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Alberto Ferraris
Saturday, June 11, 2005 8:11 PM
Marzio Bruseghin conclude al 5° posto la penultima tappa del Dauphiné e guadagna altri posti in classifica, passando all'8°. Successo parziale solitario del colombiano S. Botero, che precede Moncoutié, Mancebo e Moreau. La cura Feròn fa veramente bene: Bruseghin, dopo un ottimo Giro, finisce alla grande una corsa che vede parecchi corridori di alto livello in gara. Si distingue anche un altro italiano della Fassa, Massimo Giunti, che resta in fuga con altri per quasi tutta la giornata, ma cede nella seconda parte della tappa.
Vorrei segnalare anche il grosso exploit di Inigo Landaluze: è avviato a vincere il Dauphiné anche senza squadra. Al Delfinato si corre veramente: tutti contro tutti, la squadra conta poco. Oggi s'è difeso stoicamente nel tappone di Morzine, è arrivato a 4'17" da Botero (13°), ma è riuscito a difendere la maglia di leader. Ora ha 49" su Botero, 1'19" su Leipheimer, mentre Armstrong è quarto a 1'37". Domani, ultima giornata, non dovrebbero avvenire sconvolgimenti, però la tappa è insidiosa perché nel finale presenta la breve ma dura Cote di Domancy, da ripetere ben 7 volte. Per la cronaca, Domancy è quella "salitella" (punte del 14%) che venne inserita nell'arcigno percorso del Mondiale 1980, dove Hinault dominò il campo, staccando Baronchelli. Bruseghin potrebbe anche cercare di migliorare la sua posizione (8°), ma deve pure guardarsi alle spalle, perché lo insidiano Moreau e Kasheckhin.
simone
Sunday, June 12, 2005 2:39 AM
Grande Marzio...

Certo che Botero in ottica tour...
Alberto Ferraris
Sunday, June 12, 2005 2:26 PM
Non credo a Botero
Marzio Bruseghin è veramente mitico. Un operaio della bici. Ammirevole, stoico. Poche righe per lui, però, poca attenzione sui media. Non si chiama Cunego, non si chiama Garzelli, non si chiama Simoni. Ma è un grande.
A Botero sinceramente io non credo molto. Nella terza settimana delle grandi corse a tappe sulle montagne soffre le pene dell'inferno. Non credo che riuscirà mai a fare un grande Tour. Magari darà tutto nei primi dieci giorni, poi, secondo me, se riuscirà a raccogliere un 10° posto sarà già un successo.
profpivo
Sunday, June 12, 2005 4:44 PM
x Ferraris
Leggendo questi tuoi commenti (e anche altri precedenti in altre discussioni), noto che sei un ammiratore di Bruseghin e personalmente è un corridore che piace anche ame, poi è della mia zona quindi faccio il tifo per lui. Ma perchè allora hai molto spesso criticato, anche a ragione, gente come Gonchar, Cioni, Caucchioli e Sella, e poi giudichi ottimo il Giro di Bruseghin che è arrivato 9° in classifica?
Una'altra considerazione: il Giro del Delfinato disputato da Bruseghin non dimostra che il livello dei primi del Giro d'Italia era buono, visto che Bruseghin al Giro in montagna perdeva molto di più che non al Delfinato? Tutto sommato allora chi arriva nei primi dieci al Giro può essere abbastanza competitivo anche nelle corse all'estero...
Alberto Ferraris
Sunday, June 12, 2005 6:32 PM
Bruseghin ha tanto coraggio
Caro Pivo, i presenti hanno sempre ragione, gli assenti no. Dove sono i mitici Simoni, Cunego e Garzelli? Non difendono la bandiera italiana al Delfinato o al Giro della Svizzera? Chissà poi al TdF a chi dovremo affidarci... Se il livello del Giro è alto lo devono dire gli stessi corridori che vi hanno partecipato, confermandosi con prestazioni di alto livello all'estero. Ma non mi pare che finora qualcuno, a parte Di Luca, però nelle corse in linea, si sia distinto particolarmente fuori dai confini italiani in corse a tappe dove si corre veramente. Bruseghin è un grande perché ha coraggio. Ha grandi limiti, non è un super, però dà tutto se stesso. Non ha paura di mettersi in discussione, non ha paura di "scoppiare", interpreta il ciclismo alla grande. Con la sua ottima prestazione al Delfinato ha fatto un salto di qualità. E gli va riconosciuto il merito di saper combattere e dare il meglio di se stesso non solo nelle gare italiane ma anche all'estero. Questa è una dote che tanti che vngono chiamati "grandi" non hanno.
profpivo
Sunday, June 12, 2005 9:29 PM
Ti rispondo che secondo me Garzelli e soprattutto Simoni non sono per niente mitici, anzi corridori molto sopravvalutati dai mass-media ed anche da molti appassionati di ciclismo. Però mi stupisce che proprio tu, Ferraris, che giustamente auspichi un innalzamento del livello della partecipazione al Giro, sei così pronto a sottolineare le prestazioni dell'onesto pedalatore Bruseghin, che può certamente essere portato ad esempio per professionalità, determinazione e impegno ma non è certo superiore ai vari Gonchar, Belli, Noè e Garate che hanno popolato la classifica del Giro negli ultimi anni e che spesso hai criticato.
Poi non credo che il livello del Delfinato sia così alto, soprattutto se si considera la media dei partecipanti, anche perchè molti "big" sono fuori forma. Molto più alto il livello del Giro di Svizzera.
Alberto Ferraris
Monday, June 13, 2005 7:56 PM
Impariamo anche dal Dauphiné
Ho seguito in diretta le tappe del Giro del Delfinato e posso assicurarti che, al di là del livello di partecipazione, che è comunque di ottima qualità, c'è stata battaglia quasi ogni giorno. Ecco, secondo me gli organizzatori del Giro farebbero bene, anzichè dedicarsi all'invenzione di assurdità tipo l'Intergiro, a studiare la ragione per cui al Dauphiné c'è combattività dal primo chilometro e al Giro d'Italia no. Può darsi che sia un quesito banale, di facile soluzione, e può darsi che invece nasconda particolari di cui nessuno finora s'è occupato. Vale la pena di avviare un'analisi.
Bruseghin? Ripeto ancora una volta: io ho molta stima di chi si getta nella mischia, soprattutto all'estero, dove magari non può contare su amicizie particolari. Quindi la mia opinione su un corridore e la valutazione che io posso esprimere è soggetta a modifiche e variazioni se un corridore dimostra coraggio e inventiva. Onestamente non ho mai disprezzato Bruseghin, anche se è ovvio che non può essere il favorito del Giro d'Italia. Mi piacciono i corridori mai domi e, soprattutto, quelli che il giorno dopo un'impresa non crollano, hanno recupero, stringono i denti, lottano anche per migliorare un posto, magari dal 12° all'11° Ecco, Bruseghin mi pare ammirevole per tutto questo.
Vittorio
Monday, June 13, 2005 11:32 PM
Non sono d'accordo.
"Dove sono i "mitici"...?"
Anzitutto "mitici" suona spiacevolmente sarcastico, non vedo il motivo di ciò di fronte ad atleti che fanno fatica, anche se hanno avuto la sfortuna di vincere il Giro d'Italia, quella corsetta nazionale che non dà reali indicazioni sull'effettiva capacità di essere o no un corridore da grande giro.
Premesso che si può essere o non essere d'accordo dul valore sportivo di un corridore, (e comunque non vedo la necessità dell'ironia) mi chiedo: ma se uno vince un Giro d'Italia (cioè 1 dei 3 GT) come si fa a dire che NON è corridore da grandi gare a tappe? Come se di Grandi Giri ce ne fossere 15!!
Macché, i GT sono Giro, Tour & Vuelta. Chi vince il Giro come minimo (come minimo!) potrebbe vincere una Vuelta, se gliene fregasse qualcosa, perchè non mi si dica che Cunego, Garzelli, Simoni, ecc. (i "mitici" insomma) sono inferiori ai vari Aitor Gonzales, Casero, Olano, lo stesso Heras, ecc.
Dunque ecco che i "mitici", almeno (dico, almeno!) sono in grado di vincere il 66% dei GT...; e non sono corridori da grandi corse a tappe??
Mettiamoci in testa che il Tour è un GT, non esiste solo il Tour. Se poi si vuole dire che chi vince un Giro non fornisce reali indicazioni per vincere un Tour, è un altro discorso.

"Gli assenti hanno sempre torto..."
Ma come si fa a scrivere che gli assenti al Dauphiné, colpevoli solo di aver partecipato al Giro, quella corsaccia da "visite-parenti", hanno torto?
E' OVVIO che se avessero fatto il Dauphiné avremmo scritto in coro "che sbaglio, dopo il Giro avrebbero dovuto riposarsi per preservare le energie per il Tour!" Non si può correre Giro-Dauphiné (o Svizzera) e Tour. Dunque hanno fatto BENISSIMO a saltare la corsa francese.
A proposito, o si ammette che il livello del Dauphiné è stato basso (sennò non si spiegano le prestazioni a ridosso dei primi di corridori come Bruseghin e Van Huffel, al Giro ampiamente sotto i migliori) oppure che il livello del Giro - è stato alto.

Poi ci sono quelle cose che dice Alberto su cui invece sono d'accordo: prendere esempio da corse (magari anche non GT) per cercare di migliorare la qualità della corsa rosa. L'eliminazione dell'Intergiro è solo il primo passo; il secondo, come acutamente diceva Ferraris, è quella di inserire più traguardi volanti (veri, per la miglia ciclamino) durante le tappe pianeggianti.
La vera "riforma" (e questo secondo me a vantaggio di tutto il movimento, di certo non può farlo solo il Giro) sarebbe quella di ridurre il numero di ciclisti per squadra, come appunto sosteneva Ferraris, il che consentirebbe:
più squadre > più cambattività
corse meno controllate, a partire dagli sprint
corridori "big" necessariamente più stanchi > corse più dure
più sponsor
Non c'è dubbio: quest'ultima proposta su cui da tempo si incentra il discorso di Alberto sarebbe il cardine di una riforma positiva!

Vittorio
Alberto Ferraris
Tuesday, June 14, 2005 12:33 AM
Un esempio
Non ho ancora letto tutte le tue osservazioni, Vittorio, ma interrompo per una breve considerazione ed una domanda:
"Francesco Moser ha vinto un Giro d'Italia. E' stato un grande corridore da corse a tappe?". Può bastare quest'esempio o ne occorrono altri?
Alberto Ferraris
Tuesday, June 14, 2005 12:35 AM
Altra domanda
Altra domanda: chi sono, a parte Basso, i corridori che, volendo fare Giro e Tour, non sono andati al Delfinato per preparare il Tour? Forse Simoni? Ma ci andrà? E a far che? Forse Cunego? Ma ci andrà? E a far che? Forse Garzelli? Ma non ha fatto mezzo Giro?
simone
Tuesday, June 14, 2005 3:43 AM
sono intervenuto in discussioni in cui si parlava di una presunta inferirità del giro rispetto al tour... la mia opinione è che sia un discorso di soldi e del fatto che la preponderante presenza straniera sia(anche) figlia della mancanza di corridori francesi forti nelle squadre partecipanti al TDF. Comunque penso sia un confronto interessante, in cui ognuno ha una sua opinione.

Ora che succede? Apro questa discussione e trovo paragoni tra il giro e il Delfinato... "bisognerebbe fare ricerche per capire perché al delfinato c'è combattività dal primo Km..." non mi sembra che al giro sia mancata la combattività, soprattutto quest' anno! Come si fa a confrontare una corsa di 3 sett. con una di una sola? Sarebbe come confrontare la tirreno-adriatico con la milano- sanremo! Aho! ha vinto Landaluze! se avesse vinto il giro cosa avreste detto? Grande Landaluze o "il giro ormai è una corsa di secondo piano sarebbe meglio abolirlo?

ciao
Vittorio
Tuesday, June 14, 2005 3:00 PM
...Sì, la conclusione è che il Giro andrebbe ormai abolito! Ma che cosa l'organizzano a fare?
Così parrebbe.

...Comunque, Alberto (ciao!), la polemcia sul Delfinato mi sembra sterile.
Ognuno si prepara come vuole, a prescindere dai risultati che otterrà al Tour.
Simoni andrà a fare presenza? D'accordo, ma correre il Delfinito dopo il Giro avrebbe voluto dire non recuperare gi sforzi.
La domanda su Cunego non ha senso, vista la storia della mononucleosi; su Garzelli, invece, può essere tutto.
Che poi Garzelli arrivi 54esimo staccato di 2 ore da Armstrong non mi sembra rilevante.
E' rilevante invece che nelle grosse tappe di montagna con Ventoux ecc. del Delfinato gente quasi al top della forma cpme Armstrong, Vinoukurov e Botero abbiano staccato di molto poco onesti piazzati al Giro. Che poi i confronti tra una cora di una e tre settimane siano infattibili lo posso accettare. Ma l'indicazione mi pare univoca.
A me sembra un dato incontrovertibile: sostenere il contrario, non me ne volere Alberto, un'analisi a tema, un concetto da perpetrare ad ogni costo.

Quanto a Moser... secondo me è stato un campione che, al top della forma, è riuscito a dimostrarsi uomo da corse a tappe. Sì.
Ricordo che nel Giro vinto staccò non solo Fignon (forse discutibilmente, d'accordo) ma anche gente come Lejarreta, Van der Velde, Baronchelli, Van Impe...; che nell'85 fu secondo solo a Hinault; nel Giro del 1976 vinto da Gimondi arrivò 4°; nel 1977 arrivò 2°; nel 1978 arrivò 3°; nell'unica partecipazione al Tour (quando agli italiani del Tour non fregava nulla) fece ottime cose.
E questo non sarebbe un corridore da Giro d'Italia?? (E quindi ALMENO da Vuelta????)
...A meno che un corridore come Jalabert, AItor Gonzales, Mauri, Giovannetti, Casero, vengano consierati più specialisti delle corse a tappe di Moser.
Ma insomma, un po' di obiettività!
Vittorio
Alberto Ferraris
Wednesday, June 15, 2005 2:02 PM
Lapalissiano
Se questo è il tuo metro di valutazione per giudicare i grandi corridori da corse a tappe, beh allora ci stanno tutti. Basta vincere una grande corsa a tappe. D'altronde lo dice la parola stessa. Allora, come dici tu, sono grandi corridori da corse a tappe tutti quelli che hanno vinto una grande corsa a tappe. Lapalissiano. Non parlo più.
Alberto Ferraris
Wednesday, June 15, 2005 2:05 PM
Risposta a Vittorio
E' forse scritto da qualche parte che una corsa di una settimana non può essere più interessante di una di tre settimane? Boh, non l'ho letto da nessuna parte. Se in una corsa di una settimana ci sono sei tappe e mezza interessanti e in una di tre settimane di interessanti ce ne sono sette, qual è, a tuo giudizio, la più interessante, alla luce delle percentuali?
Alberto Ferraris
Wednesday, June 15, 2005 2:59 PM
I temi in discussione
Caro Vittorio,
se magari non hai colto l’occasione di andare a seguire, giorno per giorno, in diretta, quel che accadeva al Giro del Delfinato, posso capire che tu dia una risposta come quella che hai dato alle mie osservazioni. In questo caso ti invito calorosamente ad andare a fare una verifica sul sito del Dauphiné, ammesso che sia ancora possibile, per renderti conto dell’origine delle mie considerazioni. Se già l’hai fatto, beh, allora, anche se a me non va a genio aprire polemiche personali con chicchessia, debbo dire che la mancanza di obiettività sta da qualche altra parte, non dalla mia.
Per quanto attiene ai temi in discussione, la mia presenza nel forum non è permanente e, anzi, ho già avuto modo di dirlo, estremamente occasionale, però mi sono reso conto che spesso la discussione si trasferisce spontaneamente da un un argomento senza una precisa volontà di uno o dell’altro partecipante. In assenza di un moderatore è quasi inevitabile. Accade che un partecipante, per rispondere a chi è intervenuto precedentemente, apra magari una sottodiscussione in un certo modo attinente al tema dibattuto e che poi chi interviene successivamente trovi più interessante la parentesi aperta rispetto al tema dibattuto. Non esiste un colpevole e non è il caso di stupirsi, perché questo avviene qui come in cento altro forum, anche di argomenti diversi dal ciclismo. S’inizia a parlare di una salita, poi di percentuali e più avanti si finisce per parlare di ciò che si mangia al mattino, a colazione. Il brutto è che magari si può perdere il filo del discorso, il bello è però che non ci sono paletti, non ci sono diktat: chi ci sta ci sta, chi non ci sta cambia.


Jack.ciclista
Wednesday, June 15, 2005 3:53 PM
parere personale
Altro punto a favore di Ferraris...
Vittorio
Wednesday, June 15, 2005 7:12 PM
Dopo 8 ore di esame di stato non garantisco lucidità nella risposta ma ci provo.

Mi si dice che "E' forse scritto da qualche parte che una corsa di una settimana non può essere più interessante di una di tre settimane?"

Risposta: NO. L'ho detto io? Quando? (Jack segna un punto)

E' strano comunque, caro ALberto, che tu dica questo cose dopo molte frasi del tipo "Il Giro è interessante solo perché è il Giro? Le granfondo possono essere molto più interessanti"

Evidentemente non parliamo dell'interesse della corsa ma dell'importanza (Vai, Jack, altro punto!) E tra Giro e Delfinato...

Che poi il mio metro di giudizio nel giudicare i corridori da corse a tappe sia per voi assurdo, come tu stesso Ferraris dici, fa parte del gusto e del bello del forum. Io la penso così, tu la pensi colì, molti la pensano come me, molti la pensano come te... Abbasso Moser, viva Saronni!
Dovremmo fare un referendum, anche non penso che avrebbe il quorum! (Qui, Jack, un punto per uno)

Se poi ci mettiamo a contare le percentuali di tappe, di fughu
e, di chilometri, ecc. beh, mi sembra davvero un cavillare " a tema".
Allora il chilometro lanciato (100% di spettacolo) è la corsa più interessante di tutte! Ma se questa è la tua opinione, beh allora ci stanno tutte. Lapalissiano. Non parlo più. (Qui, Jack, un punto per uno)

Non ho poi molto capito il richiamo sui "temi del forum", ma forse è perché dopo la progettazione di un cambio automatico a 4 marce comincio a vedere doppio...
In ogni caso non vedo il problema nello svariare negli argomenti e spaziare. Aiuta.

Quanto al concetto di "obiettività"...; non volevo offendere nessuno, né sfociare nella filosofia. Anche la persona più obiettiva (o che si crede obiettiva) del mondo NON lo è, non può esserlo. Ci sono fior di studi in proposito, filosofici, pedagogici, antropologici, ciclistologici...
Mi scuso in ogni caso se la mia osservaizone ha dato fastidio.
Io riconsoco molto semplicemente che molto spesso NON sono obiettivo (spesso sono tifoso), ma, altrettanto distaccatamente, mi guardo da coloro che asseriscono il contrario.
Non ce l'ho con Ferraris; il mio, in questo caso, è un concetto lato. E' solo un'idea: secondo me (obiettivamente) Moser è stato anche un corridore da corse a tappe.
Se poi voialtri ritenete il contrario (altrettanto obiettivamente) non vedo lo scandalo, né motivo di tanto fervore.
Spero non sia stato invocato il moderatore per porre luogo a censure! Volete censurarmi?? Ma io, parimenti sporandico, il forum non lo mollo!
E concludo con "ciao Alberto e ciao a tutti"!

Vittorio

PS Ma poi, Jack, ma dici che cavolo di punteggi tieni????
Alberto Ferraris
Wednesday, June 15, 2005 7:18 PM
x Vittorio
Ciao Vittorio, spero che però l'esame sia andato bene. In bocca al lupo. Io ho molta considerazione per le tue osservazioni, così come ho stima per tutti i partecipanti a questa discussione. E' ovvio, per carità, che ognuno abbia le proprie simpatie e le proprie preferenze, ci mancherebbe, anzi è meglio così. Io ho dato solo una risposta alla tua considerazione sull'obiettività nel tuo precedente intervento, sennò non l'avrei fatto. Spero che il dibattito non si trasformi in una polemica tra me e te, innanzitutto perché non è il caso, a mio giudizio c'è libertà per tutti, poi perché dialogando in due soli la discussione perderebbe interesse. Ti leggo con interesse, con simpatia, e, ripeto, sono convinto che dal contributo di tutti, anche dal più limitato dei partecipanti al forum, possono arrivare arricchimenti per tutti, per il ciclismo e per il rilancio del Giro d'Italia.
Ciao Vittorio, ciao a tutti
Vittorio
Thursday, June 16, 2005 5:08 PM
L'esame credo sia andato bene. Grazie!
Sulla polemica non c'è nessun problema, anzi, spesso è costruttiva, costringe a ragionare. Inoltre, almeno per quel che mi riguarda (spero si capisca dal modus scribendi) è sempre amichevole!
Io, caro Alberto, mi sono già espresso sull'importanza dei tuoi interventi. Non c'è bisogno che mi ripeta (anche perché ho capito che non sei il tipo che accetta di buon grado le adulazioni...)
Concordo su tutto: il dibattito, acceso ma costruttivo, aperto ma corretto, fantasioso ma non assurdo, oltre che propedeutico per il nostro sport (e per noi), può essere divertente quanto guardare un gara in TV o effettuare una sbiciclettata in compagnia.
Viva dunque il forum!
E grazie ancora, Alberto.
Ciao,
Vittorio
Alberto Ferraris
Thursday, June 16, 2005 5:31 PM
A presto
Bravo, Vittorio. Spero di leggerti ancora, e presto, qui. Fai spesso osservazioni molto intelligenti e la discussione ne trae quindi profitto. Auguroni per gli studi.
Jack.ciclista
Thursday, June 16, 2005 6:01 PM
E l'arbitro dichiara un bel pareggio, dopo un match spettacolare, con molti goal e con numerose occasioni da una parte e dall'altra...
83pirata
Friday, June 17, 2005 3:03 PM
Bruseghin non è un campione, ma sicuramente è un corridore molto generoso che nella sua vita si è comportato da gregario eccellente sia nelle tappe di montagna, sia nei treni di Petacchi. Se lo si vuol guardare anche in ottica di classifica generale, è anche un ciclista molto completo che si difende sia in salita che a crono. Al Delfinato ha sfruttato una condizione migliore rispetto a molti altri partecipanti, ma comunque è stato molto bravo, le tappe sono state affrontate a medie molto elevate e lui non si è mai tirato indietro nella battaglia.
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