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Full Version: Domus Aurea
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Wednesday, March 31, 2010 1:11 AM
Roma, crollo alla Domus Aurea.
Cede il soffitto di una galleria

Una parte della volta del quindicesimo locale della Domus Aurea, l'edificio voluto da Nerone dopo l'incendio che nel 64 dopo Cristo distrusse gran parte di Roma, è crollata. I vigili del fuoco sono al lavoro alla grossa voragine che si è aperta in via Serapico all'interno del Parco di Traiano, causando una frana su una galleria dell'area. Il crollo, interesserebbe il soffitto di una galleria lunga oltre un centinaio di metri. Nel crollo non sono rimaste coinvolte persone.

«Non ci sono danni di alcun tipo alla Domus Aurea che anzi è in una fase di consolidamento. Quello che è crollato è un grottone laterale che non riguarda direttamente il Palazzo costruito da Nerone», ha detto l'assessore alla Cultura del Comune di Roma, Umberto Croppi. il crollo, prosegue Croppi, «ha riguardato uno degli ambienti chiusi al pubblico e utilizzato come deposito. È stato certamente ingente e sono rimasti sepolti molti reperti che però sono recuperabili. La volta, invece, non potrà essere recuperata. Adesso -conclude Croppi- la zona è stata messa in sicurezza e si sta facendo la diagnosi degli altri ambienti».

«Al crollo di oggi potrebbero seguirne altri anche nell'immediato», ha detto però il commissario straordinario per la Domus Aurea, Luciano Marchetti, che definisce la situazione «di grandissimo allarme». E sottolinea: «A questo punto basta andare avanti a pezzi, il progetto c'è, ci sono pure gli appalti, serve un finanziamento definitivo e bisogna avviare tutti i lavori subito». Marchetti ha chiarito che il crollo non ha interessato la Domus vera e propria bensì «un pezzo di uno dei voltoni delle sostruzioni delle Terme traianee, realizzate quando è stata in parte abbattuta la Domus». Un primo lotto di lavori è stato già finanziato con 2 milioni di euro. Per mettere in sicurezza tutto, però, spiega Marchetti, servono circa 10 milioni di euro.
30 marzo 2010

l'U


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Wednesday, March 31, 2010 1:13 AM
Ha retto 2'000 anni e dopo 16 anni di Vampiro in politica crolla

Era 1 delle cose + belle mai edificate dall'Umanità
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Saturday, July 23, 2011 12:54 AM
L'acciaio incombe
sulla Domus Aurea




Domus Aurea

di Luca Del Fra
La damnatio memoriae rischia di abbattersi nuovamente sulla Domus Aurea di Nerone: se negli anni successivi al suicidio dell’imperatore avvenuto nel 68 d.C. per dimenticarlo i suoi concittadini ne sotterrarono la reggia, stavolta a sommergerla rischia di essere una colata di metallo. È quanto prevede il nuovo progetto di restauro, che porta la firma del commissario Luciano Marchetti e lo sponsor politico del sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Maria Giro (PdL): ben 45 pali d’acciaio confitti nella carne viva delle antiche vestigia, la presenza di tre ascensori e addirittura un museo pensile. Uno stupro archeologico o, se volete, un progetto in stile Las Vegas, dai costi altissimi e non risolutivo dei problemi che hanno portato alla chiusura e al commissariamento del monumento.

Dopo 19 secoli di interramento la Domus è riaperta nel 1999 grazie a uno scavo dal basso, senza alleggerire la collina sopra l’edificio che, svuotato, non è più in grado di sostenerla. L’incongruità strutturale è nota ma si pensa di aprire ai visitatori e in breve di avviare i lavori di alleggerimento, da allora però i cantieri restano chiusi. Presto la legge di gravità e le intemperie bussano alla reggia neroniana, che nel 2005 viene chiusa per le infiltrazioni d’acqua e gli evidenti segni di cedimento. L’anno dopo l’allora ministro dei Beni Culturali Rutelli commissaria la Domus affidandola alle cure di Marchetti: scelta forse non lungimirante, già direttore regionale in pensione, il commissario comparirà nella lista Anemone, dice di stimare Angelo Balducci, è lambito dallo scandalo della ristrutturazione con fondi Arcus del palazzo di Propaganda Fide a piazza di Spagna – in cui compare la compagna Francesca Nannelli –, e vive al centro storico di Roma in una casa presa in affitto proprio da Propaganda Fide.

Ma il compito di Marchetti appare in discesa: nel 2007 è pronto un progetto del Ministero, approvato da soprintendenze e comitati, che risponde agli obiettivi del commissariamento: «l’eliminazione di situazioni di pericolo per le cose e le persone». Costo 15 milioni di euro, che vengono anche stanziati.

Benché nel giugno 2009 con il solito trionfalismo Giro annunci il progetto appaltato, in un mese l’inizio dei lavori e in due anni l’apertura del sito, l’unica cosa evidente è il crollo nel 2010 di una parte del complesso, la galleria Traianea. Nel 2011 invece della riapertura Marchetti porta una troupe del Tg3 nella Domus e senza volerlo ammette il suo fallimento: dichiara che lì dentro piove ancora e le immagini mostrano lo scorrere dell’acqua sugli affreschi. Negli stessi giorni il direttore per le antichità del Ministero, Luigi Malnati, sottolinea che delle 150 stanze solo 2 sono state impermeabilizzate. Siamo a 5 anni dall’inizio del commissariamento: a questo ritmo vorticoso l’impermeabilizzazione durerà 370 anni.

La débâcle del commissario è funzionale a soddisfare appetiti e voglia di visibilità: ecco la nuova mirabilia, con 45 pali d’acciaio infilzati nella Domus per sorreggere una copertura, poi ben 3 ascensori, vecchia mania di Marchetti, che da direttore regionale ne ha piazzato uno al Vittoriano causando non poche polemiche poiché sbuca ben oltre il tetto del monumento. Giro già da tempo parla ed esalta il progetto e il 14 luglio assieme a Marchetti dichiara che è cosa fatta, aggiungendo un museo pensile, ma alla stampa non sono presentate planimetrie o simulazioni dell’impatto. Poco importa se tra i compiti del commissariamento non compaiano né coperture, né musei pensili, né ascensori, e dunque Marchetti non avrebbe mandato per realizzarli: il capolavoro siderurgico costerà tra i 35 e i 50 milioni di euro, con un incremento di spesa del 300%. Il tutto avviene prima che la soprintendenza e i comitati tecnico-scientifici del Ministero abbiano espresso il loro vincolante parere, in un chiaro tentativo di forzargli la mano.

Si è scatenata un’aspra polemica col Pd in prima linea: per il senatore Marcucci è «un progetto invasivo da apprendisti stregoni» e presentato un’interrogazione parlamentare, mentre per il coordinatore del settore cultura del Pd Matteo Orfini: «La Domus Aurea è l’ultimo di una serie di scempi perpetrati durante il governo Berlusconi. Per Pompei il ministero aveva garantito risultati inesistenti, è finita nel dramma e nel discredito internazionale».

Nei giorni scorsi con cautela la soprintendenza ha sottolineato come il nuovo progetto non abbia sufficienti consolidamenti e dà via libera solo ai lavori compresi nel primo progetto, rimandando ai pareri dei comitati tecnico scientifici, dove molti prevedono scontri gladiatori. Piuttosto che la salvezza della Domus Aurea, per ora ha prevalso la voglia di appalto – che in regime commissariale avviene senza bando, in stile Protezione civile. Stile che Marchetti conosce bene come vicecommissario per la ricostruzione di l’Aquila con deleghe ai Beni Culturali.
22 luglio 2011

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