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antonio crasto
Friday, June 26, 2009 6:35 PM
Il testo è tratto da

www.comune.oristano.it/oristano/export/sites/default/www/Destra/Comunicazioni/UfficioStampa/Destra/Argomenti/2009/Giugno/Cooperazione-Un_gemellaggio_tra_Luxor_Sardegna_Oristano_Cab...

Riporto anche il link di un’alta pagina web:

sardegna.blogosfere.it/2009/06/gemellaggio-fra-tharros-oristano-e-cabras-e-luxor-a-3284-anni-dalla-battaglia-di-kadesh-gli-shard...

Il tutto si basa sull’ipotesi che gli Sherden o Shardana siano in qualche modo legati alla Sardegna.
Le ipotesi sono sostanzialmente tre:

1. gli Shardana erano originari della Sardegna e per motivi vari si siano orientati alla conquista di terre nel Mediterraneo orientale;
2. gli Shardana erano un Popolo del Mare di origine sconosciuta e dopo aver combattuto e vissuto a lungo in Egitto e nella vicina Asia (odierno Libano) furono ricacciati in mare e occuparono la Sardegna;
3. il legame della Sardegna con gli Shardana sarebbe inconsistente.

Non si hanno prove certe dell’origine degli Shardana dalla Sardegna. Le possibili affinità negli armamenti del Popolo del mare con le rappresentazioni dei guerrieri nuragici non sono esaustive, in quanto è quasi certo che questi bronzetti siano posteriori al ritorno o all’arrivo degli Shardana in Sardegna, per cui potrebbero essere semplicemente stati realizzati dagli Shardana e non dai nuragici.
La maggior parte degli studiosi propende per la seconda ipotesi e per l’occupazione delle terre e località nuragiche da parte dei guerrieri Shardana.

Un gruppo di studiosi sardi si batte invece per la prima ipotesi, così da dar lustro agli antenati dei sardi. In linea con questa ipotesi questi studiosi propendono per ridimensionare anche la presenza in Sardegna dei Fenici e ipotizzare che le città e i reperti archeologici considerati dalla scienza ufficiale fenici siano in realtà shardana.
La collaborazione commerciale fra Egitto e regione Sardegna non è sponsorizzata dal mondo accademico Egiziano e Sardo, per cui l’evento non può essere considerato un avallo di una delle ipotesi di cui sopra.
giamba253
Sunday, June 28, 2009 1:45 PM
Beh, giovani, è inutile che si tenti di dare addosso gli uni agli altri quando qualcuno propone ipotesi o eventi che non piacciono ad altri. Con i se e con i forse non si costruirà la STORIA ma senza curiosità, ipotesi, ricerche e REVISiONI storiche è altrettanto vero che non si va avanti. L'esperienza dell'umanità è piena di casi che dimostrano la poca propensione del mondo scientifico ad accogliere nuove teorie. In genere però quello che è più facilmente compreso tra GLI ADDETTI AI LAVORI è quello he f più comodo.

Una questione fondamentale non va messa in ridicolo nè in secondo piano, e ve lo dico da emiliano che non parteggia per alcuna tesi in particolre:si tratta della incontestabile presenza di una struttura a gradoni nel nord dell'isola della Sardegna, molto simile ad una ziggurat mesopotamica o egizia. Gli studiosi stessi, accademici, per quel poco che ne sanno, ritengono possa perfino essere anteriore a quelle. Come si spiega?
Si è qua per ragionare.
antonio crasto
Monday, June 29, 2009 8:59 AM
Riporto dall’articolo di Daniele Puddu:

Rapporto tra alti e bassi quello tra Shardana ed antico Egitto prima guardia del Faraone, quindi si rendono protagonisti della scorta agli Ebrei in fuga dal Faraone, o almeno così pare, infine stabilitisi nell'Egitto cercano di invaderlo con le armi (sotto Ramses III).

Quali le prove che gli antichi Shardana fossero effettivamente gli abitanti della Sardegna?
Bene le prove sono tante, la più clamorosa delle quali è la precisione con la quale le decorazioni degli antichi templi egizi, in specie quelli che narrano le imprese del grande Ramses II a Kadesh , ma anche di Ramses III riproducono gli Shardana come copie precise dei bronzetti Nuragici.


Commento

L’autore non ha la più pallida idea della storia del Medio Egitto e dei rapporti con gli Shardana.
Tutti sanno che gli Shardana tentarono una prima invasione del Delta occidentale sotto Ramesse II e che subirono la loro prima sconfitta.
Dopo questo episodio un contingente passò come mercenario alle dipendenze del sovrano, come truppe scelte del faraone. In questa veste avrebbero partecipato alla battaglia contro gli Hittiti e quindi potrebbero aver avuto delle terre in Egitto.
Non esiste alcuna prova che abbiano scortato gli Ebrei durante l’Esodo, sia perché non esiste alcuna testimonianza archeologica, ma soprattutto in quanto quasi sicuramente l’Esodo si verificò dopo il regno di Akhenaton, nel primo anno di Smenkhkara.
L’invasione durante il regno di Ramesse III fu condotta quasi sicuramente da un altro contingente degli Shardana e nell’occasione ci fu probabilmente uno scontro fra gruppi di Shardana, quelli fedeli al faraone e gli invasori.

Le tante prove che gli Shardana provenissero dalla Sardegna in realtà non esistono, se non nella fantasia di alcuni studiosi sardi.
I bronzetti sardi sono posteriori al 1000 a.C., per cui non possono essere considerati prove dell’uguaglianza Nuragici = Shardana.
Io ritengo che gli Shardana, una volta scacciati dalla Fenicia, abbiano percorso le rotte dei Fenici e abbiano conquistato la Sardegna. Quasi sicuramente non ci furono scontri importanti, vista la superiorità militare degli invasori, e potrebbe essersi verificata una cessione di potere da parte dei Re pastori nuragici ai condottieri Shardana. Una volta insediatisi nei nuraghi, i condottieri shardana avrebbero realizzato i bronzetti in memoria della loro epopea nel Mediterraneo orientale.
shardanaleo
Monday, June 29, 2009 12:06 PM
è curioso che una tesi accettata da università americane da governi stranieri e dalla storia ufficiale Italiana (da poco tempo. vedi enciclopedia storica de agostini) sia RINNEGATA da quattro ARCHEOBUONI preoccupati della loro SEDIA in pericolo per la loor inettitudine e da qualche DISTERRATO di origini sarde che ha scritto un suo libro e vuole vivere di luce riflessa CONTESTANDO e NEGANDO tutto quanto altri scrivono. senza apportare alcun contributo, solo negando. Il belleo è che persone che NEGANO a priori queste teorie considerano esistita realmente una NAZIONE FENICIA... cosa da sbellicarsi dalle risate.
kum salude
antonio crasto
Tuesday, June 30, 2009 7:34 AM
Noto che Leonardo Melis non riesce a partecipare alle discussioni senza attaccare gli storici, gli archeologi e gli studiosi in genere. La sua immensa presunzione lo porta a considerare veritiere solamente le sue ipotesi, anche se spesso non suffragate da prove scientifiche.

L’ipotesi Shardana = Nuragici o Shardana = Sardi non è assolutamente accettata dalla maggior parte degli studiosi, i quali sono più propensi a ritenere che gli Shardana siano migrati verso l’attuale Sardegna agli inizi del 1° millennio a.C.

L’ipotesi che tutti i reperti Egizi siano stati portati in Sardegna dai mercenari Shardana al loro rientro in patria non è avallata da testimonianze archeologiche. Negare l’esistenza dei Fenici è un grave errore.
Comunque queste testimonianze egizie non giustificano la provenienza degli Shardana dalla Sardegna.

L’argomento è ancora molto dibattuto. Al fine di chiarirsi un po’ le idee riporto dal Wikipedia (consiglio di leggere la voce direttamente alla pagina al link seguente in quanto ho semplificato il testo, togliendo i vari rimandi):

it.wikipedia.org/wiki/Popoli_del_mare

Popoli del Mare
Shardana - Sherden

I Shardana compaiono nel campo di battaglia raffigurato a Medinet Habu sia come alleati dei Libici, sia come milizie mercenarie al soldo di Ramses III. Nella raffigurazione utilizzano spade triangolari lunghe, pugnali, lance e soprattutto uno scudo tondo. Il gonnellino è corto, sono dotati di corazza e di un elmo (copricapo) provvisto di corna. Questi elementi sono stati confrontati con statuette in bronzo nuragiche di guerrieri e imbarcazioni, evidenziando alcune somiglianze in particolare nell'equipaggiamento bellico. Tali somiglianze hanno portato alla formulazione di teorie[senza fonte] che identificano i Shardana, citati nei documenti a partire dal XVI secolo a.C., con le genti che popolavano, o che avrebbero colonizzato in seguito, la Sardegna[1]: secondo questa ipotesi l'isola avrebbe preso il nome da essi. Le imbarcazioni sono caratterizzate in modo simile da protomi animali e da un albero di forme simili. Gli elmi provvisti di corna, per i Shardana facenti parte delle truppe mercenarie egiziane, sono arricchiti da un disco solare centrale, che è stato ritenuto segno di una loro devozione verso il dio egiziano Amon-Ra.[senza fonte]
Secondo una tesi del giornalista Sergio Frau che ha avuto larga diffusione mediatica[senza fonte],


Questa voce o sezione di storia è ritenuta non neutrale.
Motivo: questo commento non è totalmente oggettivo e pecca di parzialità in quanto tali teorie sono state accolte e discusse in ambienti autorevoli e non trascurabili quali UNESCO e Accademia dei Lincei
________________________________________
Per contribuire, partecipa alla discussione. Non rimuovere questo avviso finché la disputa non è risolta.
, partendo dall'ipotesi che le mitiche Colonne di Ercole non corrispondano allo stretto di Gibilterra, ma al canale di Sicilia, al centro del mar Mediterraneo e che quindi la mitica Atlantide, situata secondo il racconto di Platone oltre questo punto, non sia altro che la Sardegna, si ipotizza che i Šardana corrispondano alle popolazioni che crearono la civiltà nuragica. Atlantide, sarebbe stata distrutta da grandi maremoti[senza fonte] (non esiste peraltro alcuna prova geologica che la Sardegna, e il Mediterraneo occidentale, siano stati devastati da questi maremoti), in conseguenza dei quali, approfittando della propria padronanza dell'arte della navigazione, le popolazioni sarde si sarebbero in parte spostate nelle terre più ricche del Mediterraneo orientale, invadendo l'antico Egitto. Tale teoria, a dire dell'autore, sarebbe suffragata dalla supposta somiglianza tra i bronzetti nuragici e raffigurazioni presenti in alcune tombe egizie dell'epoca dell'invasione. Alcuni Shardana sarebbero quindi emigrati anche nella penisola italica, dove avrebbero dato origine alla civiltà etrusca. Secondo Frau questo potrebbe essere provato dal ritrovamento di suppellettili sarde (come bottoni in bronzo e navicelle votive) nelle tombe di Populonia e dalla testimonianza di Strabone che attribuisce i primi re etruschi ai Sardi.
La civiltà nuragica ebbe un tracollo alla fine dell'età del bronzo, come riportato da tutti gli archeologhi in particolare da Giovanni Lilliu, il più famoso e esperto conoscitore della civiltà nuragica. Il motivo di questa crisi non è chiaro, ma si potrebbe ipotizzare sia stato causato da maremoti che hanno sconvolto l'isola e che hanno provocato allagamenti ovunque nelle zone pianeggianti (in particolare nel campidano e nelle zone costiere basse). Ciò si può dedurre dal fatto che tutti i nuraghi situati in queste zone sono parzialmente, se non completamente, sotterrati (o meglio erano sepolti nel fango): lo stesso nuraghe di Barumini, i cui scavi sono stati diretti proprio da Lilliu, era sepolto sotto ben 20 metri di terra. Altri nuraghi che si trovano in altre zone invece sono perfettamente intatti e non c'è segno di sotterramento. Se non per cause naturali, chi e per quale motivo potrebbe aver sotterrato i nuraghi? e come mai solo quelli situati in zone basse, e non anche gli altri?
Lo studioso Pierluigi Montalbano esclude l'ipotesi di cataclismi o maremoti, tra l'altro non suffragati da prove archeologiche, e propone una decadenza dovuta al sovrappopolamento e alla mancanza di nuove terre visto che la Sardegna, essendo un'isola, ha un territorio limitato. Lo stesso studioso ipotizza che intorno al X a.C. non si costruiscono più nuraghi e i principali sono trasformati in luoghi di culto. Le prove archeologiche dimostrano l'abbandono della funzione di residenza fortificata per il controllo del territorio suffragato dalla costruzione di torri basse circolari intorno alle preesistenti strutture. Queste nuove torri sono edificate sopra i crolli delle cornici terminali delle torri più antiche e la loro forma richiama a capanne circolari utilizzate per assemblee nelle quali il consiglio si disponeva seduto in circolo all'interno delle strutture.
Secondo Alberto Areddu, esiste la possibilità, come già riconosciuto da studiosi quali Bonfante e Schachermeyr, che i "popoli del mare" fossero degli Illiri, stabilitisi in epoca premicenea nell'isole dell'egeo,che si sarebbero aggiunti ai Dori greco-illiri per invadere il bacino del Mediterraneo. Gli elementi linguistici addotti dall'Areddu, che si sarebbero preservati nel sardo odierno, sono stati positivamente recensiti da un balcanologo di fama, quale Emanuele Banfi, dell'Università di Milano. In particolare i Sardi discenderebbero dalla tribù illirica dei Sardeates (dalla città di Sarda, oggi Shurdah in Albania)
I Shardana (sardi, nuragici o tirreni=costruttori di torri) erano un popolo molto evoluto sotto molti aspetti: - abili navigatori, costruttori di barche e navi di velocità e dimensioni impensabili per quell'epoca, e dotati di strumenti sconosciuti tuttora; ne sono testimonianza i bronzetti che li raffigurano, che riportano protomi di antilopi e animali sconosciuti in sardegna e nel mediterraneo: è probabile che essi si siano spinti fino alle coste del'africa centrale (capo verde ecc.) - architetti eccezionali, ne è testimonianza il fatto che i nuraghe (se ne contano più di 7.000 sparsi in tutta l'isola), risalenti al 1800-1500 a.c., siano ancora intatti (la maggior parte dei castelli medioevali è in rovina o non se ne trova traccia!) - ottimi fabbri e artigiani, come testimoniato dal ritrovamento di centinaia di migliaia di bronzetti e suppellettili; - socialmente, era una società articolata e formata da diverse classi sociali (esistevano i guerrieri, i commercianti, gli stregoni, gli arcieri, i marinai, le donne che filavano, i fabbri ecc.). A proposito è stato pubblicato (fra i tanti) un libro illustrato, di Angela Demontis: “Il popolo di bronzo”.
La teoria divulgata da Leonardo Melis nel suo libro Shardana i popoli del mare[senza fonte], non accolta neppure essa negli ambienti accademici, li fa provenire invece da Ur nel 2000 a.C. circa, dopo il decadimento dell'impero accadico.
Il nome della città storica di Sardi (Sardeis) ha fatto ipotizzare ad alcuni studiosi[senza fonte] uno stanziamento o una provenienza dei Shardana dalla Lidia, una regione dell'Asia Minore prossima alla Licia, collegata altrimenti con i Lukka.
Note
Lo studioso Pierluigi Montalbano identifica l'elemento Shardana=sardi all'interno dei popoli del mare in base ad alcune comparazioni del vestiario e dell'armamento dei guerrieri nei bassorilievi di Medinet Habu: molti bronzetti sardi e le statue di Monte Prama hanno identico abbigliamento e stesse spade triangolari, il copricapo cornuto e lo scudo rotondo. Inoltre a Nora, presso Cagliari, è stata ritrovata una stele datata fra il X e il IX a.C. che riporta una scritta in caratteri probabilmente fenici fra i quali si nota il toponimo SRDN. Che i Shardana siano da identificare con le popolazioni che produssero la civiltà nuragica lo sostengono anche Giovanni Ugas (sul sito SardiniaPoint e Gigi Sanna (Sardôa Grammata, S'Alvure Oristano 2004), secondo il quale tale identificazione sarebbe provata da iscrizioni che identifica come scritte in alfabeti di origine semitica (tavolette' in bronzo di Tzricotu di Cabras, sigillo in creta di Sant'Imbenia di Alghero, 'anello sigillo in bronzo di Pallosu di San Vero Milis, concio in arenaria della chiesa di San Pietro extra muros di Bosa, cosiddetto "brassard" di Is Loccis Santus di San Giovanni Suergiu e due massi basaltici della capanna di Perdu Pes di Paulilatino). Secondo lo studioso Adam Zertal dell'Università di Haifa[senza fonte] gli attuali Sardi, che hanno una distribuzione relativamente alta (25%) del cromosoma maschile aplogruppo G (Y-DNA), sono di origine anatolica e sarebbero dunque prodotto di parte della migrazione dall'Anatolia ricordata dagli egizi con il movimento dei Popoli del mare.
shardanaleo
Tuesday, June 30, 2009 8:49 AM
Noto che Leonardo Melis non riesce a partecipare alle discussioni senza attaccare gli storici, gli archeologi e gli studiosi in genere. La sua immensa presunzione lo porta a considerare veritiere solamente le sue ipotesi, anche se spesso non suffragate da prove scientifiche.
e naturalemnte tu ti senti TOCCATO... ma guarda che sei tu che hai attaccato il mio intervento. Al solito.
Kum salude. e buon pro ti facciano i fantasmi fenici. Pura invenzione dei poveri greci appena usciti (VIII sec. a.C.) dal medioevo in cui li avevano cacciati i Popolidelmare. Invenzione ripresa dal "Papa" Sabatino Moscati e oggi seguita solo da vecchi insegnanti non più in grado di fare nuove ricerche o peggio ARCHEOBUONI e ARCHEOBIMBI ancorati alle solite solfe della GLORIA DELLA STORIA CLASSICA GRECO-ROMANA.
"Leonard Wooley, il grande sopritore di Ur, soleva dire:
I Popoli del Mare, regalarono ai lor amici Kananei il segreto della porpora, della navigazione e della scrittura"

Tiro Sidone, Byblos ecc... FURONO DISTRUTTE e poi RICOSTRUITE e ABITATE intorno al 1200 a.C. dai Popoli del Mare
CHI erano allora i FENICI? Mai citati dai popoli Antichi.
Kum salude
Leo
PS non sperare che io continui ancora questo duetto con te. Tanto è quello che desideri, pur di farti un piccolo spazio...
senza rancore...
gav®
Sunday, May 20, 2012 5:25 PM
gav®
Sunday, May 20, 2012 5:39 PM
Non si vive di sole pietre e metalli... Il DNA e i suoi studi parlano chiaro sull'omogeneità della popolazione sarda ai tempi del bronzo, i shardana che invadono tutta l'isola, costruiscono i nuraghe facendo sparire la precedente popolazione è davvero una ipotesi improbabile. Non sono archeologo, ma sono certo che nemmeno chi lo è o si definisce tale possa sfoderare nessuna certezza su fatti la cui interpretazione più attendibile può oggi essere frutto solo di un legame, appunto sanguineo e genetico, con quelle remote realtà e con le testimonianze materiali passate e presenti.
shardanaleo
Monday, May 21, 2012 7:17 AM
GAV: << 20/05/2012 17.39
Non si vive di sole pietre e metalli... Il DNA e i suoi studi parlano chiaro sull'omogeneità della popolazione sarda ai tempi del bronzo, i shardana che invadono tutta l'isola, costruiscono i nuraghe facendo sparire la precedente popolazione è davvero una ipotesi improbabile. Non sono archeologo, ma sono certo che nemmeno chi lo è o si definisce tale possa sfoderare nessuna certezza su fatti la cui interpretazione più attendibile può oggi essere frutto solo di un legame, appunto sanguineo e genetico, con quelle remote realtà e con le testimonianze materiali passate e presenti.>>

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