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Full Version: Censura...
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Friday, July 20, 2007 8:28 PM
Approvato un disegno di legge del vicepremier Francesco Rutelli
Norme rigorose anche per videogame e cartoni animati

Per i trasgressori multe fino a 100 mila euro e il carcere fino a sei mesi

Rivoluzione-censura: divieti per gli under 10
per i film obbligo di autocertificazione













Il vicepremier Rutelli

ROMA - Vietato ai minori di anni dieci. Nel cinema, alla tivù e anche nei videogame. Le nuove regole della censura sono contenute in un disegno di legge del vicepremier Francesco Rutelli approvato stamani dal Consiglio dei ministri. "A tutela dei minori nella visione dei film e dei videogiochi" è il titolo del provvedimento. Tra le novità anche il divieto ai minori di 10 anni per alcuni film considerati a rischio o troppo violenti per i più piccoli.

Ma non è la sola novità. In pratica il testo certifica la morte della censura e l'introduzione del metodo dell'autocensura. La legge, aveva spiegato il ministro dei Beni Culturali proprio qualche giorno fa, "rovescia la solita impostazione, favorendo un sistema di autocertificazione come accade in molti altri stati. Il governo non avrà più funzione di censura ma stabilirà un sistema di autoregolamentazione responsabile". Pene severissime per chi non rispetta l'autocertificazione.

Il vietato ai minori di anni 10 è il terzo step - dopo quello che riguarda i 18 e i 14 anni - di censura reso necessario da casi clamorosi di film molto cruento ma non vietato. In realtà sono tante, ormai troppe, le pellicole più o meno dark, supereroi alle prese con diabolici nemici, persino cartoni animati ad alto tasso di violenza. Ci si sta interrogando anche sull'ultimo film di Harry Potter o sulle avventure dei Pirati dei Caraibi con mostri e violenza.

Il ddl di Rutelli, oltre alle tre fasce di età, introduce un nuovo sistema in cui sono direttamente produttori e distributori ad autocertificare il loro film, proponendo l'eventuale divieto. La verifica viene poi fatta dall'amministrazione, per i primi due anni su tutti i film, poi a campione o su richiesta. Tra le novità anche la nuova Commissione di classificazione dei film per la tutela dei minori, che sostituisce la vecchia commissione alla quale fin dal 1962 è affidato il compito di dare il nulla osta per la proiezione, con l'attribuzione del divieto ai minori di 18 anni.

La nuova Commissione sarà snella (articolata in sole tre sezioni) e molto qualificata con al suo interno anche magistrati che si occupano di bambini e psicologi dell'età evolutiva. Nel caso di dubbio, produttori e distributori potranno rivolgersi, pagando, alla Commissione chiedendo che esprima un parere validando la classificazione. Quanto al criterio per la classificazione, nel disegno di legge viene chiesta attenzione al contesto narrativo generale, ma anche a possibili comportamenti emulativi in rapporto all'età degli spettatori.

Tra gli elementi di cui tenere conto linguaggio, violenza, pornografia, uso di sostanze stupefacenti, condotte criminali, discriminazioni, nazionalità, disabilità maltrattamenti di animali. Senza una classificazione, in ogni modo, il film non potrà essere proiettato. Per i trasgressori (imprese ed esercenti) il rischio di sanzioni amministrative fino a 100 mila euro e l'arresto fino a sei mesi.

(20 luglio 2007)

Rep
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Friday, January 07, 2011 12:36 AM
Blu, il murale imbiancato d'autorità
Censura e arte negli States




Mi sarebbe piaciuto affrontare le opere murarie di Blu in maniera differente da come lo farò ma avremo modo di approfondire cosa ha fatto Blu per la strada.

Ora tratterò di un caso che ha avuto molta risonanza in America. Spiegherò velocemente cosa è successo a Blu con l’aiuto della lettera scritta dall’artista stesso al fotografo Henry Chalfant.

-Blu viene invitato da Jeffrey Deitch direttore del Moca -museo d’arte contemporanea di Los Angeles- a dipingere una grande murata del Museo, in occasione della futura mostra “Arts in the Streets”, aprile 2011.

-A Blu non è stato richiesto alcun bozzetto e lui per primo è restio a concedere bozzetti prima della realizzazione di un opera, il committente che lo chiama dovrebbe conoscere quanto basta come lavora l’artista e che tipi di tematiche tratta.

-Blu arriva a Los Angeles durante la fiera di Miami, il direttore è alla fiera. Dopo sei giorni Jeffrey Deitch torna a Los Angeles e vede l’opera di Blu quasi finita (l’immagine in foto). Il direttore trova offensivo il pezzo, in quanto, nei pressi del museo, vi è un ospedale per veterani di guerra e un monumento ai caduti nippo-americani.

BLU
-Blu va a cena dal direttore che gli propone di realizzare un nuovo pezzo che “invita le persone ad entrare al museo”. Blu rifiuta ed il giorno dopo viene informato, da un blogger, che il suo muro sta per essere cancellato. Il muro viene cancellato.

-Tornato in Italia, Deitch, via mail, gli chiede di sottoscrivere un comunicato stampa per calmare le accuse di censura. Blu si rifiuta, non ha intenzione di scendere a compromessi.

BLU

Ora giusto per essere chiari, ecco l'ultima parte della lettera scritta da Blu a Henry Chalfant:

" …Ora, giusto per essere chiari:

Il mio pezzo non è stato fatto per offendere nessuno, né il Moca, né Deitch o qualsiasi altro veterano di guerra. Stavo sinceramente cercando di fare uno dei miei pezzi migliori e sarei stato felice di trascorrere un giorno in più su quel muro, per il ritocco e la rifinitura di tutti i restanti dettagli, per renderla migliore.

Mi capita spesso di dipingere soggetti forti, ma lascio sempre l’interpretazione aperta allo spettatore e questo può generare discussioni. La reazione delle persone è la cosa più interessante per me. Vedere questo pezzo come ‘offensivo’, era la sua personale interpretazione, non l’unica interpretazione possibile. Deitch l’ha visto così e ha preso la decisione di cancellarlo, senza aver ricevuto alcun reclamo ufficiale.

Adesso io non sono arrabbiato con nessuno, ma questo non significa che io appoggio la censura del mio pezzo e io non voglio far parte di tale decisione: farlo significherebbe negare l’intera idea del mio lavoro.

Posso anche dire che durante la mia breve esperienza su quel pezzo, ho parlato con molte persone, inclusi alcuni veterani di guerra, che hanno capito il pezzo in modo completamente opposto. Con mia grande sorpresa, hanno gradito il murale, trovandolo veritiero.

Questa, come molte altre interpretazioni diverse, è apparso in diversi siti internet subito dopo la cancellazione. Ho trovato questa discussione molto interessante. Detto questo, non ho alcun problema che giustifichi il mio lavoro, ma adesso non c’è più un murale a parlare, e la mia posizione personale è solo quello di fare un passo indietro e guardare le reazioni (della gente n.d.).

Una nota finale:

Come ho detto io non sono arrabbiato, ma mi piace chiamare le cose con il loro nome esatto.
Ora, alcune persone (per lo più persone connesse con al Moca o Jeffrey Deitch) sostengono che questa non è censura, ma una “scelta curatoriale”.

La definizione di questa parola che riporta Wikipedia:
La censura è la soppressione di parola o di altre comunicazioni che possono essere considerate sgradevoli, nocive, sensibile, o non conveniente per la massa delle persone, come determinato da un governo, organo di stampa, o altro organo di controllo”

Ecco, questo mi suona familiare
e questo è tutto. 
grazie

ciao
Blu"




Il direttore del Moca conosceva molto bene i lavori di Blu, non era la prima volta che collaboravano.

Non è la prima volta che Blu collabora con le istituzioni, il dipinto che Blu fece sulla facciata della Tate Modern trattava in modo altrettanto cinico le conseguenze della guerra eppure non fu censurato.



Io e Lex prendiamo le difese di Blu. Quante opere d’arte, quanti film, quanti romanzi ed articoli di giornale sono stati scritti contro la guerra nell’ultimo decennio dagli americani senza essere stati censurati o addirittura premiati. Avrei forse compreso meglio la storia se i veterani avessero pubblicamente espresso il loro malcontento ma da un direttore di museo questo è inaccettabile.
4 gennaio 2011

l'U


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