Full Version: Defibrillatori...
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|=Mik=|
Thursday, May 29, 2008 12:46 AM

Da l'Adige del 24/05/2008



Saranno 300 i defibrillatori, apparecchi in grado di garantire un intervento efficace su pazienti colti da arresto o crisi cardiaca, distribuiti in Trentino nei prossimi mesi

Lo ha deciso la giunta provinciale, che ha così accolto la sollecitazione della comunità medica a dotare di queste particolari apparecchiature il personale chiamato ad interventi d'emergenza. Tra il 2008 e il 2009 la Provincia doterà di defibrillatori le forze dell'ordine (carabinieri, guardia di finanza, polizia e vigili urbani), la protezione civile (vigili del fuoco e soccorso alpino), le case circondariali di Trento e Rovereto, la farmacie, e le case di riposo (Rsa). La giunta ha stanziato per il noleggio 210 mila euro nel 2008 e 220 mila euro nel 2009. Con le apparecchiature, l'ente pubblico organizzerà anche dei corsi di formazione per il corretto utilizzo a circa 1500 operatori. Il Trentino è una delle prime Province e Regioni italiane a dotarsi di questo strumento, che permette con una buona percentuale di recuperare le situazioni di criticità dovute ad arresto cardiaco. La fornitura dell'apparecchiatura è da tempo richiesta dal mondo medico. Negli Stati uniti, il defibrillatore è molto utilizzato e non sono rari i casi in cui le persone decidono l'acquisto in prima persona per un uso domestico in caso di crisi cardiaca. Queste le strutture e gli enti con i quali sono già stati attivati i contatti per consegna della strumentazione e per verificare la fattibilità del progetto: forze dell'ordine (carabinieri, guardia di finanza, polizia di Stato, vigili urbani); protezione civile (vigili del fuoco e soccorso alpino); Case circondariali di Trento e Rovereto; farmacie; Residenze sanitarie assistenziali (Rsa). Sulla base dei risultati della sperimentazione avviata queste strutture negli anni 2008 e 2009, è ipotizzabile che la fornitura di defibrillatori si estenda ad altre realtà: gli istituti scolastici, università, le principali stazioni di trasporto pubblico; gli uffici pubblici con presenza media giornaliera superiore alle 200 unità. In vista di queste successive intese, la giunta ha incaricato l'Azienda provinciale per i servizi sanitari di attivarsi «al fine di acquisire la disponibilità delle attrezzature e della necessaria formazione secondo le modalità più idonee sul piano economico e qualitativo, con l'obiettivo di garantire una gestione integrata dei servizi connessi al progetto e comprendenti: il noleggio dei defibrillatori automatici e la messa a disposizione del relativo materiale d'uso, la gestione della loro manutenzione ed eventuale sostituzione, la formazione delle persone per l'autorizzazione all'utilizzo della strumentazione ed il relativo retraining annuale». L'autorizzazione all'uso del defibrillatore è nominativa e ha una durata di 12 mesi con possibilità di essere rinnovata nei tre mesi precedenti e nei tre mesi successivi la data di scadenza. Il riconoscimento viene rilasciato ai singoli operatori dopo aver effettuato e superato la formazione da parte del responsabile medico dell'Unità operativa di Trentino emergenza dell'Azienda sanitaria. Per l'abilitazione è prevista una fase di formazione della durata di 20 ore, con l'obiettivo di fornire ad ogni operatore, gli strumenti per il corretto utilizzo della strumentazione, nonché la conoscenza delle modalità, anche operative, nei casi di emergenza-urgenza.



Non penso che sia una brutta idea, ma qualcuno sa se sono veramente a prova di errore (non vorrei che vi fosse la possibilità di recar danno invece che aiuto all'infortunato... di questi tempi, poi... )
Qualcuno si è mai interessato all'argomento? nessuno lo ha già in dotazione???
All'estero mi sembra che sia molto diffuso.






matFio
Thursday, May 29, 2008 8:01 AM
non si fanno danni.
l'apparecchio fa l'analisi del ritmo cardiaco
poi decide lei se ce da scaricar o no...l'operatore segue quello che dice la macchina...

non so se attualmente qualcuno ce l'ha....non penso..

MatFio
Alessio.vvf
Thursday, May 29, 2008 4:42 PM
A Monaco sono distribuiti anche nelle stazioni dei tram ........

Cmq si penso siano quelli a bassa frequenza e autonomi, bisogna solo saperli collegare nei punti giusti .......... non dovrebbero causare l'effetto opposto in caso di utilizzo errato...
danny.lusern
Thursday, May 29, 2008 6:22 PM
Faccio parte della cri e ho fatto l'esame di abilitazione al defibrillatore circa un mese fa.

Riguardo al defibrillatore in se le cose da sapere sono poche:
saperlo accendere, collegare i cavi, e saper applicare le placche.

L'unico errore potrebbe essere quello di applicare male le placche, ma una volta che uno sa dove metterle...ci sono anche i disegni sulle placce stesse...

La scarica è consentita solmente dopo che il defibrillatore ha eseguito l'analisi e ritiene che sia utile (cuore in fibrillazione), e in quel momento attiva il pulsante di scarica (altrimnti puoi schiacciare quanto vuoi ma non succede niente)

Chiaramente per usarlo bisogna essere preparati, anche perchè per essere efficente ci vuole anche il massaggio cardiaco e le ventilazioni...e questo bisogna saperlo fare..

Noi come volontari d'ambulanza per usarlo dobbiamo avere una certificazione (ottenuta con un esame iniziale e uno annuale) e in più ci vuole l'autorizzazione esplicita durante l'evento da parte del medico della centrale 118, quindi presumo che anche per i Vigili e ovunque verràm messo all'interno della provincia potrà essere usato solamente da parte di personale abilitato.

Comunque, come già detto, l'uso del defibrillatore in se non è complesso...
|=Mik=|
Friday, May 30, 2008 1:32 AM
Bene, ciò è tranquillizzante (se mai dovessero affidarcene uno), con il BLS non ho problemi, ma il defibrillatore mi sembrava un'attrezzatura "delicata" nell'utilizzo .
Meglio così, da noi in estate l'età media turistica (purtroppo) è molto alta e gli interventi per malori di questo tipo sono frequenti...


willytn
Thursday, June 05, 2008 5:08 AM
Il DAE ( defibrillatore semiautomatico esterno) di per se non è pericoloso per il paziente, anche perche peggio di cosi non puo stare..... è pericoloso per chi lo usa e per chi sta vicino. Nelle fasi concitate di un soccorso di il DAE viene utilizzato da mani non esperte si rischia di scaricare nel momento sbagliato, ovvero mentre un altro soccorritore è a contatto con la vittima quindi vi è un trasferimento di scarica, e non è piacevole.
Il secondo problema è che il DAE essendo un apparecchio elettro medicale andrebbe tarato e controllato con cadenza regolare (nel mio reparto di lavoro e nella croce dove milito ogni giono) il rischio è di doverlo usare e non funziona anche solo perche ha la pila scarica.
L'altro problema ( per fortuna) è la bassissima percentuale di interventi dove può essere utilizzato il DAE. Infatti non può essere utilizzato in tutti gli arresti cardiaci ma solo in quello da Fibrillazione ventricolare (ovvero le cellule del cuore non si contaggono + in modo regolare ma fanno tutte quel cazzo che vogliono), cè però da dire che a una persona parte una fibrillazione ventricolare questa dopo 5-8 minuti si trasforma in asistolia ( la linea piatta sul monitor) dove le cellule cardiache sono ferme e il DAE non serve a niente ( lo usano solo nei film ma è una bufala).
Noi operatori sanitari facciamo un retraining ogni 6 mesi, ormai nel 80% delle simulazioni si utilizza il DAE.
Se mai vi capitasse di dover utilizzare il DAE l'importante è:

1 - stare tranquilli
2 - chiamare il 118 e farsi guidare dall'operatore
3a- assicurarsi che il torace sia asciutto e con pochi peli ( se ci sono peli le piastre aderiscono male e potrebbero reaggire bruciando i peli e la cute) mmmmmmm che puzza....
3b- posizionare le placche sul torace (ci sono i disegni che spiegano il dove)
4 - se il DAE vi dice SCARICA CONSIGLIATA prima di premere il bottone controllare che non ci sia nessuno a contatto con il paziente, e che se ci fosse una bombola d'ossigeno sia lontana

nel caso il DAE vi dice scarica non consigliata si deve inziare a rianamare, l'operatore (infermiere) del 118 vi guiderà nel come si fa il massaggio cardiaco esterno ma....
NON VERRA' MAI CHIESTO DI FARE UNA RESPIRAZIONE BOCCA BOCCA.
Perche?!?!
1- perche fa schifo
2- perche c'è il rischio di prendersi qualcosa (anche malattie importanti)
3- perche non serve a niente.
è stato provato dai recenti studi americani che c'è la percentuale maggiore di successo di rianimazioni si il paziente in arresto viene solo massaggiato e non ventilato da personale non sanitario.
Se la ventilazione viene fatta male l'aria scende gran parte nello stomaco, questo potrebbe iniziare a vomitare e quando arriva il 118 o chi per esso sarebbe impossibilitato sia da ventilare che da intubare.
quindi meglio fare meno cose ma fatte bene sia per il paziente che per la nostra salute.
Quindi solo MASSAGGIO CARDIACO.
spero di essere stato chiaro.
Daniele
infermiere



|=Mik=|
Thursday, June 05, 2008 9:41 AM
Grazie Daniele, ma per chi è dotato di mascherina apposita o ambu, la ventilazione è consigliata o no? (15/2 se non sbaglio)


matFio
Thursday, June 05, 2008 1:23 PM
ciao Daniele..
sai qualcosa sulla distribuzione di questi apparecchi e su come viene fatta la preparazione del laici che lo useranno ??
ciao
Matteo F.
Montag14041965
Thursday, June 05, 2008 2:14 PM
Anzitutto il DAE ( Defibrillatore semiAutomatico Esterno ) è un meraviglioso quanto utile apparecchio salvavita , oserei dire quasi indispensabile ad ogni organizzazione di soccorso . La sua funzione analitica , impensabile sino a pochi anni fa , permette di intervenire su di una larghissima parte di arresti cardio circolatori con potenzialità di ripresa grandiose . Quando si usa ? Quando si trova una persona in arresto cardiocircolatorio (ACC) , ovvero su di una persona che non è cosciente , non respira e non ha battito . In questo caso la cosa fondamentale è riattivare artificialmente la circolazione e la respirazione (BLS) , attraverso le ventilazioni alternate alle compressioni toraciche esterne . Questo permette di ossigenare il sangue della vittima , e conseguentemente di evitare il danno anossico cerebrale , cioè il deterioramento e la morte delle cellule cerebrali , in attesa che un mezzo di soccorso sanitario avanzato ci raggiunga . Ma allora perchè utilizzare il DAE ? Perchè statisticamente l'85-90% degli arresti cardiocircolatori ( non dovuti a trauma ) dipendono da due tipi di "malfunzionamento" del cuore , cioè la fibrillazione ventricolare (FV) e la tachicardia ventricolare "senza polso" (TV) . Queste due aritmie sono correggibili attraverso l'erogazione di una scarica elettrica , scarica che sarà il DAE ad erogare , su consenso dell'operatore , attraverso il pronto riconoscimento di FV e TV . Potenzialmente quindi se si agisce entro 10 minuti dall'avvenuto arresto , si hanno grandi possibilità di ripresa delle vittime di ACC . Quindi questo è il BLS-D . Con il BLS evitiamo il danno anossico cerebrale , con la D(efibrillazione) interveniamo sulla causa di arresto cioè sull'aritmia . Due momenti diversi ma complementari di una sola manovra . Due modi diversi di attaccare da due punti differenti quello che è l'ACC . Con enormi ( rispetto ad una volta ) probabilità di successo . I problemi ? Anzitutto la sensibilità e la specificità del DAE , che ne costituiscono la capacità analitica , permettono alla stessa di riconoscere senza errori l'ACC . L'unica cosa che l'operatore deve fare , è garantire che nessuno sia a contatto con l'apparecchiatura , in primo luogo per non falsare la lettura del DAE , in secondo luogo per non rischiare elettrocuzioni in fase di erogazione di shock . Quindi poche attenzioni ma precise e tassative . Nel caso che non ci siano le condizioni di sicurezza sopraesposte , l'operatore NON deve dare il consenso per erogare la scarica . Quindi oltre a garantire la sicurezza evitando ogni contatto e la sicurezza della scena ( presenza di acqua a terra , di sostanze e miscele infiammabili ecc..) bisogna valutare anche alcune interferenze che possono avvenire . Infatti le vibrazioni , l'attività di telefoni cellulari come la presenza di campi elettromagnetici ( linee elettriche aeree ) , possono causare problemi nell'analisi (artefatti), falsandola o ritardandola . Anche qui l'operatore sarà pronto a trasportare la persona in zone adatte o ad eliminarne le cause . Nel corso che ffettuerete verrete illustrati di tutti questi aspetti , non vi preoccupate . Nulla di fantascientifico in poche parole . Più facile a farsi che a dirsi . Per la sicurezza di tutti . Ciao ed a presto .
willytn
Thursday, June 05, 2008 9:13 PM
Re:
|=Mik=|, 05/06/2008 9.41:

Grazie Daniele, ma per chi è dotato di mascherina apposita o ambu, la ventilazione è consigliata o no? (15/2 se non sbaglio)




Se si è dotati di Ambu o mascherina (Pocket mask) la ventilazione è consigliata quando si è addestrati per farla.
Nessuno vi chiederà mai di farla, ma se la si fa va fatta bene.
ciao daniele

willytn
Thursday, June 05, 2008 9:24 PM
Re:
Montag14041965, 05/06/2008 14.14:

Anzitutto il DAE ( Defibrillatore semiAutomatico Esterno ) è un meraviglioso quanto utile apparecchio salvavita , oserei dire quasi indispensabile ad ogni organizzazione di soccorso . La sua funzione analitica , impensabile sino a pochi anni fa , permette di intervenire su di una larghissima parte di arresti cardio circolatori con potenzialità di ripresa grandiose . Quando si usa ? Quando si trova una persona in arresto cardiocircolatorio (ACC) , ovvero su di una persona che non è cosciente , non respira e non ha battito . In questo caso la cosa fondamentale è riattivare artificialmente la circolazione e la respirazione (BLS) , attraverso le ventilazioni alternate alle compressioni toraciche esterne . Questo permette di ossigenare il sangue della vittima , e conseguentemente di evitare il danno anossico cerebrale , cioè il deterioramento e la morte delle cellule cerebrali , in attesa che un mezzo di soccorso sanitario avanzato ci raggiunga . Ma allora perchè utilizzare il DAE ? Perchè statisticamente l'85-90% degli arresti cardiocircolatori ( non dovuti a trauma ) dipendono da due tipi di "malfunzionamento" del cuore , cioè la fibrillazione ventricolare (FV) e la tachicardia ventricolare "senza polso" (TV) . Queste due aritmie sono correggibili attraverso l'erogazione di una scarica elettrica , scarica che sarà il DAE ad erogare , su consenso dell'operatore , attraverso il pronto riconoscimento di FV e TV . Potenzialmente quindi se si agisce entro 10 minuti dall'avvenuto arresto , si hanno grandi possibilità di ripresa delle vittime di ACC . Quindi questo è il BLS-D . Con il BLS evitiamo il danno anossico cerebrale , con la D(efibrillazione) interveniamo sulla causa di arresto cioè sull'aritmia . Due momenti diversi ma complementari di una sola manovra . Due modi diversi di attaccare da due punti differenti quello che è l'ACC . Con enormi ( rispetto ad una volta ) probabilità di successo . I problemi ? Anzitutto la sensibilità e la specificità del DAE , che ne costituiscono la capacità analitica , permettono alla stessa di riconoscere senza errori l'ACC . L'unica cosa che l'operatore deve fare , è garantire che nessuno sia a contatto con l'apparecchiatura , in primo luogo per non falsare la lettura del DAE , in secondo luogo per non rischiare elettrocuzioni in fase di erogazione di shock . Quindi poche attenzioni ma precise e tassative . Nel caso che non ci siano le condizioni di sicurezza sopraesposte , l'operatore NON deve dare il consenso per erogare la scarica . Quindi oltre a garantire la sicurezza evitando ogni contatto e la sicurezza della scena ( presenza di acqua a terra , di sostanze e miscele infiammabili ecc..) bisogna valutare anche alcune interferenze che possono avvenire . Infatti le vibrazioni , l'attività di telefoni cellulari come la presenza di campi elettromagnetici ( linee elettriche aeree ) , possono causare problemi nell'analisi (artefatti), falsandola o ritardandola . Anche qui l'operatore sarà pronto a trasportare la persona in zone adatte o ad eliminarne le cause . Nel corso che ffettuerete verrete illustrati di tutti questi aspetti , non vi preoccupate . Nulla di fantascientifico in poche parole . Più facile a farsi che a dirsi . Per la sicurezza di tutti . Ciao ed a presto .




Pienamente d'accordo con quanto detto da Montag, anche se gli arresti cardiaci per l'80% dei casi è causato da fibrillazione ventricolare o tachicardia ventricolare (che mediamente si instaura prima della FV) il tempo che intercorre dalla partenza della FV all'asistolia è di 8-10 minuti.
Infatti il 95% degli arresti cardiaci da FV che succedono in ospedale vengono salvati con il defibrillatore.
Il problema dell'extra ospedaliero sono i "tempi morti" ovvero il tempo che intercorre dal malore all'arrivo dei soccorritori, mediamente sempre sopra i 5-10 minuti quando va bene, poi se pensiamo a come è fatto il trentino i tempi si allungano.
Bene mettere i defibrillatori su tutti i mezzi di soccorso anche non sanitari, sicuramente le possibilità di salvare una vita aumentano, l'importante è che la PAT, tramite l'azienda sanitaria, stili un programma di formazione sull'utilizzo del DAE e ancora + importante un corso di retraining di 8 ore ogni 12 mesi.
Questo per tenere alto il livello di preparazione del personale.
A me sta a cuore ricordare che si deve sempre chiamare il 118 e farsi guidare dall'operatore.
Buon Lavoro.
Daniele
willytn
Thursday, June 05, 2008 9:30 PM
Re:
matFio, 05/06/2008 13.23:

ciao Daniele..
sai qualcosa sulla distribuzione di questi apparecchi e su come viene fatta la preparazione del laici che lo useranno ??
ciao
Matteo F.




Ciao Matteo.
no, non so nulla sulla distribuzione.
Credo che debba essere fatta ancora una gara d'appalto.
Credo che compreranno degli apparecchi semplici come quello in foto, spero solo che gli comperino tutti uguali cosi la formazione sarebbe semplificata, poi le placche, le batterie e i carica batterie sarebbero tutti uguali in modo da poter avere una scorta unificata e non aver problemi sull'acquisto di parti sostitutive.
daniele
lucampiglio
Thursday, June 05, 2008 10:19 PM
Da chi verrà erogata la formazione per l'utilizzo di questi defibrillatori ??? Personale APSS - PAT ???

Al personale che allo stato attuale è "totalmente a secco di nozioni sanitarie" (vedi ... ad esempio ... i Vigili del Fuoco Volontari) qualcuno ha previsto che vengano date anche "nozioni sanitarie di base" ???

(Magari anche più utili del DAE nella quotidianità degli interventi !)


Spero che i formatori abbiano previsto di "amalgamare" (per quanto possibile) lo "standard di partenza" dei discenti !

Mi spiego meglio:
mi auguro che non si "buttino lì le ore di corso" nella stessa maniera ai Vigili del Fuoco Volontari (che come abbiamo ribadito in passato non hanno una formazione sanitaria prevista nel loro piano formativo) rispetto a "personale di altre categorie" citato nell'articolo che invece ha già un formazione sanitaria (più o meno buona ma certificata!!) !

Anche se siamo ancora in alto mare spero che ... i responsabili dei Vigili del Fuoco si attivino / si siano attivati mettendo a conoscenza l'APSS (se già non lo è) dello standard (basso, non solo a mio parere) sanitario dei Vigili del Fuoco Volontari per far sì che con questo "percorso formativo" non si crei solo "il tetto della casa sanitaria nei VVF" ma sia l'appuntamento utile per creare anche almeno le "pareti portanti della casa sanitaria nei VVF" !

Non sarebbe meglio che tutti sappiano fare "la base" e poi arrivare al DAE ??? O ... partiamo come spesso in Italia dalla fine della storia ???

Per evitare "crisi": preciso che alcuni VVF hanno una formazione sanitaria certificata !
Ma non la hanno perchè sono VVF, la hanno perchè hanno fatto un corso nel rispetto degli standard formativi previsti dalla PAT o appartengono alla CRI, all'Associazione "convenzionata 118" o similare ! Questi sanno già usare anche il DAE: IL MIO PENSIERO NON E' CERTAMENTE RIVOLTO A LORO MA A TUTTI GLI ALTRI !
willytn
Friday, June 06, 2008 12:16 AM
Re:
lucampiglio, 05/06/2008 22.19:

Da chi verrà erogata la formazione per l'utilizzo di questi defibrillatori ??? Personale APSS - PAT ???

Al personale che allo stato attuale è "totalmente a secco di nozioni sanitarie" (vedi ... ad esempio ... i Vigili del Fuoco Volontari) qualcuno ha previsto che vengano date anche "nozioni sanitarie di base" ???

(Magari anche più utili del DAE nella quotidianità degli interventi !)


Spero che i formatori abbiano previsto di "amalgamare" (per quanto possibile) lo "standard di partenza" dei discenti !

Mi spiego meglio:
mi auguro che non si "buttino lì le ore di corso" nella stessa maniera ai Vigili del Fuoco Volontari (che come abbiamo ribadito in passato non hanno una formazione sanitaria prevista nel loro piano formativo) rispetto a "personale di altre categorie" citato nell'articolo che invece ha già un formazione sanitaria (più o meno buona ma certificata!!) !

Anche se siamo ancora in alto mare spero che ... i responsabili dei Vigili del Fuoco si attivino / si siano attivati mettendo a conoscenza l'APSS (se già non lo è) dello standard (basso, non solo a mio parere) sanitario dei Vigili del Fuoco Volontari per far sì che con questo "percorso formativo" non si crei solo "il tetto della casa sanitaria nei VVF" ma sia l'appuntamento utile per creare anche almeno le "pareti portanti della casa sanitaria nei VVF" !

Non sarebbe meglio che tutti sappiano fare "la base" e poi arrivare al DAE ??? O ... partiamo come spesso in Italia dalla fine della storia ???

Per evitare "crisi": preciso che alcuni VVF hanno una formazione sanitaria certificata !
Ma non la hanno perchè sono VVF, la hanno perchè hanno fatto un corso nel rispetto degli standard formativi previsti dalla PAT o appartengono alla CRI, all'Associazione "convenzionata 118" o similare ! Questi sanno già usare anche il DAE: IL MIO PENSIERO NON E' CERTAMENTE RIVOLTO A LORO MA A TUTTI GLI ALTRI !




Luca, spero di riuscire a toglierti dei dibbi
io sono istruttore irc per il PBLS da anni.
Esistono 2 protocolli per la rianimazione, quella per il personale sanitario e per il personale non sanitario (laici).
Il laico (per laico si intende personale non sanitario :vvf, forze dell'ordine) che si trova a dover usare il DAE non deve sapere il perchè la persona è in arresto cardiaco ma deve saperlo trattare quindi solo attuare il protocollo.
Poi sicuramente le nozioni base di soccorso sanitario vengono spiegate durante il corso per la certificazione, ora non ricordo di quante ore sia il corso, non è difficile come corso, ma neanche facile.
Al termine del corso (mi pare 2 giornate in tutto) il candidato deve superare un quiz teorico e una prova pratica.
FInito il corso al candidato viene consegnato un attestato da attaccare in camera, tutto finito? NO
E' da questo momento che bisogna continuare a tenersi aggiornati con delle simulazioni interne e annualmente si deve fare il corso retrainig per rispolverare un po tutto.
Io, come istrittore Croce Bianca Rotaliana, assieme al direttore sanitario abbiamo tenuto un corso di rianimazione cardio polmonare di base ai vvf del comune di Mezzolombardo, la lezione la ripetiamo tutti gli anni da almeno 5 anni.
Se qualcuno è interessato a questa lezione mi contatti via mail

Montag14041965
Friday, June 06, 2008 5:03 AM
Giusto per conoscenza , il CNVF ha in essere un iter formativo obbligatorio per tutto il personale permanente e volontario , denominato TPSS , cioè Tecniche di Primo Soccorso Sanitario . E' un corso veramente intenso ed impegnativo , che insegna ai discenti il BLS-D su adulto e bambino , la disostruzione delle vie aeree su adulto e bambino , il PBLS ( Paediatric Basic Life Support ) e la disostruzione delle vie aeree su lattante , il Supporto Vitale al Traumatizzato con relative mobilizzazioni e immobilizzazioni , il riconoscimento e pronto trattamento di Ustioni , Emorragie e Fratture , Igiene e Autoprotezione , il Triage (S.T.A.R.T.) e le Macroemergenze , la Comunicazione in Emergenza . Tutto con relativo esme finale costituito da una prova scritta e due prove pratiche , una di BLSD ed una di SVT . Sono un istruttore di TPSS ( riconosciuti anche come IRC Comunità ) da tre anni , e svolgo emergenza sanitaria come soccorritore volontario in ANPAs dal 1988 . Ciao a tutti .


PS . willytn , mi sa che ci siamo incrociati sul forum dei soccorritori...
lucampiglio
Friday, June 06, 2008 6:27 AM
Re: Re:
Ho seguito da "troppo vicino" l'ultimo corso organizzato a Campiglio per la formazione dei nuovi volontari per il servizio Ambulanza e ... tante cose le ho "portate via" !

La mia speranza era proprio quella di sapere che al personale "a secco" citato nell'articolo venisse data una formazione "a tutto campo" !

In quante occasioni i Vigili del Fuoco (tante volte quasi in sovrannumero sugli eventi) sarebbero degli utili "manovali" per gli operatori sanitari (siano essi professionisti o volontari) ??

Per esperienza personale, per visto e per "raccontato" da personale sanitario (sia professionista che volontario) tante volte i VVF potrebbero dare più (dal punto di vista sanitario) di quello che danno se solo "avessero delle basi" uguali in tutto il Trentino !!

Ne abbiamo discusso a lungo (nella discusione sull'elisoccorso) di come un'equipe di elisoccorso (sotto la responsabilità del medico) ti possa chiedere di collaborare in manovre "dall'alto valore sanitario" mentre una seconda equipe nemmeno considerarti in "manovre banali" ! Tutto questo sarà basato dal "coraggio" o meno di medico e collaboratori ... ma certamente anche dal fatto che non sanno con chi hanno a che fare !

Credo (nel rispetto delle competenze!) che il trattamento fra il civile (cittadino "normale") il laico (operatore del soccorso non sanitario) e l'operatore sanitario dovrebbero essere differenti !

Il cittadino quante volte si trova sulla scena di un incidente ??? Poche all'anno ! (altrimenti è meglio chiuderlo in casa perchè è un porta sfortuna !) Quindi anche se ha letto l'opuscolo dell'APSS sull'uso del defibrillatore e ... poco altro ... spero che non debba usarlo e ... se ... lo usi SOLO al telefono con la CO 118 e basta !

Il laico (VVF nel nostro caso) si troverà certamente tantissime volte sulla scena di eventi (nella maggior parte dei quali non troverà persone in arresto e non deve quindi capire "perchè X è in arresto") ma deve solamente aiutare l'operatore sanitario (il cui compagno può essere impegnato con un secondo ferito in attesa di mezzo di supporto o a fare qualsiasi altra cosa !) a caricare un ferito sulla spinale: quindi forse una formazione sanitaria (in questa discussione per i VVF) "più a tutto campo" penso che sarebbe più utile per "tutte le parti in causa" !

I VVF di Mezzolombardo sono l'eccezione che conferma la regola !

Ciao e grazie delle info !
danny.lusern
Sunday, June 08, 2008 7:49 PM
Re: Re: Re:
lucampiglio, 06/06/2008 6.27:

Ho seguito da "troppo vicino" l'ultimo corso organizzato a Campiglio per la formazione dei nuovi volontari per il servizio Ambulanza e ... tante cose le ho "portate via" !

La mia speranza era proprio quella di sapere che al personale "a secco" citato nell'articolo venisse data una formazione "a tutto campo" !

In quante occasioni i Vigili del Fuoco (tante volte quasi in sovrannumero sugli eventi) sarebbero degli utili "manovali" per gli operatori sanitari (siano essi professionisti o volontari) ??

Per esperienza personale, per visto e per "raccontato" da personale sanitario (sia professionista che volontario) tante volte i VVF potrebbero dare più (dal punto di vista sanitario) di quello che danno se solo "avessero delle basi" uguali in tutto il Trentino !!

Ne abbiamo discusso a lungo (nella discusione sull'elisoccorso) di come un'equipe di elisoccorso (sotto la responsabilità del medico) ti possa chiedere di collaborare in manovre "dall'alto valore sanitario" mentre una seconda equipe nemmeno considerarti in "manovre banali" ! Tutto questo sarà basato dal "coraggio" o meno di medico e collaboratori ... ma certamente anche dal fatto che non sanno con chi hanno a che fare !

Credo (nel rispetto delle competenze!) che il trattamento fra il civile (cittadino "normale") il laico (operatore del soccorso non sanitario) e l'operatore sanitario dovrebbero essere differenti !

Il cittadino quante volte si trova sulla scena di un incidente ??? Poche all'anno ! (altrimenti è meglio chiuderlo in casa perchè è un porta sfortuna !) Quindi anche se ha letto l'opuscolo dell'APSS sull'uso del defibrillatore e ... poco altro ... spero che non debba usarlo e ... se ... lo usi SOLO al telefono con la CO 118 e basta !

Il laico (VVF nel nostro caso) si troverà certamente tantissime volte sulla scena di eventi (nella maggior parte dei quali non troverà persone in arresto e non deve quindi capire "perchè X è in arresto") ma deve solamente aiutare l'operatore sanitario (il cui compagno può essere impegnato con un secondo ferito in attesa di mezzo di supporto o a fare qualsiasi altra cosa !) a caricare un ferito sulla spinale: quindi forse una formazione sanitaria (in questa discussione per i VVF) "più a tutto campo" penso che sarebbe più utile per "tutte le parti in causa" !

I VVF di Mezzolombardo sono l'eccezione che conferma la regola !

Ciao e grazie delle info !





Perfettamente d'accordo con te!
Anche secondo me i vvf dovrebbero avere delle conoscenze almeno di base nei soccorsi sanitari! tante cose sembrano semplici ma in realtà non lo sono per niente e se non si è preparati si rischia di creare veramente danni alla persona da soccorrere
Montag14041965
Sunday, June 08, 2008 8:34 PM
Credo che si dimentichi una cosa di importanza fondamentale , anche alla luce dei cambiamenti in tema di sicurezza sul lavoro . Il primo soccorso non deve essee visto in funzione del soccorso alle persone esterne alla vostra organizzazione ( beninteso che anche in quel caso torna di enorme utilità ) , quanto in funzione di soccorso ad un vostro collega . E' la chiave autoprotettiva la vera ragione del primo soccorso visto come formazione del pompiere . Pensate all'estrema pericolosità dela nostra funzione , ed al fatto che noi lavoriamo raramente in presenza del 118 . Pensate a tutte quelle situazioni a rischio in cui il 118 non accede alla scena , proprio per la sua pericolosità . E' per questo che il pompiere DEVE essesre formato all'autosoccorso . Basta talvolta veramente poco per salvare la pelle ad un amico fraterno , ad un collega . Se poi questo serve a salvare la pelle ad un cittadino che non conosciamo , meglio ancora . Ma prima pensiamo alla nostra di pelle . Ciao .
marobe
Sunday, June 08, 2008 9:01 PM
Re:
lucampiglio, 05/06/2008 22.19:

Da chi verrà erogata la formazione per l'utilizzo di questi defibrillatori ??? Personale APSS - PAT ???

Al personale che allo stato attuale è "totalmente a secco di nozioni sanitarie" (vedi ... ad esempio ... i Vigili del Fuoco Volontari) qualcuno ha previsto che vengano date anche "nozioni sanitarie di base" ???

(Magari anche più utili del DAE nella quotidianità degli interventi !)


Spero che i formatori abbiano previsto di "amalgamare" (per quanto possibile) lo "standard di partenza" dei discenti !

Mi spiego meglio:
mi auguro che non si "buttino lì le ore di corso" nella stessa maniera ai Vigili del Fuoco Volontari (che come abbiamo ribadito in passato non hanno una formazione sanitaria prevista nel loro piano formativo) rispetto a "personale di altre categorie" citato nell'articolo che invece ha già un formazione sanitaria (più o meno buona ma certificata!!) !

Anche se siamo ancora in alto mare spero che ... i responsabili dei Vigili del Fuoco si attivino / si siano attivati mettendo a conoscenza l'APSS (se già non lo è) dello standard (basso, non solo a mio parere) sanitario dei Vigili del Fuoco Volontari per far sì che con questo "percorso formativo" non si crei solo "il tetto della casa sanitaria nei VVF" ma sia l'appuntamento utile per creare anche almeno le "pareti portanti della casa sanitaria nei VVF" !

Non sarebbe meglio che tutti sappiano fare "la base" e poi arrivare al DAE ??? O ... partiamo come spesso in Italia dalla fine della storia ???

Per evitare "crisi": preciso che alcuni VVF hanno una formazione sanitaria certificata !
Ma non la hanno perchè sono VVF, la hanno perchè hanno fatto un corso nel rispetto degli standard formativi previsti dalla PAT o appartengono alla CRI, all'Associazione "convenzionata 118" o similare ! Questi sanno già usare anche il DAE: IL MIO PENSIERO NON E' CERTAMENTE RIVOLTO A LORO MA A TUTTI GLI ALTRI !




La struttura non è mediamente pronta per questa novità, auspico che prioritariamente si realizzi un percorso formativo per portare ad un livello omogeneo e certificato quelle che sono le diverse forme di preparazione che i singoli corpi hanno in materia, avute fino ad ora chi dal 118, chi altri enti.

Roberto
willytn
Monday, June 09, 2008 3:19 PM
Re:
Montag14041965, 06/06/2008 5.03:

Giusto per conoscenza , il CNVF ha in essere un iter formativo obbligatorio per tutto il personale permanente e volontario , denominato TPSS , cioè Tecniche di Primo Soccorso Sanitario . E' un corso veramente intenso ed impegnativo , che insegna ai discenti il BLS-D su adulto e bambino , la disostruzione delle vie aeree su adulto e bambino , il PBLS ( Paediatric Basic Life Support ) e la disostruzione delle vie aeree su lattante , il Supporto Vitale al Traumatizzato con relative mobilizzazioni e immobilizzazioni , il riconoscimento e pronto trattamento di Ustioni , Emorragie e Fratture , Igiene e Autoprotezione , il Triage (S.T.A.R.T.) e le Macroemergenze , la Comunicazione in Emergenza . Tutto con relativo esme finale costituito da una prova scritta e due prove pratiche , una di BLSD ed una di SVT . Sono un istruttore di TPSS ( riconosciuti anche come IRC Comunità ) da tre anni , e svolgo emergenza sanitaria come soccorritore volontario in ANPAs dal 1988 . Ciao a tutti .


PS . willytn , mi sa che ci siamo incrociati sul forum dei soccorritori...



Yes Montag ci siamo gia incrociati su soccorritori.it


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