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Madil
Tuesday, December 02, 2003 6:26 PM

Sei nipoti ed eredi di Federico Garcia Lorca si oppongono alla riapertura della fossa comune di Alfacar (Andalusia), in cui giacciono i resti del poeta granadino.
Qui, in una zona che i cristiani chiamano Fuente Grande e gli arabi Ainadamar (Fonte delle Lacrime), il poeta fu fucilato dai franchisti all’alba del 19 agosto 1936.
Gli eredi ritengono che la riesumazione non possa servire a nulla, visto che le circostanze dell’esecuzione sono già ben note. Al contrario, sostengono, si rischierebbe di provocare “una falsificazione della storia”. Una volta prelevati i corpi delle vittime, infatti, gli eredi temono che il luogo possa essere lottizzato e utilizzato per altri scopi, e questo sarebbe “un insulto alla memoria”, “una mancanza di rispetto per un luogo sacro”, in cui sono sepolte tra le 3.000 e le 4.000 persone. In settembre i familiari delle altre vittime, riuniti nell’Associazione per il recupero della memoria storica, avevano chiesto alle autorità la riesumazione dei corpi dei loro cari, per poter dare loro finalmente una degna sepoltura. Si erano già mobilitati diversi esperti, che avrebbero identificato l’identità delle vittime della furia franchista. Per gli eredi di Lorca, però, il poeta “è stato testimone e martire della repressione collettiva e, in qualche modo, il suo nome e la sua celebrità proteggono le migliaia di vittime unite nella morte”.
Ricordano inoltre le parole che Marguerite Yourcenar scrisse nel 1960, quando visitò Alcafar: “Non esiste una sepoltura più bella per un poeta”. E ricordano anche la poesia che Antonio Machado scrisse quando seppe della morte di Lorca, “Il crimine è avvenuto a Granada”.

Madil

rezgit
Tuesday, December 02, 2003 7:08 PM







PER RICORDARE LORCA.


Musica e poesia ricordando Garcìa Lorca
(di Maurizio Giordano)

Mettete assieme un attore d’esperienza e dalla voce vellutata, una cantante ed attrice di notevole maturità ed un chitarrista e compositore. Mescolate il tutto con una calda serata d’estate, con le liriche di Lorca, tra melodie e ritmi iberici. Ed eccovi servito, lo spettacolo “Io, Federico García Lorca”, proposto nell’anfiteatro delle “Ciminiere” a Catania, nell’ambito della diciottesima edizione della rassegna “Catania Musica Estate”, organizzata dalla locale Provincia regionale e dall’Apt. Il delicato e piacevole spettacolo privilegia il connubio musica e poesia e vede protagonisti un attore celeberrimo come Walter Maestosi, la cantante - attrice Daniela Barra e il chitarrista e compositore Sandro Peres. A parlare dello spettacolo è lo stesso protagonista, l’attore Walter Maestosi: “Partendo dalla tragica morte dello scrittore, avvenuta nel 1936 per fucilazione, apriamo lo spettacolo con la famosa poesia di Machado “Il delitto fu a Granada” che rievoca quel tragico evento e proseguiamo a ritroso, come in una sorta di flash back poetico, individuando e seguendo i motivi ispiratori della suprema musa lorchiana: l'infanzia, l'adolescenza, l'amore, il sogno, la solitudine, l'amicizia, la musica. E poi ritorniamo infine alla morte, non più come espressione di cieca violenza, ma come liberazione e consacrazione dell'immoralità del suo canto”. A fare da padrona, quindi, la poesia di Antonio Machado “Il delitto fu a Granada” che ha introdotto le più le belle liriche di Lorca, da “Lamento per Ignacio Sánchez Mejías” a Romanza sonnambula. L’arte e l’accento di Maestosi hanno fatto rivivere, insieme a Daniela Barra, i versi giocosi, ironici, spesso struggenti, malinconici, intrisi di tragedia. La recita delle poesie è stata inframmezzata da melodie e ritmi iberici composti ed eseguiti dal bravissimo chitarrista Peres ed inoltre non sono mancate, tra gli applausi del pubblico, le canzoni tradizionali intonate dalla Barra. “Con questo recital spettacolo, seguendo un filo conduttore interiore - ribadisce Maestosi - abbiamo tentato di tracciare un profilo di Lorca, puntando sull'universalità della sua poesia. Abbiamo anche cercato il Lorca amante della musica della sua terra e la chitarra ci accompagna e ci segue in questo nostro cammino evocativo”. Ricordiamo, per la cronaca, che Maestosi ha lavorato in teatro, cinema e televisione con registi quali Costa, Fenoglio, Calenda, Rossellini, Rossi, Cottafavi, Majano, prendendo parte a più di mille produzioni. Inoltre ha doppiato Glenn Ford, Robert Mitchum, Gene Hackman, Yves Montand, Max von Sidow e Michel Piccoli. Ha vinto poi la Maschera d’Oro Premio I.D.I. Saint Vincent e gli è stato inoltre conferito il Premio Internazionale “San Valentino d’Oro. È il creatore, insieme a Daniela Barra, del progetto teatrale "Narciso ed Eco", che mira a dare “Voce - Musica - Luce” alla grande poesia e nel quale rientra questo “Io, Federico García Lorca”.




rezgit
Tuesday, December 02, 2003 7:35 PM










Sulla sua morte Neruda scrisse:


"L'assassinio di Federico fu per me l'avvenimento più doloroso di un lungo combattimento. La Spagna è sempre stata un campo di gladiatori; una terra con molto sangue. L'arena, con il suo sacrificio e la sua crudele eleganza, ripete l'antica lotta mortale fra l'ombra e la luce".






Caleidos
Wednesday, December 03, 2003 8:57 PM
IL MARE
Lo scafo consunto e verdiccio
della vecchia feluca
riposa sul lido...
sembra la vela mozzata
che sogni ancora nel sole e nel mare.
Il mare ribolle e canta...
Il mare è un sogno sonoro
sotto il sole d'aprile.
Il mare ribolle e ride
con le onde turchine e spume di latte e argento,
il mare ribolle e ride
sotto il cielo turchino.
Il mare lattescente,
il mare rutilante,
che risa azzurre ride sulle sue cetre d'argento...
Ribolle e ride il mare!...
L'aria pare che dorma incantata
nella fulgida nebbia del sole bianchiccio.
Palpita il gabbiano nell'aria assopita , e al tardo
sonnolento volare, si spicca e si perde nella foschia del sole.


Antonio Machado, 1917

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