Beh, Vinnie è il nostro censore di fiducia.
Nello specifico, io credo che più che di mediocrità si possa parlare di abitudinarietà.
E Dago mi sembra sempre una gran bella abitudine.
Il fumetto è stato stupendo per le prime 300 pagine, poi è stato un ovvio ripetersi tipico di prodotto seriale. Ha collezionato fin dall'inizio momenti notevoli e momenti meno buoni, Dago ha vissuto tante avventure quante un uomo normale ne vivrebbe in 30 vite, però credo abbia mantenuto inalterato il suo fascino.
Certo, alle volte il suo machismo è esasperato ed esasperante, tuttavia con Dago Wood sa ancora narrare ed ogni tanto tira fuori dal cilindro il classico coniglio.
Anche Parini, in fondo, elogiava l'aurea mediocritas, e se fosse questo il caso, beh... accidenti. Non dimentichiamo che Dago c'è da 23 anni, avrà meno (molte meno) pagine dei suoi quasi coetanei Martin Mystere e Dylan Dog sulle spalle, ma porta gli anni molto meglio.
Carlo Maria