Full Version: GUERRA
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obbitsport
Tuesday, April 06, 2004 3:03 PM
MA PER VOI E' GIUSTO CHE GLI INVIATI E I SOLDATI SONO IN IRAQ

DOPO QUELLO CHE E' SUCCESSO OGGI?

NO
:fspara2: :fspara2: :fspara2: :fspara2: :fspara2: :fspara2:

SI
MeglioGioventu
Tuesday, April 06, 2004 3:22 PM
Re:

Scritto da: obbitsport 06/04/2004 15.03
MA PER VOI E' GIUSTO CHE GLI INVIATI E I SOLDATI SONO IN IRAQ

DOPO QUELLO CHE E' SUCCESSO OGGI?

NO
:fspara2: :fspara2: :fspara2: :fspara2: :fspara2: :fspara2:

SI



No...non di dovevano nemmeno andare là i soldati..
In quanto agli INVIATI???
Considerando che in Iraq ci sono sempre Duilio o la Lilly, che sono i migliori...la risposta è NO...ma è il loro lavoro...
Ci tocca incrociare le dita...
obbitsport
Tuesday, April 06, 2004 3:33 PM
E' giusto sono i migliori
ed è giusto è il loro lavoro come quello dei soldati
ma non so se e giusto che stiano la
io ho idee molto diverse
comunque in bocca a lupo a tutti loro e un:fcagata: a chi c'è l'ha mandati

NO
:fspara2: :fspara2: :fspara2: :fspara2:
SI
MeglioGioventu
Tuesday, April 06, 2004 4:04 PM
Re:

Scritto da: obbitsport 06/04/2004 15.33
E' giusto sono i migliori
ed è giusto è il loro lavoro come quello dei soldati
ma non so se e giusto che stiano la
io ho idee molto diverse
comunque in bocca a lupo a tutti loro e un:fcagata: a chi c'è l'ha mandati

NO
:fspara2: :fspara2: :fspara2: :fspara2:
SI



Raccontami Obbit...
spiegami cosa ne pensi!
Certo i nostri soldati sono là, ma non ci dovrebbero stare!
obbitsport
Tuesday, April 06, 2004 4:21 PM
è sbagliato tutto non dovevamo andare sin dall'inizio MA CI HANNO MANDATO
però
SIAMO ANDATI;
LI ABBIAMO LIBERATI,
LI ABBIAMO SFAMATI
ED ORA CI RIPAGANO COSI'?
NON E' GIUSTO
PER ME DOBBIAMO TORNARE PERCHE' ORA RISCHIAMO ANCHE IN ITALIA VVEDRAI IO LA PENSO COSI'
:fcagata:
E' MEGLIO CHE STO


NO
:fspara2: :fspara2: :fspara2: :fspara2:
SI




paggisan
Tuesday, April 06, 2004 7:12 PM
Re: Re:

Scritto da: MeglioGioventu 06/04/2004 15.22


No...non di dovevano nemmeno andare là i soldati..
In quanto agli INVIATI???
Considerando che in Iraq ci sono sempre Duilio o la Lilly, che sono i migliori...la risposta è NO...ma è il loro lavoro...
Ci tocca incrociare le dita...



hai dimeticato GIOVANNA

GIOVANNA è LA MIGLIORE

comep
Tuesday, April 06, 2004 7:26 PM
Re:

Scritto da: obbitsport 06/04/2004 16.21
è sbagliato tutto non dovevamo andare sin dall'inizio MA CI HANNO MANDATO
però
SIAMO ANDATI;
LI ABBIAMO LIBERATI, MA NE SEI PROPRIO SICURO ???
LI ABBIAMO SFAMATI CREDO CHE ADESSO MUOIANO DI FAME PIù DI PRIMA
ED ORA CI RIPAGANO COSI'? NON GIUSTIFICO CERTI ATTI MA I CIVILI NON HANNO COLPE
NON E' GIUSTO
PER ME DOBBIAMO TORNARE PERCHE' ORA RISCHIAMO ANCHE IN ITALIA VVEDRAI IO LA PENSO COSI'
:fcagata:
E' MEGLIO CHE STO


NO
:fspara2: :fspara2: :fspara2: :fspara2:
SI





comep
Tuesday, April 06, 2004 7:30 PM
Aspita m'è scappata una dimensione di carattere troppo grande..... sorry...
obbitsport
Tuesday, April 06, 2004 7:58 PM
avete ragione ma non è giusto che subiamo attentati
dobbiamo dare tutto in mano a loro e dobbiamo andare via in fin dei conti la nazione è la loro
scusate per giovanna
ma io intendevo tutti

NO
:fspara2: :fspara2: :fspara2:



SI


UN FORTE A TUTTI
SIETE FORTI
MeglioGioventu
Tuesday, April 06, 2004 9:17 PM
Re: Re: Re:

Scritto da: paggisan 06/04/2004 19.12


hai dimeticato GIOVANNA

GIOVANNA è LA MIGLIORE




Ops...scusa Gina!
MeglioGioventu
Tuesday, April 06, 2004 9:32 PM
bho
Ho sempre pensato che nessuno dovesse andare là a rompere...
ma ora ne sono ancora più convinta, la cosa certa è che la situazione non andava gestita così.
Speriamo che qualcuno prende a cuore più seriamente il problema, xkè le tragedie di questi giorni sono troppo sconvolgenti...
salvino4
Tuesday, April 06, 2004 10:22 PM
Re: bho

Scritto da: MeglioGioventu 06/04/2004 21.32
Ho sempre pensato che nessuno dovesse andare là a rompere...
ma ora ne sono ancora più convinta, la cosa certa è che la situazione non andava gestita così.
Speriamo che qualcuno prende a cuore più seriamente il problema, xkè le tragedie di questi giorni sono troppo sconvolgenti...



Sono d'accordo con te, la situaione andava gestita diversamente.
Speriamo che prevalga il buon senso del nostro sgangherato governo, (il che mi sembra difficile visto che Berlusconi è più americano che eurupeo) sarebbe più giusto ritirare gli Italiani dall'Iraq!!!!
Sydney83
Tuesday, April 06, 2004 10:25 PM
Re: Re: Re:

Scritto da: paggisan 06/04/2004 19.12


hai dimeticato GIOVANNA

GIOVANNA è LA MIGLIORE





sempre pronta per una difesa a spada tratta
MeglioGioventu
Tuesday, April 06, 2004 10:31 PM
Re: Re: Re: Re:

Scritto da: Sydney83 06/04/2004 22.25



sempre pronta per una difesa a spada tratta



L'avevo volutamente dimenticata
No scherzo...è che non c'ho pensato, in fondo x me in Iraq c'è Duilio e c'è pure troppo spesso
Sydney83
Tuesday, April 06, 2004 10:36 PM
come avete detto voi la situazione è stata gestita male fin dall'inizio .
Il problema non si deve porre adesso che ci sono morti e feriti,
cosa che comunque tutti i soldati mettono in conto (daltronde è il loro mestiere), ma bisognava pensarci prima di mandarli.
medicea
Wednesday, April 07, 2004 9:21 AM
L'ultimatum (smentito) della milizia di Moqtad Sadr
La milizia Mehdi, fedele al leader radicale sciita Moqtad Sadr, ha reso noto di aver rapito a Nassiriya due operatori sudcoreani e che non li rilasceranno
fino a quando i soldati italiani non lasceranno la città. Un esponente sciita ha spiegato che Mehdi ha deciso una tregua di due ore per consentire ai soldati di lasciare la città nel sud dell'Irak.

I miliziani sciiti fedeli al leader radicale Moqtada al-Sadrsi erano scontrati durante la notte con le truppe italiane nella città meridionale di Nassiriya. Testimoni hanno detto che lo scontro è cominciato verso le 4 ora locale continuando nella mattinata. I soldati italiani che prestano servizio in Irak sono circa 3mila. Negli scontri sono stati feriti dodici bersaglieri italiani in modo lieve, mentre quindici iracheni sono stati uccisi.

Ci sarebbero due bambini e una donna tra i morti nella battaglia tra sciiti e soldati italiani a Nassirya. I feriti, sempre tra gli iracheni, sarebbero almeno
trentacinque. È quanto conferma Paola Della Casa, portavoce del governatore della provincia di Dhi Qar, Barbara Contini. Dall'ex
palazzina comando dei Carabinieri - distrutta nell'attentato del 12 novembre - sono giunti i primi colpi e, racconta Della Casa, gli italiani hanno risposto solo quando si sono trovati sotto il fuoco dei miliziani. Liberato il primo ponte, si è poi passati al secondo, a ridosso del quartiere sciita dove gli
iracheni si sono arroccati. Quando era evidente che avrebbero avuto la peggio si sono fatti scudo di donne e bambini - aggiunge Paola Della Casa - ma i bersaglieri quando si sono resi conto di questa presenza hanno subito alzato le armi limitandosi a controllare la situazione.
obbitsport
Wednesday, April 07, 2004 10:54 AM
Spagnuolo, comandante del contingente internazionale
nel sud dell'Iraq ricostruisce la battaglia a Nassiriya
"Hanno usato donne e bambini
ma difenderci era inevitabile"
di DANIELE MASTROGIACOMO

Francesco Paolo Spagnuolo

"Quei ponti andavano liberati. Gli accordi raggiunti l'altra sera prevedevano la ripresa della circolazione. E con i blocchi, non riuscivamo a rifornire neanche le nostre pattuglie e i posti di controllo". Il maggior generale Francesco Paolo Spagnuolo, comandante del contingente italiano in Iraq, è da poco rientrato alla base di "White Horse", dove chiede notizie dei bersaglieri feriti, ricoverati nella base aerea di Tallil. "Abbiamo dovuto rispondere al fuoco. I tre ponti che collegano il centro-città erano occupati da centinaia di miliziani armati. Appena siamo arrivati, hanno iniziato a sparare. E noi abbiamo risposto. Non potevamo far finta di niente". Ma non era stato raggiunto un accordo? "L'accordo prevedeva che i ponti fossero liberati". Una sorta d'ultimatum? "Bisognava riprendere il controllo della città".
Quanto tempo è durata la battaglia? "Quattro-cinque ore". Si parla di 10-12 ore. Di scontri alternati a lunghe pause. "Gli scontri veri e propri si sono protratti per poche ore. Ci sono state delle tregue e poi nuovi assalti". Tra gli iracheni si contano 15 morti: anche due bambini e una donna. Com'è possibile? "Le milizie dei rivoltosi si sono fatte scudo di donne e bambini. Hanno iniziato a sparare con fucili automatici, rpg e mortai. La nostra risposta era inevitabile". Anche di fronte a donne e bambini? "Senta, noi adottiamo regole d'ingaggio chiarissime. Anzi, proprio la presenza di donne e bambini ci ha reso più cauti".



Un medico afferma che la donna e la bambina facevano parte d'una famiglia chiusa in casa e centrata da un colpo di mortaio. Le nostre forze hanno usato armi pesanti? "Non mi risulta". Allora, di chi è la responsabilità? "Di chi ha usato mortai e lanciarazzi". Cosa accadrà ora? "È in corso una trattativa. Alcuni imam e sceicchi della città ci hanno contattato e chiesto una tregua: vogliono convincere le milizie di Sayyed Ryad, rappresentante dell'imam Moqtada al Sadr a Nassiriya, a ritirarsi". Quale è la vostra proposta? "Il nostro contingente vuole continuare a controllare la città per offrire aiuto e assistenza. Chi ci ha sparato addosso non rappresenta la maggioranza della città e della popolazione sciita". Ma hanno il sostegno della popolazione. "Non è vero. È facile fare leva sul malcontento". Non crede che la situazione sia più complessa? "È evidente che quanto accade nel resto del paese si rifletta a Nassiriya. Ma ci sono precisi elementi che soffiano sul fuoco e impongono scelte non condivise dalla popolazione". Non è quindi una rivolta generale? "Assolutamente". Vi è un crescente sentimento antiamericano e antioccidentale. Veniamo visti come una forza occupante. "La popolazione riconosce il grande lavoro che abbiamo svolto. Persino ieri pomeriggio in molti sono venuti a esprimerci solidarietà". Crede che sia possibile continuare un lavoro di peacekeeping in una situazione di guerra? "Vigileremo. Ma non tollereremo altri assalti". C'è il rischio d'una nuova Somalia? "È un paragone improponibile". Come giudica l'ipotesi d'un ritiro come viene chiesto dalle milizie di al Sadr? "Non è nei nostri piani. È prevista una tregua di 48 ore. Ci siamo ritirati nella parte sud della città, quella nord è affidata al controllo della polizia irachena". Fino a quando? "Fin quando le milizie non saranno disarmate".
(7 aprile 2004)


PRESO DA REPUBBLICA
VI RENDETE CONTO

NO
:fspara2: :fspara2: :fspara2:



SI
signor spock
Wednesday, April 07, 2004 11:05 AM
sottolineo che questa guerra non è stata fatta per aiutare il popolo iracheno e ne è servita a risolvere il problemi degli attentati anzi (vedi Madrid),ormai il danno è stato fatto è bisogna aiutare la popolazione sempre se questa lo desideri e sempre se siamo in grado di farlo.
obbitsport
Wednesday, April 07, 2004 11:12 AM
ORMAI E' FATTA
MI RACCOMANDO OCCHI APERTI ANCHE IN ITALIA

NO
:fspara2: :fspara2: :fspara2:

SI
obbitsport
Wednesday, April 07, 2004 11:25 AM

VI VOLEVO SEGNALARE QUESTO ARTICOLO

www.panorama.it/italia/criminalita/articolo/ix1-A020001023936


NO
:fspara2: :fspara2: :fspara2:

SI
mister fudo
Wednesday, April 07, 2004 11:51 AM
Re:

Scritto da: obbitsport 07/04/2004 10.54
Spagnuolo, comandante del contingente internazionale
nel sud dell'Iraq ricostruisce la battaglia a Nassiriya
"Hanno usato donne e bambini
ma difenderci era inevitabile"
di DANIELE MASTROGIACOMO

Francesco Paolo Spagnuolo

"Quei ponti andavano liberati. Gli accordi raggiunti l'altra sera prevedevano la ripresa della circolazione. E con i blocchi, non riuscivamo a rifornire neanche le nostre pattuglie e i posti di controllo". Il maggior generale Francesco Paolo Spagnuolo, comandante del contingente italiano in Iraq, è da poco rientrato alla base di "White Horse", dove chiede notizie dei bersaglieri feriti, ricoverati nella base aerea di Tallil. "Abbiamo dovuto rispondere al fuoco. I tre ponti che collegano il centro-città erano occupati da centinaia di miliziani armati. Appena siamo arrivati, hanno iniziato a sparare. E noi abbiamo risposto. Non potevamo far finta di niente". Ma non era stato raggiunto un accordo? "L'accordo prevedeva che i ponti fossero liberati". Una sorta d'ultimatum? "Bisognava riprendere il controllo della città".
Quanto tempo è durata la battaglia? "Quattro-cinque ore". Si parla di 10-12 ore. Di scontri alternati a lunghe pause. "Gli scontri veri e propri si sono protratti per poche ore. Ci sono state delle tregue e poi nuovi assalti". Tra gli iracheni si contano 15 morti: anche due bambini e una donna. Com'è possibile? "Le milizie dei rivoltosi si sono fatte scudo di donne e bambini. Hanno iniziato a sparare con fucili automatici, rpg e mortai. La nostra risposta era inevitabile". Anche di fronte a donne e bambini? "Senta, noi adottiamo regole d'ingaggio chiarissime. Anzi, proprio la presenza di donne e bambini ci ha reso più cauti".



Un medico afferma che la donna e la bambina facevano parte d'una famiglia chiusa in casa e centrata da un colpo di mortaio. Le nostre forze hanno usato armi pesanti? "Non mi risulta". Allora, di chi è la responsabilità? "Di chi ha usato mortai e lanciarazzi". Cosa accadrà ora? "È in corso una trattativa. Alcuni imam e sceicchi della città ci hanno contattato e chiesto una tregua: vogliono convincere le milizie di Sayyed Ryad, rappresentante dell'imam Moqtada al Sadr a Nassiriya, a ritirarsi". Quale è la vostra proposta? "Il nostro contingente vuole continuare a controllare la città per offrire aiuto e assistenza. Chi ci ha sparato addosso non rappresenta la maggioranza della città e della popolazione sciita". Ma hanno il sostegno della popolazione. "Non è vero. È facile fare leva sul malcontento". Non crede che la situazione sia più complessa? "È evidente che quanto accade nel resto del paese si rifletta a Nassiriya. Ma ci sono precisi elementi che soffiano sul fuoco e impongono scelte non condivise dalla popolazione". Non è quindi una rivolta generale? "Assolutamente". Vi è un crescente sentimento antiamericano e antioccidentale. Veniamo visti come una forza occupante. "La popolazione riconosce il grande lavoro che abbiamo svolto. Persino ieri pomeriggio in molti sono venuti a esprimerci solidarietà". Crede che sia possibile continuare un lavoro di peacekeeping in una situazione di guerra? "Vigileremo. Ma non tollereremo altri assalti". C'è il rischio d'una nuova Somalia? "È un paragone improponibile". Come giudica l'ipotesi d'un ritiro come viene chiesto dalle milizie di al Sadr? "Non è nei nostri piani. È prevista una tregua di 48 ore. Ci siamo ritirati nella parte sud della città, quella nord è affidata al controllo della polizia irachena". Fino a quando? "Fin quando le milizie non saranno disarmate".
(7 aprile 2004)


PRESO DA REPUBBLICA
VI RENDETE CONTO

NO
:fspara2: :fspara2: :fspara2:



SI



E' chiaro che non si può parlare di missione di pace se poi gli altri ti tirano per i capelli a ingaggiare un combattimento e tu, che sei in missione di pace, hai armi per rispondere. Oltretutto quello di ieri è stato uno sporco combattimento. Non dò colpe ai soldati, ma i politicanti da strapazzo dovrebbero cominciare a stare un po' più zitti

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