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lipapa
Saturday, December 20, 2003 5:27 PM



ciao a tutti...
sono lipapà.






[Modificato da lipapa 20/12/2003 17.33]

[Modificato da lipapa 20/12/2003 17.34]

blueshot
Saturday, December 20, 2003 6:59 PM
BENVENUTO...
Benvenuto tra noi!
Ogni nuovo arrivo è una festa dentro la festa
D.
Caleidos
Sunday, December 21, 2003 10:23 AM
L'orso papavero - Il giardino che si era addormentato


Autrice: Ruth E. Saltzman
Illustratrice: Catherine Deeter

Prologo
Una volta, una luna fa, la primavera non arrivava mai...

"Guarda un po'..." disse sospirando la mamma di David e di Ida, guardando fuori dalla finestra della cucina. "Dovrebbe essere già qui, ma sembra ancora inverno. Fa così freddo, e neanche un fiore è spuntato!" "Eh sì..." aggiunse poi, scuotendo il capo. "Una primavera senza fiori, non è una primavera." Poi bisbigliando, quasi senza farsi sentire, disse ai bambini: "La primavera...non arriva proprio!"
"Davvero?" domandò Ida. "E perché? Cos'è successo?"
"Non preoccuparti!" soggiunse David. "Li troveremo noi. Troveremo noi un po' di fiori per te."
"Sarebbe bello davvero..." replicò la mamma, sorridendo tra sé. E di nuovo si voltò verso la finestra.

...E così, David e Ida uscirono a cercare la primavera...

Tempo era di primavera,
che però non arrivava.
Nessuna foglia avevano gli alberi.
Nessun uccello sui rami...cantava.

Il giardino era senza vita,
senza colori, tutto spoglio.
Niente gemme; niente germogli;
neanche una foglia di trifoglio.

I bimbi, qui e là vagando
cercavano invano un fiore.
Guardarono attenti, in ogni angolino;
cercaron per ore ed ore.

Guarda in su, guarda in giù,
proprio nulla si trovava.
Quand'ecco...d'un tratto, si udì russare
Un coso (CORSIVO) per terra là giaceva!

"Chi sei tu?" chiese David, coraggioso.
Nessun rispose...silenzio profondo.
Forse un grugnito?...Forse uno sbadiglio?
Era Quel Coso, un coso grosso...e tondo!

Un orso sonnacchioso,
dormiva bel bello.
Le zampe aveva d'oro, freddo il nasone,
marrone era il peloso mantello.

Niente paura, perché l'orsone
sembrava proprio un bambolotto,
fiori spuntavan tra i suoi lunghi peli
e dalle piante dei piedi sotto!

Ma tra le zampe, accanto agli artigli,
un oggetto strano c'era:
una catena, un orologio d'oro
che segnava "È quasi primavera!"





Scusi il disturbo, signore."
sussurrano i bimbi. "Senta un pochino,
lo sa che lei sta dormendo
e russando nel nostro giardino?"

L'orso si svegliò, con un sospiro,
"Mi sento stanco, son tutto rotto:
passata è ormai la primavera.
Forse ho dormito troppo!

"Mi presento a Lor Signori.
Son Papavero, l'Orsacchiotto.
Tu sei Ida? Tu sei David?
Vi riconosco dal vostro aspetto!"

"Oh, piacere!" dissero i bimbi.
Rispose l'Orso: "Piacere mio!".
"Vi aspettavo, cari amichetti.
Che felice oggi son io!"

"Or che ci siete, cominciamo!
C'è tanto da lavorare!
I semi dobbiam piantare, i fiori far crescere...
la primavera deve tornare!"

Con gesto fulmineo, le zampe allungò,
si vide un gran bagliore
e scintillanti petali, semi lucenti
volar con aureo fulgore.

Una zampa infilò poi nel panciotto,
e semi ai bimbi distribuì a manciate.
"Un po' di questo, un po' di quello:
avanti, coraggio, seminate!

"Fanno i semi germogliare,
grandi alberi, fiori colorati!
Piantateli un po' dove c'è sole,
non dove son da ombra riparati."

Gli artigli aprì, grattando il terreno,
si diede una scrollata.
"Forse è meglio..." poi disse,
"se anch'io do una rastrellata!"

Poi si fermò, grugnendo perplesso,
"Amici miei, gr-grrrr, mannaggia!
Qui c'è un problema.
Manca un po' di pioggia!"




Soffiava una grassa nuvoletta in cielo
guardando i solchi di terra polverosa.
Lassù mirando, Papavero la chiamò:
"Dacci un po' d'acqua...Suvvia, sii generosa!"

Danzavano i bimbi, l'orso saltellava,
mentre le gocce bagnavano i capelli.
Fiori spuntaron, nei solchi di Papavero,
brillò l'arcobaleno, coi suoi colori belli.

Si levò un turbine, variopinto e improvviso,
di insetti e fiori, animali e uccelli,
farfalle, calabroni e colibrì,
fiori di campo, dolci piselli.

Gigli tigrati, denti di leone,
mughetti, margherite, di tutto un po'...
Bau-bau facevan le rose canine.
Sembrava d'essere in uno zoo!

Ed uno stormo d'uccelli cantava
con coro d'insetti e raganelle;
sull'erba danzavano gli scoiattoli
con chiocciole, topini e coccinelle.

Tutti insieme, in pompa magna,
marciavano tra gli alberi contenti,
e qui e là, mentre camminavano...
spargevano semi lucenti.

Gridò un bruco a tutti quanti:
"Come vorrei tanto volare.
Ma non ho ali, zampe, né niente ...
ditemi voi: come posso fare?"

Rispose Papavero, con gentil grugnito:
"Non tutto è come può sembrare,
poiché la vita fa grandi sorprese.
Niente è impossibile: basta...sognare!"

Ed il bruchetto, con un sorriso,
tutto s'avviluppò
in una casa piccina e dorata
e più tracce di sé non lasciò.

Papavero toccò quel bozzolino,
con le sue zampe grosse e dorate,
e una farfalla fece capolino
con le sue ali, belle e colorate.



Nel giardino era tornata primavera,
il grigio inverno era terminato.
I bimbi sorridevano felici.
"Che prodigio!" Papavero esclamò estasiato .

Tesseva un ragno il suo filo d'oro...
Il tocco magico finale.
L'Orso, gentile, gli sussurrò:
"Grazie, amico! Sei proprio speciale!"

Era arrivata l'ora dell'addio,
e negli occhi dell'orso, umidi di pianto,
videro i bimbi prati fioriti
e cieli azzurri, primaverile incanto.

"Addio!" disse Papavero, con un inchino
Non siate tristi, amici miei.
Con tanto affetto vi ricorderò.
E l'anno prossimo, tornerò da voi!"

Senza altro dire si congedò,
e sul terreno, ben innaffiato
un mazzo di papaveri fiorì
di polverina d'oro ammantato.

Suonava nell'aria una musica,
cantava il vento un bel ritornello.
Quando la musica cessò,
sussurrarono i bimbi: "A presto, Orsacchiotto bello!"

E a casa rientrarono, carichi di fiori,
con tante storie da raccontare:
di semi, di farfalle parlanti,
e dell'Orso volevan narrare!

La mamma li ascoltò, con un sorriso,
e ricordò, insieme con loro,
che anche lei, quand'era piccina,
incontrò l'Orso, con le Zampe d'Oro.

Così Ida imparò, e or lo sapete anche voi,
perché a primavera è festa.
Perché un orso dal letargo s'è svegliato,
e gelo più non resta.

Primavera viene, primavera va,
ma David già lo sa...
che un orso addormentato, coi fiorellini ai piedi,
si sveglia e danzerà.





Cari bambini di tutto il mondo,
Abbiate cura del mio giardino.
Molto ancora c'è da fare.
Ci vuole un giardiniere, per il mio giardino.
Chi mi vuole aiutare?
Tutta la Terra è un giardino.
Crescendo, lo potrete imparare.
Cercatemi un po', quando i fiori crescono.
Io voglio voi tutti incontrare!

Con grande affetto,
L'Orsacchiotto Papavero




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