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Dreikanter
Monday, December 10, 2007 4:52 PM
Sdraiato nell'oscurità piu' totale i pensieri di Rael sembravano predere forma. Con le mani ancora imbrattate dal sangue restò per ore immobile lasciandosi cullare dai ricordi, quelli felici.
Dopo più di 100 giorni era riuscito finalmente ad affrontare la realtà Aila era morta , la sua dolce Aila non c'era piu'.
Ironico , proprio ora che il suo inferno si era disolto il mondo intero vi era sprofondato dentro con tutti i suoi peccati.
Per mesi si era trascinato per il mondo alla ricerca di chissà cosa rischiando la vita o meglio cercando la morte ed ora in una insignificante metropoli cinese, dal nome impronunciabile per la maggior parte degli europei, Nanchang aveva trovato la pace.
Rael riusciva a parlare fluentemente il cinese , la sua scuola di arti marziali affondava le sue radici proprio in cina e il suo maestro lo aveva istruito anche nella lingua, per poter meglio apprendere i dettami della dottrina di Nanto.
Nella stanza non era solo, oltre i resti senza vita di Frank c'era la ragazza , ancora senza nome che per le prime ore avevaa piagnucolato senza tregua. Ora restava in silenzio , la sua presenza si percepiva solo dal repiro che di tanto in tanto diveniva piu' affannato per poi tornare normale.
L'impianto di areazione doveva essere entrato in funzione altrimenti sarebbero entrambi morti oramai , al contrario di quello elettrico che non dava segni di vita.
Vandelaen
Tuesday, December 18, 2007 11:34 PM
Disteso su una delle brandine nel buio,le mani dietro la testa,osservavo il soffitto,ipotetico per i miei occhi nell'oscurità che mi circondava.L'impianto elettrico sembrava essere saltato del tutto,anche se non mi intendevo di elettronica,e quindi non potevo controllare sul pannello,anche ammesso che ce ne fosse stato uno.Misi le mani davanti al mio volto,come se potessi vederle,ancora sporche di sangue,mentre restavo sdraiato,rivedevo la mia vita degli ultimi 4 mesi passarmi davanti agli occhi,i miei ultimi momenti con Aila,l'aggressione,la vendetta che il mio cuore aveva reclamato,una violenta caduta dall'alto del paradiso dov'ero con Aila,fino a giungere ad un inferno sempre più profondo,e ritrovarmi qui.L'essermi trascinato poi fino a Nanchang,per sfuggire alla giustizia norvegese,e ai miei demoni...o,almeno per questi ultimi,così pensavo.Dovevano essere passate ore prima che mi accorgessi che la ragazza si era intanto svegliata e ogni tanto singhiozzava,mentre per il resto del tempo aveva un respiro ansioso.L'avevo slegata appena avevo potuto,ma sembrava fosse rimasta immobile dov'era accasciata comunque,forse non trovando il coraggio di muoversi.Mi alzai dalla brandina e cercai di arrivare fino a lei con passo cauto,e quando credetti di esserle di fronte,mi inginocchiai.

"Stai bene?"

Era strano come quella frase uscì con dolcezza quasi musicale,nonostante fino a pochi attimi prima avessi rivissuto quelli che sarebbero probabilmente stati i peggiori giorni della mia vita.
Dreikanter
Wednesday, December 19, 2007 3:19 PM
La ragazza nell'oscurità scosse il capo,un movimento istintivo che Rael non vide. Con voce tremula chiese.
"E' successo davvero?"
e poi dopo una lunga pausa aggiunse con tono grave
"Moriremo qui dentro..."
Vandelaen
Thursday, December 20, 2007 11:34 PM
Guardai nella direzione da dove veniva la voce,un piccolo sorriso ironico mi uscì involontariamente.

"Ho paura che là fuori la realtà sia quella che abbiamo sentito..."

Dentro di me sentii l'istinto guidarmi ad essere gentile con lei,ed offrirle protezione ed un senso di sicurezza...oltre alla speranza, anche quella serviva anche a me.

"Ma noi non moriremo qui dentro..." continuai poi "...abbiamo abbastanza viveri per poter sopravvivere a lungo,e quando sarà ora potremo uscire."

Le sorrisi dolcemente,nonostante fossi abbastanza sicuro che lei non potesse vederlo.

"Il mio nome è Rael..." dissi poi tendendo leggermente la mano nella sua direzione,alquanto sicuro che non riuscisse a vedere neanche quella.

"E il tuo?"
Dreikanter
Saturday, December 22, 2007 4:23 PM
"Sung" rispose
"Sung Hi Lee" aggiunse
"grazie per avermi salvato, perchè lo hai fatto ? Voglio dire potevi metterti in salvo invece hai prefrito aiutare una sconosciuta..."
Il tono della sua voce non era fatto caldo ma quello di una fredda calcolatrice che forse pensava di esser finita dalla padella nella brace.
"Chissa quante deve averne passate questa ragazza" pensò Rael tra se e se.
Vandelaen
Saturday, December 22, 2007 6:40 PM
"Sung" rispose
"Sung Hi Lee" aggiunse
"grazie per avermi salvato,ma perché lo hai fatto ? Voglio dire potevi metterti in salvo invece hai preferito aiutare una sconosciuta..." disse poi.
"Chissà quante deve averne passate questa ragazza..." pensai tra me e me.
I ricordi di Aila mi tornarono ancora una volta in mente,mentre chiudendo gli occhi rivivevo ogni istante di quel giorno fatale.
"Perchè eri in pericolo,ed io aiuto sempre le persone in pericolo..." la voce uscì da sola dalla mia bocca nel pronunciare quella frase.
Mi guardai attorno,per poi rivolgermi di nuovo a lei.

"Dovremmo fare qualcosa,se possibile,per questa luce..." dissi poi "Non possiamo continuare a stare così al buio..."
Dreikanter
Monday, December 24, 2007 11:49 AM
Dopo un attimo di smarrimento rael comincio' ad orientarsi all' interno dell' angusto bunker, alla ricerca del pannello elettrico

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La ricerca per le prime ore si rivelo' infrutuosa, ma permise a Sung di tranquiizzarsi. Scambiarono qualche parola e mangiarono qualcosa.

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Con il passare delle ore il rifuguio aveva cominciato a configuararsi nella mente di Rael , eppure qualcosa lo rendeva piu' agitato del solito.

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Dopo ore di ricerca la stanchezza prese il sopravvento e si addormentarono.
Dreikanter
Saturday, December 29, 2007 12:48 PM
Dopo diverse ore e un riposo forzato Rel decise di tentar nuovamente
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Il secondo giorno nel buio fu meno opprimente del primo , gli occhi non potevano abituarsi a quell'oscurità ma la mente si.
Le poche stanze del rifugio erano disegnate chiaramente nella mente di Rael e anche Sung sembrava muoversi con una certa disinvoltura.

"Quanto tempo dovremo stare qui dentro?" chiese Sung
Vandelaen
Tuesday, January 01, 2008 5:27 PM
Ormai il rifugio era un luogo familiare per me,ma non riuscivo comunque a trovare il pannello elettrico.La situazione era comunque vivibile...

"Quanto tempo dovremo stare qui dentro?" chiese d'un tratto Sung.

"Non ne ho idea..." risposi "...ma sospetto che dovremo aspettare che gli effetti delle radiazioni svaniscano,o almeno diminuiscano in qualche modo..." continuai poi,sedendomi in terra con la schiena appoggiata al muro con uno sbuffo.

"Parlami di te,Sung.Cosa fai nella vita,e come sei finita nelle mani di quei porci?"
Dreikanter
Monday, January 07, 2008 12:55 AM
Inizialmente non rispose poi piano piano la sua storia usci' fuori.
Non fu un racconto tutto d'un fiato, bensi' un lento mosaico che si ando riempiendo nei giorni successivi e che lascio' dietro di se non poche lacune.
La ragazza doveva essere finita in un torbido affare di droga ,debiti e prostituzione. Eppure i suoi modi di fare erano raffinati , il suo vocabolario ricercato,ascoltava con interesse e misurava le parole come un abile giocatore di scacchi con le sue mosse;difficile non perdere la testa per lei.
Dopo aver parlato di se faceva sempre in modo di lasciare parlare Rael, in breve nelle tre settimane che seguirono Sung sapeva gran parte della storia di Rael.
Senza luce, senza tempo, fuori dal mondo parlando delle loro vite passate esorcizzarono la paura per cio' che li attendeva.
Entrambi avevano evitato di domandarsi quando uscire per troppo tempo adesso Rael pero' sapeva che il momento era oramai prossimo...
Vandelaen
Thursday, January 10, 2008 11:15 PM
Sung fece un lungo sospiro prima di iniziare a parlare.

All'inizio mi disse solo il minimo indispensabile,ma col passare dei giorni parlò sempre di più della sua vita,ma nonostante questo c'erano molte cose che non capivo e che non voleva raccontare.
Ogni volta che mi raccontava qualcosa di lei voleva che le raccontassi qualcosa della mia vita.Così venne a sapere di come avevo passato quegli ultimi tre mesi,e di tutta la mia vita da quando ero andato ad abitare a Mo i Rana.
In fondo,supponevo che la mia vita non doveva essere interessante per una ragazza come lei,e gli anni che avevo passato nella scuola di Nanto dovevano esserlo ancora meno,oltre ad essere un segreto che in quel momento preferivo tenere per me.

Mi aveva chiesto che fine avessero fatto gli uomini che l'avevano aggredita,ma le avevo detto che ero riusciti a farli fuggire,anche se non sapevo se avesse abboccato.Dopotutto quella era in parte la verità.

Passarono così quelle che mi parvero essere tre settimane,tra un racconto e l'altro.

Eravamo seduti ognuno da una parte all'altra della stanza,con la schiena addosso al muro in un momento di silenzio leggermente imbarazzante.Fu in quel momento che pensai al tempo che avevamo passato lì dentro,e così mi alzai.

"Credo che sia ora di uscire da qui...Ormai dovremmo essere fuori pericolo." dissi,mentre mi dirigevo verso di lei aiutandola ad alzarsi,per poi dirigermi verso l'angolo dove tenevamo le provviste per ficcare tutto il cibo rimasto in una sacca a tracolla che avevamo trovato dentro al rifugio,mentre lei si sgranchiva le gambe.
Quando ebbi finito di prendere il cibo,che supponevo ci sarebbe servito una volta là fuori,la presi per mano e la guidai su per le scale che portavano all'uscita.

Arrivammo davanti alla chiusura della botola.Feci un lungo respiro mentre la osservavo,chiedendomi cosa ci avrebbe aspettato là fuori...La stessa città che avevamo lasciato quasi un mese prima oppure un deserto di macerie.Per entrambi,negli ultimi giorni,non era più esistito un mondo fuori dalla botola.
Scacciando infine questi pensieri,mi apprestai ad aprire...
Dreikanter
Friday, January 18, 2008 1:21 AM
Il primo respiro non lascio' presagire nulla di buono,un sapore acre senti' Rael nella bocca, aprì la porta del tutto e si incamminarono per i meandri dell'edificio verso l'uscita ancora nel buio.
Polvere e calcinacci riempivano i locali mentre rumori poco rassicuranti riecheggiavano nella palazzina che sembrava sul punto di cedere da un momento all' altro.
Poi una luce bianca , accecante li colpi' all' improvviso dietro quell' ultima porta che dava sull' atrio. Come in estasi i due si strinsero le mani l'un l'altro e continuarono sebbene accecati a camminare verso la luce.Capirono di essere fuori quando un leggero vento li investi' interamente.
I giorni nella fredda oscurità erano finiti, una lacrima colpì sulla mano Rael, Sung piangeva di gioia e di speranza.
"Ce l'abbiamo fatta" disse
Ma Rael pensava già ad altro, dalle strade che ricordava brulicanti di vita non giungeva alcun suono e privi della vista cosa avrebbero fatto?
Vandelaen
Sunday, January 20, 2008 7:32 PM
Aprii la botola,lasciandola in un primo momento socchiusa.
"Che la Stella della Giustizia ci guidi" dissi sussurrando e spalancandola.Sentii un sapore acre farsi largo nella mia bocca,mentre constatavo con stupore che l'edificio era ancora in piedi nonostante sembrava sul punto di crollare da un momento all'altro a giudicare dai rumori che si sentivano mentre camminavamo a passo svelto tra i calcinacci.Improvvisamente una potente luce bianca mi ferì gli occhi.
Doveva essere l'uscita.

Mentre cercavo di ripararmi gli occhi con una mano,sentii l'altra essere stretta nella morsa di quella di Sung che sembrava essere metà emozionata e metà terrorizzata.Dopo un attimo di sorpresa,ricominciai a camminare verso l'uscita con determinazione,mano nella mano con lei,finchè la luce bianca ci avvolse del tutto.Sentii una leggera brezza accarezzarmi il viso e solo allora capii quanto mi era mancata la dolce carezza del vento.I miei occhi non riuscivano a vedere,così mi sforzai più che potei per riprendere il controllo della vista.

In quel momento sentii una goccia colpire il dorso della mia mano.Sung stava piangendo.
"Ce l'abbiamo fatta..." disse tra i singhiozzi.
Pur non riuscendo ancora a vederla bene,la avvolsi tra le mie braccia in un gesto di conforto.
"Te l'avevo detto che ce l'avremmo fatta" dissi sussurrandole nell'orecchio.Il profumo dei suoi capelli mi inebriava e feci fatica a riprendere il controllo di me stesso.

Mi voltai poi di nuovo verso quel nuovo mondo che non riuscivo a vedere del tutto.Un terrificante silenzio avvolgeva le strade un tempo piene di vita.

Feci ancora uno sforzo per cercare di abituare prima i miei occhi a quella luce ormai dimenticata.Era tempo di muoversi.
Dreikanter
Wednesday, February 13, 2008 1:47 PM
Con sicurezza Rael conduceva Sung per quelle strade, ancora non vedeva perfettamente ma i sensi si erano abituati dopo giorni e giorni al buio.
Di tanto in tanto Sung inciampava ma Rael era sempre pronto a sorreggerla, poi il rombo di una moto squarcio' il silenzio.
A giudicare dal rumore non doveva essere vicina ma il suono andava via via crescendo , segno che stava avvicinandosi velocemente.
Vandelaen
Friday, February 15, 2008 1:43 PM
Mentre procedevamo,sentii all'improvviso il rombo di una moto da lontano.Sembrava avvicinarsi velocemente a noi.

"Allora non siamo soli..." pensai,ma poi un bagliore si fece largo nella mia mente,insieme ad un timore che si faceva largo in me.

"Sung,via!" urlai,e la feci nascondere dietro il muro dell'edificio più vicino,mentre io mi ripiazzavo sulla strada,pronto a ricevere chiunque si fosse fatto avanti.Non avrei permesso a nessuno di farle del male.
Se questa persona stava venendo in guerra,avrebbe trovato pane per i suoi denti.
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