Dreikanter
Thursday, April 07, 2005 10:02 AM
Luogo: Kan'then -Centro commerciale Big ONE-
Ora: 08.50
Il tuo tamburellante bussare sul portone a vetro dietro il quale si vedono nitidamente diverse figure umane;Una coppia di ragazzi, tre uomini armati in piedi e un altro uomo per terra ..
L'uomo armato di Doppietta dice qualcosa "Ne arrivano ancora ...dobbiamo chiudere le saracinesche prima che ne arrivino altri" agginge qualcos' altro che pero' non capisci e si dirige verso il portone caricando l'arma.
"Andate via, qui siamo al completo mi spiace" facendo sengo con la mano e un espressione rammaricata sul viso....
[Modificato da Dreikanter 02/07/2007 0.45]
-Ichi-
Thursday, April 07, 2005 10:33 PM
Arriviamo alla porta principale costituita da una grande vetrata, oltre il vetro si distinguono le sagome di persone, alcune delle quali armate e una di loro riversa a terra. Non si sono accorti di noi e la porta è chiusa. Comincio a sbattere le mani sul vetro cercando di richiamare l’attenzione, gli uomini si voltano e vedendoci, cominciano a parlottare tra loro. Se lo sparo che abbiamo udito prima proveniva da qui certamente deve essere opera loro…purtroppo che alternative abbiamo a questo punto… se la nostra meta è la stessa allora dobbiamo tentare di affrontarli direttamente e capire le loro intenzioni…inutile girarci attorno, del resto fuori da qui non c’è comunque futuro per noi…
Nonostante i suoni attraverso la vetrata giungano lontani e attutiti riesco a sentire alcune parole che si scambiano:
“Ne arrivano ancora ...dobbiamo chiudere le saracinesche prima che ne arrivino altri…" una esplosione in lontananza copre le loro voci impedendomi di sentire cos’altro si dicono. Uno di loro si avvicina a passo svelto verso di noi e nel farlo carica la sua arma, Cisca si stringe a me, avverto il suo respiro impercettibile. L’uomo si ferma a pochi passi da noi, nelle sue mani stringe saldamente un fucile "Andate via, qui siamo al completo mi spiace" facendo segno con la mano di allontanarci nonostante mostri un’espressione rammaricata.
“Non c’è un altro posto dove andare”replico mostrando con la mano il desolato paesaggio alle mie spalle, una città agonizzante ancor prima che le bombe si abbattano su di noi, ”i rifugi ormai sono chiusi e come vedi mia moglie è incinta, non può camminare a lungo, soltanto qui possiamo avere una speranza…ti prego…lasciaci entrare…”. Lentamente estraggo dal taschino lacerato della camicia il tesserino dell’ospedale appiccicandolo con il palmo della mano alla vetrata in modo da farlo vedere “ Guarda, sono un medico, posso essere di aiuto…” guardando il corpo dell’uomo ancora a terra.
Dreikanter
Sunday, April 10, 2005 1:22 PM
"Umm un medico.. bene puoi entrare" e ti fà aprire la porta"Io Sono Phil" -somiglia a Magnum P.I.- pensi "e qui dentro sono io che ComandO non crearmi casini ed andremo d'accordo"
tiri un sospiro di sollievo... "la donna no , non ci serve" esclama ad alta voce e Cisca rimane interdetta sul ciglio della porta .
-Ichi-
Monday, April 11, 2005 8:38 PM
"Lei è mia moglie e quello che porta in grembo è nostro figlio, loro vengono con me e non li lascerò fuori di qui" rispondo calmo guardandolo negli occhi con sguardo fermo e deciso.
[Modificato da -Ichi- 11/04/2005 20.41]
Dreikanter
Monday, April 11, 2005 9:37 PM
Test oratoria Me+Az+Um+Oratoria+1 <7>0 quasi
.."Mi spiace dottore ma non se ne parla non mi serva un' altra bocca da sfamare figuriamoci due ..."
"Vi prego sapro' rendermi utile anche se sono incinta mi renderò utile"risponde Cisca con una forza d'animo che non ti saresti aspettato fino a 5 minuti prima
Test oratoria Cisca <6>-1
Test ResPassiva <9> +2
"E va bene entra ma come promesso dovrai fare la tua parte e..." le parole di Phil vengono Interrotte dal pesante suono delle sirene antiaeree che annunciano un imminente bombardamento
Dreikanter
Wednesday, April 13, 2005 12:47 AM
"avanti tutti qui "dirigendosi verso il centro del piano davanti ai due ascensori che conducono ai livelli sottostanti.Parlotta con un grosso uomo "Non so' quale è il tuo nome ma la prossima caxxata ti butto fuori a calci ... vivo o morto capito ?" poi guardando in faccia ognuno dei presenti "prima che scoppi l'inferno dobbiamo serrare l'intero piano avanti il dottore e tu" indicando l'uomo di prima "chiudete l'ingresso principale, ermeticamente se serve; la dolce coppietta chiuda l'ingresso secondario ela donna incinta verra con me e i miei "aiutanti" nel secondo livello ci incontreremo lì!!!! Avanti Avanti muoviamoci c'e' ancora molto da fare"...
Dreikanter
Sunday, April 17, 2005 9:36 PM
"Uhmp... andiamo Doc" rivolgendosi verso di te il grosso uomo.
Mentre procediamo verso l'ingresso principale borbotta tra se e se a bassa voce "Bastardo... ma la pagherà oh se la pagherà... se continua così sveglierà l'Animale e allora saranno dolori per lui..."
-Ichi-
Monday, April 18, 2005 10:08 PM
Il rumore delle sirene antiaeree si fa prepotentemente largo nella notte riecheggiando tra le strade della città ormai deserta, un macabro suono che annuncia l’imminente condanna a morte dell’umanità. Restiamo tutti immobili guardandoci ammutoliti e sgomentati per alcuni secondi, gelati dal ritmico propagarsi nell’etere del cupo suono delle sirene, poi Phil grida facendoci freneticamente segno con un braccio di seguirlo "Avanti tutti qui " e ci ritroviamo a percorrere con passi veloci il grande atrio che attraversa tutto il livello superiore del centro commerciale. Cisca è visibilmente affaticata e la sorreggo con le braccia per aiutarla a camminare il più velocemente possibile. I suoi compagni ci attendono nervosamente di fronte gli ascensori che portano fino al cuore della struttura “Sbrigatevi forza non ci rimane molto tempo!”. Raggiungiamo gli altri e mi rendo conto che alcuni di loro sono appena dei ragazzi,troppo giovani per meritarsi un tale destino, nei loro occhi è evidente la paura, Phil si rivolge con tono turo verso uno di loro "Non so quale è il tuo nome ma la prossima caxxata ti butto fuori a calci ... vivo o morto capito ?" poi rivolgendosi a tutti "prima che scoppi l'inferno dobbiamo serrare l'intero piano, avanti il dottore e tu" guardando ancora il ragazzo di prima "chiudete l'ingresso principale, ermeticamente se serve, la dolce coppietta chiuda l'ingresso secondario e la donna incinta verrà con me e i miei aiutanti”. Cisca si volta e guardandomi spaventata mi abbraccia come a non volersi separare da me “no ti prego non andare,vieni anche tu con noi!”, la scosto delicatamente da me prendendola per le spalle “Cisca ha ragione lui è meglio se vai con loro…sarai più al sicuro…se non chiudiamo bene questo posto le radiazioni penetreranno comunque all’interno uccidendoci e tutto sarà stato vano, devi credere in me Cisca, te l’ho detto, non ti lascerò sola”.
Avanti avanti muoviamoci c'e' ancora molto da fare” incita Phil”ci incontreremo al secondo livello, forza!!!” per un attimo resto ad osservare le porte dell’ascensore chiudersi tra me e Cisca poi la voce del ragazzo mi fa tornare alla realtà "Uhmp... andiamo Doc".
Mentre procediamo verso l'ingresso principale borbotta tra se e se a bassa voce "Bastardo... ma la pagherà oh se la pagherà... se continua così sveglierà l'Animale e allora saranno dolori per lui.
Dreikanter
Tuesday, April 19, 2005 2:35 AM
Arrivate davanti alla porta a vetro del tipo antiproiettile è già chiusa , il mazzo di chiavi è ancora nella toppa.
La porta attutisce i rumori che provengono dall' esterno la luce del sole sta per lasciare posto alla notte e vi fermate a guardare fuori come per memorizzare il mondo cosi' come è ora per ultima volta, passano i secondi le sirene smettono di urlare il loro grido di allarme non c'e' piu' tempo da perdere...
Me+Pe+Mec <6>0
...ti riprendi ma vedi che IL RAGAZZO al tuo fianco è completamente paralizzato, gli occhi guardano lontano tutto il suo mondo così come il tuo sta andando in frantumi ...
-Ichi-
Tuesday, April 26, 2005 5:48 PM
Procediamo lesti lungo il corridoio lastricato di marmo bianco oltrepassando le file di negozi ormai deserti fino a poche ore fa brulicanti di persone, costeggiamo il grande supermercato facendoci largo tra i carrelli della spesa abbandonati disordinatamente tutt’intorno fino a giungere all’ingresso secondario della struttura. La fioca luce dei lampioni esterni illumina la vetrata che ci separa dalla strada offrendo ai nostri occhi un’ultimo scorcio della città . Nella serratura è ancora presente il mazzo di chiavi e la porta risulta chiusa. Il suono delle sirene antiaeree che prima avvertivamo forte e assordante, all’interno del centro commerciale arriva debole e distante fino ad estinguersi completamente facendo ripiombare la città nel silenzio, un silenzio che in cuor mio avverto ancora più assordante delle sirene. Non c’è tempo, dobbiamo affrettarci. Estraggo la chiave dalla toppa e la infilo nella tasca dei pantaloni gettando un’ultima occhiata al paesaggio esterno, i ricordi si affacciano alla mente e non posso fare a meno di pensare alle persone che conosco, i miei colleghi dell’ospedale, gli amici di una vita, i ragazzi che riempivano il dojo durante gli allenamenti…chissà dove saranno adesso, spero che tutti loro siano riusciti a trovare un luogo sicuro dove rifugiarsi…. Resto un attimo interdetto, sopraffatto dal fiume di ricordi che mi travolge, poi nella mia mente si affaccia l’immagine di Cisca, lei è con me, crede in me, non posso lasciarmi travolgere dalle emozioni proprio adesso, devo essere forte per lei, per nostro figlio, tutto ciò che realmente conta per me ora si trova in questo luogo e farò tutto quello che è in mio potere ed oltre per proteggerli. Mi desto dal torpore e faccio per tornare verso il cuore del centro commerciale quando mi accorgo che il ragazzo che mi sta di fianco è immobile davanti la vetrata con lo guardo perso verso l’orizzonte, il mondo ci sta rapidamente crollando addosso, ogni certezza accumulata nel corso degli anni sta venendo meno ed il peso di ciò grava dentro di lui impedendogli di reagire.
Lo afferro per le spalle scuotendolo per farlo riprendere “Le sirene non si sentono più, dobbiamo raggiungere gli altri , lo so che è difficile abbandonare tutto ciò, questa città serba le memorie della vita di tutti noi” indicando al città all’esterno “ ma in questo momento non possiamo fare altro che stringere i denti e tenere duro per sopravvivere…il tuo cuore batte ancora forte nel petto…non sei ancora morto, nessuno di noi lo è ancora, devi reagire…”
[Modificato da -Ichi- 26/04/2005 17.49]
Dreikanter
Friday, April 29, 2005 12:43 AM
Lui ti dice "Hai ragione Doc, non è questo il momento per lascirsi andare. Bisogna muoversi, andiamo" urlando subito prima di cominciare a correre verso il secondo livello del Big One...
Test correre Co+Az+Um+Correre <9>-7 eccellente
...senza indugiare, senza voltarsi mai corri ancora una volta verso Cisca e verso la sopravvivenza. Si dice che in momenti bui escano fuori i veri eroi, forse non è cosi' ma è in situazioni disperate che si vede il valore di un uomo. Il tuo esempio sembra aver dato nuovo vigore anche in quell' ragazzo che ti segue. Come un fulmine scendi la tromba delle scale , arrivi giu' e ti volti verso il ragazzo , lo vedi scendere le scale si trova alcuni metri dietro di te e poi...
All' improvviso l'energia elettrica s'interrompe, la musica dagli altoparlanti cessa di fuoriuscire; una luce sporca illumina a giorno tutto il primo livello e irrompe nell' oscurità dalle scalinate ... senti il rumore sordo di una caduta,deve essere il ragazzo che perdendo l'equilibrio è finito col rovinare a terra .
Un imprecazione e poi, il silenzio. In un oblio di luce e rumore il tempo stesso pare fermarsi. Attimi lunghi e interminabili poi finalmente il rumore del vento...
-VENTO ??- folate di vento che si abbattono sui portoni e che per l'impatto si agitano e vibrano tanto da poterli sentire.
Test "paura" Cu+Re+Um <9> 1 + 1 (guadagni un PE permanente)
Il vento cessa la Luce ritorna ma sembra meno potente di prima -Deve essere un alimentatore d'emergenza-....
[Modificato da Dreikanter 29/04/2005 0.52]
-Ichi-
Saturday, April 30, 2005 3:17 PM
Le mie parole sortiscono l’effetto voluto visto che il ragazzo nell’udirle strizza velocemente le palpebre scuotendo il capo come a destarsi dal torpore, “Hai ragione Doc, non è questo il momento per lasciarsi andare. Bisogna muoversi, andiamo" mi dice, gli sorrido fiducioso notando la nuova forza che traspare dai suoi occhi ed entrambi ci lanciamo in una corsa frenetica verso le scale di emergenza che portano al secondo livello. Veloce come il vento mi muovo verso le scale precedendo il ragazzo che mi segue a pochi metri di distanza, scendo le due rampe di scale accompagnato dal rumore metallico dei miei passi sui gradini e, arrivato alla fine, mi volto per aspettare il ragazzo che nel frattempo già percorre le rampe di scale. Una forte vibrazione scuote improvvisamente il suolo fino alle fondamenta del centro commerciale, faccio forza nelle gambe per mantenere l’equilibrio “ma che diavolo…!” esclamo cercando di capire cosa sta avvenendo quando la musica dagli altoparlanti cessa e la luce elettrica si interrompe bruscamente facendoci piombare nell’oscurità. Il rumore sordo di una caduta seguita da un’imprecazione e poi il silenzio…sta accadendo qualcosa attorno a noi, qualcosa di terribile e spaventoso, lo avverto nel profondo della mia anima…una manciata di secondi trascorrono nel più completo silenzio, poi dal piano superiore si diffonde velocemente una luce scarlatta e cupa in uno scoppio di luce che va attenuandosi gradualmente, tutto pare finito, i miei muscoli sono contratti per la tensione mentre respirando impercettibilmente cerco ancora di capire cosa stia avvenendo. Il rumore dei violente folate di vento che si infrangono sulle vetrate al piano superiore giungono fino a me, tanto forti da rimbombare in tutti i corridoi e anche quelle, così improvvisamente come erano giunte, svaniscono dopo poco. Le luci di emergenza si attivano illuminando ad intermittenza il secondo piano e le nostre figure. Anche il ragazzo riverso ancora a terra si guarda attorno confuso, “Hey tutto bene? Ce la fai a rialzarti?” gli dico aiutandolo a rimettersi in piedi “Presto non c’è tempo da perdere, raggiungiamo gli altri all’ascensore, l’appuntamento era li…”
Dreikanter
Tuesday, May 03, 2005 7:28 PM
"Si Doc proseguiamo, non so per quanto tempo questo generatore di emergenza reggerà, troviamo gli altri e vediamo se con l'aiuto dell'elettricista riusciamo a fare qualcosa" si rialza da solo ma si tiene il braccio destro -Deve averlo battuto a terra- pensi ma egli sembra non dargli troppo peso ora e continua velocemtne verso gli ascensori come da te proposto.
L' occhio si è ormai abituato alla fioca luce, girate l'angolo e in prossimità della tromba dell' ascensore udite chiaramente il battere disperato dei pugni sul metallo e le urla "Aiutoooo ,Aiutooo tirateci fuoriiii, c'e' nessunoooo??"
-Devono essere rimasti intrappolati dentro quando se nè andata la luce- pensi...
-Ichi-
Wednesday, May 04, 2005 12:37 PM
"Si Doc proseguiamo, non so per quanto tempo questo generatore di emergenza reggerà, troviamo gli altri e vediamo se con l'aiuto dell'elettricista riusciamo a fare qualcosa" mi risponde rialzandosi dal suolo, un braccio presenta dei graffi dovuti alla caduta, in un momento di calma potrei medicargli la ferita ma adesso non possiamo permetterci rallentamenti, oltretutto il ragazzo non sembra dargli troppo peso…ci penserò dopo…
Procediamo con passo svelto, ormai abituarti alla debole luce del generatore di emergenza, diretti all’ascensore dove era l’appuntamento con Cisca e gli altri ma giunti in prossimità di questo udiamo dei colpi provenire dall’interno e le loro grida "Aiutoooo ,Aiutooo tirateci fuoriiii, c'e' nessunoooo??", “Siamo qui, state tutti bene li dentro?” rispondo prontamente loro, l’improvvisa mancanza di energia elettrica deve aver fatto bloccare le porte dell’ascensore penso dentro di me, “ ora vi tiriamo fuori, state tranquilli e non agitatevi, e’ l’ascensore di un centro commerciale, deve esserci per forza un sistema di sbloccaggio manuale delle porte in caso di improvvisa mancanza di corrente” e comincio a ispezionare la cabina esterna dell’ascensore alla ricerca di una “valvola” o di un cartello con istruzioni in caso di emergenze di questo tipo.
Dreikanter
Wednesday, May 04, 2005 4:19 PM
Esamini bene l'ascensore alla ricerca di qualche indicazione. La poca luce sebbene sufficiente a garantire la visibilità non rende facile leggere le piccole iscriziono presenti sotto la troneggiante "IN CASO DI EMERGENZA"...
Test leggere Me+Per+Um+Leggere-1<7>=-1 normale
...sforzandoti riesci a decifrare il messaggio sono presenti diversi numeri di telefono oltre quello della ditta e del Big One. Più sotto viene anche spiegato dove rivolgersi in casi di necessità "seguire le indicazioni presenti nella cabina al terzo livello"...
Dreikanter
Monday, May 09, 2005 10:21 AM
"Idioti, siete rimasti bloccati" urla l' uomo accanto a te verso la porta dell'ascensore; "ora vediamo di liberarvi" poi grandosi verso di te "Doc dobbiamo cercare una spranga per fare da leva!"suggerisce....
[Modificato da Dreikanter 10/05/2005 18.26]
-Ichi-
Wednesday, May 11, 2005 3:27 PM
Ispezionando bene la superfice metallica trovo un panello sul lato destro della cabina dell'ascensore, la luce che ci illumina è debole tuttavia riesco a leggere le scritte presenti...molti sono numeri di telefono, inutili per noi in questo momento, poi i miei occhi cadono su una scritta in particolare che recita " In caso di emergenza seguire le indicazioni presenti nella cabina al terzo livello".
Più in la il ragazzo sbraita verso l'interno dell'ascensore "Idioti, siete rimasti bloccati,ora vediamo di liberarvi" poi avvicinandosi a me "Doc dobbiamo cercare una spranga per fare da leva!"
Mi volto verso di lui "uhm, forzare la cabina con una spranga...", per un attimo resto in silenzio valutando la situazione, poi indicando le scritte presenti sul cartello "Qui sono scritte indicazioni su cosa fare in caso di emergenza, parla di una cabina al terzo piano...preferirei lasciare il tentativo di forzare la porta come ultima alternativa...c'è mia moglie e mio figlio li dentro e non voglio rischiare...dai andiamo a vedere, in due troveremo questa cabina più rapidamente, presto..." e mi avvio verso le rampe di scale che portano ancor più in profondità nel sottosuolo.
Dreikanter
Tuesday, May 17, 2005 2:51 PM
Arrivato al terzo livello incontri Phil, Cisca e gli altri due uomini della" sicurezza tutti intenti nell' controllare lo stato dell' edificio dopo le scosse telluriche di poco prima, francisca e sola seduta su una grande scatola imballata. Nessuno si è accorto del tuo arrivo nemmeno lei , è triste e guarda il terreno con uno sguardo perso...
[Modificato da Dreikanter 21/05/2005 18.35]
-Ichi-
Friday, June 03, 2005 7:48 PM
Scendo velocemente le scale saltando a blocchi gli scalini metallici per cercare guadagnare preziosi secondi e arrivato all’ingresso del terzo livello resto un momento sorpreso nell’udire la voce di alcune persone provenire dalla successiva stanza…lentamente mi affaccio all’ingresso e vedo Phil e gli altri intenti a controllare le pareti della struttura, il mio sguardo li passa velocemente in rassegna fino a posarsi su Cisca che, seduta sopra un pacco, è immobile a fissare il pavimento con sguardo triste e con le mani che nervosamente si stringono l’una nell’altra…all’iniziale stupore di questo inaspettato incontro segue la gioia nello scoprirla li seduta, sana e salva e dopo poco mi rendo conto del mio errore…non erano loro ad essere rimasti intrappolati nell’ascensore, bensì i due ragazzi…nessuno sembra essersi accorto del mio arrivo e lentamente mi avvicino a Cisca, lei si accorge che qualcuno le si sta avvicinando e alzando lo sguardo gli occhi le si illuminano vedendomi sorridente di fronte lei , “te l’ho detto, non ti libererai di me tanto facilmente“ le sussurro sorridendo mentre l’abbraccio, “temevo che fossi rimasta intrappolata nell’ascensore, per fortuna stai bene…”. Anche gli altri adesso accortisi di me si sono voltati, “State tutti bene?” domando per sincerarmi delle loro condizioni ”due ragazzi sono rimasti intrappolati nell’ascensore per l’improvvisa mancanza di energia, dobbiamo liberarli…in questo livello c’è una cabina di controllo per le emergenze di questo tipo… ”.
Dreikanter
Thursday, June 16, 2005 10:03 PM
Cerchi con lo sguaro la cabina di controllo ...
Test Co+Pe+Um+Cercare <9>-1
..."Eccola li" esclami dirigendoti ferso la scatola metallica.
La apri senza pensarci sù due volte osservado un paio di manopole e diversi pulsanti ...
Test Me+Az+Me+Scienza<2>+2 male
..ma non capisic dove mettere le mani....
-Ichi-
Monday, September 17, 2007 10:27 PM
Visto che è un bel pezzo che non posto e dopo tre sessioni live cerco di riagganciarmi come meglio posso alla storia, considerando che l'inizio delle sessione live differisce da come eravamo rimasti nel post.
Il quadro comandi si trova proprio di fronte a me e Batista, ma per quanto ci sforziamo di capirne il funzionamento questo sfugge alla nostra comprensione, la tensione mi impedisce di ragionare con la dovuta calma e il fatto di essere un medico e non un elettricista non mi semplifica certo le cose... Alla fine optiamo per la scelta più drastica, forzare le porte dell’ascensore. Risaliamo velocemente le scale ed afferrata la sbarra metallica posta di fianco la porta dell’ascensore come strumento di emergenza insieme all’estintore e ne forziamo le porte fino a che queste cedono sotto la pressione esercitata e si dischiudono lo spazio necessario a far uscire John e Liz. Fuori dal Big One tutto è avvolto nel buio della notte, la spessa coltre di nubi divenute tossiche per i fumi ricopre completamente la città e la pioggia che ora cade fitta fa alzare le letali polveri depositate per terra come una surreale nebbia che invade tutte le strade.
Decidiamo di non riattivare il generatore per evitare che gli automatismi delle porte entrino in funzione permettendo alle polveri radioattive di penetrare all’interno del centro commerciale, e poi, per quelle che sono le nostre esigenze al momento, le pallide luci fornite dal generatore di emergenza sono sufficienti.
Ci ricongiungiamo agli altri raccogliendo attorno a noi sacchi a pelo, coperte e un po’ di viveri, come se ci trovassimo accanto ad un fuoco. La giornata è stata estremamente dura per tutti quanti, la voglia di scambiare parole è molto poca e dopo poco ci addormentiamo senza fare troppi complimenti.
-Ichi-
Tuesday, September 18, 2007 10:25 PM
2° giorno
Mi risveglio la mattina dopo un sonno agitato. Riapro lentamente gli occhi e resto un attimo interdetto nel tentativo di capire se l’orrore iniziato il giorno prima sia stato soltanto un brutto sogno. Gli occhi gradualmente si adattano alla luce e mentre mi guardo attorno i ricordi cominciano a riaffacciarsi nitidi nella mente riportandomi brutalmente con i piedi per terra. Cisca è sdraiata vicino a me, è sveglia ma appare ancora più stanca del giorno prima, sembra quasi avere la febbre. Liz, poco più in la, è tutta intenta a preparare qualcosa da mangiare. Siamo solo noi nella stanza, Phil, Bob e Frank non ci sono, neanche Batista e John sono presenti. Liz dice che Batista e John sono andati ad ispezionare i locali del Big One alla ricerca di qualcosa che possa tornarci utile.
Fuori la pioggia continua a battere incessante.
Mi alzo e mi dirigo verso la farmacia per cercare qualcosa che possa far sentire meglio Cisca. Prendo qualche antidolorifico, tranquillanti ed altri medicinali e ritorno verso il salone dove ci siamo accampati. Quando arrivo trovo Cisca in preda a violenti crampi, per terra è tutto bagnato e Liz visibilmente agitata la tiene stretta cercando invano di calmarla mentre voltandosi verso di me grida “Oddio per fortuna sei arrivato!Presto, le si sono rotte le acque, sta per partorire!!!”
Mi precipito verso di lei tranquillizzandola dapprima con la mia presenza e poi con le mie parole, dicendole di rilassarsi e stare tranquilla perché andrà tutto bene ora che sono li con lei. Mi volto verso Liz che alle mie spalle guarda Cisca con apprensione e le fornisco velocemente alcune istruzioni su come aiutarmi a gestire il parto. Non ha mai avuto esperienze di parti in vita sua, del resto mi stupirebbe il contrario vista la sua giovane età, ma in fin dei conti il suo aiuto è meglio di nulla, sarà la mia improvvisata assistente. Ci mettiamo immediatamente all’opera mentre Cisca si dimena sotto il dolore degli spasmi che la percorrono incessanti.
Un’ora dopo tutto è concluso.
Cisca, visibilmente provata, scivola in un sonno ristoratore sopraffatta dalla stanchezza ed io mi ritrovo rannicchiato vicino mia moglie stringendo delicatamente tra le braccia mio figlio, nato in una grigia mattinata all’interno di un anonimo centro commerciale nel bel mezzo della fine del mondo. Il tepore del suo corpicino contro il mio petto comincia a farsi largo dentro di me trasmettendomi nuovo vigore e alimentando sempre più la speranza che nonostante tutto l’orrore che stiamo vivendo, nonostante ogni cosa sembri destinata a finire in mezzo a tanta morte, la vita si ribella a questo triste destino facendosi tenacemente largo tra le avversità con tutte le sue forze per reclamare il suo posto nel mondo, come un fiore che si aggrappa ai raggi del sole per sbocciare anche in mezzo ad un pantano.
-Ichi-
Tuesday, September 18, 2007 10:26 PM
Nel pomeriggio la quiete viene rotta dal rumore di spari che riecheggiano in tutto il centro commerciale. Cisca dorme ancora un sonno profondo mentre Liz, che mi stava aiutando ad accudire mio figlio, si volta a guardarmi tremante sperando di capire dal mio sguardo cosa significhino quegli spari. “Stai calma e resta qui con lei, sarete più al sicuro, intanto vado a vedere cosa stà accadendo” e nel dirle questo le affido mio figlio ponendoglielo tra le braccia.
Gli spari provenivano dai livelli superiori e correndo lungo le rampe delle scale raggiungo velocemente il piano terra. Tutto sembra apparentemente normale ma quando, passando vicino l’atrio principale, getto distrattamente lo sguardo oltre la saracinesca che chiude l’ingresso principale resto pietrificato. Decine e decine di persone si stanno lentamente accalcando davanti il Big One trascinandosi tra le carcasse delle automobili ormai distrutte. E’ uno spettacolo orribile a vedersi, persone martoriate dalle ustioni la cui pelle carbonizzata resta ancora attaccata in grossi brandelli al corpo, persone mutilate dalle esplosioni e dai crolli, sfigurate, che si trascinano affamate e disperate accompagnate da un coro di lamenti indicibili, persone come noi ma che al momento della tragedia non sono state altrettanto fortunate da trovare un luogo sicuro dove rifugiarsi. Nessun essere umano meriterebbe un destino simile…le lacrime mi scendono copiose lungo il viso e a questo punto non ho neanche la forza di trattenerle, immaginare l’orrore in cui siamo piombati è un conto ma vederlo con i propri occhi è tutta un’altra cosa. Per un momento avverto l’impulso di precipitarmi verso di loro per accoglierli, per aiutarli e curarli, ma poi capisco che è del tutto inutile, il destino di questi sfortunati è stato deciso nel momento in cui le radiazioni li hanno investiti in tutta la loro intensità durante le esplosioni. Molti di loro non sopravvivranno neanche alle prossime ore…per quanto triste possa essere non posso fare nulla per aiutarli, devo pensare alle persone che sono con me sane e salve all’interno del centro commerciale, ho una responsabilità nei loro confronti ed è per loro che devo mantenere i nervi saldi.
Improvvisamente altri spari si levano dall’alto destandomi dai miei pensieri e mi dirigo verso le scale che portano al tetto. Lì trovo Batista e John, anche loro richiamati dal rumore, e insieme raggiungiamo la porta che da accesso al tetto. In quel momento rientrano Phil, Bob e Frank.
Phil con espressione soddisfatta ride di gusto e rivolgendosi a Bob gli dice “Ah ah ah hai visto come ho fatto saltare le cervella a quei poveri coglioni? I loro cervelli schizzavano dappertutto”. “Si hai ragione capo” risponde divertito Bob “è come quando sparavamo ai cocomeri, ma questo è ancora di più divertente. Finalmente abbiamo trovato un modo per ammazzare il tempo…e non solo quello ah ah ah”.
Ora sono a pochi passi da noi e si accorgono della nostra presenza, Phil in preda all’esaltazione si rivolge sempre più arrogante verso di noi “Che cazzo avete da guardare voi!!! Ora avete capito chi comanda qui no? Toglietevi dalle palle prima che decida di riempire di piombo anche i vostri fottuti culi!!!
Batista non aspetta neanche che finisca di parlare che si avventa su di Bob e Frank. Vedo Phil girarsi verso di lui e dire “bene cazzone te la sei cercata, vuol dire che oggi faremo un po’ di straordinari, è ora di fare pulizia qui dentro!” e puntandogli la pistola preme il grilletto, CLIK CLIK. “Porca puttana ho finito le pallottole” impreca incazzato.
Per una manciata di secondi resto in silenzio, incredulo di quanto appena visto, ma poi rabbia avvampa dentro di me come mai era accaduto prima e in un lampo mi ritrovo davanti a Phil ergendomi imponente di fronte a lui. Colto alla sprovvista dal mio rapido movimento resta inerme a guardarmi trattenendo il fiato mentre le mie mani disegnano rapide e sinuose un’arco davanti il suo petto. Un’istante dopo e un getto di sangue si sprigiona torace strappandogli un grido di dolore. Lo afferro per il collo prima che possa stramazzare a terra e lo guardo con occhi carichi d’odio “TU…BESTIA…”gli sibilo contro “ERANO DELLE PERSONE QUELLE CHE TI SEI BRUTALMENTE DIVERTITO AD AMMAZZARE…PERSONE SPAVENTATE E DISPERATE CHE CERCAVANO SOLO UN LUOGO SICURO DOVE RIFUGIARSI…E TU LE HAI AMMAZZATE BESTIA!”
Sento crescere il desiderio di porre fine all’esistenza di questo verme e sto per farlo quando si affacciano nella mia mente i volti di mia moglie e mio figlio, questo basta a farmi riprendere il controllo e lo lascio cadere per terra privo di sensi. Bob e Frank sono rimasti tramortiti sotto i pesanti pugni di Batista che già è intento a legarli. Li carichiamo di peso e scendiamo al livello inferiore chiudendoli dentro una stanza legati come meglio possiamo.
Intanto uno scoppio fragoroso si abbatte contro la saracinesca all’ingresso. Raggiungiamo in fretta l’atrio principale giusto il tempo di capire che le persone che si trovano fuori stanno tentando di sfondare la porta lanciandosi con una macchina contro l’ingresso. Il secondo impatto è violento tanto quanto il primo ma per fortuna la porta stà reggendo bene e non sembra aver riportato grandi danni. La macchina invece è sembra pesantemente danneggiata e ormai inservibile visto che la stanno abbandonando per prenderne un’altra. “Presto” urlo verso Batista “se riescono ad entrare saremo spacciati anche noi, vai sul tetto e lancia loro qualche pacco di viveri, è la nostra sola speranza di guadagnare un po’ di tempo” Batista non se lo fa ripetere due volte e dopo poco quei poveracci cominciano ad avventarsi sulle scatole che Batista lancia a terra dall’alto. La notte comincia a scendere su di noi e lentamente così come si era radunata, la folla comincia a disperdersi lasciando il posto ai cadaveri rimasti per terra.
-Ichi-
Wednesday, September 19, 2007 10:18 PM
Verso le 4 di mattina le luci del centro commerciale si accendono improvvisamente e dagli altoparlanti comincia a diffondersi una leggera musica di sottofondo. Ci svegliamo improvvisamente colti alla sprovvista da questo improvviso cambiamento e ci guardiamo attorno nel tentativo di capire cosa stia succedendo. Mio figlio comincia a piangere per il brusco risveglio ed è solo grazie alle premure di Cisca che dopo un po’ si calma. Sguscio fuori dal sacco a pelo e con John e Batista ci dirigiamo ad ispezionare i livelli superiori. Arrivati al secondo livello notiamo che del sangue macchia il pavimento come una lunga scia, come se qualcuno ferito si fosse trascinato lungo il corridoio. Seguiamo le tracce di sangue che salgono attraverso le scale fino al livello principale. Arrivati nell’atrio veniamo colti dal panico, le tracce di sangue si perdono oltre l’ingresso principale del Big One svanendo nell’oscurità della città, la saracinesca è completamente alzata e le porte a vetro si aprono e chiudono ritmicamente verso l’esterno. L’alba non è ancora sorta e per fortuna fuori non c’è nessuno. John si avvicina alla porta e comincia ad armeggiare nel tentativo di bloccarla mentre io e Batista, colti da un atroce dubbio, corriamo verso la stanza dove poche ore prima avevamo rinchiuso Phil, Bob e Frank. Quando arriviamo troviamo soltanto Bob e Frank, di Phil nessuna traccia, al suo posto soltanto le corde con cui lo tenevamo legato che ora giacciono per terra tagliate. Bob ride odiosamente della nostra stupidità elogiando la bravura del suo capo nell’essere riuscito a fuggire in barba a noi. Frank invece inveisce contro Phil colpevole di averli abbandonati pensando solo a se stesso senza prendersi nemmeno la briga di liberarli. La situazione è critica…lasciare la porta aperta è estremamente pericoloso non tanto per le persone che potrebbero entrare ma soprattutto per le polveri tossiche che penetrerebbero all’interno condannandoci tutti. Batista, furioso, vorrebbe scagliarsi contro di loro per sfogare la sua rabbia ma in qualche modo riesco ad evitare che la situazione degeneri ulteriormente. Parlando con Frank riesco a sapere in che modo poter disattivare l’impianto generale della corrente e permettere quindi alla saracinesca di abbassarsi e alle porte di chiudersi ermeticamente. John nel frattempo ci raggiunge e viene messo al corrente delle vitali informazioni. Ci dirigiamo verso l’impianto elettrico che da energia tutta la struttura e grazie a John riusciamo a disattivarlo proprio quando la flebile luce del sole attraverso le nubi comincia a fare capolino sopra i tetti dei palazzi. Stanchi ritorniamo ai nostri letti rassicurando Cisca e Liz che non è successo nulla di cui preoccuparsi. Siamo di nuovo al sicuro…isolati tra queste mura dal resto del mondo…ma non posso fare a meno di chiedermi per quanto ancora riusciremo ad andare avanti in questa maniera.
-Ichi-
Wednesday, September 19, 2007 10:19 PM
3° giorno
La pioggia continua a cadere senza sosta e nulla sembra far presagire la sua fine. Durante la mattinata trovo finalmente un po’ di tempo da trascorrere con Cisca e il nostro bambino. Cisca resta sotto le coperte, si stà lentamente riprendendo dalle fatiche del parto ma è ancora debole, tuttavia mi sorride dolcemente mentre culla tra le braccia il piccolo.
“Non abbiamo ancora deciso che nome dargli” mi bacchetta teneramente,
“Hai pensato a qualche nome?” le chiedo,
“Si” risponde prontamente “a dire il vero un nome ce l’avrei…considerando la tenacia con cui questo piccolino si è aggrappato alla vita per venire alla luce può considerarsi un eroe” sorride “quindi mi piacerebbe che si chiamasse Hiro, che ne pensi?”.
“Penso che sia davvero un magnifico nome Cisca” le rispondo compiaciuto “da oggi allora il nostro piccolo eroe si chiamerà Hiro!” e così dicendo lo prendo tra le mani alzandolo verso l’alto.
“Hiro!” ripeto solenne il suo nome gustandomi il suono di questa parola. Lui mi guarda divertito con quel suo viso paffutello e mi parla attraverso quell’incomprensibile linguaggio che solo i neonati conoscono, fatto di tanti “gnè” e “nghè”. Poi il sorriso svanisce lentamente dalla sua faccia, si irrigidisce ed un odore atroce comincia a diffondersi da lui…dopodiché torna sorridente come prima come se nulla fosse.
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“Maledizione…l’ha fatta…” borbotto a bassa voce…
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Attimi interminabili trascorrono poi gli altri si voltano avvertendo “qualcosa” nell’aria e cominciano a fissare inorriditi Batista il quale sentendosi osservato scatta in piedi esclamando “Che avete da guardare! Io non c’entro niente…se fossi stato io vi assicuro che ve ne sareste accorti, oh se ve ne sareste accorti! Guai a svegliare l’animale!!!” e nel dire questo non si capisce se si stia difendendo o se se ne stia vantando…
“Liz” grido “ti avevo mandato a prendere dei pannolini, dove li hai messi?” …tempi duri mi attendono, tempi duri…
E così tra un pannolino e un altro trascorre il resto della mattinata.