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Gli Etruschi tra Omero e i Celti
ad Asti l'altra storia della cività italica
Palazzo Mazzetti ospita una grande mostra celebra gli Etuschi.
Oltre 300 reperti e oggetti ricostruiscono la civiltà italica
fiorita nel X secolo a. C. e ne indaga il ruolo chiave
di intermediaria con l'Italia settentrionale e l'Europa celtica
di LAURA LARCAN
ASTI - Per avere la misura di quanto fosse diffusa la fascinazione per gli Etruschi in Europa fra Settecento e Ottocento, basta ammirare il delizioso gabinetto arredato "all'etrusca" del Castello di Racconigi. L'effetto revival è tutto giocato su citazioni e ammiccamenti a stili decorativi di una civiltà che influenzerà profondamente la cultura romana. Era stato proprio il re Carlo Alberto a volere un ambiente che evocasse un gusto a la page per l'epoca, commissionando l'opera da interior design al raffinato Pelagio Palagi, creativo di corte. E per la pima volta, il lussuoso studiolo reale viene riproposto insieme ad un repertorio di disegni originali, arredi e decorazioni, nella grande mostra "Etruschi", che riporta in Piemonte la storia e la grandiosità di questo popolo a distanza di cinquant'anni dall'evento tenutosi a Torino.
LE IMMAGINI
Una chicca, che funge da epilogo spettacolare per Palazzo Mazzetti che la ospita dal 17 marzo al 15 luglio, mettendo insieme un repertorio di trecento reperti grazie alla sinergia con i Musei Vaticani e alle principali istituzioni museali e culturali italiane, a partire dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana. Sotto la cura di Alessandro Mandolesi e Maurizio Sannibale, la rassegna non vuole ripercorrere solo il carattere artistico di questa civiltà
fiorita all'alba del X secolo a. C. ma indagare soprattutto il suo rapporto col mondo greco-orientale e il ruolo chiave di cerniera culturale che giocò con l'Italia settentrionale e l'Europa celtica.
La mostra punta a svelare come gli intensi traffici degli Etruschi diffusero, soprattutto verso l'Italia nord-occidentale, le ideologie e i costumi più in voga nel Mediterraneo, come il patrimonio "omerico", il mito, l'atletismo, il costume, la cura del corpo, accanto alle più avanzate tecniche artigianali , dalla cottura della ceramica alla viticoltura e olivicoltura. Prologo d'eccezione al percorso è l'Elmo crestato villanoviano in bronzo, simbolo del primo contatto tra gli Etruschi e la comunità della valle del Tanaro, rinvenuto ad Asti alla fine dell'Ottocento. "Forse donato a un capo locale da uno dei principi-guerrieri che nella seconda metà dell'VIII sec. a. C. dall'Etruria giunsero in queste zone per aprire nuovi sbocchi al commercio etrusco", raccontano i curatori.
La splendida visiera in bronzo proveniente dai Musei Vaticani evoca la suggestione del guerriero-oplita d'età arcaica, mentre un'apposita area sensoriale con antiche fragranze racconta l'universo femminile tra balsami e unguenti di tradizione orientale. Tempere ottocentesche riproducono fedelmente due delle più importanti tombe dipinte di Tarquinia, quella cosiddeta "delle Bighe" e "del Triclinio", accanto alla straordinaria ricomposizione di una tomba a camera etrusca dipinta, detta "della Scrofa nera", restaurata in occasione della mostra, con una scena di banchetto aristocratico del V secolo a. C. Qui servizi di pregio, arredi, scene di pittura e scultura consentono di scoprire i cerimoniali conviviali.
Per la prima volta dopo la scoperta ottocentesca, viene ricomposto il pregevole sarcofago dei Vipinana da Tuscania, con l'immagine del defunto banchettante sul coperchio e la rappresentazione del mito dei Niobidi sulla cassa. A chiudere, è la galleria di immagini di Etruschi, con il colpo d'occhio sulle teste votive restituite da santuari, con una parata di tipi, dal bambino in fasce all'anziano, fino a due volti grotteschi, di grande intensità emotiva, prestati eccezionalmente in anteprima dai depositi dei Musei Vaticani.
Notizie utili - "Etruschi", dal 17 marzo al 15 luglio 2012, Palazzo Mazzetti, corso Vittorio Alfieri, 357. Asti
Orari: da martedì a domenica, 9.30 - 19.30; lunedì chiuso.
Ingresso: €9, ridotto €7,
Informazioni: tel. 199.75.75.17
Catalogo: Electa
(16 marzo 2012)
Rep