Caro Pao, ho provato
la nuova Lancia Ypsilon
a cura di Francesco
L’accoglienza in Concessionaria
Visto che giovedì scorso, quando mi ero affacciato a vedere la nuova Ypsilon alla concessionaria Lancia Rosati di viale Mazzini a Roma, mi avevano detto che non era necessario prenotarmi per un test drive, ma che, anzi, avrei trovato la vettura disponibile in qualsiasi momento: domenica pomeriggio ci sono andato per provarla.
Rosati è una concessionaria storica, a Roma, del marchio torinese: situata in una bella sede in uno degli angoli più tranquilli e verdi del quartiere Della Vittoria, al piano terra di una elegantissima palazzina.
In effetti, l’immagine della sede è un poco datata, l’atmosfera un po’ buia e decadente: d’altra parte è un punto vendita dove ci si reca appositamente, collocato fuori da itinerari commerciali, in una zona esclusivamente residenziale o di uffici, davanti alla celebre sede della Rai con il cavallo morente di Francesco Messina; le autovetture presenti, comunque, sono ben esposte e visibili.
Non si respirava quella atmosfera di festa ben organizzata, come per esempio in Audi in occasione del lancio della A1: d’altra parte, la stessa situazione poco enfatizzata l’avevo notata alla succursale Fiat di viale Manzoni quando fu presentata la Alfa Romeo Giulietta.
In ogni modo, il giovane venditore che mi ha accolto si è mostrato subito affabile, gentile, premuroso ma con fare simpatico e informale, meno impostato di altri suoi colleghi. Ed è stato molto disponibile, paziente, nel rispondere a qualsiasi delle molte domande che gli ho posto, dettagliato nelle risposte, ben informato e preparato. Sicuro, ma non arrogante.
Un appunto, però, va doverosamente fatto: mi ha fatto provare l’autovettura senza neppure sincerarsi che avessi la patente, almeno fisicamente appresso; né mi ha fatto firmare documenti che liberavano la concessionaria da responsabilità in caso di incidenti, né ha avuto la premura di fotocopiarsi un mio qualsiasi documento, come ho sempre visto fare in simili occasioni: eccesso di scioltezza nel porsi davanti al cliente o leggerezza?
La vettura in prova
Si tratta della motorizzazione benzina 1.2 da 69 cavalli nell’allestimento Platinum, il più lussuoso, in colore metallizzato chiamato Purple… (con il venditore, che non ricordava il nome completo della tinta, abbiamo concordato di definirlo prugna: una tinta scura che alla luce assume sfumature più luminose, molto elegante sebbene piuttosto austera), dotata di molti accessori per un costo che sfiora i 20.000 euro.
Si presenta, esteriormente, molto elegante; anche grazie a tanti particolari cromati e, soprattutto, a una riuscita linea nella coda e soprattutto nella vista di 3/4 posteriore.
Decisamente meno riuscito il frontale, troppo alto, un poco massiccio, piuttosto goffo.
Così come poco armoniosa risulta una visione generale della vettura: troppo stretta e alta, tanto da renderla piuttosto squilibrata nelle proporzioni. Tra l’altro, per favorire una buona abitabilità interna (che effettivamente si apprezza, se non pienamente, abbastanza) la vettura è molto stretta nei fianchi, rinuncia a bombature laterali, giochi di linee sovrapposte e a parafanghi pronunciati: una tendenza purtroppo molto in voga che penalizza l’estetica per favorire l’abitabilità.
Diciamo, allora, che esteticamente questa nuova Ypsilon favorisce gli aspetti pratici in luogo di armoniose proporzioni estetiche, pur non rinunciando a una buona dose di eleganza.
Sicuramente, comunque, abbandona del tutto (processo già avvenuto con la Ypsilon del 2003) quel carattere giovanile e sportivo che caratterizzò e rese famose le sue antenate A112 del 1969, la Y10 del 1985 e la Y del 1995 con le quali, davvero, non v’è più neppur lontana parentela.
Gli interni
L’abitacolo e, soprattutto, soluzioni estetiche, materiali e finiture rappresentano la maggior delusione. Considerando che si tratta dell’allestimento più lussuoso e il prezzo non proprio economico: mi aspettavo di più. Decisamente di più. L’insieme, sia per i colori che per lo stile, appare troppo serio, austero,
finanche funereo.
I sedili sono molto comodi, ma poco piacevoli alla vista e al tatto. La pelle, morbida ma non piacevole al tatto tanto ma sembrare gomma, ricopre solo la fascia centrale del sedile, mentre i lati, non particolarmente sagomati, sono in un tessuto piuttosto povero, troppo liscio, privo di una trama che possa risultare piacevole alla vista e al tatto.
Scarna la plancia nel disegno: troppo scavata probabilmente per sottrarre meno spazio possibile, di materiale abbastanza morbido al tatto ma non accattivante alla vista; mentre la consolle centrale che scende fino alla leva del cambio, rivestita in plastica laccata nera lucida, crea un contrasto eccessivo e non in sintonia con il resto; così come decisamente fuori luogo, oltre che brutto, è lo scatolone squadrato posto in alto, al centro della plancia, del quadro strumenti, tale da dare l’idea di qualcosa buttato lì a caso, senza logica stilistica, incapace di raccordarsi armoniosamente al resto e, oltretutto, neppure di immediata e intuitiva facilità di consultazione; tutti i vari pulsanti sono troppo piccoli e non facili da individuare immediatamente.
Deludenti volante e leva del cambio. Il primo, che nella mia vettura era in pelle, risulta troppo sottile e duro al tatto: per nulla piacevole da impugnare, poco gratificante alla vista, come un oggetto scarno ed economico; persino lo stemma Lancia sembra realizzato in economia. La leva del cambio, molto sottile, offre le stesse sensazioni.
Se faccio il paragone con la Lancia Y allestimento base (LE) che acquistai a fine 1995 (una delle prime uscite), questa nuova Ypsilon in allestimento di lusso esce con le ossa rotte: la prima offriva subito idea di lusso e di cura nei materiali e nei dettagli, allegra nei colori, piacevole da toccare. Qui, oggi: è tutto l’opposto.
La guida
La prova è durata una quindicina di minuti, sufficienti per prendere confidenza con questa vettura che non riserva particolari sorprese.
Quel che gratifica, subito, è la maneggevolezza della nuova Ypsilon. Reattiva nella risposta anche se dotata di motore parco e poco potente, silenziosissima, molto comoda, piacevole da guidare anche se priva di spunti entusiasmanti.
Funziona molto bene il dispositivo Start&Stop: il motore si spegne subito lasciando la vettura in folle e basta quasi sfiorare il pedale della frizione perché si rimetta immediatamente in moto.
Buono il funzionamento del climatizzatore: l’abitacolo impiega poco tempo a rinfrescarsi.
Punto dolente la visibilità posteriore. Davvero critica in fase di manovra, soprattutto per gli ampi angoli bui nella 3/4 posteriore.
In sintesi
La vettura da me provata, nell’allestimento Platinum, era dotata di tanti dispositivi elettronici e multimediali: tanta memoria per caricare musica, software per elaborare percorsi, studiare il proprio stile di guida, capire quanto si consuma, comandi al volante per quasi ogni funzione, un particolare sistema che facilita il rifornimento fai da te di carburante così tutti ci riusciranno…
… Forse il lusso democratico di questa nuova Ypsilon esaltato da Vincent Cassel negli spot di lancio sta proprio qui: tanti giochi elettronici, molti probabilmente inutili, in sintonia con il nuovo mondo 2.0 a scapito di design, materiali, finiture, cura dei dettagli.
Praticità anche superflua anziché bellezza. Forse è quello che chiede il mercato, non so: io avrei preferito il contrario, soprattutto ricordando quel che erano Y10 e Y.
La Fiat 500, dalla quale la nuova Ypsilon deriva, appare nettamente più esclusiva di questa nuova Lancia: una sorta di inversione di tendenza pensando al rapporto tra le loro antenate Fiat Nuova 500 e Autobianchi Bianchina degli Anni Cinquanta
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