggiungo la Sega di Ala.

Il passo Fittanze visto dalla Sega di Ala


Da qui la salita diventa una passeggiata e ben presto raggiungo il passo (1393m).
Uno sguardo verso i verdi prati della Lessinia e l'Altissimo di Nago


La salita non è ancora finita anche se la pendenza da qui in poi sara sempre ad 1 cifra ed il panorama distoglie l'attenzione dalla fatica.
Dopo il bivio del Pidocchio inizia una strada sterrata abbastanza agevole anche con la bdc. Su questa strada 15gg fa ero naufragato nella neve, mentre oggi è tutta pulita.
L'alta Lessinia è un continuo susseguirsi di di grandi dossi erbosi che da un lato scendono gradualmente verso la pianura padana, mentre dall'altro precipitano con ripidi pendii e pareti rocciose verso la val d'Adige e la val di Ronchi.


Sullo sfondo il monte Baldo


Il GPM della giornata: bivio CastelBerto (1701m)

Inizia ora una leggera discesa verso Podesteria che se in mtb con un poco di pelo sullo stomaco può essere percorsa ad oltre 40km/h in bdc necessita di una certa attenzione ed una velocità decisamente più moderata.

Verso il monte Tomba


Verso la pianura


Verso il Carè Alto e la Presanella


Dopo Podesteria una leggera salita conduce al bivio di monte Tomba. A sx una strada estremamente panoramica ma fattibile soltanto in mtb conduce a San Giorgio. Avendo la bdc continuo per la strada principale fino ad un altro bivio dove prendo a sx una strada ancora sterrata che mi porta al valico di Branchetto dove finalmente termina il tratto sterrato (in totale 12km).

Il gruppo del Carega dal valico di Branchetto


Da qui inizia una lunga discesa su una strada molto larga (finalmente asfaltata). La strada ben asfaltata e con poche curve invita a mollare i freni e raggiungere velocità molto elevate. In alcuni tratti sembra di tuffarsi verso la lontana pianura.
A Velo Veronese faccio la prima sosta ad un bar per un cappuccino.

Fine della prima parte.
Vedo23
Wednesday, May 19, 2010 2:27 PM
Che posti stupendi!! Purtroppo non li conosco... Grazie del racconto e delle foto, son proprio belle!
Certo che hai beccato una giornata coi fiocchi... Giornata di ferie più che azzeccata!!
Attendo il resto!

Giorgio
pala69
Wednesday, May 19, 2010 3:26 PM
Seconda parte: Dalla val d'Illasi a Recoaro Terme.
I monti Lessini sono separati dal gruppo del Carega dal passo Pertica.
Da San Giorgio esiste un percorso da mtb estrema con numerosi tratti da percorrere a piedi che conduce attraverso tale valico e vari sentieri e stradine costruite durante la guerra del 15-18 fino a Recoaro Mille. Con la bdc è necessario fare un percorso molto più lungo ma anche molto più agevole.

Dopo la pausa a Velo Veronese ricomincio ancora a scendere fino in fondo alla valle di Illasi dove mi accolgono alcuni animali che hanno ben altro da fare che badare ad un ciclista che passa. Lungo questa discesa incontro i primi due ciclisti della giornata che salgono.


Qui inizia la salita al valico di Campofontana. La stradina è stretta, il traffico veicolare praticamente nullo. Si sale a tornanti in mezzo al bosco su pendenze moderate. E' la salita piu gradevole della giornata. L'unica preoccupazione è che la strada da percorrere è ancora tanta e tornare indietro altrettanto lungo.

Arrivo senza difficoltà al valico.




Davanti a me la val di Chiampo


Scendendo verso Crespadoro in val di Chiampo si mostrano le cime della catena delle Tre Croci. Monte Zevola e Gramolon.


A Crespadoro inizia la salita verso Marana ed il valico che da questo paese permette di scendere a Valdagno. Questa salita non è censita su salite.ch e la scopro per la prima volta anch'io. L'inizio è inaspettatamente ripido poi la pendenza cala ma si mantiene comunque sempre vicina al 10%. Il vento freddo che mi aveva dato mezzo congelato sulle cime della Lessinia ora rende gradevole una salita che diversamente sarebbe stata una sauna (bassa quota, poco bosco e forti pendenze).
Dopo Marana un tratto vallonato conduce al valico da cui si scende a Valdagno.
Qui faccio il primo errore della giornata. Sono quasi le 13 ed ho già percorso più di 100km. Dovrei fermarmi a mangiare qualcosa, ma decido di proseguire e fermarmi in un bar a Recoaro Terme distante soltanto 8km.

Fine seconda parte.
-Emiliano-
Wednesday, May 19, 2010 6:53 PM


Emiliano
Vedo23
Wednesday, May 19, 2010 8:07 PM
Che colori, quanto verde!! Rinnovo i complimenti Andrea!!
Se i tuoi giri son sempre così belli (e duri!)... Spero ancora di più di poterti conoscere presto!

Giorgio

PS: ma hai ritoccato i colori o c'era davvero quel verde smeraldo e brillantissimo? In certe foto è una cosa incredibile tanto è bello!!
gnaldi
Wednesday, May 19, 2010 8:49 PM
Re: Seconda parte: Dalla val d'Illasi a Recoaro Terme.
pala69, 19/05/2010 15.26:

I monti Lessini sono separati dal gruppo del Carega dal passo Pertica.
...



Wow! Che posti! E che gamba!

GNaldi
CiclistaperCaso@
Wednesday, May 19, 2010 9:34 PM
Andrea, dopo aver visto le fotografie il rammarico di non esser potuto venire con te è doppio.

Bellissime montagne e bellissime vallate.
Direi che al famoso "Blu Emiliano", ora possiamo aggiungere il "Verde Andrea".

Tantissimi complimenti.
pala69
Thursday, May 20, 2010 9:09 AM
Non ho ritoccato nessuna foto. In questa stagione dopo le abbondanti piogge primaverili è facile vedere, sotto i 1500m, prati verdi e fioriti.
In mezzo a tanto verde, però, qualcuno si sarà chiesto dove siano finite le Dolomiti.
Ci sono. Spero questa mattina di riuscire ad inserire anche la terza parte del racconto.

Ciao a tutti
pala69
Thursday, May 20, 2010 10:47 AM
Terza parte: Finalmente le Piccole Dolomiti
Il gruppo del Carega è separato dal gruppo del Sengio Alto dal passo Campogrosso. Il Sengio Alto è separato dal Pasubio dal passo Pian delle Fugazze. A nord-est del Pasubio il passo della Borcola segna l'ultimo confine delle Piccole Dolomiti prima dell'inizio degli altipiani di Folgaria-Lavarone-Asiago.
L'utima parte del giro valica tutti questi tre passi.

Passando attraverso il paese di Recoaro cerco un bar con paninoteca ma nessuno sembra essere tale e continuo a salire (sì perchè la via principale di Recoaro è tutta in salita) finchè poi il paese finisce e rimango a stomaco vuoto. Non ho voglia di tornare indietro e decido di mangiare gli scarsi avanzi di quanto portato via da casa.
La salita al passo di Campogrosso comincia a farsi dura e se le gambe continuano a girare abbastanza bene lo stomaco vuoto comincia a farsi sentire. Su alcune rampe a 2 cifre sono costretto ancora una volta ad usare il rapporto di riserva 30/32.
Nel frattempo il panorama si allarga sulla catena delle Tre Croci


Il monte Zevola con il Vaio Battisti al centro ancora quasi sciabile.


Le guglie del Fumante


Passato il paese di Merendaore ancora qualche rampa poi la strada diventa meno ripida.
Finalmente arrivo al passo di Campogrosso con le ultime energie rimaste.
Di fronte a me il Sengio della Sisilla con la strapiombante parete sud, che ebbi l'occasione di scalare nel lontano 1991.


Il versante nord del Carega con il Boale dei Fondi ed il Vaio degli Angeli ancora innevati


Il rifugio è aperto e finalmente posso mangiare e riposare per una mezzora.
Nel frattempo devo decidere se scendere direttamente a Rovereto per la Vallarsa rinunciando al passo della Borcola oppure concludere il giro come da programma. In questo caso una volta sceso a Posina sarei costretto in ogni caso a salire la Borcola anche se stremato.
Riparto dal rifugio ancora indeciso, finchè una breve contropendenza che riesco ancora ad affontare in volata mi fa prendere la decisione. Ormai sono in ballo e devo ballare, anche al costo di fare la Borcola a piedi.

Il Cornetto: la cima più alta del Sengio Alto


Per paura di un ripensamento supero il Pian delle Fugazze in volata e giù verso Schio fino al bivio per il passo Xomo.
Prima di raggiungerlo sono, però, costretto a fermarmi per fotografare le pareti a sud del Pasubio.

Il Soglio Rosso e il Soglio d'Uderle


La Bella Laita, sulla cui parete è stata realizzata, durante la guerra del 15-18, la famosa strada delle 52 gallerie.


La breve salita al passo Xomo mi conferma di aver preso la decisione giusta. L'alimentazione e la sosta mi hanno ricaricato. Un'altra discesa in volata da passo Xomo a Posina e sono pronto per iniziare l'ultima salita della giornata: il passo della Borcola.
All'inizio la strada alterna tratti pianeggianti a brevi salite non troppo ripide.

Una bella guglia rocciosa affianca la salita.


Cerco di non forzare ma sento di stare ancora abbastanza bene. Alla contrada Griso inizia la salita vera e propria: poco più di 500m di dislivello in 6Km.
Ora posso anche permettermi di spingere ed alla fine in 35 minuti raggiungo il passo.


E' fatta. Ormai mancano soltanto 30Km dei quali 24 sono in discesa.
Negli ultimi 6Km di pianura trovo persino il vento favorevole che mi spinge fin quasi a 40km/h.

Riepilogando per concludere l'anello si devono superare 7 valichi:
1) Bivio Castelberto (1701m) GPM
2) Passo di Campofontana (1140m)
3) Valico di Marana (lo chiamo così ma non è nominato su nessuna carta topografica)(815m)
4) Passo di Campogrosso (1457m)
5) Passo Pian delle Fugazze (1162)(è solo un passaggio geografico; ciclisticamente non è da considerare perchè lo si raggiunge in discesa)
6) Passo Xomo (1056m)
7) Passo della Borcola (1250m)

per un totale di 177Km e 4750m di dislivello.
ceemo
Thursday, May 20, 2010 11:31 AM
Grandissimo! sono tutte zone che conosco molto bene e devo dire che le hai descritte e fotografate molto bene!
Ho in programma più o meno lo stesso giro a fine stagione quando forse potrò permettermi certi dislivelli.
Qualche domanda:
-Non avevo mai pensato di passare dallo sterrato di malga Lessinia e castelberto. Ho sempre ritenuto fosse troppo rischioso bucare. E mi fa un sacco paura la discesa dopo lo scollinamento. Dici che è tranquillamente fattibile?
-Alcuni residenti mi hanno detto che dal Campogrosso al Pian delle Fugazze stanno sistemando la strada dell'Ossario. e vogliono dismettere a breve quella delle 7 fontane. Tu quale hai fatto?
-Mi fai capire bene dove passo la strada di Marana
Grazie e complimentoni ancora!!!

pala69
Thursday, May 20, 2010 11:50 AM
Re:
ceemo, 20/05/2010 11.31:

Grandissimo! sono tutte zone che conosco molto bene e devo dire che le hai descritte e fotografate molto bene!
Ho in programma più o meno lo stesso giro a fine stagione quando forse potrò permettermi certi dislivelli.
Qualche domanda:
-Non avevo mai pensato di passare dallo sterrato di malga Lessinia e castelberto. Ho sempre ritenuto fosse troppo rischioso bucare. E mi fa un sacco paura la discesa dopo lo scollinamento. Dici che è tranquillamente fattibile?
-Alcuni residenti mi hanno detto che dal Campogrosso al Pian delle Fugazze stanno sistemando la strada dell'Ossario. e vogliono dismettere a breve quella delle 7 fontane. Tu quale hai fatto?
-Mi fai capire bene dove passo la strada di Marana
Grazie e complimentoni ancora!!!




Lo sterrato che va dal bivio del Pidocchio al valico del Branchetto è ben tenuto ed il fondo è ben compatto ed abbastanza liscio. Certamente con la bdc occorre fare attenzione e non prendere troppa velocità. La discesa, comunque non è ripida. Sconsiglio di utilizzare copertoni agonistici.
La strada di Marana parte da Crespadoro e trovi le indicazioni per Marana. Alla piazza con la chiesa prosegui poi diritto evitando la deviazione a sx per via Cortesani. Più avanti segui le indicazioni per Valdagno.
Da Campogrosso alle Fugazze ho seguito la strada delle sette Fontane. Attualmente la Strada del Re (quella che porta all'Ossario) è franata e a detta del rifugista del Campogrosso non si passa neppure a piedi.
Sarebbe veramente auspicabile che questa venisse ripristinata: si tratta a mio avviso di una delle strade piu panoramiche della provincia di Vicenza e vale 100 volte quella delle 7 Fontane che comunque presenta minori problemi di manutenzione.
CiclistaperCaso@
Thursday, May 20, 2010 11:50 AM

Caro Andrea è proprio vero: la terza serie di fotografie è SPETTACOLARE.

Ora ho capito perchè si chiamano Piccole Dolomiti.

Ancora tantissimi complimenti !!!
SuperIannellus
Thursday, May 20, 2010 12:13 PM
Gran lavoro, anche nel resoconto!
Complimenti!
geobach
Thursday, May 20, 2010 2:15 PM
4 anni dopo.... ti avevo lasciato il posto eheh
pala69, 20/05/2010 10.47:


Nel frattempo il panorama si allarga sulla catena delle Tre Croci





Ora posso anche permettermi di spingere ed alla fine in 35 minuti raggiungo il passo.




Complimenti per il servizio e per le magnifiche foto

grigua
Thursday, May 20, 2010 2:25 PM

Spettacolo!!

Complimenti per il racconto, le foto,.... le gambe!! E, non ultima, per la conoscenza dei posti che hai attraversato, con i nomi di tutte le montagne!

pala69
Thursday, May 20, 2010 3:38 PM
Re: 4 anni dopo.... ti avevo lasciato il posto eheh
geobach, 20/05/2010 14.15:

pala69, 20/05/2010 10.47:


4 anni dopo.... ti avevo lasciato il posto eheh




Hai fatto il giro 4 anni fa. Certo che dalle foto si vede che la stagione era più avanzata ed il cielo più pulito.

Ha fatto lo stesso identico percorso o qualche variante?

geobach
Thursday, May 20, 2010 4:17 PM
Re: Re: 4 anni dopo.... ti avevo lasciato il posto eheh
pala69, 20/05/2010 15.38:



Hai fatto il giro 4 anni fa. Certo che dalle foto si vede che la stagione era più avanzata ed il cielo più pulito.

Ha fatto lo stesso identico percorso o qualche variante?




no no, lo hai fatto ben più duro tu !
Io sono rimasto sul classico giro a 8.
Era inizio Agosto, da Valli del Pasubio: Xon + Campogrosso + Xomo + Borcola + Pian delle Fugazze ritornando quindi a Valli del Pasubio.
Fittanze e sterrato me li sono ben risparmiati!
Complimenti ancora. Quanto mi piacciono i Cicloreportages




MirkoBL
Thursday, May 20, 2010 5:00 PM
Meraviglioso.
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