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Stregadelmare
Thursday, December 08, 2005 5:02 PM
"Sei credente?" chiese juan timidamente "Credi in qualcosa, in qualche genere di Dio?"
"Non saprei spiegartelo..Lasciami pensare. Vediamo. Non conosco altro tempio che un albero o il mare; altro luogo sacro che il mio corpo, altro paradiso che un paio di braccia forti e gentili che mi stringano. Ti va bene?"


"Una relazione umana onesta, una relazione come quella che Ruth desiderava insaturare, vale a dire, una relazione in cui due persone (amiche, amanti o parenti che fossero) avessero il diritto di usare la parola amore per indicare il vincolo che le niva, una relazione del genere doveva comportare, inevitabilmente, un lungo processo di adattamento, uno sviluppo a volte delicato e a volte violento, a volte gratificante e avolte doloroso per chi ne era coinvolto.
Ruth aveva imparato [...] che esprimersi con sincerità in una relazione di questo tipo era altamente complesso, e che farlo con precisione era un'impresa pressoché impossibile.

"La parola è equivoca e, una volta pronunciata, resta per quel che vale, con i suoi pro e i suoi contro."

"Ruth non credeva che quanto non veniva nominato non esistesste, era piuttosto convinta che quanto non veniva nominato, trasformandosi nell'Innominabile, assumesse un carattere motlo più sinistro e minaccioso, proprio come succede nei film dell'orrore, in cui la paura sorge per l'appunto dallimmaginazione, quando l'intuizione di una presenza terrorrizza più della presenza stessa, perché la nostra fantasia è molto più potente della realtà e quando immaginiamo è sempre peggio di quando vediamo, senza considerare che dalla realtà possiamo difenderci, ma dalla fantasia no."

"Chiuse gli occhi cercando di dormire, ma l'idea ossessiva le rimbombava di continuo nelle orecchie: non valeva niente..
Magari avesse potuto sgretolarsi e dispedersi. Riaprì gli occhi, guardando fuori: là, separati da una barriera sottile come può essere il vetro di un finestrino, c'erano il cielo, le nuvole, la pace ferddamente dispersa in quella bianca immensità.
Che immensa nostalgia del nulla, che odio per se stessa, che desiderio di mettere fine a tutto, di non soffrire più."

"Dopo aver preso un paio di pillole per dormire si schiantò bocconi sul letto, ancora vestita, e sentì come si calmavano le idee, si calmava il pensiero, si calmava il battito del sangue, la vita intera, l'angoscia e il rimorso, il dolore e la paura, la consapevolezza di sè, assorbiti e riscucchiati dal tombino del sonno."


"Che stravagante pretesa della vita modernaera mai quella di insistere nel negare il dolore e l'angoscia, di aspettarsi che uno passasse da una relazione all'altra, uscendo indenne da ogni catastrofe sentimentale, mettendo da parte i frammenti delle speranze infrante, nascondendoli sotto il tappeto, fingendo che il disamore fosse solo un piccolo inconveniente che non doveva mai interferire con la produttività, mandare all'aria le convenzioni sociali o ignorare le buone maniere?"




Di tutte le cose visibili e invisibili
Lucìa Etxebarrìa


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