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Full Version: Franco alla Normale
aylita
Sunday, January 21, 2007 10:30 PM
da La Nazione del 20.01.07
«Ci muoviamo nel buio»
Il cantautore spiega il suo cinema che se ne infischia del pubblico

Severissimo censore di questi tempi scellerati, Franco Battiato mutua ancora una volta dal linguaggio dell'arte la sua ricetta per vivere e insegnare a vivere difendendosi dalla barbarie moderna. E così nella Sala degli Stemmi del Palazzo della carovana-invitato dal direttore dell Scuola Normale Superiore nell'ambito de "i venerdì del direttore"-si mostra al pubblico nella nuova veste di regista. Che gira pellicole di nicchia, cervellotiche e impegnate quanto si vuole, volutamente incurante dei gusti del pubblico e della legge del bottehino.
«Che senso ha-dice convinto-spendere soldi per girare un film carico di violenza quando già la tv ce la propina gratis tute le sere mentre siamo a tavola?»

«Perduto amor» il primo lavoro cinematografico, poi «Musikanten» nel 2005-un excursus sugi ultimi anni di vita di Beethoven con ambientazione ottocentesca ecolonna sonora affine-,infine una pellicola ancora senza titolo incentrata sul senso della vita, sull'aldilà, l'origine dell'universo. Qualcuno li chiama "mattoni" per la lentezza delle scene, la ricercatezza dei dialoghi, la sapiente ambientazione. Battiato questo lo sa e non esita ad ammetterlo: «Faccio cinema per dimostrare che me ne infischio dei gusti del pubblico e degli incassi. E poi chi lo dice che esiste una grammaica, una sintassi del linguaggio cinematografico? Come si comincia da un soggetto, si può benisimo cominciare daun avverbio». E, a suffragare la teoria della libertà dell'arrtista,riporta un aneddoto: «Quando presentai Musikanten a Venezia-racconta-c'ra anche il regista Manoel Oliveira. In un'intervista televisiva fu accusato di muovere poco la cinepresa. Ebbene,lui, candido e serafico rispose: 'A me piace fissa'».
Un amore, qullo per il ciema, nato circa sei nni fa, quasi per gioco. «Una produttrice francese della Warner Bros mi propose di mandarle qualcosa. Io le scrissi due paginette di quello che poi è diventato 'Perduto amor' ma mi successe una cosa incredibile. Appena misi piede sul set mi sono sentito fregato, perchè mi piaceva troppo.»
«L'amor mio non muore», dice a chi gli chiede perchè continui a sperimentare, dalla musica al cinema. E, alla domanda se oggi ci siano giovani che sperimentano nuovi linguaggi, risponde laconico:«Oggi c'è un'omogeneizzazione spaventosa.Io quando vevo 19 anni già non mi sentivo giovane. Che vuol dire esser giovani? Io non lo capisco. Non è mica un vanto, tanto poi si diventa vecchi, no si cappa».
Che fosse un moderno Catone lo si vedeva già negli anni '80 con l'album forunatissimo «La voce del padrone». Già allora «per fortuna il suo razzismo» non gli faceva guardare «que programmi demenziali con tribune elettorali». Ma se allora dicea che «a Beethoven e Sinatra preferisc l'insalata», oggi tuona contro il cinema americao. «Non mi interessa chi dice che, ad esempio, 'The Departed' è un grande film. Io ne ho le scatole piene di mafia,camorra,sparatorie,violenza gratuita. Nei miei film semplicemente queste cose non c sno. La mafia esiste? Bene, io la ignoro».

«Iceberg,oggi siamo smmersi di iceberg nel senso che la punta è emersa da un bel pezzo, insieme all'intero blocco di ghiaccio. Oggi-sentenzia Battiato- non c'è più nulla di nascosto, si potrebbe defecare per strada, avere un coito all'anglo del palazzo. Null è vietato. Un tempo, negli anni '70, non c'era la ferocia d'oggi». E, sempre bacchettando il cinema made in Usa cita alcuni clichè tanto di moda in questi anni: «Avete presente il filone ospedaliero? C'è sempre un corridoio, un uomo intubato, qualcuno che agita le mani urlando 'Lo stiamo perdendo!'. Così come nelle scene erotiche: ci sono sempre due partner, solitamente belli, che si accoppiano in maniera violenta. Lui la scaraventa sul tavolo, o in un angolo, e l'atto sessuale si consuma alla stregua di uno stupro. Idem per i baci. Primo piano su loro due che si baciano appassionatamente ma in realtà si detestano. Ecco perchè non c'è sesso nei miei film».
Un nostalgico del passato? battiato non lo nega. Sul futuro nessuna previsione. Un personaggio del suo ultimo film sentenzia: «Siamo avvolti da un mistero insondabile e ci muoviamo ne buoio».

Grazie Franco!
lunedisoltanto
Monday, January 22, 2007 12:43 PM
ma chi l'ha inventato?
Solo in lui trovo "rifugio". Mi rivedo perfettamente in tutto quello che fa e che dice...
aylita
Monday, January 22, 2007 10:49 PM
Chi l'ha inventato? eheh, bella domanda, ank'io spesso mi chiedo da dove sia venuto fuori...
menomale che c'è lui...
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