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Comprare casa a Roma... l'imbroglio che ammazza le pecore
petrolio.blogosfere.it/2007/11/comprare-casa-a-roma-limbroglio-che-ammazza-le-pec...
--- SEGUE IL TESTO DELL'ARTICOLO ---
Quando ero bambina, e abitavo in un bel quartiere pieno di verde ad appena un paio di chilometri dal centro storico di Roma, qualche volta la mattina mi svegliavano i campanacci di un gregge di pecore che transitava, nella mia strada tra le auto, diretto verso pascoli non lontani.
Roma è da sempre così. Passando in macchina da un quartiere all'altro, tuttora si ammirano scorci di campi coltivati e greggi di pecore, grandi orti e coltivazioni di fiori. La città è il primo comune agricolo d'Italia, ha una superficie coltivata più grande dell'intero Comune di Bologna. Le aziende agricole, molte delle quali di dimensione colossale e a partecipazione pubblica (nella foto: La Marcigliana, tra Salaria e Aurelia), si stanno convertendo da tempo alle produzioni biologiche e persino biodinamiche: a Roma si può fare il turismo enogastronomico senza uscire dalla città, e infatti i romani amano portare i bambini a fare il picnic o alle Fattorie Educative senza neanche andare fuori porta.
Tutto ciò scalda in cuore, nevvero? Anche se siamo 4 milioni di persone, è bello sapere che la città è in grado di produrre da sé almeno una parte del cibo che consuma. E' anche logico pensare che una simile inestimabile ricchezza venga non solo custodita gelosamente, ma sviluppata e potenziata ove possibile specialmente in vista di un futuro dove la produzione locale è destinata, per cause di forza maggiore, a diventare sempre più importante.
Sbagliato. Negli ultimi cinque o sei anni, il mattone si è mangiato e continua a mangiarsi migliaia di ettari di terreni coltivabili, che non fanno forse parte di consolidate aziende agricole, ma che avrebbero potuto diventarlo. Progetti faraonici
www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=419462
di torri a trenta piani, centri congressi in vetro, europarchi, palasport, megalberghi ma soprattutto... inutile e infame lottizzazione per edilizia residenziale.
Dovete comprare casa a Roma? Allora leggetevi questo forum
bollaimmobiliare.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?...
in particolare la prima pagina: scoprirete come a Roma comandano tre o quattro costruttori, sempre i soliti, che a imprenditori diversi "non fanno costruire neanche un'edicola"; scoprirete il massacro del territorio sempre più indiscriminato, e non certo per mancanza di abitazioni, come amano farci credere: Roma sta perdendo infatti progressivamente abitanti dal 1981. Scoprirete le nuove cementificazioni previste, pari al 9% rispetto all'attuale. No, la questione è collegata ad enormi interessi finanziari. Qualcuno ha scoperto, sul sito del Comune, un documento che in sostanza recita:
Si é deciso, pur sapendo che la popolazione non aumenta, di cementificare una delle citta più belle del pianeta perché in base ad una o più "ricerche" le risorse del settore finanziario si spostano verso l'immobiliare.
Insomma, questione di "bolle" e di quattrini che in banca non rendono. E qui veniamo all'amico che cerca casa: i 4 costruttori, naturalmente, non si sognano di farsi concorrenza. E nei terrificanti cantieri dalle milionarie cubature che sorgono attorno alla città, da Leonardo ad Acilia a Ponte di Nona, i prezzi sono interamente sotto controllo... e non scendono. In fin dei conti, sono loro che decidono il mercato: e chi è così sciocco da comprar casa in cantiere (invece di cercarsi una vecchia casa "usata" e trattare col proprietario) non troverà da nessuna parte un prezzo inferiore a quello dell'anno scorso, sentendosi per giunta dire che "i prezzi saliranno ancora". Prendere, o lasciare insomma. Con buona pace delle "case costruite per i giovani".
Cosa sarà di noi tra qualche anno? Guardatevi il bel video qui sotto.
www.youtube.com/watch?v=VSzPLbxxDio&eurl=http://petrolio.blogosfere.it/2007/11/comprare-casa-a-roma-limbroglio-che-ammazza-le-pec...
Quartieri mostro diventeranno delle banlieue de noantri (a Ponte di Nona, appena aperto, i cittadini sono già arrivati alle ronde notturne) dove regneranno degrado, spaccio e violenza; il "due passi dall'EUR", che oggi significa chilometri di coda in auto, con la crisi energetica sarà una prigione da cui è impossibile muoversi; a rivendere casa, in un contesto del genere, meglio rinunciare in partenza.
Come una volta mi disse Luca Mercalli, per ricostituire un buon terreno agricolo là dove si è cementificato ci vogliono duemila anni. E' valsa la pena ammazzare le nostre bimillenarie pecore per ottenere tutto questo?