Re: Re: Re: Re:
grella, 13/04/2009 14.48:
Allora ,riassumendo il tutto ..........concludo unificando tutti i miei post che presi uno ad uno sembrerebbero esser non molto chiari:
1 Il denaro è neutro, non rappresenta il bene nè il male, la sua positività o negatività all'interno di una società è data dal tipo di rapporto che gli esseri umani ( cittadini) hanno con esso.
2 Avere un buon rapporto o cattivo rapporto spesso non è una scelta, ma una situazione coercitiva altamente influenzata dal tipo di società che ci circonda. Se la nostra società è distorta avremo un rapporto distorto che genera inevitabilmente infelicità, se la società ha giusti valori, anche il rapporto denaro/cittadino sarà più equo e soddisfacente.
Partendo da questi presupposti, e dal fatto che oggi ,secondo me viviamo in una società altamente distorta nei fondamentali economico finanziari a partire dall'emissione di moneta sino ad arrivare all'uso che se ne fà all'interno del circuito i rimedi immediati non possono che esser i seguenti:
1 Dipendere il meno possibile dal sistema e cercare nel nosto piccolo di cambiarlo.
2 Tornare ad avere un buon rapporto con il denaro.
Se non si riesce ad arrivare a questo l'alternativa è continuare ad avere un rapporto cittadino/denaro come il sistema impone e quindi un sistema generatore di infelicità!!!!
Ex miliardario, ora contadino, propone il baratto in Russia
German Sterligov era un miliardario, aveva case a Londra, Mosca, New York e Ginevra, ma non era felice. 12 anni fa ha bruciato la sua fortuna in politica e si e’ ritirato con la famiglia in una casa senza elettricità, dove vive secondo i “sani vecchi costumi”. Coltiva il suo cibo, costruisce sgabelli che porta al mercato in cambio dei beni che non riesce a produrre da solo, indossa vestiti tradizionali.
Lui e sua moglie sono felici ora, hanno smesso di preoccuparsi dei rapimenti, dei furti e delle rapine. Avevano smesso di farsi vedere in giro insieme per far credere di essere separati e salvare almeno uno dei genitori per poter crescere i figli in caso di disgrazia. Vivevano blindati in una gabbia dorata, ora sono liberi.
Sterligov ha proposto ai suoi ex colleghi, finanzieri della plutocrazia russa alle prese con la crisi finanziaria, di tornare al baratto delle cose vere. Scambiare le materie prime potrebbe essere l’unico modo di sopravvivere a questi tempi difficili.
www.zerorelativo.it
Il caso del miliardario russo non so come classificarlo. Sicuramente è un caso unico e non rappresentativo. Personalmente tenderei a catalogarlo tra i casi di malattia mentale e non di saggezza. Per sfuggire ai rischi e ai pericoli, non è necessario spogliarsi di tutto e diventare povero. Bastava "sparire" in qualche paradiso fiscale tropicale o in Sud America e condurre una vita riservata.
Per il resto.
Il tipo di società che ci circonda è, nei fatti, più o meno lo stesso da 250 anni, quando cominciò l'era industriale e si cominciò a dare un valore al lavoro in termini di produzione. Pensare di cambiare qualcosa che sia poco più che marginale, ora è un po' fare come "Ned Lud", il promotore appunto del Luddismo, il movimento che si ribellava contro "le macchine" alla fine del '700.
Gli unici cambiamenti che si possono fare sono esclusivamente personali e riguardano più che "la società", sé stessi e la propria sfera persoale. Puoi decidere per esempio di licenziarti e di vivere coltivando la terra, magari di vendere tutto e di comprare un agriturismo, di creare una comunità, un gruppo di acquisto solidale... ma pensare di poter cambiare la "società" è un'utopia alla quale non credo, semplicemente perchè nessun individuo ha la possibilità di incidere da solo su dinamiche e interessi 1000 volte più grandi di lui. A meno che non sia un genio che inventi il sistema per creare energia gratis per tutti.
Quindi ci tocca rassegnarci al solito tran tran casa-lavoro-casa per tutta la vita.
Però tu dici che dovremmo:
1 Dipendere il meno possibile dal sistema e cercare nel nosto piccolo di cambiarlo.
2 Tornare ad avere un buon rapporto con il denaro.
e quindi io ti chiedo: in che modo?
Come puoi dipendere il meno possibile dal sistema se sei costretto a lavorare per vivere?
Ci sono due modi, in effetti, come diceva Tobacco, o facendo "L'accattone" (o il barbone) e vivendo di espedienti o facendo il redditiero e vivendo come ti pare. E' evidente che il primo dei due casi è alla portata quasi di tutti... ma non credo che diventare barboni ci renderebbe più felici. Il secondo è alla portata solo di pochi fortunati (e io ovviamente non ci sono dentro), ma a parer mio rappresenta "la carota" che tutti noi abbiamo davanti e per la quale ci svegliamo ancora alle 7 tutte le mattine e andiamo in ufficio, nella speranza che un giorno, prima o poi, arrivi anche per noi il momento di "campare di rendita". Non si spiegherebbero altrimenti il successo del superenalotto, dei gratta e vinci, delle lotterie, ecc ecc.
Non so se questa è una visione distorta, ma penso che sia quella più comne e proprio per questo quando sento qualcun che mi dice e spergiura che "gli piace il lavoro che fa", io semplicemente... non gli credo!