THE END
Cari Grizzlies,
vi prego di ascoltarmi con attenzione per l’ultima volta nella qualità di “head coach”.
Sono cosciente di non essere condiviso da alcuni di voi.
Premesso che tengo alla nostra squadra come pochi, dimostrandolo con i fatti, a memoria di tutti non ho mai saltato un appuntamento,
per nessuna ragione, anche se fosse caduto il mondo, io ero presente, eppure non mi sono mai pianto addosso, avevo preso un impegno e da vero uomo l’ho portato a termine come meglio ho potuto.
Comprendo che è una mentalità di altri tempi e capisco che per le mezze figure il confronto rappresenta un problema.
Mi sento in dovere di aggiungere, per rispetto a tutti quei ragazzi diventati “Grizzlies” negli anni 80’: che essi hanno rappresentato lo zoccolo duro e la fortuna di tutte le formazioni romane fino ai giorni nostri.
In una squadra da sempre le fondamenta sono rappresentate dai “soldati fedeli”, non certo da dei coglioncelli dal carattere di terra cotta, che non riescono a comprendere che un comportamento “ruvido” rappresenta una necessità dettata dal desiderio di forgiare uomini duri come l’acciaio, dal desiderio di farli scontrare con la vita , quella vera, non certo con quella dei “bamboccioni/cocchi di mamma e papà”, in parole povere è da considerarsi come uno scudo impenetrabile proiettato nel futuro.
Purtroppo i tempi sono cambiati, le persone sono cambiate, il senso di “famiglia”, il rispetto e l’obbedienza per chi ne sa più di te, i sani valori dello sport oramai non sono più gli stessi…
“La squadra su tutto” è stato da sempre il mio concetto base , conseguentemente lungi da me il desiderio di fare del male ai Grizzlies . Anche se qualcuno finge di non saperlo, io so di essere comprensivo, HO DECISO DI TOGLIERMI DA MEZZO DIMETTENDOMI DA H.C. , di rimettermi totalmente alle decisioni del CD: stabilite tranquillamente e senza remore dettate dalla coscienza quale sarà il mio ruolo, e se ci sarà,
Ci tengo ad affermare che rimarrò sempre a totale disposizione della squadra CHE HO FONDATO, oltre ad essere duce, per amore, so anche essere soldato. In ogni caso che sappiate che l’affetto che porto per tutti voi ragazzi, NONOSTANTE TUTTO, rimarrà sempre immutato.
Vi ringrazio tutti per le bellissime emozioni che mi avete permesso di vivere: per me la vita si può definire tale esclusivamente se è rappresentata da un susseguirsi di emozioni con la E maiuscola , quelle forti che ti rimangono dentro indelebilmente…
COLGO L’OCCASIONE COME ULTIMO ATTO DA H.C. DI NOMINARE COME GIOCATORE RIVELAZIONE DELL’ANNO 2010 : NICCOLò BERTOCCHINI DETTO “ER SORCIO”.
COME GRIZZLIES MVP DELL’ANNO 2010: CARLO FABIANI
Se mi date ancora un attimo di attenzione mi sento in dovere di mettervi a conoscenza di chi sono i Grizzlies :
NOI siamo nati da una selezione fatta da Marco Volterra, Fabio Angoscia, Marco Militello e Chicco di Segni dei migliori atleti romani che già praticavano il F.A., da 4 squadre allora presenti a Roma furono scelti una media di 8/9 giocatori per formazione, solo i migliori: tutte le mezze tacche, i chiacchieroni, i cacasotto, gli atteggioni, i rompicoglioni… furono scartati perché non rientravano nel nostro modo di interpretare lo sport.
In seguito qualcuno è stato allontanato perché non rientrava nella nostra filosofia: perché era un “inciucione pettegolo come una femminuccia”, anche per motivi apparentemente futili perché era altamente antiestetico (brutto), con mentalità piccolo borghese, un povero sfigato che cercava di entrare a far parte del gruppo perché era di moda, tanto per darsi un ruolo , un tono ecc…
Per noi vecchi i canoni per essere un “GRIZZLIES” erano un poco particolari: doveva essere bello, atletico, intelligente, un ”tombeur de femme”, con un comportamento leale, disciplinato e sano anche fuori dal campo e specialmente con una bellissima vena di follia che lo avvicinava al fascino intrigante di un dio pagano: spesso quando entravamo in campo c’era questo coro:
“che semo tutti matti lo sapete,
il nome della squadra ve lo dice,
vi romperemo il c..o e la cervice,
a capocciate”
Quattro anni fa abbiamo voluto riesumare quella squadra ed a mio avviso siamo obbligati a mantenerne il pensiero!
Nessuno obbliga nessuno ad essere un Grizzlies.
Ho accettato di ricostruire i Grizzlies non certo per creare una succursale di altre formazioni accogliendo fra noi, tutti quelli che loro hanno allontanato, vi ricordo che i Grizzlies sono stati lo stampo iniziale per me tutte le altre squadre romane solo una brutta copia.
Scherzando, ma non troppo, facendo riferimento ad una frase celebre del “Marchese del Grillo”: Noi siamo noi, gli altri, non sono un cazzo!
Ho chiesto 4 anni di tempo per tentare di creare un solido gruppo di veri “GRIZZLIES” ed in parte ci sono riuscito.
Come ben sapete, sono figlio di quegli anni un po’duri ed ho avuto la fortuna di avere avuto come maestri di vita alcuni dei sopravvissuti di El Alamein, reduci della R.S.I., veri campioni di sport come il pugilato ed il rugby , i miei riferimenti culturali erano e sono Pound, Nietzche, Evola, Mishima…i loro scritti mi hanno insegnato di fidarmi solo delle persone di spessore , di essere implacabile con i traditori, di essere fiero delle mie idee , di non aver paura ad esternarle.
Quando sono stato chiamato a ricostruire da zero ed in fretta una realtà ho dovuto per forza trascurare qualcosa inoltre, come ho già più volte affermato, adoro la gerarchia naturale dei valori : dei mezzi uomini non ho mai saputo che farmene. Per estrazione culturale non ho nulla a che vedere con l’impostazione ideologica Fini-Veltroni , l’ipocrisia borghese mi ha sempre fatto schifo, anzi, gli anni e l’esperienza mi hanno confermato che è meglio avere pochi amici fedeli che tanti cazzoni inutili.
Nei Grizzlies non sono mai stati graditi, per usare un termine cinematografico: I “NERDS”, QUELLI CHE PARLANO DIETRO LE SPALLE DI CHI GLI HA FATTO SOLO CHE DEL BENE, LE “MEZZE FIGURE” , I DELATORI, QUELLI CHE MANDANO AVANTI GLI ALTRI PER NON ESPORSI IN PRIMA PERSONA, IN BREVE QUELLI CHE AL POSTO DELLE PALLE HANNO LE MOZZARELLINE.
Per terminare,

mi sento in dovere a rammentarvi che non vorrei che questa mia decisione sia per l’ennesima volta interpretata in modo errato, come una “vittoria” di un gruppo minoritario di ragazzini viziati, inaffidabili, presuntuosi ed irrispettosi .
Avevo chiesto 4 anni ed alla fine di essi sono cosciente che il mio corso sia terminato ed è giunta l’ora che mi ritiri.
Sicuramente arriverà qualcuno più bravo e caratterialmente più affabile di me.
Sono sicuro che certe considerazioni saranno valutate attentamente , purtroppo ho 56 anni e di esperienza di vita ne ho da vendere, continuo a rimanere dell’idea che è meglio avere solo 15/20 bravi soldati fedeli ai nostri colori. che 60 lanzichenecchi senza onore ne valori.
I “GRIZZLIES” SONO:
- GUERRIERI ,
- UOMINI VERI ,
- GENTE DI CUI CI SI PUò FIDARE,
- QUELLI CHE NON TI MOLLANO,
- QUELLI CHE TI SONO ACCANTO ANCHE QUANDO VA MALE,
- QUELLI CHE DIFENDONO L’AMICO SPECIALMENTE QUANDO HA TORTO,
- GENTE CHE è PRONTA A FARSI UCCIDERE PER I PROPRI IDEALI .
I vecchi “GRIZZLIES” l’hanno sempre pensata così, abbiamo sempre creduto fermamente nella gerarchia naturale dettata dai valori DIMOSTRATI e che il diritto alla parola te lo devi guadagnare sul campo.
Se sei un PIPPONE TACI! Non conti un ….. ringrazia Dio e bacia per terra dell’onore che ti è stato concesso di appartenere all’elite della “razza degli uomini”.
UN fraterno addio E GRAZIE ANCORA,
Fabio Annoscia