Cyberelfo
Tuesday, March 28, 2006 8:51 AM
1)In seguito alla nuova legge elettorale (legge 21 dicembre 2005, n. 270), l’elettore ha a disposizione una sola scheda
elettorale per la Camera, ed una scheda per il Senato. In entrambe sono raffigurati i
simboli delle liste in competizione, rispettivamente, nella circoscrizione o nella regione.
I simboli delle liste appartenenti alla medesima coalizione appaiono riprodotti in linea
verticale, uno sotto l’altro, su un’unica colonna. L’elettore esprime il voto tracciando un
segno sul simbolo della lista prescelta. Non è possibile manifestare “voto di preferenza”
per candidati; la lista è, infatti, “bloccata”: i nomi sono cioè presentati in un ordine
stabilito.
Il voto espresso per la lista produce effetti anche in favore della coalizione di cui
la lista fa parte.
2) Riparto dei seggi
Per l’elezione della Camera il riparto dei seggi si effettua su base nazionale, con
successiva attribuzione alle circoscrizioni. Accedono alla ripartizione le coalizioni che
abbiano raggiunto complessivamente, sommando le cifre elettorali nazionali di tutte le
liste componenti, il 10 per cento del totale dei voti validi, purché almeno una delle liste
collegate superi il 2 per cento, o sia rappresentativa di minoranze linguistiche (in tal
caso, presente esclusivamente in una circoscrizione territoriale di una regione il cui
statuto riconosca particolari tutele, nella quale la lista abbia ottenuto almeno il 20 per
cento dei voti circoscrizionali). Sono ammesse, altresì, le singole liste non collegate che
abbiano ottenuto almeno il 4 per cento dei voti validi nazionali, nonché liste collegate a
coalizioni non ammesse, ma che abbiano raggiunto singolarmente tale soglia, oltre a liste
rappresentative di minoranze linguistiche (sempre alla condizione di aver ottenuto il 20
per cento dei voti validi nella propria circoscrizione).
3)Tra le coalizioni e le singole liste ammesse sono ripartiti complessivamente 617
seggi (ad eccezione, dunque, dei 12 seggi della Circoscrizione estero e del seggio della
Valle d’Aosta, attribuito con metodo maggioritario uninominale), utilizzando la formula
proporzionale dei quozienti interi e dei più alti resti1. Ciò si verifica se, al termine di
questa operazione, una delle coalizioni o delle liste singole abbia ottenuto almeno 340
seggi (corrispondenti circa al 55 per cento dei seggi da assegnare); in caso negativo, la
quota di maggioranza (340 seggi, appunto) viene attribuita alla coalizione o alla lista
singola con la maggiore cifra elettorale nazionale. Si procede, di conseguenza, alla
ripartizione dei restanti 277 seggi tra le altre coalizioni o liste singole.
I seggi conquistati da coalizioni sono poi ripartiti, sempre sul piano nazionale, tra
le liste componenti. A ciascuna ripartizione interna sono ammesse le liste che abbiano
ottenuto almeno il 2 per cento dei voti e la maggiore tra le liste eventualmente sotto tale
soglia (oltre alle liste collegate rappresentative di minoranze linguistiche, con le
caratteristiche prima richiamate). Anche in tal caso, viene utilizzata la formula dei
quozienti interi e dei più alti resti.
I seggi complessivamente spettanti a ciascuna formazione politica sul piano
nazionale sono poi suddivisi tra le 26 circoscrizioni, in rapporto alla distribuzione
territoriale dei voti delle coalizioni e delle singole liste.
Per l’elezione del Senato il riparto dei seggi si effettua esclusivamente su base
regionale. Sono ammesse le coalizioni che ottengano il 20 per cento dei voti validi della
regione, nonché le liste singole che raggiungano l’8 per cento (comprese le liste che
abbiano tale percentuale pur facendo parte di coalizioni non ammesse). Tra le coalizioni
o le singole liste ammesse si procede al riparto dei seggi senatoriali spettanti alla
regione, applicando la formula proporzionale dei quozienti interi e dei più alti resti.
Qualora, con tale operazione, nessuna coalizione o lista abbia ottenuto la quota di
maggioranza corrispondente al 55 per cento dei seggi della regione, tale cifra viene
automaticamente attribuita alla coalizione o lista singola con il maggior numero di voti.
Il restante 45 per cento dei seggi è ripartito tra le altre coalizioni e liste singole.
1 La formula, in generale, si applica determinando innanzitutto il “quoziente elettorale”, corrispondente
alla parte intera risultante dalla divisione del totale dei voti validi delle formazioni ammesse per il numero
dei seggi da assegnare; e, successivamente, dividendo la cifra elettorale di ciascuna formazione per il
quoziente così ottenuto. Al termine di tali operazioni, i seggi non ancora attribuiti sono assegnati secondo
l’ordine dei resti (cioè, del numero di voti eccedenti i quozienti interi).
4)I seggi conquistati da coalizioni vanno poi suddivisi tra le liste collegate (sempre
utilizzando la formula dei quozienti interi e dei più alti resti).
A questo riparto interno sono ammesse le liste collegate che abbiano conseguito almeno
il 3 per cento dei voti validi regionali.
Il sistema descritto per il Senato non si applica, però, a tutte le regioni. Per la
Valle d’Aosta, il Molise e il Trentino-Alto Adige sono, infatti, previste alcune discipline
specifiche. La Valle d’Aosta elegge l’unico senatore con sistema maggioritario semplice.
Il Molise elegge i due senatori spettanti con sistema proporzionale regionale, senza
correttivo maggioritario. Il Trentino-Alto Adige conserva, infine, il precedente sistema
elettorale misto: sei senatori sono eletti, con sistema maggioritario semplice, in
altrettanti collegi uninominali (tre nella provincia di Trento e tre in quella di Bolzano,
definiti dalla legge 30 dicembre 1991, n. 422, allo scopo di valorizzare la distribuzione
territoriale dei diversi gruppi linguistici); mentre l’ultimo senatore è eletto in base al
recupero regionale dei voti non utilizzati.
QUANDO SI VOTA
Per le elezioni politiche si vota domenica 9 aprile 2006, dalle ore 8 alle ore 22, e
lunedì 10 aprile 2006, dalle ore 7 alle ore 15; gli elettori che si troveranno nel seggio
alla scadenza degli orari stabiliti saranno ammessi a votare nell’ordine in cui sono
presenti.
Per l’elezione della Camera voteranno coloro che siano iscritti nelle liste elettorali
mentre, per l’elezione del Senato, voteranno quelli, tra i predetti elettori, che
compiranno 25 anni di età a far data dal 9 aprile.
Con riferimento alla Camera dei deputati il numero degli elettori, compresi i
residenti all’estero, secondo le risultanze della revisione semestrale del 30 giugno 2005,
risulta essere di 50.317.812 (24.246.420 maschi e 26.071.392 femmine).
DOVE SI VOTA
Si vota su tutto il territorio nazionale. I comuni interessati sono 8.101. Le sezioni
elettorali dove si vota sono 60.798.
Gli elettori si recheranno a votare nella sezione nelle cui liste elettorali sono
iscritti e che è indicata sulla facciata della tessera elettorale. Qualora, prima delle
elezioni, il comune invii un tagliando di aggiornamento da applicare sulla tessera, gli
elettori dovranno recarsi all’indirizzo che risulta dal tagliando.
COME SI VOTA
Per l’elezione della Camera l’elettore esprime il voto tracciando, sulla parte interna
della scheda, con la matita che gli viene consegnata dal seggio, un solo segno, comunque
apposto, nel rettangolo che contiene il contrassegno della lista da lui prescelta (o del
candidato per quanto riguarda la regione Valle d’Aosta).
Per l’elezione del Senato il voto si esprime tracciando, sulla relativa scheda, con la
matita, un solo segno, comunque apposto, nel rettangolo che contiene il contrassegno
della lista prescelta (o del candidato per quanto riguarda le regioni Valle d’Aosta e
Trentino Alto Adige).
Per quanto concerne i residenti all’estero si rimanda alle indicazioni contenute
nell’apposita scheda di riferimento.
CONSIDERAZIONI SULLA NUOVA LEGGE ELETTORALE
Ieri ho partecipato ad un'incontro dibattito organizzato dalla comunità CITTAINSIEME presso la Parrocchia S. Pietro e Paolo di Don Resca sulla nuova legge elettorale a cui hanno partecipato e relazionato una Docente di Diritto, il Presidente del Consiglio comunale Roberto Commercio (LEGA-MPA) e il Senatore D'Agata (DS).
Dal dibattito è emersa una insoddisfazione trasversale sia tra i politici presenti che tra i cittadini su questa legge elettorale che favorisce la PARTITOCRAZIA, che non permette un rinnovo effettivo del parlamento, che disaffeziona i cittadini dalla politica, che fa venir meno il legame territoriale con i propri candidati...
La domanda dei cittadini è stata spontanea: perchè allora varare una simile legge?
Con franchezza il Presidente Commercio ha dovuto ammettere che questa legge è stata votata dai parlamentari della maggioranza sotto promessa di un posto sicuro nella nuova legislatura (magari anche per parenti e affini) e a questo si è aggiunto il commento del Sen. D'Agata e della Docente di Diritto che hanno sottolineato come questa legge vada in contro tendenza con la linea di sviluppo del sistema Italia e sia stata fatta in fretta e furia (un colpo di mano di fine legislatura) senza un accordo bipartisan che sarebbe stato quantomeno opportuno se non necessario.
Inoltre è emerso come questa legge sia una legge fatta ad hoc per mettere in difficoltà un centrosinistra dato x vincente e non consentirgli di poter governare con la stessa stabilità con cui ha governato berlusconi come ha ammesso candidamente il Presidente Commercio...
Un vero e proprio bastone tra le ruote... Bell'esempio di correttezza Istituzionale Presidente Berlusconi.
Riassumo utilizzando le parole di uno dei firmatari della legge, il ministro delle Riforme: "Questa legge è una porcata"