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Full Version: Condivido
Outrage1
Monday, April 04, 2005 11:07 PM


In queste giornate di cordoglio per la morte di Papa Wojtyla, io non credente, mi associo al dolore di tanti per la persona che è venuta a mancare. Ho scritto "persona", volutamente, per dissociarmi da quelli che invece sono credenti. Il dolore è una fonte comune.
Quello che invece non riesco a capire è l'accanimento mediatico di questi giorni.

A questo proposito riporto un inciso dell'editoriale di Giancarlo Padovan che io condivido in pieno.

--Più il tempo raffredda l'eruzione emotiva che ha investito e, in troppi casi, travolto l'opinione pubblica,
più emergono incongruenze delle nostre istituzioni. Prima la malattia, poi la morte, ora l'omaggio a Giovanni Paolo II, tutto continua ad essere vissuto non come un fatto naturale, ma come un'emergenza nazionale, la cui priorità è rappresentata dalla presenza mediatica-diretta, indiretta, indotta- diventata ossessiva. Lo è stata nelle ultime ore pubbliche del Papa - con quell'esposizione del dolore scandalosamente apparentabile ad una tv senza misura e contegno -, lo è addirittura postmortem, adesso che la pietà dovrebbe guidarci verso gli ormai violati territori del rispetto.--

Giancarlo Padovan


blueshot
Tuesday, April 05, 2005 8:32 AM
Il dolore è una cosa privata
Non volevo esprimermi in tal senso, perchè come al solito succede in questi casi, in eventi che coinvolgono la sfera emotiva, c'è sempre chi vuole strumentalizzare l'evento per attirare l'attenzione delle masse e trarne qualche beneficio (personale e non).
Anch'io condivido il fatto che la morte è un'evento naturale e che qui ne è stato stravolto il significato.
Dobbiamo rendere omaggio all'uomo principalmente, perchè dietro al Papa c'è stato l'uomo con la sua forza d'animo, la fede ed il carattere che ha lasciato una traccia indelebile del suo passaggio.
In tutto questo è mancato una cosa che io considero sacra, intima e personale: il silenzio.
Il dolore è una cosa privata e come tale va vissuta, va vissuta in maniera intima e personale, da soli o con i propri familiari.
Le luci a neon, le insegne, le parole urlate, i proclami ad alta voce, lasciamoli fare.
E' con il silenzio a volte che si riesce a comprendere.
......

D.

***LA GROTTA DEI POETI***





NightOfPlenilune
Tuesday, April 05, 2005 10:58 AM
- Il Papa sta morendo - hanno detto in tv.
Era notte ma mi sono lo stesso alzata credendo di averlo immaginato.
E l'indomani scoprendolo sono rimasta pietrificata davanti alle immagini che per tutto il giorno mi hanno angosciata.
L'immaginwe dell'ultimo saluto. Del rantolo soffocato dalla rabbia. Della mano battuta con forza sullo stipite della finestra.
Sono rimasta a piangere seduta davanti alla tv. Tutto il giorno.
Quand'è giunta la notizia della morte ero con degli amici.
Non ho pianto e non ho detto nulla.
Ho aspettato di essere sola. Forse per paura di non essere capita o forse perchè il dolore è una cosa privata ed ognuno ha il suo modo di viverlo infatti per alcuni è anche condivisione.
pome per i papa boys e come per tutte quelle persone che in Piazza hanno urlato il nome del Papa o pernottato con una candela accesa fra le mani.
Ciò che condanno è la tv. Quelle immagini ripetute che io ho guardato che hanno amplificato dolore e angoscia e che forse Wojtila non avrebbe voluto.
_________________________________

'Non c'è scusa all'essere cattivi, ma v'è un certo merito nel sapersi tali; fare il male per stupidità è il più irrimediabile dei vizi.'

C. Baudelaire

'Non è possibile dire tutto quello che accende, tutte le deboli e forti simmetrie, che lasciano nell'anima le poesie'
F. Mannoia

dadauuumpa
Wednesday, April 06, 2005 12:19 AM
povero papa (e poveri noi)
Caro Out, sottoscrivo l'editoriale che citi. Lo sottoscrivo soprattutto per quanto riguarda i territori violati del rispetto....
C'è una scena nei TG che, in quanto a questo, mi ha lasciato veramente basita. Centinaia e centinaia di persone che sfilavano in fretta davanti al corpo del papa, alzando i cellulari per la foto.
Non mi sento cattolica e quindi non ne faccio una questione religiosa, ma semplicemente etica.
Da che mondo è mondo i morti si onorano col silenzio, al massimo con la preghiera, di qualsiasi credo sia(ho assistito tempo fa ad un funerale non cattolico con gli amici che hanno letto le loro lettere nella camera apposita dell'ospedale).
E' proprio una società di immagini, di forme e formine, quella che rende fenomeno e spettacolarizzazione, anche la rappresentazione del dolore più profondo .........
Mah. Poveri noi

Nina




dueanime
Wednesday, April 06, 2005 9:13 AM

Io so solo che ho pianto, per la sua fragilità e perché avrei voluto pregare, ma mi sentivo ridicola, non sapendo a chi rivolgermi. Avrei voluto chiedere che lo lasciassero morire in pace, e che potesse andarsene il più velocemente possibile da tutto quel frastuono ignobile.


Barbara

Harmando
Wednesday, April 06, 2005 9:34 AM
commento
purtroppo è il prezzo che la popolarità richiede e Sua Santità, suo malgrado, era "conosciuto" in ogni angolo del mondo, come Gesù... anche io penso che lui non avrebbe voluto tutto ciò, ma spesso gli uomini fanno e desiderano dalla vita solo che quello che il cuore "terreno" desidera e non comprendono il disegno di Dio.
Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno.... (Sante Parole) Armando
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