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Full Version: Fisco e tasse
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(sylvestro)
Sunday, September 27, 2009 9:48 AM
Ruralità fiscale e "case fantasma"
da laprovinciadicomo
Per 3.000 comaschi in arrivo guai
27 settembre 2009

L'agenzia delle entrate inguaia 3.000 comaschi

Como città di contadini. Anche da noi si cominciano a vedere i primi risultati della campagna all’evasione e all’elusione fiscale immobiliare promossa dall’Agenzia del territorio. L’operazione era cominciata nel 2006, attraverso il confronto informatico tra le informazioni presenti negli archivi catastali e la realtà territoriale rappresentata da immagini aeree ad alta risoluzione realizzate in collaborazione con Agea e Sogei: in pratica, un aereo ha fotografato la situazione dall’alto che poi è stata sovrapposta alle mappe catastali, in modo da rilevare incongruenze o anomalie, quali abitazioni che hanno subito importanti migliorie e sulle quali i proprietari non pagano tasse o le pagano sulla base di parametri superati, per arrivare addirittura a immobili nascosti al catasto, le cosiddette “case fantasma”.
Fino a tutto il 2009, l’attenzione dell’Ufficio provinciale dell’Agenzia del territorio è rivolta ai fabbricati rurali (36 mila in provincia, di cui tremila in città). Dagli uffici di via Italia Libera sono partite oltre 2.500 lettere sulle 3.000 previste entro fine 2009 (564 relative a immobili della città) nelle quali si fa notare ai proprietari «che non appare riscontrabile l’esistenza dei requisiti per il riconoscimento della ruralità ai fini fiscali». I proprietari hanno la possibilità di compilare un modulo per dimostrare il contrario oppure decidere di sanare la propria posizione.
Nel caso non riceva nessuna risposta, l’Agenzia del territorio effettua un sopralluogo i cui costi sono ovviamente a carico del proprietario del fabbricato, costi ben superiori di quanto avrebbe pagato se avesse incaricato della verifica un proprio professionista.
Cosa è emerso dai primi dati della campagna? Che una percentuale variabile tra il 5 e il 15 per cento è costituita dai cosiddetti “furbetti”. «Costoro - come conferma il direttore dell’Agenzia delle entrate di Como Francesco Librizzi - dovranno, oltre che mettersi in regola per il futuro, pagare le tasse arretrate, in certi casi fino a cinque anni prima dell’accertamento». Attenzione, però: questi soldi non vanno all’Agenzia del territorio, bensì al Comune, che è collegato per via telematica alla banca dati dell’Agenzia. In modo così da aumentare la fiscalità locale.
Da gennaio dell’anno prossimo dovrebbero iniziare le verifiche a campione anche sui fabbricati non rurali. I tempi e i modi sono legati alle potenzialità dell’ufficio di Como, che conta una settantina di dipendenti; i risultati dell’attività di controllo sono comunque consultabili sul sito internet www.agenziadelterritorio.it.
Gigi Albanese
Maximo7
Sunday, September 27, 2009 10:04 AM
Tolto l'ICI i comuni cercano altre entrate e finalmente si muovono contro l'abusivismo... Finirà tutto a tarallucci e vino con sanatorie, condoni e compagnia, l'importante è che al comune arrivino soldi!
A Roma ci sono interi quartieri periferici che sono stati costruiti abusivamente negli anni 60 per poi venire condonati e "regolarizzati".
(sylvestro)
Sunday, September 27, 2009 11:06 PM
Non saranno tassati gli immobili segreti all'estero tenuti a disposizione
Altro regalo di Tremonti agli evasori

Mancata tassazione immobili all'estero

"
...
non dovrebbero essere indicate in dichiarazione e, di conseguenza, non risulterebbero sanabili con lo scudo le posizioni di quei contribuenti che hanno all'estero attività che non producono redditi
...
Di fatto, un immobile genera sempre un reddito tassabile quando è locato o quando dà luogo a una plusvalenza in caso di cessione
...

"
(sylvestro)
Saturday, October 03, 2009 11:01 AM
«Abolire l'Ici sugli immobili non ancora venduti»
da ilTempo

Abolire la tassa comunale sugli immobili (Ici) «costruiti, invenduti e liberi».
Questa la richiesta avanzata dall'associazione nazionale edilizia commerciale e terziaria (Fedilter) nel corso di un incontro presso la Confcommercio Roma con l'assessore al Bilancio del Comune di Roma Maurizio Leo. «Le aziende che producono macchine pagano il bollo auto, tassa equiparabile all'Ici, non quando viene prodotta ma quando venduta, invece l'Ici sugli immobili viene applicata sulle costruzioni ancora invendute - ha spiegato il presidente Fedilter Dario Coen - Noi chiediamo semplicemente che agli immobili venga applicato lo stesso trattamento di tutti gli altri settori». Una «anomalia» che, secondo Coen provoca un aumento dei prezzi degli immobili.

03/10/2009


... 'nnamo su', damo 'na mano a 'sti pooracci;

grella
Saturday, October 03, 2009 4:16 PM
Re: Ruralità fiscale e "case fantasma"
(sylvestro), 27/09/2009 9.48:

da laprovinciadicomo
Per 3.000 comaschi in arrivo guai
27 settembre 2009

L'agenzia delle entrate inguaia 3.000 comaschi

Como città di contadini. Anche da noi si cominciano a vedere i primi risultati della campagna all’evasione e all’elusione fiscale immobiliare promossa dall’Agenzia del territorio. L’operazione era cominciata nel 2006, attraverso il confronto informatico tra le informazioni presenti negli archivi catastali e la realtà territoriale rappresentata da immagini aeree ad alta risoluzione realizzate in collaborazione con Agea e Sogei: in pratica, un aereo ha fotografato la situazione dall’alto che poi è stata sovrapposta alle mappe catastali, in modo da rilevare incongruenze o anomalie, quali abitazioni che hanno subito importanti migliorie e sulle quali i proprietari non pagano tasse o le pagano sulla base di parametri superati, per arrivare addirittura a immobili nascosti al catasto, le cosiddette “case fantasma”.
Fino a tutto il 2009, l’attenzione dell’Ufficio provinciale dell’Agenzia del territorio è rivolta ai fabbricati rurali (36 mila in provincia, di cui tremila in città). Dagli uffici di via Italia Libera sono partite oltre 2.500 lettere sulle 3.000 previste entro fine 2009 (564 relative a immobili della città) nelle quali si fa notare ai proprietari «che non appare riscontrabile l’esistenza dei requisiti per il riconoscimento della ruralità ai fini fiscali». I proprietari hanno la possibilità di compilare un modulo per dimostrare il contrario oppure decidere di sanare la propria posizione.
Nel caso non riceva nessuna risposta, l’Agenzia del territorio effettua un sopralluogo i cui costi sono ovviamente a carico del proprietario del fabbricato, costi ben superiori di quanto avrebbe pagato se avesse incaricato della verifica un proprio professionista.
Cosa è emerso dai primi dati della campagna? Che una percentuale variabile tra il 5 e il 15 per cento è costituita dai cosiddetti “furbetti”. «Costoro - come conferma il direttore dell’Agenzia delle entrate di Como Francesco Librizzi - dovranno, oltre che mettersi in regola per il futuro, pagare le tasse arretrate, in certi casi fino a cinque anni prima dell’accertamento». Attenzione, però: questi soldi non vanno all’Agenzia del territorio, bensì al Comune, che è collegato per via telematica alla banca dati dell’Agenzia. In modo così da aumentare la fiscalità locale.
Da gennaio dell’anno prossimo dovrebbero iniziare le verifiche a campione anche sui fabbricati non rurali. I tempi e i modi sono legati alle potenzialità dell’ufficio di Como, che conta una settantina di dipendenti; i risultati dell’attività di controllo sono comunque consultabili sul sito internet www.agenziadelterritorio.it.
Gigi Albanese



Ne avevamo parlato qualche tempo fà:

25/07/2008 18.35

grella

Post: 2.102
Sesso: Maschile
Moderatore
Ranch in Texas

G.F. immobiliare...............

Due milioni di case-fantasma

Censimento fabbricati non dichiarati -


LE CITTA' FANTASMA - Immobili e Fisco. Due milioni di case-fantasma. L'agenzia del Territorio sta ultimando il censimento dei fabbricati non dichiarati. Nella provincia di Roma 67mila edifici nascosti - A Napoli 60mila. Nascosto un sesto dei fabbricati. Sfuggono al Fisco 2 milioni su 13,2 - Nella provincia di Salerno 93mila.

Agli italiani piace talmente il mattone che il 15% dei fabbricati non risulta neppure al Catasto. E da qui a dire che è abusivo il passo è breve. Da un'analisi condotta a fini fiscali dall'agenzia del Territorio emerge un quadro, finora articolato sul 50% dei Comuni d'Italia, decisamente preoccupante: 1,2 milioni di fabbricati (in questo caso si tratta di intere costruzioni) sono fantasmi, emersi solo con la sovrapposizione delle foto aeree. Insomma, sulle mappe ufficiali non ci sono. In parte sono fabbricati rurali o ex rurali ma non è azzardato immaginare che, a livello nazionale, siano almeno 2 milioni i fabbricati sorti senza permesso e quindi non dichiarati neppure al Catasto.
bollaimmobiliare.freeforumzone.leonardo.it

Ecco l'elenco:

http://www.agenziaterritorio.it/sites/territorio/files/servizi/Cittadino/Fabbricati_non_dichiarati_2008_Comunicato_in_GU.pdf










(sylvestro)
Saturday, October 03, 2009 5:37 PM
Re: Re: Ruralità fiscale e "case fantasma"
grella, 03/10/2009 16.16:



Ne avevamo parlato qualche tempo fà:
...



In parole povere ... non si fara' nulla neanche stavolta
(sylvestro)
Sunday, November 29, 2009 10:48 PM

... altro che cedolare secca ...

Chi possiede immobili o un'autovettura non può essere non congruo rispetto agli studi di settore



"...
Anzi, secondo l'amministrazione, il possesso e il mantenimento di questi beni è proprio l'ulteriore elemento che serve ad avvalorare la "bontà" dell'accertamento fondato sulle discordanze tra quanto dichiarato al fisco e i dati elaborati da Gerico
..."
Ciò che si chiede al contribuente è di dichiarare i ricavi o i compensi effettivamente conseguiti e che trovano corrispondenza nelle spese sostenute o da sostenere negli anni per un adeguato mantenimento o utilizzo dei beni stessi
..."

grella
Sunday, November 29, 2009 10:53 PM
Re:
(sylvestro), 29/11/2009 22.48:


... altro che cedolare secca ...

Chi possiede immobili o un'autovettura non può essere non congruo rispetto agli studi di settore



"...
Anzi, secondo l'amministrazione, il possesso e il mantenimento di questi beni è proprio l'ulteriore elemento che serve ad avvalorare la "bontà" dell'accertamento fondato sulle discordanze tra quanto dichiarato al fisco e i dati elaborati da Gerico
..."
Ciò che si chiede al contribuente è di dichiarare i ricavi o i compensi effettivamente conseguiti e che trovano corrispondenza nelle spese sostenute o da sostenere negli anni per un adeguato mantenimento o utilizzo dei beni stessi
..."






Per quelli che:

Faccio il mutuo quarantennale e investo in residence .................in località amene...............
Oppure compro il Ferrari in 748 rate.................


p.s. Qualche tempo fà dissi anche che "possedere" in futuro sarebbe stato un lusso per chi se lo poteva permettere! In pratica la patrimoniale che tu mi avevi contestato l'altra volta l'hanno già fatta!!! questa è solo meno pubblicizzata.....!!!
Meno pubblicità = meno rishio di gogna popolare !!!


















(sylvestro)
Sunday, November 29, 2009 11:13 PM
Guai in vista per il nuovo invenduto
I costruttori: abolire le distorsioni sull'iva

"...
Ance. «Decreto Visco-Bersani da rivedere»

Giuseppe Latour
ROMA Cancellazione delle norme del decreto "Visco-Bersani" sull'Iva nella cessione e negli affitti di immobili, sgravi per le costruzioni ad alto rendimento energetico e per l'acquisto della prima casa.

È il pacchetto di emendamenti sui quali i costruttori dell'Ance stanno puntando in queste ore. E sui quali sarebbero arrivate aperture del governo per un possibile ingresso in Finanziaria. Il primo blocco di interventi punta a risolvere il problema delle distorsioni nei pagamenti Iva causati dal Visco-Bersani. Il decreto del 2006, nato per contrastare l'evasione, nella sua attuale formulazione stabilisce che la cessione di un fabbricato dopo i quattro anni dall'ultimazione dei lavori è esente da Iva. Questo, però, produce un effetto perverso per le imprese di costruzioni che realizzano le proprie vendite solo dopo il quarto anno. L'impresa, infatti, al momento della cessione deve restituire l'Iva già detratta durante la fase di costruzione dell'immobile e, in aggiunta, si vede comprimere fortemente la detrazione Iva complessiva dell'anno in cui effettua la vendita. Secondo le simulazioni dell'Ance, ad esempio, la vendita in esenzione dopo i quattro anni di un immobile da 300mila euro porta a un carico fiscale di 64mila euro per l'impresa che ha realizzato il fabbricato: 25mila euro di restituzione di quanto detratto in passato e 39mila di indetraibilità complessiva. Un effetto simile si produce per le locazioni. In pratica, quindi, vendere o affittare immobili dopo quattro anni diventa altamente sconveniente. E sono molti gli imprenditori preoccupati di questo effetto, considerando gli attuali altissimi livelli di invenduto, soprattutto in alcune realtà del nord. Gli emendamenti dell'Ance, allora, mirano a tornare al vecchio regime, sia per le locazioni che per le cessioni, con l'imprenditore che semplicemente recupera l'Iva pagata al momento della vendita. A questo, nel pacchetto di interventi richiesti dai costruttori si aggiungono altre due misure. Da un lato la detrazione del 50 per cento dell'Iva pagata per l'acquisto dell'abitazione principale. Una norma che punta a sostenere la domanda di immobili nell'attuale congiuntura. Dall'altro l'introduzione di incentivi fiscali per le costruzioni ad alto rendimento energetico. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Sabato 28 Novembre 2009

(sylvestro)
Sunday, November 29, 2009 11:18 PM
Re: Re:
grella, 29/11/2009 22.53:


...
In pratica la patrimoniale che tu mi avevi contestato l'altra volta l'hanno già fatta!!! questa è solo meno pubblicizzata.....!!!
Meno pubblicità = meno rishio di gogna popolare !!!




Mi fido.

(pero' e' ancora da approvare )
grella
Sunday, November 29, 2009 11:29 PM
Re: Re: Re:
(sylvestro), 29/11/2009 23.18:




Mi fido.

(pero' e' ancora da approvare )



Attenzione a questa frase:

C'è da chiedersi allora che cosa avrebbe dovuto comunque fare di quei beni il contribuente non congruo: venderli o abbandonarli? Secondo Magistro la soluzione è semplice: «Niente di tutto questo. Ciò che si chiede al contribuente è di dichiarare i ricavi o i compensi effettivamente conseguiti e che trovano corrispondenza nelle spese sostenute o da sostenere negli anni per un adeguato mantenimento o utilizzo dei beni stessi».

Cosa ci trovate di strano e incredibilmente innovativo rispetto a prima?.................











(sylvestro)
Sunday, November 29, 2009 11:33 PM
Re: Re: Re: Re:
grella, 29/11/2009 23.29:



Attenzione a questa frase:

C'è da chiedersi allora che cosa avrebbe dovuto comunque fare di quei beni il contribuente non congruo: venderli o abbandonarli? Secondo Magistro la soluzione è semplice: «Niente di tutto questo. Ciò che si chiede al contribuente è di dichiarare i ricavi o i compensi effettivamente conseguiti e che trovano corrispondenza nelle spese sostenute o da sostenere negli anni per un adeguato mantenimento o utilizzo dei beni stessi».


Cosa ci trovate di strano e incredibilmente innovativo rispetto a prima?.................





aiutami ...
grella
Sunday, November 29, 2009 11:44 PM
Re: Re: Re: Re: Re:
(sylvestro), 29/11/2009 23.33:




aiutami ...



Il grassetto basta?.........cosa ci vedi in quella frase?






(sylvestro)
Monday, November 30, 2009 10:57 AM
Re: Re: Re: Re:
grella, 29/11/2009 23.29:


...
Attenzione a questa frase:
...
che trovano corrispondenza nelle spese sostenute o da sostenere negli anni per un adeguato mantenimento o utilizzo dei beni stessi».

Cosa ci trovate di strano e incredibilmente innovativo rispetto a prima?.................




Che sfruttarenno i lavori di ristrutturazione e adeguamento per stabilire un valore congruo;

... ( )
grella
Monday, November 30, 2009 11:48 AM
Re: Re: Re: Re: Re:
(sylvestro), 30/11/2009 10.57:




Che sfruttarenno i lavori di ristrutturazione e adeguamento per stabilire un valore congruo;

... ( )



Ma che stai a dì...........si parla di spese di mantenimento dei beni posseduti in passato ..........in passato.................e quindi?.....





(sylvestro)
Monday, November 30, 2009 12:16 PM
Re: Re: Re: Re: Re: Re:
grella, 30/11/2009 11.48:



Ma che stai a dì...........si parla di spese di mantenimento dei beni posseduti in passato ..........in passato.................e quindi?.....





Ok, ma credo ci sia un limite; non sara' "retroattivo", probabilmente sara' applicato agli ultimi due anni fiscali (non sono esperto in materia).
grella
Monday, November 30, 2009 12:23 PM
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re:
(sylvestro), 30/11/2009 12.16:




Ok, ma credo ci sia un limite; non sara' "retroattivo", probabilmente sara' applicato agli ultimi due anni fiscali (non sono esperto in materia).





Prima riguardava solo la capacità di spesa su un bene acquistato in tale anno (redditometro), adesso si parla di spese ( anche teoriche secondo me calcolate a tavolino) regresse per il mantenimento di tale bene nell'arco di "x" anni.............!!




(sylvestro)
Monday, November 30, 2009 12:28 PM
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re:
grella, 30/11/2009 12.23:





Prima riguardava solo la capacità di spesa su un bene acquistato in tale anno (redditometro), adesso si parla di spese ( anche teoriche secondo me calcolate a tavolino) regresse per il mantenimento di tale bene nell'arco di "x" anni.............!!









(sylvestro)
Sunday, January 03, 2010 9:28 AM
(sylvestro)
Saturday, January 09, 2010 12:31 PM
... e' arrivo' il momento della riforma fiscale

Berlusconi: riforma fiscale con due sole aliquote

Berlusconi promette: "non aumentaremo le tasse" (vabbe', che novita' di proclama )

Berlusconi ipotizza: "solo due scaglioni, 23 e 33%" Mah!


Poi mi viene in mente che vogliono introdurre il quoziente famigliare

E penso: "vuoi vedere che manterranno gli stessi scaglioni di quello individuale?"

Chesso', adesso una coppia ha un imponibile di 32k + 32k e viene applicata l'aliquota del 23% (mettiamo, non la so di preciso ma non e' questo il punto) sui primi 15k euro per ciascuno (15+15 a 23%, 17+17 a 33%).

E domani? applicheremo l'aliquota del 23% sui primi 15k euro dei 64k di entrambi ed il resto (49%) al 33%?

Qualcuno ha informazioni diverse?
(sylvestro)
Saturday, February 06, 2010 1:28 PM
(sylvestro)
Tuesday, February 09, 2010 11:52 AM
08-02-10
FEDERALISMO FISCALE: BASSANINI, SI' A PROPOSTA PER TASSA UNICA IMMOBILI

(ASCA) - Torino, 8 feb - ''Attribuire ai Comuni tutta la tassazione sugli immobili potrebbe essere una misura utile per il riequilibrio delle risorse tra Stato ed enti locali che il federalismo dovrebbe imporci''. Cosi' Franco Bassanini, presidente della Cassa Depositi e prestiti, abbraccia la proposta lanciata dal presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino, nel corso del convegno sul federalismo fiscale appena conclusosi a Torino. Parlando alla stessa platea, Bassanini sottolinea che la legge istitutiva del federalismo fiscale ''e' un passaggio decisivo per il futuro del Paese, senza il quale il nostro sistema non sara' in grado di progredire''.

res-rus/sam/bra


08-02-10
FEDERALISMO FISCALE: CALDEROLI, TASSA SU IMMOBILI L'AVEVO GIA' PROPOSTA


(ASCA) - Roma, 8 feb - ''Non posso che essere d'accordo con la proposta di Sergio Chiamparino e di Franco Bassanini di istituire una tassa unica sugli immobili, anche perche' questa proposta, lo ricordo, l'ho gia' fatta io, piu' di un anno fa, con l'unica differenza che io l'ho chiamata service tax''. Lo afferma Roberto Calderoli, Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord.

res-rus/sam/ss




Arriva
laplace77
Tuesday, February 09, 2010 2:10 PM
Re:
(sylvestro), 09/02/2010 11.52:

08-02-10
FEDERALISMO FISCALE: BASSANINI, SI' A PROPOSTA PER TASSA UNICA IMMOBILI

(ASCA) - Torino, 8 feb - ''Attribuire ai Comuni tutta la tassazione sugli immobili potrebbe essere una misura utile per il riequilibrio delle risorse tra Stato ed enti locali che il federalismo dovrebbe imporci''. Cosi' Franco Bassanini, presidente della Cassa Depositi e prestiti, abbraccia la proposta lanciata dal presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino, nel corso del convegno sul federalismo fiscale appena conclusosi a Torino. Parlando alla stessa platea, Bassanini sottolinea che la legge istitutiva del federalismo fiscale ''e' un passaggio decisivo per il futuro del Paese, senza il quale il nostro sistema non sara' in grado di progredire''.

res-rus/sam/bra


08-02-10
FEDERALISMO FISCALE: CALDEROLI, TASSA SU IMMOBILI L'AVEVO GIA' PROPOSTA


(ASCA) - Roma, 8 feb - ''Non posso che essere d'accordo con la proposta di Sergio Chiamparino e di Franco Bassanini di istituire una tassa unica sugli immobili, anche perche' questa proposta, lo ricordo, l'ho gia' fatta io, piu' di un anno fa, con l'unica differenza che io l'ho chiamata service tax''. Lo afferma Roberto Calderoli, Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord.

res-rus/sam/ss




Arriva




tic tac tic tac...



(sylvestro)
Friday, May 21, 2010 5:52 PM
Manovra economica. Tremonti metterà le mani nelle tasche degli italiani

Venerdì 21 Maggio 2010 16:23
di Fulvio Lo Cicero

Si delinea il quadro globale degli interventi, che culmineranno, nella fase 2, in una nuova Ici: una tassa sui servizi comunali che andrà a coprire i 3,3 miliardi persi con la precedente abolizione. Nessuna disposizione seria per scovare gli evasori grandi e piccoli

ROMA – Un Giulio Tremonti fermissimo, una sorta di statua di sale, ha trascorso il pomeriggio e la tarda nottata di ieri fra Quirinale e Palazzo Grazioli. La manovra oramai è a punto e lui non ha concesso nulla ai suoi interlocutori (i ministri di spesa), nemmeno al premier, che lo aveva sondato per appurare se era possibile alleggerirla, introducendo altri tagli in provvedimenti di fine anno. Non c’è stato niente da fare. “Silvio, questa è la manovra economica per salvare la situazione. Alternative non ce ne sono ma, se vuoi, posso dimettermi anche subito” gli ha detto Giulio. Berlusconi ha ovviamente respinto qualsiasi ipotesi di dimissioni, visto la gravità del momento ma ha accettato malvolentieri una serie di misure che lui comprende come anticipatrici di una spaccatura profonda con l’elettorato, che si aspettava il Paese di Bengodi. D’altronde, oramai il premier è conscio del fatto di essere diventato una sorta di vaso di coccio fra vasi di ferro, esattamente come Don Abbondio, anche se anela – e dentro di lui è ancora sicuro di questo – di poter riacciuffare il feeling perduto con gli italiani, che molto probabilmente la stretta fiscale manderà all’aria.

Di che lacrime grondi e di che sangue

Tremonti ha anche provveduto a stringere i tempi. Martedì la manovra sarà approvata dal Consiglio dei ministri; il giorno prima, l’incontro con le parti sociali, che però, nello stile e nelle abitudini culturali del super-ministro plenipotenziario dell’economia, è oramai una vuota formalità. Egli illustrerà il contenuto di quanto ha deciso in totale solitudine, ascolterà le proteste della Cgil e, forse, degli altri sindacati, dopo di che saluterà e se ne andrà. Le macerie della concertazione fanno parte dell’habitus tremontiano, lo connotano come un liquido che si adatta al suo contenitore.

Rispetto alle anticipazioni iniziali, la manovra contiene provvedimenti di tipo “politico”, che produrranno un gettito modesto ma servono ad indorare la pillola per 3,5 milioni di statali che subiranno gli effetti peggiori della manovra. I dipendenti di Camera e Senato potranno andare in pensione soltanto a 67 anni – con il medesimo e ricchissimo livello di retribuzione – mentre i dirigenti pubblici con reddito superiore ai 70 mila euro subiranno un taglio del 10%. I tagli veri, di maggior gettito, saranno quelli relativi al blocco del turn-over nella pubblica amministrazione, che, in comparti come la scuola, avrà effetti più che drammatici e la stretta di 4 miliardi di mancati trasferimenti agli enti locali. Praticamente, Comuni e Regioni non solo dovranno aumentare le aliquote fiscali, se sarà possibile, ma saranno costretti a sospendere qualsiasi politica di aiuto in settori sociali quali l’assistenza ai disabili, agli anziani, il sostegno alle famiglie bisognose.

Proprio oggi, l’economista indiano Amartya Sen, al Convegno su “Etica, democrazia e pubblica amministrazione: il ruolo del capitale umano” ha significativamente sottolineato come «certe spese sono più facili da tagliare senza causare ricadute negative sulla qualità della vita delle persona. Serve una scelta critica e attenta, non un taglio generico: non bisogna tagliare dove è più facile, ma dove è realmente necessario».

Interventi strutturali

Il Governo si affanna a ripetere che non sono previste nuove tasse ma è una clamorosa bugia. Come si è rimarcato più volte in questi giorni, i mancati trasferimenti agli enti locali si tradurranno in un aumento delle aliquote Irpef nelle Regioni e nei Comuni. Quasi sicuro, poi, l’aumento della pressione fiscale in quelle Regioni dove la spesa sanitaria è considerata fuori controllo: Lazio, Molise, Calabria e Campania. La prima di queste Regioni, ad esempio, ha chiuso il 2009 con un buco sanitario di 1,3 miliardi. Tutte e quattro, nelle intenzioni del Governo, dovrebbero operare una manovra per complessivi 1,39 miliardi per imboccare la strada del risanamento del deficit sanitario.

Ma poi, è proprio l’intero intervento correttivo, valutato fra i 27 e i 28 miliardi a suscitare qualche perplessità in coloro che sono lontani dalla propaganda berlusconiana. Perché un intervento così eclatante? Tremonti si nasconde dietro il fatto che tutti i Paesi europei lo hanno programmato e che, quindi, anche noi dobbiamo farlo. Il fatto, però, è che il nostro Governo non ha avuto bisogno di predisporre salvataggi bancari, né ha impegnato ingenti somme per le precedenti manovre considerate dalla stessa maggioranza “light”. Eppure, la spesa è risultata fuori controllo e del tutto azzerato l’avanzo primario lasciato in eredità dal Governo Prodi. La manovra è dunque necessaria per l’acclarata incapacità di questo Governo di gestire la finanza pubblica.

Le mani nelle tasche degli italiani

Il Governo, in realtà, affonderà eccome le mani nelle tasche e nei portafogli degli italiani. Vediamo come. Ci sarà l’introduzione di un superticket sanitario di 10 euro, il congelamento dei contratti per gli statali, una riduzione delle finestre pensionistiche (per un valore atteso di 1,5 miliardi). Soltanto con il congelamento dei contratti, secondo la Cisl, i dipendenti pubblici perderebbero 1,4 miliardi e quelli della scuola addirittura 1,8, mentre con riferimento all’intero pubblico impiego (compresi poliziotti e vigili del fuoco) il taglio ammonterebbe a 6,4 miliardi. In tema di “lotta all’evasione” Tremonti pensa ancora ai condoni: uno per le liti tributarie pendenti in Cassazione e l’altro sugli immobili fantasma. Quindi, i veri evasori, come sempre, potranno dormire sonni tranquilli. Ma la notizia più sconvolgente è che sarà reintrodotta l’Ici. Incredibile a dirsi ma è così, anche se camuffata da una “tassa sui servizi comunali”, attualmente allo studio del ministro Calderoli. Essa dovrà essere pagata dai proprietari di immobili o dai loro affittuari per il servizio di smaltimento dei rifiuti e per l’illuminazione stradale e potrebbe essere agganciata al valore catastale dell’immobile. La nuova tassa dovrebbe tappare il buco di 3,3, miliardi dovuto alla scriteriata abolizione dell’Ici nel 2008, che fu il degno inizio di una politica fiscale che ha originato l’attuale drammatica situazione dei conti pubblici.

(sylvestro)
Saturday, May 29, 2010 10:47 AM
Erario perdente sulle ristrutturazioni


clicca per ingrandire

(sylvestro)
Saturday, May 29, 2010 10:48 AM
(segue) Erario perdente sulle ristrutturazioni


clicca per ingrandire

(sylvestro)
Wednesday, June 02, 2010 10:52 AM
Chi affitta in nero rischia addirittura 400 euro di multa



Al via dal 1 luglio le modifiche per chi affitta casa


di Angelo Busani e Saverio Fossati

2 giugno 2010
Si stringe il cerchio anche sulle case fantasma affittate. Dal 1° luglio diventerà un problema registrare i contratti di locazione e affitto degli edifici estranei al catasto, come stabilisce il Dl 78/2010 all'articolo 19, comma 15. Lo scopo è quello di costringere i proprietari delle case a farle emergere anche sotto il profilo catastale, rendendo più difficile l'evasione fiscale Irpef e Ici.

Nella norma è stabilito infatti che dal 1° luglio 2010 occorrerà indicare i dati catastali nella «richiesta di registrazione» (il modulo che va compilato, in via telematica o su carta, per ottenere la registrazione del contratto) dei seguenti contratti, verbali o scritti:
° i contratti di locazione o affitto;
° i contratti di cessione, risoluzione o proroga, anche tacita di questi contratti di locazione e affitto;

Questi contratti devono avere per oggetto "beni immobili" esistenti nel territorio dello Stato (e quindi senza distinzione tra terreni e fabbricati e, in quest'ultimo ambito, nemmeno senza distinguere a seconda della tipologia del fabbricato).
In caso di mancata o errata indicazione, si applica una sanzione di entità compresa tra il 120 e il 240% dell'importo dell'imposta di registro dovuta per la registrazione del contratto. Per esempio, con un contratto di locazione di un appartamento con canone mensile di 600 euro, l'imposta di registro è del 2% e ammonta a 144 euro; la sanzione andrebbe quindi da 172,80 euro a 345,60 euro.

Questa richiesta di indicazione di dati catastali concerne quindi non tanto il contratto (sul quale è comunque opportuno riportarli, come del resto è previsto da tempo sui moduli di Confedilizia), quanto la «richiesta di registrazione». Cioè il modulo (cartaceo o informatico, in gergo detto "modello 69") con la quale gli atti soggetti a registrazione vengono veicolati verso l'agenzia della Entrate, che ha la competenza sull'imposta di registro.

Questo modulo attualmente non contempla l'introduzione di dati catastali, essendo idoneo a ospitare solo i dati dei soggetti che partecipano all'atto soggetto a registrazione, il loro "ruolo" nel contratto (ad esempio, la loro natura di "danti" o di "aventi" causa), la natura e il valore dell'atto del quale si richiede la registrazione.

In realtà, finora, quando si tratta di atti da registrare nei quali i dati catastali hanno già oggi rilevanza (si pensi alla registrazione di una locazione ultranovennale, la quale, oltre che essere registrata, deve essere trascritta nei Registri immobiliari), occorre aprire un modulo informatico o (la cosiddetta nota di trascrizione) diverso da quello che serve per la registrazione. Questo adempimento, però, è "curato" non più dall'agenzia delle Entrate ma dall'agenzia del Territorio.

In pratica, dunque, in vista dell'entrata in vigore di questa norma occorrerà che l'agenzia delle Entrate ridisegni i moduli (cartacei e telematici) occorrenti per la registrazione e che gli utenti adeguino i loro software, al fine di permettere appunto di integrare i dati necessari per la registrazione con gli identificativi catastali degli immobili oggetto dei contratti di locazione e affitto e loro cessioni, risoluzioni e proroghe.

Lo scopo della disposizione non è solo quello di rendere più difficile la vita ai proprietari immobiliari delle case non accatastate. Il nodo che il provvedimento vuole affrontare è anche quello degli immobili abusivi. Ci sono parecchi fabbricati regolarmente edificati ma per i quali è stato trascurato l'adempimento catastale: qui tutto si risolve con la denuncia e il pagamento delle sanzioni e degli arretrati di imposte dirette e Ici (sempre che l'ultimazione dell'edificio non sia avvenuta meno di 30 giorni prima). Inoltre l'indicazione dei dati catastali, grazie all'incrocio delle banche dati dell'anagrafe tributaria e del catasto, l'eventuale evasione di Irpef e Ici emergerà immediatamente.

Quando invece il fabbricato è abusivo, non si potrà ottenere l'accatastamento, in quanto è necessario avere il certificato di agibilità, rilasciato dal comune. Di conseguenza anche la registrazione del contratto di locazione diventa difficoltosa ed espone il proprietario alla sanzione.

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(sylvestro)
Wednesday, June 02, 2010 7:31 PM
Fisco, addio cartelle esattoriali


I sospetti evasori pagheranno in 90 giorni
La notifica di accertamento coinciderà con il versamento

Previsto anche il carcere per chi sfrutta le crisi delle imprese

Fisco, addio cartelle esattoriali
I sospetti evasori pagheranno in 90 giorni

La notifica di accertamento coinciderà con il versamento

ROMA - Addio alle iscrizioni a ruolo e tanti saluti alle cartelle esattoriali. Tra pochi mesi basterà l’avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, con le somme contestate dal fisco, per inchiodare gli evasori. Così, se oggi servono minimo due anni, due anni e mezzo, per ottenere il pagamento delle imposte dovute, domani lo Stato potrà avere ciò che gli spetta nel giro di 90 giorni. Non bastasse questo, c’è anche il nuovo accertamento sintetico, che permetterà al fisco di contestare la presunta evasione a chi spende troppo rispetto a ciò che guadagna e dichiara al fisco, salvo prova contraria a carico dei contribuenti. E se ancora non fosse sufficiente, basterà dire che arrivano le manette per gli imprenditori che truffano il fisco dopo aver chiesto una transazione sui debiti fiscali. O ricordare il nuovo redditometro, l’obbligo della fattura telematica sopra i tremila euro, lo stop alle compensazioni illecite tra crediti e debiti fiscali. Nei prossimi tre anni dalla lotta all’evasione arriveranno 20 miliardi di gettito in più. A regime il decreto con la manovra per la correzione dei conti pubblici assicurerà otto miliardi l’anno di maggiori entrate. «Per gli evasori, davvero, non ci sarà più scampo» garantisce Luigi Magistro, responsabile dell’accertamento dell’Agenzia delle Entrate. Benedetta la crisi dell’economia, dirà qualcuno.


Cartelle esattoriali

«Con un semplice tratto di penna è stato cancellato un sistema che risale all’ottocento. Oggi come allora il sistema per chiedere i tributi si basa sull’iscrizione a ruolo. Termini e procedure - sottolinea Magistro - risalgono alla notte dei tempi. Si fanno i controlli, si contesta la presunta evasione, e si manda l’avviso di accertamento». Siamo solo all’inizio. «C’è "l’iscrizione a ruolo", che avviene entro un anno. Poi i ruoli vengono "caricati" dalla società di riscossione, cioè dagli esattori, che hanno nove mesi di tempo per notificare la "cartella di pagamento". Da quel momento, se dopo sessanta giorni non arriva il pagamento di quanto richiesto, la società di riscossione può prendere provvedimenti esecutivi». Per arrivare alle ganasce all’automobile o al pignoramento dei beni, servono due anni, «Durante i quali sparisce tutto» dice Magistro. Separazioni fittizie con relativa intestazione dei beni al coniuge, cessioni ai prestanome, e il fisco resta a bocca asciutta. «Con l’esecutività dell’avviso di accertamento, per tutta la procedura bastano 90 giorni, e il rischio viene dimezzato». «Rischio notifica», lo chiamano proprio così i tecnici dell’Agenzia. «La gente si attacca a tutto. Contestano il ricevimento della raccomandata, l’indirizzo sbagliato. Fatto sta - spiega Magistro - che un terzo dell’intero contenzioso del fisco riguarda proprio le notifiche». D’ora in avanti tirarla per le lunghe non sarà più tanto conveniente: «Siamo sicuri che le nuove norme saranno un ottimo deterrente. Il nuovo sistema partirà dal luglio del 2011. Non subito, ma è una svolta epocale e anche noi dobbiamo organizzarci, perché con i tempi così stretti non possiamo proprio permetterci di sbagliare. É una sfida enorme anche per noi» assicura il direttore dell’Agenzia.

Il nuovo accertamento
L’altro strumento su cui i tecnici del fisco confidano moltissimo, anche per migliorare il rapporto di fiducia con i contribuenti, è la nuova metodologia per accertare i redditi evasi. «Oggi possiamo determinare il reddito di un cittadino basandoci su elementi induttivi. Prendiamo delle spese, come quelle per la casa, l’automobile, e risaliamo induttivamente ad un certo reddito. Se questo supera del 25% il dichiarato, per due anni consecutivi diamo corso all’accertamento. Ma il problema è proprio il contenuto induttivo: può voler dire tutto e niente». Qui entra in gioco anche il nuovo redditometro. «Con l’aggiornamento del sistema andiamo sul sicuro. Prendiamo le spese, le sommiamo e così stabiliamo il reddito. Contestiamo somme effettive: se paghi tanto non puoi guadagnare e dichiarare meno». L’accertamento automatico, poi, scatterà prima: basterà superare il reddito dichiarato del 20% in un solo anno. «Centomila euro spesi, per noi, significano centomila euro guadagnati. Salvo che tu non sia in grado di dimostrare che quelle spese siano state rese possibili ricorrendo ad altre fonti, che non ricadono nella tua base imponibile». Per esempio l’eredità della nonna, il prestito di un amico, i risparmi accumulati in passato. E occorrerà presentare le prove, per non farsi incastrare. Con il nuovo meccanismo di definizione del reddito si terrà conto anche della composizione familiare e del territorio, elementi finora sconosciuti al vecchio redditometro. «La contestazione viene rivolta sempre al singolo contribuente. Ma è chiaro che un conto è spendere centomila euro l’anno se si è single, diverso è spendere quella somma avendo cinque figli in famiglia ».

Il carcere per le truffe
La stretta sull’evasione è resa evidente dalle nuove regole sulle transazioni con il fisco chieste dalle imprese in crisi, quelle che non ce la fanno a pagare tutti i debiti fiscali. «L’accordo per il concordato fiscale si basa su una prospettazione dello stato di crisi fatta dall’impresa. Sono loro a dirci cosa hanno, e quanto possono pagare. Noi siamo pronti ad accettare queste transazioni, ma dobbiamo cautelarci di più rispetto ad oggi». Crisi e fallimenti, spesso condotti ad arte, sono uno dei canali privilegiati dell’evasione. «Chiederemo agli imprenditori una dichiarazione sostitutiva, e loro ne risponderanno penalmente, cosa che finora non succede» spiega Magistro. Le pene saranno molto severe. Se i beni sui quali il fisco può rivalersi in caso di mancato pagamento dell’importo concordato vengono alienati in modo fittizio c’è il carcere: da sei mesi a quattro anni se i beni occultati superano un valore di 50 mila euro. Da uno a sei anni se superano i 200 mila euro.

Compensazioni illecite
«Con il decreto si chiude un altro buco nero. Non sarà più possibile compensare i crediti fiscali con i debiti, se c’è una somma dovuta iscritta a ruolo. Scatta il divieto assoluto. Prima si paga la cartella, poi se resta qualcosa si può compensare» dice Magistro. dalla nuova stretta è atteso, a regime, un risparmio di quasi 2 miliardi di euro l’anno. La nuova norma fa il paio con quella dell’anno scorso che consente le compensazioni oltre una certa somma solo dopo che la certificazione dei debiti da parte dei commercialisti. Un sistema che quest’anno potrebbe portare un risparmio di quattro miliardi di euro. «Senz’altro possibile, se i dati di questi primi mesi saranno confermati», dice Magistro.

Mario Sensini
02 giugno 2010
(sylvestro)
Friday, June 04, 2010 3:56 PM
In arrivo oltre 100mila lettere di contestazione per gli studi di settore
04/06/2010

- L’Agenzia delle entrate ha trasmesso oggi una circolare in cui si evidenzia come siano in partenza oltre 109mila lettere indirizzate a contribuenti non in linea con gli studi di settore.
Si tratta di una segnalazione di anomalia, in quanto i redditi dichiarati non risultano congrui, e di una richiesta di chiarimenti dovuta al fisco.
Vista la vicinanza con la dichiarazione di unico 2010 non sono da escludere possibili proroghe per i soggetti sotto analisi.
Tra le categorie a rischio spicca l’immobiliare, agenzie d’intermediazione e aziende di costruzioni in cima alla lista.
(sylvestro)
Friday, June 11, 2010 9:12 AM
Ragazzi, carosello e' finito

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