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perladisaggezza
Tuesday, February 15, 2005 1:55 PM
Tempo fa, in occasione del Festival della letteratura di Mantova, parlai di lui...

Ora sono qui ad informarvi della sua morte.

Mi mancherà...a me piacevano i suoi saggi...

Allego un trafiletto de "La Repubblica" di oggi.



L'analista è morto a Roma all'età di 72 anni

I due volti di Carotenuto di Luciana Sica

Con Aldo Carotenuto, stroncato da una crisi cardiaca all'età di 72 anni, scompare uno dei protagonisti storici della cultura junghiana. Allievo del grande ed eccentrico Ernst Bernhard (il terapeuta di Fellini e della Ginzburg), studioso di fama internazionale, professore di Teorie della personalità alla Sapienza di roma, Carotenuto è stato l'analista più chiacchierato di questo Paese, il più famoso e il più invidiato, il più amato e il più odiato.
I suoi detrattori- molto astiosi- parlavano di lui come dell'Alberoni della psicoanalisi italiana: per la sua tendenza che si è andata accentuando negli anni a pubblicare libri poco rigorosi, troppo "facili" e inclini al rosa. Gli amici, gli allievi, e soprattutto i pazienti, spesso di gran nome come ad esempio Fernanda Pivano, lo hanno invece sempre difeso pubblicamente, lo hanno considerato piuttosto un uomo fragile e narcisista, magari infaltilmente bisognoso di essere amato, comunque un intellettuale di grande generosità umana e professionale, e per certi versi geniale.
Una decina d'anni fa, il gran circo mediatico entrò in fibrillazione per un "incidente" indubbiamente solleticante - la denuncia di un'ex paziente sedotta ed abbandonata, seguita dall'uscita del temibile dongiovanni dall'Associazione italiana di psicologia analitica (l'AIPA). Ma alla fine non è per questo episodio che si ricorderà Carotenuto: la pericolosa confusione tra stanza d'analisi e stanza da letto, i "transfert erotici" sono casi ricorrenti nel mondo dell'inconscio e hanno travolto diversi illustri custodi del sapere junghiano e freudiano, magari con meno clamore.
E' invece la capacità di lasciare un segno originale che è decisamente più rara, e Carotenuto rimarrà come lo studioso che ha "scoperto" un capitolo illuminante della storia della psicoanalisi, ricostruendo per la prima volta il triangolo- non solo intellettuale -che ha avuto per protagonisti Jung, Freud e la meno nota Sabina Spielrein: il suo Diario di una segreta simmetria, pubblicato da Astrolabio nel 1980, è un libro fondamentale sul piano scientifico, non a caso tradotto anche in giapponese.
Quando, un paio d'anni fa, fece la sua comparsa il film di Roberto Faenza - Prendimi l'anima- dedicato alla figura della Spielrein, ebrea russa bella e psicotica, paziente e poi amante di Jung, più tardi devotissima a Freud, comunque a lungo schiacciata dalla personalità dei due giganti, Carotenuto ne fu davvero molto ferito, disse di sentirsi "derubato", si dolse di essere stato citato solo nei titoli di coda: un po' troppo en passant, effettivamente.
Analista controverso ma coltissimo, appassionato della creatività umana e del suo rapporto con la malattia, Carotenuto ha dedicato molti dei suoi studi a scrittori come Pasolini, Kafka, Dostoevskij, Shakespeare, Bousquet. Una volta accantonati i pettegolezzi e le battute - quelle si, troppo "facili" - bisognerà pienamente riconoscere il suo ruolo nel grande teatro della psicoanalisi, frequentato spesso da mediocri ragionieri dell'anima.
"Bisogna distinguere tra la produzione saggistica di Carotenuto e la sua personalità che conteneva elementi oscuri, come del resto si potrebbe dire per ogni individuo": Mario Trevi, il grande autorevolissimo vecchio dello junghismo italiano, riconosce l'"importanza" di molti libri di Carotenuto, magari quelli meno celebri. Opere che affrontano il pensiero asistematico e contraddittorio del maestro svizzero, lo sviluppo psichico femminile, le tesi di Neumann sullo sviluppo della coscienza maschile fino al Trattato di psicologia della personalità e alla direzione per la Utet dei due volumi del Trattato di psicologia analitica.

I funerali di Aldo Carotenuto si terranno alle undici di questa mattina, a Roma, nella basilica di Santa Maria in Trastevere.

[Modificato da perladisaggezza 15/02/2005 22.18]

Caleidos
Tuesday, February 15, 2005 4:15 PM

Aldo Carotenuto

Esponente di fama internazionale della scuola junghiana, era docente di Psicologia della Personalita'


Roma, 14 feb. (Adnkronos) - Si e' spento stanotte al Policlinico 'Agostino Gemelli' all'eta' di 72 anni il professor Aldo Carotenuto, psicanalista junghiano di fama internazionale e docente di Psicologia della Personalita' all'Universita' di Roma.
Aldo Carotenuto era nato a Napoli nel 1933. Dopo aver studiato a Roma e a Torino, aveva vissuto a lungo negli Stati Uniti, dove aveva frequentato la scuola di Psicologia Sperimentale presso la New School for Social Research di New York.
Membro della American Psychological Association e presidente della Associazione di Psicologia e Letteratura era direttore del Giornale Storico di Psicologia Dinamica e redattore della Rivista di Psicologia Analitica. Faceva inoltre parte del Comitato Scientifico della rivista Prometeo e dirigeva con alcuni allievi i Quaderni della Cattedra di Psicologia della Personalità.
La sua vastissima produzione scientifica include, oltre gli articoli, numerosi saggi divenuti un punto di riferimento per gli studiosi della psicologia della personalità e della la terapia psicologica. Ha inoltre diretto e curato la pubblicazione del ''Trattato di Psicologia Analitica'' edito in due volumi dalla casa editrice Utet nel 1992. Lavorava come analista a Roma.
La sua vasta produzione testimonia di una ricca ricerca che si concentra attorno alle tematiche della clinica psicoanalitica e dei rapporti tra psicoanalisi e letteratura. Particolare attenzione ha dedicato, per ciò che concerne la prassi psicoanalitica, al problema dell'amore di transfert. Come evidenziano molti testi compresi fra il 1980 e il 1988, Carotenuto affronta la difficile questione dei rapporti tra analista e paziente, sottolineando l'inautenticità del concetto di 'neutralità'. La materia stessa che è fonte e oggetto di lavoro psicoanalitico, cioè la storia intima del paziente, rende l'analisi per eccellenza il luogo di Eros e Thanatos.
Carotenuto ha analizzato, tra l'altro, l'opera di Pasolini, di Kafka, di Dostoevskij, di Bousquet, di Shakespeare, di poeti e pittori, sorretto dalla tesi secondo la quale la sofferenza psicologica non basta a spiegare l'opera d'arte, ma genera un destino che della ricerca artistica fa la sua ragion d'essere. L'interesse per i grandi protagonisti della storia letteraria suffraga la tesi portante dell'intera produzione e ricerca di Carotenuto: il primato e l'importanza assoluta della creatività per l'essere umano.
L'arte, così come la psicoanalisi, è un percorso di liberazione delle energie creative individuali, imprigionate e bloccate da un'educazione rigida e errata o da gravi blocchi nevrotici. Tuttavia i complessi non testimoniano solo del blocco delle energie creative, ma anche delle strade che la psiche persegue per liberarsi, per trasformare il dolore in strumento di riscatto e di creatività.



dueanime
Tuesday, February 15, 2005 8:42 PM

Al di là di quello che si dice, si è detto e si dirà di lui, io gli rimango debitrice per un suo illuminante consiglio sulla strada da scegliere in merito alla mia professione.

Barbara
dadauuumpa
Tuesday, February 15, 2005 9:27 PM
Già. Era un grande.....

Nina
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