I varesini preferiscono l’affitto
L’importante è abitare in centro
Casa: più richieste di locazione a discapito delle vendite
Varese, 14 gennaio 2011 - L'attuale crisi economica è uno dei tanti motivi che mette un freno ai giovani varesini sulla volontà di acquistare casa. Rendersi indipendenti dalla famiglia in questo momento richiede anche condizioni e patti che diventano problemi insormontabili per la maggior parte dei ragazzi. Il problema acquisto casa a Varese dipende essenzialmente dalle
proposte lavorative e da soluzioni poco rosee con contratti a progetto e collaborazioni occasionali. Le ristrettezze sul campo professionale hanno una ricaduta incisiva sul mercato immobiliare. Già da tempo in piena emergenza, spesso sull’orlo dell’imminente «bolla», il mondo che si occupa della compravendita del mattone a Varese e in provincia è forse il primo settore a risentire della crisi stipendio.
I ragazzi più giovani, se non appoggiati economicamente dalla famiglia, non possono accedere all’accensione di mutui bancari. Non sembrano bastare gli incentivi e i crediti agevolati messi a disposizione da alcuni comuni ed enti locali del varesotto per ovviare al problema. Così tanti ragazzi sono costretti a ricorrere all’affitto. Da qui un aumento decisivo delle richieste su Varese città di appartamenti e locazioni in fitto e un aumento relativo dei prezzi per questa tipologia abitativa. Preso come caso proprio quello di Varese città, sono sempre più le richieste di case di medio piccola dimensione (circa 100 metri quadrati) con prezzi non troppo elevati, puntando in prevalenza su appartamenti situati nella zona più vicina possibile al centro storico cittadino. Seppur di prezzo inferiore e sulla carta più convenienti, gli appartamenti in periferia (spesso si tratta di vere e proprie case indipendenti con box e giardinetto o in stabili di recente creazione e in pronta consegna) non sono nella lista delle preferenze dei futuri inquilini. Il problema delle case di periferia è spesso nella lontananza dal centro, dai collegamenti urbani e comunali carenti e nel caso in cui fossero costruzioni databili quaranta o cinquanta anni, la presenza spesso di problemi di manutenzione che si traducono in spese da calcolare oltre quelle già previste.
Considerato il 2010 e lo strascico che porterà nel nuovo 2011, le previsioni annunciano un aumento della richiesta in centro con relativo aumento dei prezzi degli affitti.
Aumenteranno anche le richieste di negoziabilità e la durata in termini di tempo della trattativa tra futuro locatario e agenzia. La virata sull’affitto non pregiudicherà comunque il mercato immobiliare varesino, più o meno assestato su livelli stabili e con oscillazioni meno evidenti rispetto al vicino milanese, con picchi di crescita e diminuzione eccessivi da quartiere a quartiere in breve lasso temporale. La compravendita immobiliare preoccupa anche il vicino Ticino, che pur avendo aspettative di rialzo del mercato, risente dell’aumento dei prezzi e dei tassi ipotecari ai minimi storici. Casa in affitto, dunque, anche l’arredo sarà più economico. I dati di una ricerca della Camera di Commercio di Monza e Brianza rivelano una corsa all’acquisto dell’arredo durante il periodo di saldi e svendite. Anche le soluzioni si fanno più economiche, riducendo persino il costo di trasporti e montaggio. Si calcola che proprio in questi giorni di ribasso, i lombardi lasceranno tra outlet e mobilifici circa 300 milioni di euro tra divani e armadi a prezzo di saldo.
di Monica Di Liddo