Mi pare ci siano buone idee, qui; che emerga la capacità di scrivere con compostezza senza che sia penalizzata l'intensità delle immagini.
E' così soprattutto nelle prime due strofe poi, dalla metà della terza, emerge un po' di "fatica" (gli ultimi due versi sono probabilmente "troppo lunghi" anche se "graficamente" non sembrerebbe). Nella quarta, la metafora dell'interruttore è un po' "ardita" (il sostantivo stesso non pare appartenere a pieno titolo al lessico poetico) e questo, visto che proprio l'ultima strofe ospita le parole elette a titolo del componimento, contribuisce a lasciare nel lettore come un senso di "incompiutezza".
Questi versi sono forse stati "liberati" con troppa "urgenza"?
Merita comunque attenzione e, a pare mio -che non sono certo il depositario del verbo...

- qualche ulteriore intervento di manutenzione.
Un sincero saluto; spero di non aver disturbato...