... quanto mi costi...
E' tempo di crisi. Oppure di grisi (per info, vedete qui
http://www.youtube.com/watch?v=BCubP-Sk_V8).
Però, che si voglia scherzare (e sinceramente penso sia meglio farlo) o meno, avere una moto ed usarla per fare turismo comincia effettivamente ad essere un costo non più trascurabile.
E non possiamo non dire che il costo sia direttamente proporzionale ai km fatti e, per certi versi quindi, alle emozioni che la nostra passione ci regala.
Fino a qualche anno fa nel momento stesso in cui iniziava la bella stagione, la macchina sapeva già che avrebbe goduto di lunghi periodo di riposo. In pratica ero sempre in moto, da quando mi alzavo a quando andavo a letto. Pioggia permettendo (arrivare a lavoro zuppo d'acqua non è proprio una delle mie mire maggiori).
Pian piano poi, sia a causa di uno stop forzato causa incidente, sia per il cambio del lavoro, ho iniziato ad usare la moto come “semplice” mezzo di locomozione sempre più di rado.
Perché va bene tutto, la passione è tanta, la voglia chiaramente non manca mai, ma partire da Pisa per andare nella zona industriale di Lucca, con strade transitate in larga parte da camion che fanno su e giù da e per le cartiere, con strade a dir poco dilaniate dal traffico pesante, percorrendo circa 60 km al giorno, non mi fa tantissima voglia. E quindi macchina, salvo rare occasioni in cui mi concedo un giretto all'imbrunire o magari ho necessità di infilarmi in città e preferisco l'agilità della Franka alla “paciosità” della Mozzarella (una possente nonché bianchissima C3 1100 bifuel benzina-gpl).
E, non ultima in questo periodo, c'è la questione portafoglio. Che, ahimè, inizia a farsi sempre più importante. Tanto da parlarne sempre più spesso con i vari gruppi di amici con cui esco ed a portarmi a scegliere di uscire in moto solo per puro divertimento e non per “necessità” (necessità è un parolone... vedete qui
http://www.biomototurismo.it/Filosofie/ripartire.htm).
Quando feci questa riflessione che state leggendo, avevo appena portato Franka dal meccanico per il tagliando dei 36.000 km. E mi era venuta voglia di fare due conti.
Così come un uomo non deve mai andare in Germania per lavoro (Amici Miei insegna
http://www.youtube.com/watch?v=MxlOBQ4lFnU), un motociclista non deve MAI fare una cosa del genere!!! Ricordatevelo bene... MAI!!!
In questo ultimo anno, ho cambiate due treni di gomme: Pirelli Angel ST, il primo, Bridgestone Battlax BT106, il secondo.
Questo vuol dire che, fortunatamente, ho girato abbastanza. Tanto che ho fatto anche due tagliandi, quello dei 24.000 e quello dei 36.000, con un cambio catena e pignone incluso. Per fortuna, nonostante che le Ducati si rompano e perdano pezzi (come tutti sanno e tanti sostengono anche se non hanno mai avuto un Ducati), sono stato fortunato e me la sono cavata con la sola manutenzione ordinaria.
Girare parecchio significa anche e soprattutto mettere carburante. E qui si apre un mondo... Dipende da come guidi, da che moto hai, se la moto è messa bene o no... Sappiamo tutti che dipende da un sacco di cose. Io farò chiaramente il conto sulla mia esperienza.
Ad occhio e croce, perso di aver percorso 15.000 km. Non sono uno che tira e quindi i consumi, sia per questo che per il tipo di moto, sono abbastanza parchi. Diciamo una media di 17 km/lt. Il che vuol dire che ho messo 882 lt di benzina. Diciamo 900 per semplicità.
Oltre a questo tipo di spese, ci sono le meno amate assicurazione, bollo e, quando serve, revisione (m'è toccata giusto quest'anno).
Che faccio... Conto? Iniziamo a fare un primo totale? Ok, peggio per voi...
Vediamo cosa salta fuori:
- gomme (montaggio ed equilibratura inclusi, per fortuna): € 590;
- tagliandi e trasmissione: € 800;
- carburante (al momento della riflessione, ho considerato un prezzo di € 1,55/lt): € 1.395;
- assicurazione (annuale, con infortunio conducente e recupero mezzo con carro attrezzi): € 500;
- bollo: € 84;
- revisione (vado a memoria): € 70;
Il che vuol dire: € 3.439.
Altre spese? Certo, tipo la riemissione del libretto di circolazione causa completo deterioramento dell'originale (altri 75€, più o meno). Quindi siamo a € 3.500
Sì sì, avete letto bene. Tremilacinquecento euro. Due buoni stipendi. Oppure svariate mensilità (sigh) di un laureato che lavora in un call center...
A questo punto? A questo punto niente... Si fa per fare una chiacchierata tra amici.
Come dite? Se quei soldi lì non li spendevo per la moto li avrei comunque spesi per andare in giro in macchina. E poi la benzina si deve mettere lo stesso...
No, lo sappiamo tutti che non è così. Intanto bollo e assicurazione non ci sarebbero. Le gomme di una macchina non durano 6-9.000 km ma molto di più. E via di questo passo.
La moto è EFFETTIVAMENTE un costo in più. Ed ogni anno che passa il costo, a parità di km, non fa che aumentare.
Vuoi perché aumentano il bollo e/o l'assicurazione, o a causa del costo dei carburanti (nel 2002, quando ho comprato la mia prima moto, la benzina era intorno ad 1 €/lt) o per un altro motivo qualsiasi, ogni giorno che passa la nostra passione ha un costo sempre maggiore.
Voglio fare il venale? No, mai. Non rientra nel mio carattere; non sono uno che ha le mani bucate ma cerco di non farmi mancare niente. Mi coccolo più che posso e mi voglio talmente bene che se potessi mi prenderei in collo.
Questa vuole essere solo una riflessione sul fatto che, se continua così, non so per quanto potremo ancora continuare a permetterci una moto. Anche perché, essendo alla fine un lusso, non penso che con la penuria di fondi che hanno le nostre PA in questo momento non sia lecito aspettarsi una super tassa o un qualcosa del genere. Come se pagare l'autostrada quanto un'auto non sia già abbastanza oppure non essere quasi mai rispettati come utenti della strada non sia già decisamente troppo.
Avere un figlio, un mutuo e tutte le spese che tanti di noi devono sostenere porta al taglio del “di più”. Non per forza, sia chiaro; ma per alcuni potrebbe diventare una scelta obbligata.
Girare in moto, benché sia il pane dell'anima (per certi versi) e plachi con ogni curva, colore e sensazione la curiosità che abbiamo verso il mondo, non può fisicamente sfamarci, né pagare le bollette, le tasse universitarie e/o tutto il resto.
Che possiamo fare allora? Posso dirvi quello che sto cercando di fare io. Non sono certo un santone o un guru ne voglio ergermi a “saggio consigliere sull'economia domestica”. Per girare in moto, come abbiamo capito, servono un po' di soldi. Ed i soldi che mi entrano in tasca sono quelli... Per cui cerco di fare delle scelte mirate, magari risparmiando qualcosa su altri tipi di attività, controllando offerte e promozioni, informandomi in giro su come poter risparmiare sui costi legati, ad esempio, all'assicurazione (non dimenticatevi questo sito:
http://isvap.sviluppoeconomico.gov.it/prevrca/prvportal/index.php) o alla manutenzione (all'ultimo cambio gomme ho risparmiato almeno 50€, che non è poco).
Essenzialmente, in poche parole, usando prima di tutto il buon senso. Non c'è molto altro da fare.
Come ebbe a dire qualche tempo fa Carlone, un caro amico motociclista del Moto Gruppo Ingegneria di Pisa, mentre parlavamo di viaggi allettanti quali Mongolia, Patagonia e tanti altri:
“Ora come ora il viaggio non è più una questione di coraggio, ma di foraggio.”
Semplice, preciso, conciso, essenziale. Ed estremamente vero.
Il quadro per ora è spento. La voglia di partire però c'è e ci sarà sempre.