Caterina63
Saturday, February 14, 2009 2:30 PM

In memoriam Padre Raimondo Spiazzi, domenicano e monegliese

Nota biografica

Padre Raimondo (il suo nome di battesimo era Aurelio) Spiazzi è nato a Moneglia (Genova) l'8 gennaio 1918 da Bartolomeo ed Anna Costa ed è morto a Varazze (Savona) il 24 ottobre 2002. Il padre era di famiglia veronese emigrata in Liguria nella seconda metà dell'800; la madre apparteneva ad un'antica famiglia monegliese di naviganti. Compiuti gli studi ginnasiali e liceali nel seminario vescovile di Chiavari, entrò nel noviziato domenicano di Chieri (Torino) e, dopo l'emissione dei voti religiosi, completò la sua formazione nello Studio Generale Domenicano di Torino conseguendovi il lettorato in Sacra Teologia. Ordinato sacerdote il 25 marzo 1944, durante l'anno scolastico 1944-45 insegnò religione nel liceo Cavour di Torino, svolgendo un intenso apostolato tra i giovani.

Finita la guerra e riaperto l'accesso alla Capitale, nell'ottobre 1945 venne inviato alla Pontificia Università di S. Tommaso d'Aquino (Angelicum) per il biennio di perfezionamento, culminato nel 1947 con la laurea in Sacra Teologia dal titolo: "Il cristianesimo perfezione dell'uomo". Tornato a Torino, è stato docente di Teologia fondamentale, filosofia morale e sociologia nello Studio Domenicano, e di Teologia dogmatica presso il Centro Cattolico di Cultura sorto a Torino nel dopoguerra.

Richiamato a Roma nel 1949, ha svolto la sua opera prima nella Pontificia Università S. Tommaso presso la facoltà di Scienze Sociali da li fondata e diretta fino al 1957. Ha pure insegnato nella facoltà di filosofia e teologia dello stesso Ateneo. Dal 1954 al 1967 è stato preside dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose, centro di Teologia per i laici. dal 1957 al 1959 è stato reggente del Pontificio Istituto Pastorale da lui fondato per incarico della Santa Sede presso la Pontificia Università Lateranense, dove vi ha insegnato Teologia pastorale fino al 1971.

Ha svolto opera di insegnamento e direzione nelle scuole di servizio sociale e nell'ufficio studi pastorali dell'O.N.A.R.M.O.

Nel 1954 è stato visitatore apostolico dei semnari di Milano e della Lombardia. Dal 1960 al 1964 per richiesta dei Superiori ha accettato l'elezione a Provinciale dei Domenicani del Piemonte e della Liguria; in tale veste ha partecipato ai Capitoli generali di Bologna (1961) e di Tolosa (1962), dove ha presieduto la Commissione di studi per il sacro ministero.

Sotto il suo impulsoè stato costruito a Torino il grandioso tempio del Rosario e restaurati il convento quattrocentesco di Taggia e quello trecentesco di Chieri.
E' stato consultore della Pontificia Commissione preparatoria per l'Apostolato dei laici, della Sacra Congregazine per l'Educazione Cattolica, membro di varie commissioni di studio presso le Sacre Congregazioni, e perito del Concilio Vaticano II.
Negli anni 1973.75 ha fatto parte della Commissione centrale per l'Anno Santo, curando la parte teologico-pastorale della celebrazione.
E' stato membro di importanti Accademie, esaminatore apostolico per il clero, e consultore per il sinodo diocesano di Roma. Lasciata Roma nel 2000, trascorse gli ultimi due anni di vita nel Convento dei Domenicani a Varazze.

Vero discepolo di San Domenicano e di San Tommaso, Padre Raimondo, era dotato di una straordinaria capacità di lavoro e di una inconsueta velocità di esecuzione. Lo testimonia la sua ampia bibliografia che consta di 2.500 titoli (dei quali 150 sono libri)! In particolare egli ha diretto l'Edizione Marietti dell'Opera Omnia di San Tommaso d'Aquino, l'Enciclopedia Moderna del Cristinesimo, l'Enciclopedia Mariana "Theotòcos" e varie collane di studi. Ha partecipato a congressi di studio e tenuto corsi di lezione e conferenze in diversi Paesi d'Europa, negli Stati Uniti, nell'America del Sud, nelle Filippine, in Giappone e in Africa. Ha collaborato alle trasmissioni della Radio Vaticana, della Rai e altre reti televisive private. Fin da giovane sacerdote ha abbondantemente esercitato il ministero della predicazione.

Attaccatissimo a Moneglia, alla sua storia e alle sue tradizioni, è stato insignito della "Fronda d'oro" con la seguente motivazione: "Docente e studioso di fama internazionale, teologo tra i più attuali per modernità di pensiero, è una delle personalità più significative ed attive nelle correnti culturali contemporanee nelle quali opera con alto apporto di magistero e di esperienze spirituali e umane". Non tenne per sè l'onorificenza ma la donò alla Madonna delle Grazie, patrona di Moneglia.

"Il Card. Giuseppe Siri e Padre Raimondo Spiazzi",
testimonianza di S.E. Mons. Giacomo Barabino


Due persone di grande cultura, due teologi di spicco, due uomini innamorati della Madre Chiesa, che hanno amato, obbedendo e servendo fedelmente con fede e fedeltà, in ogni momento della loro vita.
Due amici singolari perchè ricchi di umanità, convivendo ideali facendone oggetto di conversazione, discussione serena, mettendo in comune la conoscenza e la gioia del sapere, che diventava godimento intellettuale e confermava e alimentava reciproca stima e amicizia.

Gli incontri erano occasionali, ma sempre goduti. Si incontravano a Roma o a Genova: erano due liguri e quando si dicevano le cose giuste per sottolinearle usavano il dialetto ligure.
Erano due domenicani: P. Spiazzi apparteneva all'Ordine Domenicano e il Card. Siri al Terz'Ordine, tutti e due avevano un comune punto di riferimento: S. Tommaso d'Aquino.

Erano due uomini che semplicemente e profondamente parlavano di filosofia, teologia, di morale, di mistica, di ascetica e in particolare si confrontavano sui problemi della Chiesa, con la massima sincerità e confidenza, con gioia e in certi momenti della storia, con timore e sofferenza.

Avevano in comune conoscenza di tante persone e personalità ecclesiastiche, religiose e anche in campo civile. Ne parlavano esprimendo pareri con verità e carità e a volte concertavano azioni per rendersi utili nei vari ambiti in cui operavano per dovere, per conoscenza o amicizia, ma sempre con retta intenzione e per il bene comune.
Avevano in comune anche uno "stile" di vita, che chiamerei "da signore" cioè sempre a livello giusto, senza compromessi e sempre secondo verità: erano due "signori", anche se tutti e due di origini modeste, ma per educazione e formazione, sempre con la netta coscienza della propria responsabilità e doveri di carità.

Erano seri quando le cose lo richiedevano, ma sapevano essere anche ilari affrontando certi argomenti meno impegnativi e importanti e a volte amabilmente scherzosi: erano conversazioni distensive e riposanti. Non li ho mai sentiti esprimere giudizi su persone.

Spesso però gli argomenti erano seri, soprattutto quando parlavano di certe situazioni di pericolo o di ansietà per la Chiesa, anche in campo dottrinale e disciplinare, ma con oggettività e salve sempre le persone, per il bene della Chiesa Madre e Maestra.
Non ritengo e non sono in grado di scendere a cose più precise e concrete perchè ho sempre rispettato doverosamente la loro riservatezza.

Quando la salute del Card. Siri cominciò a declinare P. Spiazzi con affetto e venerazione si mantenne sempre in contatto con il Segretario Mons. Mario Grone per essere informato. Quando il Cardinale morì, 2 maggio 1989, P. Spiazzi in breve tempo scrisse il volume "Il Card. Giuseppe Siri, Arcivescovo di Genova: La Vita, L'insegnamento, L'eredità Spirituale, Le Memorie". Uno scritto a caldo, un gesto affettuoso alla memoria dell'amico per facilitarne il ricordo.

La pubblicazione conferma il legame profondo di ammirazione e di amicizia sincera e lunga e il desiderio di prolungarne la memoria.
Per me sono stati due maestri con il loro parlare, ma soprattutto maestri di vita. Autentici uomini di fede profonda, vissuta e insegnata, servitori infaticabili di Dio e della Chiesa: i due poli della loro esistenza e apostolato.
Ne ringrazio il Signore e credo e spero che continuino il loro prezioso servizio.

Sanremo, 29 luglio 2003


+ Giacomo Barabino
Caterina63
Tuesday, January 19, 2010 11:26 PM
Padre Raimondo Spiazzi Domenicano

Testimoni

Moneglia, Genova, 8 gennaio 1918 - Varazze, Savona, 24 ottobre 2002


Se n’é andato all’incontro con Dio, il 24 ottobre 2002, il P. Raimondo Spiazzi, domenicano, una vita straordinariamente densa di luce e di buone opere. Sempre caro mi fu il suo nome da quando negli anni ‘60 del secolo scorso, fu superiore provinciale dei Domenicani di Piemonte e Liguria, ma potei conoscre la sua magnanimità, assai da vicino, quando nel 1982, si interessò per pubblicare, dopo averne scritta la prefazione, un mio volumetto biografico dedicato alla giovanissima Cérès Syndika (1875-1904), convertita dalla confessione ortodossa alla Chiesa Cattolica e diventata suora domenicana a Asti. Più ancora conoscemmo “il cuor ch’egli ebbe”, quando volle scrivere la prefazione alla biografia del Servo di Dio P. Giuseppe Girotti, morto a Dachau nel 1945.

Quelle brevi pagine furono per me rivelatrici di un maestro dottissimo che aveva incentrato tutta la sua vita in Gesù Cristo: “Sono sicuro - scriveva - che coloro che leggeranno queste pagine, sentiranno vibrare dentro di loro una certa corda, forse per lungo tempo dimenticata: in quel momento cerchino e sappiano dire di sì a Gesù”.

Ma la grandezza di P. Spiazzi potemmo conoscere e apprezzare alla lettura di alcuni suoi libri, fra cui ci limitiamo a sceglierne due.

Gesù al centro

Il primo è “Cristo nella spiritualità domenicana” (Ed S. Sisto vecchio, Roma, 1967), in cui l’Autore, partendo dalla triade S. Domenico di Guzman, S. Tommaso d’Aquino e S. Caterina da Siena, in cui è fissata e si può cogliere l’essenza della spiritualità domenicana, evidenzia come Gesù è il centro - anzi l’Unico - nella vita di coloro che hanno scelto S. Domenico come guida nella via della perfezione.

“Il nostro spirito è penetrato e improntato dal “sensus Christi”, da un’adesione totale a Lui, Mediatore e Salvatore, da una comunione intima con Lui, “Via, Verità e Vita”.

Per tutto il libro, P. Spiazzi illustra come la Veritas ispiratrice e plasmatrice di tutta la vita domenicana è Cristo, studiato, e amato appassionatamente da S. Domenico, adorato, contemplato, insegnato e cantato (nel suo mistero eucaristico) da S. Tommaso, e ascoltato e seguito da S. Caterina, come “dolce prima Verità)”, da lei misticamente sperimentato e apostolicamente servito come “Cristo-Amore”. A Lui, Salvatore e Redentore, mirerà sempre, come a capo e maestro e centro del proprio pensiero e della propria vita l’anima domenicana”.

Non solo il domenicano, ma ogni credente, ogni uomo è chiamato a stare ai piedi del Crocifisso e a raccoglierne il Sangue grondante dal suo Cuore e dalle sue piaghe - i Sacramenti, la Grazia santificante, l’intimità con Dio, tutti i doni di redenzione e di santità personale e di rinnovamento sociale - come il Beato Angelico raffigurò S. Domenico prostrato davanti a Lui, con lo sguardo intensamente contemplativo, espressione di un’anima assetata di quel suo Sangue divino.

Già in queste pagine dense e pure di facile lettura, appare il ritratto di P. Raimondo Spiazzi: il domenicano che cerca le origini del suo Ordine, la Tradizione domenicana all’inizio con il santo Fondatore, e quale Maestro S. Tommaso d’Aquino e S. Caterina da Siena hanno teorizzato e vissuto.

Anch’egli come il Fondatore e Padre, vuol essere “Dominicus”, cioè tutto del Signore.

La difesa della Verità

L’altro testo in cui appare tutto il pensiero - e la ricchezza interiore - di P. Spiazzi, è il bellissimo studio su “Natura e grazia. Fondamenti dell’antropologia cristiana secondo S. Tommaso d’Aquino” (Ed. Studio Domenicano, Bologna, 1991).

Persona notoriamente mite e pacata, in questo libro - che è la tesi di laurea del Nostro, risalente al 1947, riveduto e ristampato nel 1991 - l’Autore in semplicità e letizia ma con molta franchezza, appare davvero uno dei più attrezzati pugiles fidei, come Papa Onozio III, definì i Domenicani fin dalla loro nascita nel 1216: un lottatore che affronta con ardore (Domini canis!) senza irenismi di sorta, problemi e minacce per la fede della Chiesa.

Fin dall’introduzione, P. Spiazzi rivela la sua attenzione e la passione con cui segue l’evolversi del pensiero teologico nella vita della Chiesa. Non gli è sfuggita - ché anzi proprio lì si appunta - l’offensiva “pelagiana” in atto negli ultimi anni - denunciata anche con energia dal Card. Ratzinger (oggi Papa Benedetto XVI) - pelagianesimo per cui l’uomo potrebbe salvarsi da solo senza la Grazia sanante, elevante e santificante.

È sempre più difficile oggi e più raro, sentir parlare della Grazia, come elevazione dell’uomo all’ordine soprannaturale, quasi che l’uomo da solo bastasse alal propria elevazione.

Il libro presenta al classica e chiara visione tomista dell’antropologia: sono particolarmente interessanti i capitoli 7° e 8°, rispettivamente dai titoli: “Il problema dei rapporti tra natura e soprannatura” e “In quale senso si può parlare di capacità dell’uomo al soprannaturale”. Si tratta di questioni fondamentali della vita umana - purtroppo e con enorme danno messe al bando da tanta “teologia” contempoanea, ma avvertite, a volte, con senso drammatico da esistenze non ancora giunte alla fede.

“Ci volevano costoro per richiamare l’attenzione - scrive nell’introduzione l’Autore - sull’equivoco sottostante al mito di una società capace di realizzare con le sole sue forze la salvezza dell’uomo (…). Ma possiamo ricordare che già il Card. Giuseppe Siri, nel suo Getsemani, aveva parlato di pelagianesimo a proposito dell’umanesimo teologico di alcuni grossi ecclesiastici sulla cresta dell’onda”.

Quasi commuove come P. Spiazzi non si dia pace per come, purtroppo anche in campo cattolico, si sia potuto così in fretta mettere da parte S. Tommaso - con la sua realistica impostazione del rapporto Natura/Grazia. Il risultato di queste “avventure teologiche” è la negazione del dogma del peccato originale - così come l’ha definito la Chiesa, che volle da una parte condannare le posizioni del luteranesimo, e dall’altra portare un forte argine all’errore di Pelagio (Denzinger, 1511-1515).

“Anche oggi - afferma P. Spiazzi - la cultura dominata dalla concezione filosofica del valore della persona, della sua libertà, della sua capacità di auto-realizzazione nella vita individuale e in quella sociale, è ostile all’idea di un peccato ereditario, legato alla trasmissione della natura, indipendentemente da una consapevolezza e responsabilità del singolo e cancellabile solo a opera di Gesù Cristo e del Battesimo”.

È la negazione stessa del Cattolicesimo - è la negazione dell’opera della Redenzione operata da Gesù sulla croce e la conseguente negazione dei Sacramenti, dal Battesimo alla Confessione all’Eucaristia allo stesso Ordine Sacro, in quanto l’uomo, resosi dio a se stesso non ha bisogno di alcuna salvezza. A questo punto, il discorso di P. Spiazzi ritorna a Gesù, l’Uomo-Dio, l’unico Salvatore dell’uomo e della società, così come appare luminoso nell’sistenza del santo, cioè nell’uomo completamente rinnovato e santificato da Cristo: “Nella Grazia di Cristo, il santo ha trovato l’equilibrio e la salute del suo essere naturle”.

Chi è il santo?

“Nessun quietismo rinunciatario nel santo, che è il vero cristiano, come nessuna presunzione delle sue forze. Nessuna maledizione al tempo e alla terra, come nessun infeudamento nella realtà che passa. Il santo ricco di energie divine opera con amore e con sacrificio, come fermento che rinnova la faccia della terra. Se gli uomini capiranno, oggi, questo senso profondamente umano del Cristianesimo, non cercheranno di attuare nuovi umanesimi illusori, con atto di pericolosa superbia, fuori di Dio, nella lontananza da Cristo”.
Ne consegue, che va riportato al centro del discorso sulla Grazia santificante, sulla redenzione dal peccato, sulla “nuova vita - la vita divina - “in Christo Jesu”, così come i tralci sono inseriti nella vite e non tollerano di esservi separati dal peccato.

Conclude P. Spiazzi, e questo ci sembra il messaggio più alto e più bello che egli ci ha lasciato: “Oggi è necessario che, cadute le obiezioni anti-soprannaturali, finalmente gli uomini accettino questa generosa “amicizia all’uomo” che Cristo offre, facendoci non solo figli di Dio, ma anche veri uomini, nel divino e nello stesso tempo “umanissimo” nuovo ordine della Grazia”.

È stata questa la vita vissuta da lui che ricordiamo con profonda nostalgia così come l’abbiamo un giorno sentito colloquiare - lui insigne teologo - con un gruppo di bambini alla “Colonia Porta Paradisi” di Bardonecchia (Torino), ai quali aveva tenuto un’amabilissima istruzione su Gesù. Alla fine i piccoli impertinenti gli dissero tra l’altro: “Che bel Crocifisso ha appeso al tuo Rosario! Ce lo fai baciare?” P. Raimondo Spiazzi lo porse al bacio di tutti, dicendo agli adulti là presenti: “Vedete? Questa è la nostra missione: donare Gesù!”.


Autore: Paolo Risso su Santi e Beati






Spunti bibliografici su Agiografia a cura di LibreriadelSanto.it

Roberto Olivato, Sacrari, santi patroni e preghiere militari, Edizioni Messaggero, 2009 - 312 pagine

Benedetto XVI, I santi di Benedetto XVI. Selezione di testi di Papa Benedetto XVI, Libreria Editrice Vaticana, 2008 - 151 pagine

F. Agnoli, M. Luscia, A. Pertosa, Santi & rivoluzionari, SugarCo, 2008 - 184 pagine

Ratzinger J., Santi. Gli autentici apologeti della Chiesa, Lindau Edizioni, 2007 - 160 pagine

Maria Vago, Piccole storie di grandi santi, Edizioni Messaggero, 2007 - 64 pagine

KLEINBERG A., Storie di santi. Martiri, asceti, beati nella formazione dell'Occidente, Il Mulino, 2007 - 360 pagine

Piero Lazzarin, Il libro dei Santi. Piccola enciclopedia, Edizioni Messaggero, 2007 - 720 pagine

Lanzi Fernando, Lanzi Gioia, Come riconoscere i santi e i patroni nell'arte e nelle immagini popolari, Jaca Book, 2007 - 237 pagine

Mario Benatti, I santi dei malati, Edizioni Messaggero, 2007 - 224 pagine

Sicari Antonio M., Atlante storico dei grandi santi e dei fondatori, Jaca Book, 2006 - 259 pagine

Dardanello Tosi Lorenza, Storie di santi e beati e di valori vissuti, Paoline Edizioni, 2006 - 208 pagine

Butler Alban, Il primo grande dizionario dei santi secondo il calendario, Piemme, 2001 - 1344 pagine

Giusti Mario, Trenta santi più uno. C'è posto anche per te, San Paolo Edizioni, 1990 - 220 pagine


Caterina63
Tuesday, January 19, 2010 11:29 PM
Altri libri interessanti di padre Spiazzi:

Processo a Pio XII Intervista con Raimondo Spiazzi (1979)

Pio XII, mezzo secolo dopo (1991)

Il Cardinale Giuseppe Siri (1990)

Echi et Commenti della Proclamazione del Domma dell’Assunzione (with Augustin Bea and Pietro Parente; 1954)

Da San Sisto sull'Appia al SS Rosario a Monte Mario (1999)

L'Enciclopedia Moderna del Cristianesimo

L'Enciclopedia Mariana (1965?)

L'Edizione Marietti dell'Opera Omnia di San Tommaso d'Aquino

Cronache e fioretti del Monastero di San Sisto all'Appia (1994)

San Domenico e il monastero di San Sisto all'Appia (1994)

San Tommaso d'Aquino: biografia documentata (1997)

Temi e problemi di Teologia Politica (1988)

Dottrina soziale della Chiesa (1989)

Enciclopedia del pensiero sociale cristiano (1992)
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