IL PADRE DELLA NEUROPSICHIATRIA INFANTILE ITALIANA
Camera ardente in Comune per Bollea
Ma il suo centro rischia di chiudere
Martedì l'omaggio in Campidoglio al neuropsichiatra scomparso.
Tagli per l'Istituto di via dei Sabelli
Giovanni Bollea
ROMA - Anche se Giovanni Bollea, il padre della neuropsichiatria infantile italiana, è venuto a mancare, il suo lavoro verrà continuato da chi gli è stato sempre a fianco nelle sue battaglie per la sanità. È questo il messaggio che arriva dai biglietti appesi alle finestre dello storico istituto romano di via Sabelli fondato dal professore scomparso domenica sera a Roma, all'età di 97 anni, ma soprattutto dalla voce di chi lunedì mattina si è presentato al lavoro anche per onorare la memoria del maestro. Martedì mattina, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, a partire dalle ore 10 verrà aperta la camera ardente.
Il centro di via dei Sabelli
rischia di chiudere
IL CENTRO DI VIA DEI SABELLI - «Bollea ha insegnato molte cose a quasi tutti noi - racconta Gabriel Levi, che oggi dirige l'istituto - si è impegnato per una Neuropsichiatria dell'Età Evolutiva, centrata prima di tutto sulla cura e sulla presa in carico personale e continuativa». Nel Dipartimento di Scienze Neurologiche, Psichiatriche e Riabilitative dell'Età Evolutiva, come si chiama oggi l'Istituto di Neuropsichiatria Infantile, arrivano telefonate di solidarietà da ex allievi e pazienti del professore, mentre le visite e le cure ai bambini proseguono senza interruzioni: «Bollea era un grandissimo lavoratore, fino a pochi mesi fa era capace di presentarsi qui il sabato mattina lamentandosi perché c'erano pochi medici in servizio - racconta Flavia Capozzi, ricercatrice dell'istituto - per cui venire al lavoro ci sembrava il modo migliore per onorarlo. Anche quando era ormai un luminare mostrava sempre un grandissimo rispetto per tutti, dai bambini ai genitori fino agli studenti». La vicinanza di Bollea ai bambini è testimoniata anche dai messaggi di Telefono Azzurro, di cui era stato presidente onorario per dieci anni e dell'Unicef, che lo aveva premiato nel 2003.
RISCHIO TAGLI - Non sempre però era stata apprezzata dalle istituzioni, visto che proprio l'istituto romano era, ed è ancora, messo a rischio dai tagli: «A parole ci è stato garantito che il previsto taglio ad ambulatori e posti letto del piano sarebbe stato cancellato - spiega Graziella Bastelli, coordinatrice dell'area sanitaria - ma ancora non abbiamo visto nero su bianco la correzione. Invece di lottare per non scomparire l'istituto dovrebbe essere potenziato, in un momento in cui bambini e adolescenti hanno un grande bisogno di assistenza: qui ci sono liste di attesa anche di 4 mesi per i ricoveri e le visite ambulatoriali, e non abbiamo più gli assistenti sociali».
«SOGNO INCOMPIUTO» - Nato a Cigliano Vercellese il 5 dicembre 1913, Bollea ha rivoluzionato la neuropsichiatria infantile italiana introducendo per la prima volta la psicoanalisi, la psicoterapia di gruppo e il lavoro d'équipe nella storica clinica universitaria di Roma della Sapienza, dove la porta di entrata reca il suo nome. Nonostante i 97 anni di età, continuava ancora a portare avanti il suo 'sogno incompiutò: «Il sogno incompiuto di Bollea è stato quello di fondare anche in Italia la Psichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza - spiega Levi, con cui ha collaborato fino a pochi giorni prima dell'ischemia che lo ha colpito lo scorso agosto - Sarei insincero se dimenticassi di ricordare questo sogno incompiuto di Bollea. Sarei irrealista se non considerassi che ci sono molte formule per dar vita ad un sogno». (fonte Ansa)
07 febbraio 2011
Cor